D,
*Viitat e asl • di Degno, [fC e
DEGNITÀ
DEICOONTE
e, ft:„ ..'.‘•'VV “«• “* l- • *•- di' Dignità.]—, Deguitade,
r-«i';n z : a s J ~ i Lat. dignitas. Or. ifx. Pass. 182 . Per lae Per la degnità dell’ uffizio,
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1 que s t 0 , r i CI la de gnità dell’ uffizio, al quale Iddio l’elesse./? 186 .*ltri Santi ri ^ e 8 n >tà e 1’ eccellenza della Vergine Maria sopra gli^° n io. io - ” ^ ar - r ‘ m - 49 - (Ediz. d'Aldo i 5 j 2 .) Ma di più degnitate'' àssiom a SOr ì, dtd cae *° La prima meraviglia. (Min)l r >-!:Q d • > Massima, [rendendo italiano il sentimento della parolaI' 1 . Klrd ^ i ma non si userebbe .] Lat. effatum, axioma. Gr. à|iw-? ^iainan* - z ’ Fra <l ue Me proporzioni grandissime, che i Gre-s h ; e j ''assiomi, cioè degnità; e i Latini proloquii, ovvero pro-t) tcn| ini | e d ° s ,- ani principii, o veramente notizie prime ; e noi Fio-,: ' ,s iToso r, lrimo volgarmente massime»
^mitH *3 e ‘8 n ^*W'So. Add* m. A. V. e di* Dignitoso. Vit. S.!» 1 °J ni P! c . ,ra preziosa Avanzava il suo bel viso ; Ogni
h’Ml.1 T sa Soperchiava il fiordaliso: Ben parea nel Paradiso Colta
, sa bella . 00
hfi'a ; , K,y JC0 S-) De-gniz.]i. Città dellao Lieo. (G)
•‘/èi'ja.L. yi^fd- in. Meritevole ;
Turchia asiatica nell' Ana-; ma par che abbia alquanto in sè più
,! poi ^ ’ JJ, Rno, sm.Lat . dìgnus. Gr. Sifyos. Bocc. ìntrod. 28 . Siccome1 H Ue Uo * >ersona degna dì fede sentii. E 5 i. Di quanto onore le frondit^ r damenj ra ^ ^ e o ne ? e quanto degno d’onore facevano chi n’era3 r ' ^ cred e e p corona f°* Dant, Inf. 2 . 33 . Me degno a ciò nè io nè al-son. 5 . O d’ ogni reverenza e d’ onor degna.
111 mala parte. Dòti. A. Greg. 3 . 26 . Alandogli dicendo2§h era degno d’ udire. (V)
V 2, n ' ^L° St degno per Poco meritevole , Non degno. Poco.
3 J’ Sc i fiutii',,,. a M L,a lc ( perdonanza ) quantunque egli mal degno ned^Venien^" 16 S 1 * diede. (A)(N)
0 etls, Gr ■ [Convenevole, Proporzionato.] Lat. conveniens,a; ai>t ' 9 iirè v i‘ iVuv - Bocc. nov. 49 • *6. Degno cibo da voi il reputai.^ u ‘ a , con,' ’’'/■ Laudato sia’l tuo nome e’1 tuo valore Da ognicre-
4 “lisererLi render grazie al tuo dolce vapore. Petr. son.Ved 0D(,e Sno p mio noa degno affanno.
Of 'Le ’l co ’ Lom P a rabile, col terzo caso. Amm. Ani. 2 gfi SiM a ’ f- Gù. Jl / 0rale diletto non è cosa degna alla nobiltà dell’uomo,tir .? gli à, 1 -‘. L? martirio di questo secolo non è degno alla gio-ii -/// <W>; nic ,‘. di Dio avranno in cielo. (V) Poliz. St. t. i. E i“ ■ - Olente i- onorali studi. (N)
' Us ' egre®;’ LI grande affare , Di ragguardevole condizione. Lat.ouaii Us > diguus. Gr.iialperos. Pant. Pura. 3 . 100 . Cosi ’l mae-
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gl, i e q;X' s > d 'B<ms. Gr.i^aipsros. Dant. Purgdt|1 ’ c *oe p ? ,8 cn te degna •• Tornale , disse. But. Quella gente de-li x. Inezia r |i"/'. lle che sono dette di sopra , che erano fatte degneu > A. v l ^°*
a,. C{ ' 1 - ria, pf e : Avere a degno = Degnare, Non isdegnare. Fr.1 ^ “di a d ' , le se pietosi versi tiene a sdegno, Forse eh’ e’ tuoi avràV. C 10 - (A)
e,,* 1 ' L’o z ,.^. a s ' ic : Èsser degno — Esser conveniente , Esser dovuto.
