DERIVIENI
Eni^ ,
i. fs />’ rl-v *«5-n*. Sm. ìndecl. La stesso che .Andirivieni e J)iri-
fi ERRATA
6i5
^•'(An^w^’'___- --
/ ^ er-ma * SJ'. P. G. Lo stesso che Pelle ; ma sìgn. prò-T\^ er niicip r* P arte più- profonda e più solida della pelle $ altrimentih 1 ***»Ibb'i derma. Gr. bsf,pa. (Aq; (N)
rrs’^'t Der-mì-pte-ri. Sm. pi. F- e di’ DermaUcri. (0)d »rn UUts ' Dei-ma-tà-gra.A'/ÌA''. <*. Lui. dermatagra. (Da derma ,
k>(c ’ d «o >'a cattura , presa.) Malatila della pelle , volsar-
Vric*, flagra. F. —, Dcrniotagra , sm. (Aq) (A. 0.)
T\^ 'Urofìn Der-raà-ti-ca. Sfi P. G. (Da derma pelle.) òpecie
8 ^atixb f u fulentQ o di ftisi della pelle. (Aq)
pelle \ £™ r 0 Dcr-ma-ti-te. Sf P. G. Lat. dermatiti*. (Da der-£llM *Toc arr. * * aftlw,a3IO,ie delta pelle . (A. 0.)
^ipi, /jj ‘ (Bot.) Der-roa-lo-càr-pi. Sm. pi. P. G . Lat. durmato-itìn* er j na '' dermatos pelle, membrana, e carpos butto.) De-Wma d n e duta a que* funghi che costituiscono il terzo ordine dellay^divifj { * e del metodo di Persoon , ove formano mentisci generiI ?enert|f* tre sez *° n ì , cioè tricospermi , ginnospertnì, e sarcospeimi.h 0,| \ e e f° n ° c osl chiamati per essere membranosi, coriacei , pe-P*ni net ....._ . / ■ *. x * r
l % eh •“/ eìstwuj uppucuiu a tessute uetsu itosiru uvu-
«U Cn ^ l 6 St C l )r *' teso avere la consistenza e V analogia di tessi-hp dura !t P?de. Alcuni autori Inumo a torto dato quest- epiteto
! d Z’ Dermoide, ». (Aq)
q“ 1 - (Ir, 'j (4ool.) Der-ma-lò-po-di. Sm. pi. F. G. Lai . dermato-^ dlr >e di * rwi " ; dermatos pelle , membrana , e pus , podos piede.)[j e *«ij ra creiti, così nominati per avere piedi guarniti da una forte
(l? tlTs *i. • U ,.' lr ‘fi"ie delle dila. (Aq)ih.. (Zoo! ■) r»«. x t’?-
, - frj. ' W'*•«- tutu.
' a d,:i 'm a Y| Ool 0 Der-màt-te-ri. Sm. pi. F. G Lat. dermapteri.U. c /l X;Ul ’. uieiiibr.ina, e pteron ala.) Home dato da De Geertw ’ ^'rm-,’ e insetti , perchè hanno ali cuup ritriti , membranose.
* Ss T|. • /ì cr J > sin. Pino. (0)
py Ptllc, erf 00 Der-mè-sti. Sm. pi. V. G. Lat. derniesti. (Da d< r-vc' >>a se zioi t > ovvero estho io rodo. ) Genere d' insetti, della</ ( . e §!' inseii? dell’ ordine de’ coleotteri , così delti perchè le loro lur-Lf JSno a ,‘- stes si fanno molto danno aie pelliccerie, ed agli oggettisp lm alc che si conservano ne' gabinetti di storia naturale.KJ i '’°>Zo, piu comuni sono il Dermestis lardarius, ed il dijiellio,cr,,f ST| Xt. » r, so stanze animali. (Aq) (N)
°^atnot ^ 0u ^) Der-me-sli-ni. Sm. pi. P. C. Tribù d'insetti ,fi) 111 * 1 * (A 1 il genere in essa dominante è il Dermeste.A'*(Aq)
dei rn ; ' l ' 1 ' 1 -) Dér-mi-de. Sm. G. Lai■ derma, conuin, culla.** »- - OeileA ir..,,:.. , ■. •• ./• •- > " ...A - " -• •
» ■itii-ue. urn. r • v. uciuia, cduuidj tuus.
or s ^ ./òrnr„ e 0 Follicolo il più profóndo della pelle, quello cioè^ e K.a n ‘* z 'ila tuUa Iti spessezza , e ne costituisce la solapurle
"tu 5l ° - * CFa., 1 ? 1 "’"*'’- —j Derma , sin. (A. 0 .)
