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Vol. II.
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5 <j6 DEGAGNA

4 [ Usato anche come sm. nel 1. signif, ] iS\ Gio. Grùost. PuoIIonondimeno vedere e considerar le belle fattezze del defunto, e avernecompassione.

Degagka. (Ar. Mes.) Dc--gna. [N/?] Rete [lunga e larga, la quale gil-tasi nel fondo degli stagni o delle paludi , e strascinasi un pezzo , epoi si cava fuori con li pesci.] Lat. decagna. (Decagna e degagna sonoscaturiti dailebr. dagli pesce, ed anas far entrare per forza, menare,costringere, radunare.) Creso. Cr. si. 52. /p Nelle valli (si piglianoi pesci) con gogolaria e degagna, e con gradelle e piccole reti. (Cosìnel ms. Ricci, e in altri testi a penna.)

Degeneraste , De-ge-ne-ràu-te. [Pari, di Degenerare.] Che degenera.Lat. degerierans , degener. Gr. àyivés. Cr. 10 i3. 1. Alcune ( agu-glie) in un certo modo ignobili e degeneranti , che appetono non so-lamente le carni vive , ma eziandio le morte. But Qui le pone lau-tore per degeneranti dalla lor virtuosa schiatta.

Degenerare , De ge-ne--rc. [ N. ass.] Tralignare , [Essere o Divenireda meno de genitori. , Digenerare , sin. ] Lat. degenerare. Gr.

rf.iri.r') x:. linee, nov. ci), so. Nobile nomo fu il tuo padre, dal qualtu non vuogii degenerare. Star. Eur. 3 . 6i- Degenerando dasuoi pas-sati ec. , ha dato aNormanni si gran parte del nostro regno.

2 * Dicesi m generale degli animali che perdono le loro qualità ca-ratteristiche , allontanandosi dal loro tipo primitivo. Imbastardire.(A.O.)

3 Fig. dicesi [ delle cose che mutatisi di bene in male , o di malein peggio , e in particolare II cambiar ] de frutti e delle piante inpeggior natura. Cr. 11. 11. ./. I semi più avaccio tralignano, dege-nerano e imbastardiscono neluoghi umidi che nesecchi. » Castigl.Cor-teg. 1. 55. I rampolli dequali ( alberi ) sempre 8assomigliano al tron-co ; e se qualche volta degenerano , procede dal mal agricultore. (N)

Degenerare diff. da Tralignare e da Imbastardire. Degenerare èdeclinare dal 8uo genere- Tralignare nel proprio è andare fuori dilinea , e per simil. Declinare dalla propria natura. Quando il cangia-mento peggiorativo di una cosa, di un soggetto, si riferisce al suo ge-nere , ed alla sua specie , dicesi Degenerare ; quando colpisce soltan-to la proprietà , la quelita , i caratteri, dicesi Tralignare. Traligna-mento per analogia esprime anche nel tìg. Allontanamento dallordine,dalle regole, dalla virtù, dalle buone abitudini, specialmente de no-stri maggiori. Imbastardire esprime un cangiamento più forte nellin-dividuo , un cangiamento nelle proprietà essenziali ; tal che più nonconserva la sua analogia con quei da cui deriva.

Degenerato, De-ge-ne--to. si dii. m. da Degenerare.- , Digenerato, sin.Lat. degener. Gr. àynrrfi. Slor. Eur. Neseguenti anni lo governarono,degenerato da medesimo. Morg. 28. 113. E veramente dal suo ge-nitore Non è questo figliuol degenerato.

2 (St. Nat.) Degenerati chiamano i naturalisti que corpi che hannoperduta per qualsivoglia cagione la primitiva loro forma o sostanza.Gab. Fis. Ferro spatoso degenerato. Miniera degenerata. (A)

Degenerazione, De-ge-ne-ra-zió-nc. [A/?] Il degenerare. Lat. degenera-tilo. Gr. ì:iTfon. Dant. Conv. 166. Qui sintende viltà per degene-razione, la quale alla nobiltà soppone.