C> «issi U - 6 7 - c ‘ ’ ' 1 ” ^ '• ’ ’ " -' l: —1 ’
deg 110 / ’
Statuì che gli ordini della Chiesa così salissimo,( Q u * è neutro di Degno , o significa eziandiocd i Cas. Son. 34 > L’altero nido ec. Meco di voi si
‘da. p * e hen ^ U J_ 1 Ì_u> c._ ..a
p <nr. c „ en d S % n °*Ca fu. 0 . 5.
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E son. 52 . E degno è ben eh’ ei frema edPer lei sospira l’alma, ed ella è deguo Che
usalo ancheMadd.
f]’ 1 c di/fn/, 161 L»r degno = Pender degno ; e fu!) s fnza segnacaso. [/^.Degnare,§.5.] Fit. A. M.
la 1, ^‘Con,)„ 1 . ac cia degna portare tutta la pena ec. (V)
*o dj v j n , è degno = Secondo il merito. Dant. Par. 3 i. Chedo| c ^ 0( u us’ C P. cnctlan te Per 1’ universo , secondo eh’ è degno. (V)dou “iiico 4 <ult * c M. Guin. leu. 3 . g- E io si con voi doglio , belOh.,,,. 1 tutto ’ non g'à della ragion di vostra doglia , ma di voi chelj f d't so,,' 10 " d (, gu°. (Cioè, tuttoché non degnamente.)!? 36 . 85 .Vo]/S'io dil|;/| < ['! | i consolati, non sono degni alla tua consolazione.(V)vii Apportò. Meritevole. Degno si adopera d’ordinario con favore-ri'-n ’ e d è di sua indole relativo a merito, a virtù, a pregi,
VI 1 _ U’|)
dì ( - f;,| lti V/a ' p ™ e ai sua . . .. - •
1) ,| en iio ‘ '■'’ì' 1 diciamo Degno di onore , di riverenza , df stima,Cc - to ^gio’J? e dire solta «‘° Eeg. * “tihde . «erole *?•_ S PM8o
Degno vale Eccellente , Esimio,; epo/ e e"* si adopera in sign. di Convenevole, Giusto
ty’o 0 SUo ,Adirsi 1 C01 i la nozione così di bene come di male;
I N&rlrf* l )en o <T'u mm[G : Meritevole di lode o di biasimo , di pre-
lil 0>
I)p" 0: Ci * a idea ^• I ? SO ln v ‘ a ass °l ut a vale Che merita; ma volendo* cp '* ha b ef j k er } e i richiedesi una forma esplicita. Cosi dicia-
h^ e ’ /’V^ 0 g-) 6V‘ - _
EG ìV&A\!!! Ce ’ ì i nct'^ 0 ' Borgo del Piemonte , celebre per una vittoria
Meritato , è benemerito ec.
b.
Lì* 0 *»:
3
ndLe-;
."n ' 7 J 6 \ (L)
Lo stewo che Degradazione. V.
98. Berg. dare . Che degrada. -,
gra-dàn-te. Pori, di Degr
• Mordi, Gentil. (A) dignità e del grado. V-■gradar’ Ue -gra-dà-re. Privare della g i. r ,pov>. Guicc.
Su, r- ,3 ’A e Leprimere.] Lai. deg'» dal i alla corte secolare." ' Furono Alfonso ec. degradati,e Mi g ^ mdn ad
<Ul ii/K,.' Togliere ignominiasamente . qualche delitto. U
tw 0, d«io 8 e s,Jtl ° utjìziale o soldato in pe compagnia-i&O
o degrada ponendolo l’ulnmo della sua J 5 ^ de
S/du ° d > .L^gra-dà?to. Add.m. da Legradare- [ Vg* ò re .
fluire U )e , ctus - Maestra**. 1. 21- ^ cbe 1 V
£H ^U,o/ lc S fa dato , ma solo il Papa. , degradare. — , Le-
7 ^> e - gra-da-zió-ne. t Sf.\ V S p 0 lìatio.^ Magai.
