lo.
'so ) C( j
? ( ^'l Genere di quadrupedi, dell'ordine de* carnivori
n ' 0f 4 i < r ,, ot . ltle de ’ pedimani. uno de cui caratteri si è di avere la^ tS °' * (Uon"ci ^ kutgki peli. (Aq)
^ pi'titie /* *# * ^ dasys,dasu. (Da dasys peloso.) GenereLcnireiro per un solo albero esotico dicotiledoneC(, $i delta iiCe ^ Ut i monopetali e regolari , della penlandria tnonoginia;h <l£ a i l >er ’ e * lle foglie a / di sotto pelose . e per la corolla campami -
i^o 71 ( ì ll,t l Ha pelosa ' (A<l) (N)
_ f, > ^i Cc _ £> LU ‘^i P°sto avverò. Lo stesso che Asolo a sola. F. A so-lesolo I „ r ' ^ 0nf l • A/es. f. #7. Freni , senza de* (inali resta da solo
Ut *om s ,„ ec i CN)
5 U|,| iiii. y ! M X Posto avverb. = Da capo a piedi. Lat. a stimino adSgomina. ciò clie v* è da sommo a imo.clj * c su$.; a t0 a * basso. Ar. Far. 2Ò. t 3 f. Glie rami e ceppi e tron-C>»ilT' Non cessò di gittar nelle hell’onde , Finché daj*-* 1 ’ Ou,^ 1 ' 110 Sl j Ghe non furo mai più chiare né monde. (M)
Ma»/. • aa \ ) che anche si dice D’assai. Posto avverò, in vece d'ag-
DASO
fpla.
J ll :SÌUs. Eia fatti-, contrario di Dappoco. Lat. praestans,
*u ai,,! % x ‘P‘ r °s. Dior. S. Greg. Perchè si tengono dassai , pc-
'tesse,. ij U ?.° C01 *discendono agli uomini umili. Frane. Sacch. nov.. 10 Silo ... a Cl “-’ne fu , secondo cavalier di corte, dassai (pianto alcun3 ° SU| io nJ I 111 ' ^ a:. D’assai, cioè eia molto. Fir. li‘in. 2. 5. Perchè3 ^es so ’ UOU , 0 e ‘(osa.-ii marito.
p"i Ca f' tu le tra il nome e Vaccompngnunomp. F. Assai, §-i8,3. (N)7r 10 dis-i 1V ] Za awei ò- di Cotanto, Cosi, Mollo.] D/uit. Inf. 2$. 12$.C/S C P° eta = Or fu giammai Gente si vana come la Sanesc ?s >54l *c ciu ,: a hrancesca si d’assai.
IC- iia-n. finite™. Add. in. pegg. di Dassai. —, Dassaiaccio ,* I! ’ 7 -Z4 n ,f' Nò mai vedesti la piò dassajaccia. (V)e Ph ... » U JS-SU-r.rn..r rr i , c..
. I 'i-estcj. a " J '°'*')' ; --za.[ó;/;]rtjt. di Dassai. [P. A dR ufficiatati, AltitudineC- O' - . 1Ì0. , f aperarè. —, Dassaiczza, sin. Lai. prompliludo , aptitu-ì'reTf f'att. gov. finn. Kra donna di grande dassajczza. Fr.sn. l’elle' , “^era la dassajezza di Maria. Cecch. Dot. 2.,/. Ma3 _^ t5 sn s u ^ j 1 escano ( le fanciulle ), La santità si fogge, e beneai “*’ op Qra '"Sgon con lei le dassajezze.
!},'?• 2. jj a ; Css ? condotta da chi c o si reputa d’assai.] Cecch.Mo-tote® et| - * cp ,na ‘ aveva in bocca Allro che le sue tante dassajezze.
o,.* 1IIi 'ide. . .‘"pS 1 ) Oas -sa-ré-ti. Antichi popoli della Macedonia. (G)hf 1 ',’§•) Das-sa-rì li-de. Sm. Paese abitato da' /lassateti,
hi tl - * rr nelL ’ Albania fGÌitìv" 1 ' ‘OIìl'i 0 ‘ tI<£ dell' Annoverese. (G)b tS( ‘"’e b, . ‘ od-) Dàs-se-ri. Discepoli del bramino incaricato d' i-Z UC) . Da''^'“ u - CM't) r
r «i. * >osl ° aarerb. — Nell' ultimo lungo, [Da ultimo.
