%
5 9 4 DEDUTTO
5sj' Nelle quali pretende cc. di dedurre i loro movimenti da cagionitisiche. (N)
5 — * Lavorare o Condurre a fine o Perfezionare. Dant. Par . 3o . Cotalqual io la lascio a maggior bando Che quel della mia tuba , che de-duce L’ ardua sua materia terminando. {Lat. deducere cavmcn.) (N)
6 — * ]$eli’uso , Detrarre, Diffalcare , Sottrarre e simili. ( 0 )
q — * Dedurre alcuna cosa, a pubblica notizia = Pubblicarla , Divul-garla. , Promulgarla* Laccai. Rugg. Pam . p, 242. (O)
8 — [ N. ass.] Condursi col discorso da una cosa a mi’altra- Lai. in-ferie. Gr. mDant . Par. 8 . 121. Si venne deducendo insino aquici , Poscia conclnuse : Dunque esser diverse Couvien de’ vostri ef-fetti le radici.
9 — [ E n pass. Condursi a dire 0 fare alcuna cosa. 3 Dant. Pur".14. 77. Ricominciò ; tu vuoi eh’ Pini deduca Nel fare a te ciò clie tufor non vuomi.
10 — (I,eg.) Dedurre le sue ragioni.=Proc/urre o Portare le sue ragioniin giudizio. Lctt. adducere. Gr. KpQcrdyew. Malta . 6.88. Perchè semprede jure pria si cita L’ altra parte a dedur le sue ragioni.
U —(St.) Dedur colonie = Stabilire , Fondare colonie , conducendocoloni in alcun luogo. Lami Ant. Deducendovi colonie ec.... E ad al-tro città dedotte colonie egualmente. (A)
Dedurre dilli, da Condurre. Questo significa trasportare una cosa aqualche luogo, sia reale sia figurato. Se poi si voglia esprimere il luo-go da cui la cosa si trasporta , sarà meglio adoperato Dedurne. Cosidiremo Dedurre l'acqua dal fiume. Nell’uso del Foro la voce Dedur-re presenta un’altra differenza nel sign. in cui è presa di Produrre ,Es porre ec. F.
Dbdutto, Dc-dùt-to. Add. m. da Dedurre . Lo stesso che Dedotto. F.Dant. Par. i3. j3. Se fosse appunto la cera dedotta , E fosse il cieloin sua virtù suprema , La luce del suggcl parrebbe tutta. ( Qui valeUidolta alla fi rma che L'artefice volle imprimerle , Condotta , Mo-dellata. ) h 2o.ò8. Ora conosce come il mal dedotto Dal suo bene ope-rar non gli è nocivo, Avvegnaché sia’] mondo indi distrutto. ( Quicale Conseguitalo. )
Dedtittore. (Anat.) De-duttò-re. Add. e sm. Lo stesso che Abdutto-re. F. H dedultore del dito grosso della mano e del piede chiamasimiche Tenarc, ed Ipolenar»; quello del dito minimo. Il deduttore del -Pacchio chiamasi con altro nome /'Indagatone. (A)
Deduzione , De-du-zi-ò-ne. [A/.3 II dedurre col discorso. Lat. ratio, ra-tionis concludo. Gr. eV/x©yo?. lì tu. Par. 11. 1. E per queste falsededuzioni gli uomini intendono alle cose mondane , vili e transitorie,a — (Anat) Lo stesso che Abduzione . F. (A)
3 — (Comm.) Sottrazione , Defalco. Onde Sotto la deduzione o in de-duzione della somma dovuta vale Sottraendo ciò che si è pagato.^ A)
4 — * (Mus.) Home che Guido dava alla progressione di note ascendentiper gradi congiunti. Lat. deductio. (Perche, egli scriveva, per has de -ducitur vox. ) (L)
Dee. * (Mib) Sf. pi. di Dea . F. •— Dee madri : Divinità che presede•vano alla campagna ed ai frutti della terra. Secondo alcuni mito-logi , erano le nutrici di Giove, che poi trasportate nel cielo forma-rono la costellazioni! dell'Orsa maggiore. (Mi!)