sm - ^ Digradazione.! ha t. dl § n l^jL 0 ne de’ bruti daJ n \-Vi-^ ra ^ discorso della solenne gi (Min)
^ " CMUi/? 1 1 a P vui insensibili antomati o 0 j 0 accompagnato
" u)! 1 '} à'pv&ìa/neim o Privazione d un 3 ul 5
p u da ce»;— • •
s > it
l‘c t ,
cetano..: ■ rnvazionea0nie l gnominiose. (Gr)
DegcMBA.. * (Geog.) De-gùm-ba. Cil. e Regno della Guinea superiore.(fi')DggustAmento,^*D e-gu-sta-mén-to, Sm.F. dell'uso. N.e a'i’Guslamento.(O)Degustabe , * De-gu-stà-re. Att. F~. dell'uso. V. e di' Gustare. (O)Degustazione, * Le-gu-sta-zió-ne. Sf. N.delluso. V.edi' Gustaincnto.(O)Deh. Interiezione ; [ e va comunemente in principio di ragionamento edi clausola. È nota di diversi affetti. Primieramìl s’adopera in pregando,[ e come segno di desiderio e di maraviglia .] Lat. ah, oh, quacso, perDeum. Gr. n S/x. Bui. Inf. 21. 2. Deh è interjezione che significadeprecazione ed esortazione. Dant. Purg. 5 . 5 t. Deh perché vai? dehperchè non t’ arresti ? Bocc. nov. 2. 6, 6. Deb, amico mio, perchè votu entrare in questa fatica? » i? Fiamm. L. 6. Io dimandailo: giovane,se Iddio ben ti dia, dimmi, vieni tu di paese lontano? Sì donna , ri-spose. Allora diss’io; deh dimmi d’onde, s’è lecito. Petr. p. 1. 200.Seco mi stringe , e dice a ciascun passo : Deh fosse or qui quel miserpur un poco. E p. 2. 89. Deh porgi mano all’affannato ingegno, Eda lo stile stanco. (Cin)
2 — [ Segno di compassione, di dolore , di pentimento. ] Petr. son.232 . Deh non riunovcllar quel che n’ ancide. Bocc. nov. 20. g. Debquanto mal feci a non aver misericordia del Zima mio.
3 — * Segno d’irrisione. Bocc. g. 2.11. 5 . Deh va con Dio , buon uomo;lasciaci dormire, se ti piace. (Gin )
4 — * Segno di lusinghe. Bocc. g. 2. n. -to. Deh, anima mia dolce,che parole son quelle che tu di ? (Cin)
5 — * Seguo di magnificare. Bocc. g. 7. n. 9. Deh come la donnaha ben fatto a vendicare la ingiuria con la morte dello sparviere. Petr.p- 2. 70. Deh qual pietà , qual angel fu sì presto A portar sopra ’lcielo il mio cordoglio ? (Cin)
6 — Tatara è interiezione esclamativa.Lat. vali, prò. Gr.tfw.Bocc. nov.4 - 8. Deh perchè non prendo io del piacere, quando io ne posso avere ?
7 — Talora è interiezione garritiva. Bocc. nov. 72. 8. Deh andate ,andate : oh ! fanno i preti così fatte cose ?
8 — [ Talora è interiezione interrogativa .] Petr. canz. 5 . 3 . Deh qualeamor si licito o sì degno, Quai tìgli mai, quai donne Furon materiaa sì giusto disdegno ? » Boez. 90. Deh o scherniscimi tu, tessendocon ragione non isphieghevole laberinto, nel quale ora onde tu esebientri, e ora onde se’ intrata eschi ; or pieghi tu cerchio maravigliosodi divina simplicitade ? (V)
9 — Per Ma. Lat. sed, verum. Gr. »U«. Lab. 260. Deh che dich’ io?l’armata del re Ruberto, qualora egli la fece maggiore, tutta insiemeconcatenata ec. a grandissimo agio vi potrebbe essere entrata.