Degenere , De--ne-re. Add. com. Che non è secondo il suo genere.

Tralignante, Degenerante. Uden . IVèc (A)

DEGEBANDO.*(Gcog.) De-gc-ràn-do. Is. sulle coste della Nuova 0!anda.(fl)Deggin. * (Geug.) Città della Nubia. (fi)

Ducili: 1; cui .a . * (Zool.) De-ghe-rèl-la. Sf Insetto dell'ordine de lepidotteri,famiglia delle tignuole, che ha le antenne lunghissime e le ali nere,con una fascia obliqua e gialla. Lai plialcna tortrix degherella Lin.(C)(N)Degli.* [Segno del secondo caso di maschio nel num. del più, si scrivedinanzi a S che altra consonante preceda. E scrivesi anche De gli,

. specialmente ne' versi, Delli, sin. V. De'.] Bocc. n0v.sy.1g. Tutto illor desiderio hanno posto e pongono in Spaventare con romori c condipinture le menti degli sciocchi, si Petr. p. 3. 18. De gli stoicipadre alzato in suso Vidi Zenone. (Gin )

2 * E pur dinanzi a semplice consonante V hanno scritto talvolta ipoeti , ma non da imitarsi. Dant. Inf, 6. Mirate la dottrina chesasconde Sotto il velame degli versi strani. (Cin)

3 * Ma innanzi alla voce Dei vuole usarsi Degli necessariamente.Petr. p. 3. 5, Ed in un tempo quivi Domita lalterezza de gli Dei,E de gli uomini vidi. Marchelt. Lucr. princ. Degli uomini piacere edeg li Dei. (Cin) (N)

4 * Scrivesi anche davanti a vocale. Bocc. lett, Soglionsi nelle no-vità degli accidenti, eziandio degli uomini più forti commuovcre./ > ctr.p. 3. 1. Che non uomini pur , ma Dei gran parte Empion del boscodegli ombrosi mirti. (Cin)

5 * ISondimeno im.apzi al, si può segnar , da cip vuole, d a-poslrofo. Bocc. g. 10. n. 1. Il parlar della secreta provvidenza e inten-zion degl' Iddii, pare a me molto duro, e grave a comprendere.(Gin )

g _* Usato a dimostrare il grado superi, di una cosa. Chiahr. Cam.

Mor. 1. Tal costui, di chi parlo, empio degli empi. (Cin)

7 _* Talora in forza di Alquanti, [Alcuni , Qualche; ed è figurato

modo di dire , il quale per esser un de luoghi del parlar difettivo,vi manca Alquanto, Alcuno , Qualche, Molti, Parte e sìmili.] Bocc.ir.trod. 32. E concedrsi questo , tanto che alcuna volta è già avve-duto , che per guardar quella (vita) , senza colpa alcuna si sono uc-cisi degli uomini. « Bemb. Stor. ./. De quali soldati i più arditie più leggieri per le aste loro ascesero nel muro, e degli altri a saliviaiutarono. (V) Farcii. Ercol. p. 33. Se queste sono storie ec., si puòdire che anche degli animali favellino. (N)

8* [Ed ancora in questa maniera pur soprabbonda.] Bocc. nov.yg.21.Ilo io roba che costò , contata ogni cosa delle lire presso a centodi bagattini, e già è degli anni più di dieci .11 Bemb. Pros. 1. 11. Ioquesto , che esso dice , ho già udito dire a degli altri (cioè da o adalili). E 1. ig. Il che lecero assai sovente ancora degli altri poetidi quella lingua , e sopra tutti Giraldo Brunello. E 3g. Alle nostrecomposizioni tale forma e tale stato si dia , che elle piacer possano