Dee. * (G<*ug.) De-c, Dea . Lat. Seteia Acustuarium, Divns. Fiume del -VInghilterra. — Lat Devana. Fiume della Scozia. (G)
Deena. * (Geog.) Dc-è-na. Citta dell' Africa nel regno di Ludamar.(G)Dbbsi. * (Rrt.) De-è-si. Sf. V. G. Lai. decsis. Gr. Shtrts. Figura chesi fa quando amplificando le. nostre miserie, pei' ottenere pietà , im-ploriamo P a fato, la fede e la giustizia di qualcuno . I Latini la dis-sero obsecralio. (Aq)
Deessa, Dc-és-sa. [Sf.] F. A. F. e di 1 Dea . Lat. dea. Gr. Siouvoc.Scn.Pisi, no. Dunque i’ non voglio che lasci, perocché diedero a cia-scuno uno iddio che si chiama Gennajo , e una deessa che si chiamaGiuno , e questi due sono chiamati Dii di natura,a — * Usato anche da moderni. Red. Leti. Agli abiti, a’portamenti, alviso avrebbe creduto V. A. S. che fossero tante deesse del Paradiso. (A)Defacolta , * De-fa col ta. Sf F. A. V. e di' Difficoltà. Quiit. Lett.
4. 7. Ove senta l’uomo alcuna defacoltà. (V)
Defalcamemto , De-fàl-ca-mén-to. [Ara.] Il defalcare. Lat. detractio. Gr,cifyodpeffis. Cr. alla v. Defalco. F,
Defalcare, De-fal-cà-re. [ Alt . Detrarre , Scemare .] — , Di falcare, Dif-falcare , sin. Lat. detrahere , deducere. Gr. à$a.ipùv. (Da folce $ quasifalce abscindere troncar con la falce.)
Defalcato, De-fàl-cà-to. Add . m. da Defalcare. —, Difalcato, Diffal-cato, sin. La/, dectractus, deduetns. Gr. à.$atp»§dt, Guicc. Stor.ig, 144. Defalcato quello che poi avessero preso Andrea Doria, oaltri ministri di Cesare.
Defalco , Dc-fal-co. [Am. Deduzione , Scemamento.] —, Defalca mento,Difalco , Diffalco, sin. Lat. detractio, deducilo. Gr. «tyodpeorjs. » Cocch .Disc. 2. 224 ■ Con qualche piccolo defalco di spesa ec. (N)Defatigare, De-fh-ti-gà-re. [Alt.] AJfatìcare^[Slancare.] Lat. defatigare,Caligare. Gr, x'x.rortoviìv. >> Salvia. Disc.i, 184- Non approva moltevolte, come allusive, e fai te per vessare e defatigaresoverchiamentc ec.(N)2 —- E fìg. Infastidire, Molestare, Stancare, Consumare. Band. ant.Che li poveri non situo dalli ricchi e potenti e con le gravi ed innu-mcrnbili spese defatigati e consumati. (A)
Defatigato , * De-fa-ti-gà-to. Add.m. da Defatigare. F. ( 0 )
Defatto, De-fàt-lo, De fatto. Avv. V* A. Lo stesso che In fatti. F.Lat.re ijwa. Gr. qj'jw. ai Magai. Reti. Fam. 4. 5 p. Bisogna ch’io te Iodifenda ec. perchè defitto aveva ec. (N)
Defecare. (Chini, e Farm.) De-fc-cà-re. Alt. Purgare un liquore, dalle im-purità , dalle fecce , o terrestrità. (Dal lat. defecare purgare.) (A)Defecato, * De-fe-cà-to. Add. m. da Defecare . Purgato dalle fecce. (A)Defecazione. * (Chim. e Farm.) De-fe-ca-zió-ne. Sf Operazione fàrma-crMica che consiste a separare col riposo le sostanze che stanno insospensióne in un liquido. (Ó)
DEFICARE
2 —* (Fisiol.) Serie di azioni vitali che si eseguono dalla fin?
delti!*-
( 0 )
uha" 11
stino ileo sino alPestremità del retto , e che hanno p er ri j c ilaiiOy}definii ivo l espulsione delle materie accumulale al di sop ra ^ e [in v
3 —* (Fisiol.) Azione nella quale i residui degli atime’d,nati per C ano. (O) ...