Dei. * Segno del secondo caso di maschio nel maggior numero, dinanzialla medesima consonante che De’ ; scrivesi anche De i. N. e di' De’.Chiabr. Canz. sacr. 15 . Al sauto alto dei santi I canti volge e nerimembra i vanti. (Cin)
Dei. (St.Mod.) Dè-i, Dey. Sm. Titolo di colui che presiede al governodi Tunisi , sebben ligio del Gran Signore■ (A)
Dei. * (Mit.) Sm. pi. di Dio , parlando delle divinità de' Gentili, chesi distinguono in Dei naturali, come il Sole, la Luna , le Stelle e giialtri Esseri fisici ; animati, cioè gli uomini che per le loro belle azioniavevano meritato di essere deificati ; maggiori o consentì, ed erano do -dici, cioèVesta, Giunone, Minerva, Cerere,Diana , Venere, Marte, Mercu-rio , Giove , Vulcano ed Apollo ; subalterni 0 delle nazioni minori,ed erano , dopo i dodici consenti , tutti gli altri Dei, il cui numeroera quasi infinito , giacché si fa ascendere fino a trentamila nell' im-pero romano ; pubblici, quegli il cui culto era stabilito dalle leggidelle dodici tavole ; particolari , quelli che ciascuno si sceglieva peroggetto del proprio culto ; noti, quelli de’ quali si sapevano i nomie le storie ; ignoti, quelli de’quali non si sapeva nulla di certo , eche nondimeno non si volevano lasciare senza altari e sacrificiv, scelti,quelli che i Romani unirono ai dodici Dei maggiori , cioè Giano,Saturno , il Genio , il Sole , la Luna , Plutone e Bacco ; topici, quellieli erano adorati soltanto in certi luoghi , come Astarte nella Siria ,Quirino in Roma ec. ; comuni, quelli che secondavano tulle le fa-zioni , come Marte , Bellona , la Vittoria, la Fortuna; o che eranoadorali in tuli i paesi, come Vesta o Cibele . Brano poi Dei del cielo,Celo, Saturno, Giove, Giunone, Minerva, Marte, Vulcano , Mer-curio, Apollo, Diana, Bacco ec. ; delta Terra, Cibele , gli Dei La-ri , i Penati, gli Dei de’ giardini, Pane, i Fauni, i Satiri , Pale, leNinfe, le Muse ec. ; del Mare, I Oceano, Teti , Nettuno, Anfitri-te , Nereo , le Nereidi, Dori , i Tritoni, le Najadi, le Sirene, Eolo,i Venti ec. ; dell’Inferno , Plutone, Proserpina , Esco , Minosse ,Radamanto, le Parche, le Furie, i Mani, Caronte , ec. (Mit)
Deiiiaiira. * (Geog.) De-i-bàr-ra. Città dell' Indostan. (G)
Deicida , De-i-cì-da. Sm. V. che sign. Uccisore d’Iddio, e dicesi pro-priamente degli Ebrei che crocifissero G. C. ( Dal lat. Deus Iddio,e da occido lo uccido.) Segner. Crisi, instrfik)
2 — Quel [peccatore] che, quanto è per sè, è acciditor fi Dìo.Segner.Crist.instr. 2.6.1/p Per altro egli fu vero deicida , come pur deicida èogni perverso, il quale ec. Pros. Fior. 5 . 179. Chiamando col no-me di amico quell’ empio ec ., per I opera infame , di sconoscente ,
di traditore, di deicida? _
Deicidio De-i-cì-di-o. [A/n.] Morte intentata contro Dio ; [ e dicesidella condanna data dagli Ebrei a Nostro Signore, e per traslato ,dicesi del peccato. ] Segner. Crisi, insti-. 3 . < 5 . 17. L’istrumento ,per cui si effettuò questo deicidio , fu quella donna amata da voipiù che Dio stesso. » E 2. 1. 16. Per un pugno d’orzo ec.s’induco-no i peccatori a commettere l’orribile deicidio ec. (N)
Deicola , Dc-ì-co-la. Sm. comp. V. L. Cultor di Dio , cioè Uomo disingolar divozione. ( Da Deus Iddio , e colo io venero. ) Uit. SS.Pad. 1. 14. Lo chiamava deicola, cioè uomo di singoiar devozione. (V)Deicola. * N. pr. ni. Lat. Deicola. (B)
Deicoonte, * De-i-co-ón-te. N. pr. m. (Dal gr. deicano o sia dicanoio accolgo benignamente.) — Principe troj uno , amico di Enea, uc-ciso da Ag amen noni. *- Figlio di Èrcole e di Megera. (Mit)