DEGNISSIMO

sic 0 '

in ciascuna elà , e ad ogni secolo , ad ogni stagione esser 1 £j cc -me diedero nella latina lingua a loro componimenti '' u ° e jj moltorone , e degli altri ; e nella greca Omero , Demostene , ^gjtaltri, ai loro. (V) Car.Lett. 3 - 7. De nicchi cc. atìrontandaltri, io ve gli manderò. (N) . j;

Deglutizione. (Fisici .) De-glu-ti-zió-ne. Sf. V. L. Atiorfsare gli alimenti dalla bocca nello stomaco , traversandoe tutta la lunghezza dell'esofago.Detto più comunemente i r, ° c j a j| a qu a *fo. Lat. deglutitio. Cas. ///zpr. Col vulsìone dolorosissima. * * * . nC( ( 4 /le le veniva quasi totalmente chiusa ed impedita la degtnDegna, * Dc-gna. N. pr. f, Lat. Digna, (B) . ^ lat. I 1 '*

Degnamente , De-gna-mcn-te. Avv. Giustamente , Meritarne* , p^ nsa j 1 do 3ste, merito , jure optimo. Gr. àjtfws. Bocc. nov - V afe , D an {'

ninna persona più degnamente , che a costui , potersi don- npcll*'^'Par 32. 72. Laltissimo lume Degnamente convienches u> * j[ 0 ,V. io. 67. 2. Fu sanza colpa di quel peccato degnarne!) eDegnante , De-gnàn>te. [ Part. di Degnare.] Che degna. a

comis. Gr. a>7TpOf7r,yopos. , an lc, 0^

Decentissimo , De-gnan-tis-si-mo. [Add. /».} superi ((fi( 0 1 '

riissimo , Cortesissimo. Lat. humanissimus, benevolenti 5rórocTos. Medit. Arb.Cr. Nel secondo frutto ripensi D .ma e degnantissima condiscensione e inchinamento a noi m |sCDegnare , De-gnà-re. N. ass . Dimostrare con gentil maniera , jicttfzare altrui e le cose sue , e particolarmente g6 inferiori-vole se gerere, humaniter tractarc. Gr. (ptXxvS-purtov s * t, . r l)g 3u2 3 . cPass. 2i2. Sogliono dire quelle cotali persone, la ciu ^schifa: ella non degna basso, e le pare essere si grand®» piov 31 ^]

schifo delle sue pari.Lfè. so/i.57.Degna, e di come suo ' ad ^ c() j*tcs' a »

3 Giudicare degno, dicevole , Compiacersi per benigni gr ava

e in questo senso s usa anche, neutri pass. Lat. dignarb uibr

ri. Gr. D - ^ PoncanttA VOI <I Ul 8

vera casa

à£iovv. Bocc. nov. 49 #5 * Pensando che voi q UI n0 nsa "venuta siete ,jlove, mentre che ricca v ^ ss0 , t c ^\ r

«te. Petr. canz. 17. 3 . Ella non degna di mirar si Mssw ( j c | su®in. 2. Onde il Motore eterno delle stelle Degnò mostrai* c rtf r,] \- A-- TP ^ «nnr/tar mp . ma chi acg^ ^1$*

voro in terra. E 49' 9 Non guardar me , maPass. 211. La buona si è , quando altri non degna ttersi alla viltà del peccato. Dant. Purg. 3 o. 7^. Come d®g

' I. 1. 16. 5i. In terra £° s . Idfl

I.»na di 1; ,1C-deg na . ..di |j.

cedere a! monte? Beni. Ori. 7. >u. ^^

sciò straziarlo, Ché non volle degnarsi d* ammazzarlo^ 0 jita*Supplico V. M. che si degni dudirlo colla sua benignitàFaccia quel tanto che ella si degnerà comandargli.» ^ a, [ \

(Ediz. d* Aldo i5y4.) Prometteteli che, degnandomirisponderò con ogni sorte doflìzio. E Rim. -5$. (Ediz-d ^ baVoi dal più altero poggio d Elicona Scenderete a deg ,ia /^pn),rive. {Qui è fórse nel sentimento del paragrafi) seguente . pfrP 0