Dkfendere, De-fcn-de-rc. Alt. e n. anom. V. A. V. e ,.è.nò8> * ul ‘Quid. teli. 3. ,p. Con esso sono in tribulazione , e ? , 0 èplori fiero, c impierollo di longa vita. E 36. 84- Gravissidere ( difendersi ) d’esso ... Detendersi non parvo affali 00 *
Leti. t. 5. n. 227. Siate anche quello che defeuda la 11111
. Boi»
s. U
taiil’
voi la rimetto tutta. (N) f
Defensioke, De-fen-si ó-ne. Sfi V■ A.V. e dì DifeDsione,
In defensione della cattolica Fede molti libri ièce. Car. ■ n0l v(Ediz. d'Aldo 10-0.) Farò sospender la lite per qualche ? ^ 0 no rC ,clic possa aver fatte le sue giustificazioni, in defensione ct ebt cC ”dell’indennità mia. (V) Ornai. S. Greg. 2. 220. Lo stn n SS'egli venisse dinanzi al giudice in sua defensione. (Pr) .... r)ifens°f’Difensore, Do-fen-só-re. [ Ceri. m. di Oeferidere. C. A. V■e ai J . e Jcfe 11 'JBorgh. Orig. Fir. igp. A toro, come a protettori, a g, 0C j 0 , C 1 ' 11110 '’sori ec., nelle lor bisogne ricorrevano. Peti-. Uom. ili- A c 1 111
suo defensorc , non i’abbandonò. (V) Omel. S. Greg■ 2 - ' 1 -
state costoro
per
vostri defensori nel dì di tanto terrore.
;. (M
Defensorio , * De-fen-sò-ri-o. Sin.iV. Sp. ( 0 )
pros-
fior.
r. A. F. e dì Difesa.
Deferente , * De-fe-rén-te. Part. di Deferire. ChedefèrisceS e ^fjfl‘
2 — (Astr.) Uno de cerchi immaginali nel cielo dagli asir ^ aipiio' 111 \più propriamente in forza di add. dicesi de' cerchi che si fjt oJportassero il pianeta col suo epiciclo.'] ( Dal lat. def er ° ly.ó‘ JConi. Par. 16. Quando la Luna è nell’ auge del suo deferc"^ ^ ^l'epiciclo lo ccrclno ebe ha nella sua circonferenza fa 11 '/'.,, lU ',i 1Rezza del piancto, c ticn lo centro suo in sul cerchio ^f’ el 3 iO rlll<la circonferenza del cerchio deferente si muove da Occiu en J c l d.|te. Filoc. 7, fi /. Cominciò a dire ec. con elle ragione
duo portante il suo corpo ( della Luna ) allora due vo*^ ,
deferente. ,did^ » ,*.