^ G. ^ J '> Ua ZCZz o, sin .] Lat. postremo, novissime. Gr. rò nXtv-^ ? Aliavi *d ' 2 ' fu porta san Piero dussezzo colla ’nsegna
• . '” l uavi, p ’ u * ^ 01 * u porta san riero dussezzo colia nsegna,’V /i( ls n t:tr ‘ Ca p. 4 ' Che far già primi, e quivi cran dassez/o.
nella Persia. (G)
( 0 e 0 r, \ u n G - r. e dt'DatiscaXat. clastica Lin.(Aq)(N)
ài" Wfi One»; Ja ' s b-ra. Antica città dalla Grande Armenia. (G)f e ,, ( Ca * si f ece ' Parole q numeri che esprimono il tempo e il luogo(|j' Cc - ;] neh' 1 con tratto , si spedi una patente, si scrisse una lei-' ini dai, sl ? Sìa guisa ch'usavano apporvi i Latini-, datura eie.Ani tr, '° sci)jj/” C al, °.’ e va ' dunque il tempo od il luogo , in cuiIla,, ' ^'oisin, ," CI 1? 0 s * dà , si consegna alla tavoletta , alla carta ec.)Cc. '? v ‘gor' e i B r a7.ie dal di della dita, non dell’esecuzione,Wil \ <;i " la ilat. e .‘- Con-. 3. tj. Ma se pur fosse venuta la letteradin, 'ooslral^ ’ lì se ' a uos lra c messa Qualche dì dopo ( com’ i’* ^ e del s j„ a j rt e d. lett. 2. 12(). La lettera che V. S. mi ha man-
C|) Uf 0 . '' az ione' i n'* 1 Bonomo di Messina , in data de’ sette di Giugno.
è’ ln :11( .à ■ .‘"lumaio de’ hcnelizii ecclesiastici o simili. Lat.pisH? ie '-.Par,'. Cl, ‘ ^ dall’aggettivo data , sottinteso cosa o simile. )“ir?-® 1 Km\° C \ ,nstr -4- 2 - f trattati convenzionali che passano tra ildui, , 5 > sia ,); L , CI| H a l tempo di tali date. (V) Red. lett. Clic questo
(m»... “ ata eh a A 13 ’ ■ --
3 -e d, 1 Queste dì 3 ■ . ®‘ A. s. mi ha risposto ec. 11 Granduca nella
a v. j. e più nel| a ecc lcsiastichc va sempre scegliendo quelle perso-’W. 3210 ) [ (; r , chiesa hanno mostrato esemplarità di costumi. (A)h „ ’ e ,yale cJ Q ™f\Lat. tributtmi. Gr. fflopos. ( Dal lat. datiti ild,l a spese jj' 1 ,. C le st è nell’obbligo di dare. ) Stor. Pist. 3 y. Perh (j f® 1, Pag aie . ta ceano grandi imposte e date. É fó- Puose una gran^dini ^ - C ''altre a , " en ' e Slla - E appresso: Ragionarono di volere chei -v. 'cvassono' a ^ e:iZe ’ C ' lc * a 8 enle l ' e "° fmpcradore faceano a’cit-
^ Ai’.Notmio S /^ a a " a palla in giuocando. (Il lat. datum si trovaU,n",fiochi JT a t di 8'.“° '« dadi.). . , ,
u * c <irte a » „f, aì _ ’ zinchiate , e simili, è V alto di mescolare
«>ut t,;
i. data - Min - . Malm - C A ).
giuncatovi in
una o più girate -, onde dicesi : Ilo
‘*-' l cesì j *r. -iviin . irlaUn.
(inch e J^ *** ciascuna volta che i giuncatovi gittano la
\ CVe H:n» ltl ’ Naturi n™'*?. ? iaocate ciascuna volta. (Z)
^to (jqi?» Parole n..’ ^ on ^ lZlon e. Malta . 8 . fò- E j fatta da vicin las ’ a n-* 1 ^onimziò di questa dala. (Cioè, disposizione, modo
1 aesi ?« nr.-.^? 8 » sur
)
li y tq ìit(i , deU tl U '/ a t ' ata ’ [sulla stessa data] =s Esser della me-
'i® l'iù Vla '" e aer uno fl ., S if J! j f° udizione. Lat. ejusdem n.iturae esse.
gjj ... C ” ^
* 1 ;
’ «tj * '-U«r line. Il , -j-ietL. lUlUlUt, «. 33 ^,
qi ' tn !‘ r% Furi ul a Secondarlo , Secondare il detto
a ^Chr ^’°Pera • « r una espugnazione d’. una città ha aggna-
eglU ' C -
sgua-inali tener lo sulla data. (67oè, su que-
'cuntile^c^ ®^ 0rn * » a un mese , a due mesi ec. data. È
Piarsi
' a'‘or,.