3 Eicevcr quello eh è offerto propriamente da P e (?° jjcc r

Malm. 5. 63. E acciò stremata non gli sia ia vita, & 011degnate-, o a ber glinvita. , e oros 3

4 * Mostrarsi di facile abbordo. Segner. E degnando .bile a chi gode appena ha sorte di mercatante. Zv* V ch * i0 jta

5 idtt^ Far degno. Lat. dignum reddere. Lib.son. ^' on0 i*sia da te per lui degnato, Petr.son.i2. Che fosti a . tan p 0[Jallora. Dant. Purg. 2r.20.Se voi siete ombre cheDìosu jegoii ^ r ,p.v'ha per la sua scala tanto scorte? But. Che Dm su n0l - n v itay

se voi siete anime che Dio non vi faccia degne desseic

6 [Esser degno.] Frane. Barh- iy. ig. Quel sir Anw r i . g

Facesse lei di quel pngio degnare. qqla'

7 Accompagnato coll'ausiliario Avere. Vit- S- ili

ringraziare Dio di si grande dono e beneficio che ave.i "jegn»

re a' servi suoi. (V) Òmel S. Grcg 2. 31- Chi avre ^ j |ir jandare a lei ? (Pr) ' . è S1 /Pr)

M.Introd.Firt. 7 .maJ.^ ttg ^^

8 * Locuzione varia.

e crudele, che non mi degna d'udire, anzi si fugg®

Degnato , * De-gnà-to. Add . m. da Degnare, r >

3 « * Fatto o Stimato degno. V. Degnare, §. * ~ Vk u l !iU ;r

~ ~* * 1*- a hinm , ,,^3, »_ c | ]( (j

Alto e muschioso faggio, Che sei stato degnato a ,^n 1Degnazione, Dc-gna-si-ó-ne. [*5/] Il degnare. Lat. hen^ .^criicn^' sl tinitas » dignatio. Gr. qukccvS-pwirU. Vit. SS. Pad- go , ^

larxcamazione essere a lui possibile, ma in tal 11,0

degnazione e umiltade in prender carne non inenom rf

gnità della sua deitade. Coll. SS. Pad. Questa i Ll » ^[Si

provvidenza con degnazione. affabili*^

Degnevole, De*gne-vo-le, Add. com. Che degna . Cr- pi c1

bumanus. Gr. -tyXctpSptuVQs, xp^ctos, Cecch. Lsa *y 0 * d ìC 11 0 °'Siroe c signor molto degnevole. » Girald. nov. J** 3 ' j più » etroviamo due belle manze * J -

razzare con loro in santa pace. (B) jg t

Degnevolmente, De-gne-vol-rnén-tc. Avv.Jn modo ^ e ^

a. Le mosche e le zanzare che pure cqsi famihafi ntmente ci favoriscono. (A) (N) foV >^ r ri^

Degniftcare, * De-gni-fi--re. Ari. Degnare , Far?§ n °'\ eaS. In quella parte che degni fica la lingua , nella 4^ lapare che più presto riservi la laude nella materia ,abbia fatto lofììcio di strumento. (B) .

Degnissimamente, De-gnìs-si-ma-mén-te. \_Avv . ] sup e /* a jy}ed ltai, '$s$Dignissimamente, sin. Lat. justissime. Gr. StxwoCr, quale degnissimamente tanto dee esser più 011 .

giormcnte egli ec. n __ f VW f ,eri

Degnissimo, De-gnis-si*mo. lAdd. mi] superi, di ufisui. Lat. dignissimus. Gr. a.\iu.>roLToì. Alam. Gu 7 n e p. r jju :s 'compungeva onesta voglia Di cosa udir, che mai 0 . ' ilfl a e l ' i0 $Q ^milcad essa raccontar si soglia, Di prosa alta deg ^ cQilJ cFior. S. Frane, gg. E Pccor. giorn. 12. nov 1gnissimo delio imperio. (V)