3 —■ (Fis.) Deferente si dice anche da' fisici il corpo co/ ^
l'elettricità , cioè quello che le permette agevolmente d P aS 0 ,
ghesio la propria superficie. (B) . • ' kc s °a(c
4 — (Anat -) Agg. di alcuni vasi del corpo , [ quelli cioè r
^ stirati a trasportare alcuni umoii da un luogo all' alleo- ^
rentia vasa. Red. lett. 1. no. L’ipotesi ec. , che l’j l0V& C ' X fi app^i,tcro per i vasi deferenti degli antichi, è in tutto diversa. .^10Quanto poi a’ vasi deferenti degli antichi ec. , io me n . c ^l’esperienza. F 111 . Galeno fu il primo che fece mefl zl °vasi deferenti. iJoW eS ^
a — * Sì chiama Condotto o canale deferente, il c0> .ò,
tore de! testicolo. (A. O.) . i n ,jiìtp el ' lS
Deferenza, De-fe-rèn-sa. [Sf. Conformazione all 1 altrui ^
ma 0 rispetto.] Lai. obsequiura. Gr. & sport&lx, . ‘ nlie a
Deferire , Dc-fe-rì-re. [IV. ass.'] Conformare la sua opu u q? ^d'altri per venerazione ed islirna. Lat. conformare ^ ùid lClll i <y(Tolto dalla frase lat. deferre alieni^f} 1 j a ^suam voluntaiem , sottomettere ad alcuno il suo giudizf ’ j bjc»* lI onia. ) Salvili, disc. 2. fo3. Nc il deferire alle loro ° 1 , 11
in suggezione di schiavit’idine. 35 Fit. Piti. 408 • Pari 3 , t
cimo , che A pelle tanto deferisse al volgo. (V) ( Re *
9 —• * Dare, Concedere, Decretare , alla maniera de w
List. CÌV. I. 2 . tit. 14. ( 0 ) _ c jji
3 — [Att .3 Denunziare. Lat. accusare. Gr. iyxccXsiv. * s iurh ^ 9 (N)
4 —•* (Log.) Deferire il giuramento = Proporre che si (Or ^
alpi dia il giuramento in compnwva dell asserto. pef e _ 0 ^
Deferire diti’, da Condiscendere e da Compiacere- altrisprime l’ atto del conformare la sua opinione a T K . c pei la Lj »preferire gli altrui a’ proprii sentimenti per venera^ ^ r ia jjrCondiscendere nel proprio significa discendere
atto del conformare la sua opinione a q" ,
per venerazione» ^
..—.. . _ _ udere dalla p l
fin di prestarsi alla soddisfazione degli altri. Nel fig* X‘? V.,
clinare al volere altrui, secondare gli altrui desidem ^ ^ fa 11 t]( „idare . Compiacere finalmente è far servigio, far cosa fc |Jj0 sl |S * ^e simili. Spesso si fa identico a Condiscendere. ^ Q e t?.. ^.{i C 0 '>Condiscendere una indulgente faci
bontà rispettosa ; ilcere una bontà affettuosa.
Defe ito , De-fe-ri-to- Add. m. da Deferire. F• di r f w . ] c ° ,n ff 0..
Vili?
tifi
J'
Defesso, De-fès-so Add. m. f r . !.. Stanco,
z?'Indefesso. Lat. defessus , fessus. Gr. x/ztaizoiics. .fjavasi ;
son per gli anni pur defesso e stanco. E 2 8. t ti- H 1 '
eia andare spesso ec. , Sansa temer, dagli anni P' u ' de .
do o luogo di dici I selvaggio. ,. peC-VAi"'
Dcfettare , De-fel-tà-re. Att. F. e di' Difettare. ” a ”'!. ' n F- "a i e ‘Add. m. Lo stesso che Difetti» • (r a ^parte V allal’eto ^,.0,. C |,e
Defettivo , Dc-fet-tì-vo.
disc. 3 , gf • conseguenza in questa
fettìvo. È appresso ; Ma , come ho detto, 1'alfabetono più i suoni che i carittcri. n n7>. i^'
Df.fetto,* De-fèt-to. Sm. F. A. F. e dì Difetto. Fr. E
’l primo scusa il naturai defetto. E 2,6. ,6. W°l £l 011 ff|l |111 ’
sieri non pochi. (V) (r r di’ V'utu°'
Defettcosamkntk , De-fet-tno-sa-mòn-te. Avv. F- ’, u ale cl tsamente. Pass. ,3. E così o non fa nulla, 0 * ai 0 pfi
samente. ( Ediz. Eir- ,720.) (V) 0 . F l!SS à p»'
Defettdoso , De-fet-tu-ó-so. Add. m . F. e dì D'fet 11 10 } ^
Certa cosa è, ch’ella è molto defettuosa (la sci'-tpu &
Acciocché ’l nostro traflato non sia defettuoso. ()}f rf g. 3-4' VDefezione, De-fe-zi-ó-ne. Sfi F. L. Difètto. DiA.q-^ ■ ||a c ‘‘ìcognoscessc la sua detezione, incontanente si l ,i ] £, V- 1 ì;lica l ' c - * ''DEFiri.EE , * De-fi-cà-re. F. A. c di reg. F. e ut Fu