Ue “« dt!Z
appunto
usa nelle cambiali , pagherò ec., ed indicatanti giorni , un mese , due mesi ec. dopo
es pressa nella cambiale. (Vati)
DATO 5^
Data , * Tata. Lo stesso che Deodata o Donata. V. Lat . Datha. (B)Data.me, * Dà-tiwue. JS. pr. m. Lat. Datamcs* — Generale di Aria -serse Geo , che a lui si ribellò. (B) (Mit)
Datano, * Da-tà-iio. 1\\ pr. m. Lai. Dathan. (DaU’ebr. dadi legge, cdhe/iiu esser pronto : Pronto ad eseguire la legge. ) (B)
Da tanto. Posto avverò, iti vece di aggiunto, ha nutazione a Da quan-to , e vale Di tanta snjficicnza , Di tanto valore , o g indie io , e si-mili. Lat. tam praestaus, tam peritus, aptus. Gr. htxvós. Bocc. nov .i3. 26. Fu da tanto, e tanto seppe fare, che egli pacifico il figliuo-lo col padre. E nov. 60. i5. Perciocché noi conosceva da tanto. Enov Q2. 14• Disse di farlo volentieri , se da tanto fosse, come dice-va. Lab . 1Ó6. Se il minore noni ) c da tanto, da quanto doverrà es-ser colui, la cui virtù ha fatto che egli dagli altri ad alcuna eccel-lenza sia elevato? Fir. As. g5. Io mi diedi a voltolarmi su per la pol-vere - 9 ini non Fui da tanto, che io potessi dar la volti tonda.
Datare , * Da-tà-re. N. ass. F. dell' uso che si adopera volendo indi-care il tempo da cui principia checchessia. Onda i modi di dire an-che dell' uso: A datare di quel giorno , mese , anno , che vale Daquel giorno , mese , anno in poi. (Va»)a — * Alt. Porre la data ad ima lettera. V. dell ’ uso. (Van)
Dataria. ( St. Mod.) Da-ta-rì-a. 7 \ della Corte romana. .V /7 Uffizioprelatizio , o anche cardinalizio , nella Corte di Roma , e dìcesi anchedel ÌAiogo dove si fanno tali spedizioni. —, Dateria, sin. Lat. dataria,(ludica un ufi/io, cui spetta lo scrivere il giorno e ranno degli .attieh’esco» dalla curia. Si vede quindi clic vien da data.) (B)
Djwariato , * Da-la-ri-à-lo. Sm. Ujjizio e dignità del datario. Remò. lett.t. 1. liò. 7. p. i 63. Rallegrami ec. che io a cosi gran nimisterio , co-me è il datariato di un Papa ec. (N)
Datario , Da-tà-ri-o. [Xm. Colui che presiede alla dateria .] Bern.Oii.3.7. 38. E sondo ailor le laude molto note D’un che serviva at Vica-rio di Dio In certo oflìcio che chiama» datario, Si pose a star conlui per segretario. Guicc. Stor. ? 5 . 755, Cagione principale , per laquale era stato mandato il datario.
Da tempo. * Posto avverò. = In tempo. Ar. Far. 1 7. %. Quivi for-tuna il re da tempo guida, Che senza V Orco in casa era la moglie. (M)Dateria. * (St. Mod.) Da-tc-rì-a. Sf. Lo stesso che Dataria. f r . (Van)Datide, * Dà-U-do. N. pr. m. Lat. Dalia. (Dal g v. datos frode.) (lì)Dati» * (Geog.) l_)à-ti-i. Ani. popo'i della Gallia Aquitanicn. (G)Uatisca.* (Bot) Da-tì-sca. Sf. F. G. Lat. datisca. (Da duichihis A. Lpari. pass, di daizo io divido.) Genere di piante della diecia polian-dria ^famiglia delle resede e , che hanno f aspetto della canapa , confoghe pennute , fiori incompleti e capsole uniloculari polisperme . —,Daslica , sin. (N)
Datismo , * (Lett.) Da*tì*smo. S/n. Specie di barbara ripetizione nel! c-sprimere la medesima cosa , così delta da Datìs satrapo persianoche aveva tal vizio. Lat. datismus. (Aq)
2 — * (Mus.) Sorta di canzone allegra presso i Greci , che consistevanel replicare varie volte la medesima cosa. (Aq)
Dativa , * Da-tì-va. /V. pr. f. Lat. Dativa. (B) ( Dal lat. datum , par-tic. di do io do; c vai dunque Chi dà facilmente , Liberale -) (lì)Dativo. (Gram.) Da-ti-vo. \_Add. e per lo piu sm.) Così dicono i gramma-tici il terzo caso. Lai • dutivus. Gr. Pomeri. Salv. Avvert. 2. 1. i j.Dativo quella del dare , c aUuoganla nel terzo luogo. E appresso : ILatini grammatici determinano ì'ablativo , c datinole questo titolo,come se ella convenga principalmente al tor via , e Sia contraria aldativo. Farcii. ErcoL 176. Sebbene pare che sia dativo, e ancoraquanto alla gramatica potrebbe essere.
Dativo. Add. m. Che dà. Lat. dans, da tor. Gr. di^ovs.Fr. Jac. T.2.
18. 38. Ma qui basta ebe tu arrivi, Che di vita son dativi.
2 — In forza di sost. per Datore. [F. Datore.] Fr. Giovd. Pred.R.
Iddio solo è unico dativo d’ ogni nostro bene.
Dativo. * JV. pr. m. Lat. Dativus . (V. Dativa .) (B)
Dato. Sm. F. A. Dono. ( Dal lat. datum che vale il medesimo.) Lat.munus , domini. Gr. òipoi»* Amm. Ani. 16. 2. 7. Non indugiare Iodato all’ angoscioso. E 16. 5. 2. Dice ivi ia chiosa: Lo suo dato gua-sta chi rimprovera.» S. Gio. Guatò. 3z4- Per intervenzione eli pe-cunia, cioè per dono di danari , o d’altro, dato da mano ec., il Ve-scovado di Firenze ha cc. (V)
2 — I', matematico e de' filosofi naturali. Diconsi Dati le condizionie gli accidenti noti del problema che colui che lo propone dà ossiadichiara a colui che si dispone a risolverlo , perchè gli servano dimezzo per arrivare alla soluzione ricercata. Similmente i fatti cheal filosofo naturale si danno come certi , perchè sopra vi ragioni , ene ricavi le sue teoriche. Gal. Sagg. 92. E panni, s 10 non 111 in-ganno , che 'I suo progresso ( il progresso della dimostrazione ) siamutilo, e che gli manchi una parte principalissima del dato. (B)
3 — In modo avverò. In buon dato = In abbondanza , A buon mer-dito. Tassali. Secoli, rap. 1. 5 7 . Nette canestre tor di vinco line Voi-.tavan pane , vin, torta in buon dato. (P) F • In buon dato. (N)
Dato. Add. tri. d . Dare. Lai. datos. ■ Gr. SsSo/zteos. Bocc. mtrod. j 3 .Questi ordini sommariamente dati, li quali da tutti commendati tu-rono ec., disse. A,nel. fc. Dispostolo a maggior ruma, araorte la da-trice , la data e la ricevuta progenie dannarono con infallibile sentenzia.
2 — Scorto, Accorto. (V. Addato, lo er. datos vai dolo.) I rane, ò acch.rim. 53 Arnaldo e inesser Bìndo , ciascun òrto Degli Altoviti, conraesscr Rindaccio De’ Ricasoli, il Roba dato e scorto. ( Federigo U-baldini nella Tavola di Fr. Barb. noia che Dato e tl contrario diTolto che significa Non accorto , Ignorante, e simili. Di qui vieneAddarsi, verbo usualissimo , che vale Accorgersi. ) (V)
3 _ Dedito, Inclinato, Assuefatto. Segner. Mann. Die. i3. i. Ti per-suadi clic il presente luogo del Savio difenda te dato al mormorare. (V)
4 — Destinato, Allogato, Incaricato. Stor. Bali. ir}. Imperciò non cilascia entrare nessuno uomo,se non noi, che siamo dati al suo servigio.’] )
5 — Posto, Immaginato, Determinato. V. Dato sm., §. 3 . Mcnz. Sul.