Uvv Wl C) ^ °‘0 Der-mò-dio. Sm. V. G. Lat. dcrmodium. (Da der-rfer* . na ’ e deo io lego, quasi legato ad una membrana,KC n fr, lqu " ln tion pellicola.) Genere di piante non ricevuto, le quali(ba°j BTl - * (7 ln Carat teriwi ricetlacoLi>semplicemeinbraiioso.{ùi\)(JH )
Sm. pi. P. G. Lat. derinodouti.^ P,X: he i C ’ C( ^. °d Us , odontos dente.) Sottoclasse di pesci , cosi(Cb^ Al, U. ( l \ nn ° £ denti affìssi nella pelle delle mascelle. (Aq)
1 ^ o* ^ ^a-ino-^ra-fi-u. Sf. G. Lat. deroiographiaa
c S r(f phe descrizione.) Parte dell'anatomia che ha
• * fAn.7 t\ rizù,,le d( - lla C Ac l)
0 ) Àdd. f. P. G. Lo stesso che Deima-
^ er ' m o-lo-gì-a. Sf P. G. Lat ■ dermologia. ( Da
.1- tOMe <i, c _\ ... i. »i s a \ ° v
.v*, ' ^e. fc o/. r, cw. ijai. aerato
* (ZooM*n' SCOrs I' raLiato su la pelle. (A)
f7 'Ì' / * U, oCt.«.y ^ . ...vuro VI* II* ^CMC. (Il y
SWa'y der ,,),,°°y Der-mo-rin-chi. Sm. pi. F. G. Lai. dcrmorhyn-ì } i’{r,, d *<cc eli; bone , epidermide , e rhfnchos rostro, becco.) Fami-, ; > così devi tìPffhà l/ /.ys.'/'rt ys^v..y>»./ra si,. ...... r.
'O 1 *:
', u ,‘ 1 così deiti perchè hanno il becco coperto da una e-
ot *c u '
f»- P. V« ^ hir 0 Dcr-mo-tà-gra. Sf. F- G. Lo stesso che Derma-
'oiqj,, VA. o.) B
pcil* CAnat.) Der-mo-to-mi-a. Sf F. G. Lat. drnnotomia.(DaParte’ j®, \' mK 10 taglio.) Dissccaztone della pelle , ed incile( rA 1 fili') . f di oauto/nm che insegna a preparare la pelle. (Aq)(0)
-.1 » de> nin W«ol.) Der-mòt-te-ro. Sm. F. G. Lat. dennopterus.l Vb / te P^-dle e, ... • “
j>otcst; Scgner. Crist . instr. 3. ' 5 iG. Ma sempre co»,-due leggi non dero-gabili di distribuirlo in tempo.
DEnocAMENTO , De ro-ga-méu to. Sm. Lo stesso che Derogazione. V. Oliv.Pai. Ap. Pred. qH. Berg. (Min)
Derogante , De-ro-gàn-te. Pari, di Derogare. Che deroga. £-a/.dcrogans.Cr. alla v■ Dispensa ; Per dispensazione in sentimento di concessionederogante alla legge per lo più ecclesiastica. E alla v. Dispensazio-ne , J. 2. Per emissione derogante alia legge ec. (B) Bemb. leu. t. 3 -l. i.p. io. Avea ottenuta una bolla derogante ad ogni riserva fatta. (N)
Derogare, De-ro-gu*rc. [iV. ass. e pass. ) Togliere o Diminuir t auto-rità j le si dice di latto , comandamento od altro con che si ordinialcuna cosa in tutto o in parte conttxiria ad un * altra stabilita , or-dinata ; o si operi checche sia , che tolga o scemi V autorità , la forzadi una legge, di un contratto, e simili, Più propriamente i giurecon-sulti romani diceano derogare il togliere in parte , ed abrogare iltogliere in tutto /’ autorità ad una legge o ad altro atto anteriore .— , Dirogare , sin. P. Abolire.) Lat. derogare. Gr. à.<poc.tpéiv. Piloc. 5 .i8q. Al primo saramento debitamente fatto , niuno susseguente puotedi ragione derogare. Dani. Co/ji>. 2. Non intendo però a quella inparte alcuna derogare, ma maggiormente giovare. M. P. 8. ‘Ò2. Molticonsigli se ne teneauo , e niuno modp vi sapevano trovare, per nonderogare al nome della parte. (Così ne* testi a penna.) » Bocc. Pit.Dune. 21. (Parma 1801.) D lugli in ciò tanto la fortuna seconda,che muna legazione si ascoltava, a ninna si rispondeva, nò niuna leg-ge si riformava , a niuna si derogava ec., se egli in ciò nou dava lasua sentenza. (Min)
Dkhogato, De-ro-gà-to. Add.m. da Derogale. Lat. derogatus. Gr.ajpa/pgOé/f.Guicc . A’ior. 19. ifS. Le protezioni uitrimeuti prese s’intendano de-rogate infra un mese.
DeaoGATORE, * De-ro-ga-t<S-re. Però. m. di Derogare. P. di reg. (0)
Derogatrice , * De*ro-ga-tri-ce. Pórb. f. di Derogare. P. di reg. (0)
Derogatorio , De-ro-ga-tò-ri-o. Add. [ m. Che deroga , Cli è atto aderogare , Cli è destinalo per derogare. —, Dirogatorio, sin. Lat.derogatonus. Gr. ct{paip=ruo5. Segner. Crist. instr. 3 . 1 o. g. Quantunquecontenga un errore in fede , derogatorio alla verità di questo iucoiu*parabile sacramento.
a — * (Log.) Agg. di Clausola , che toglie forza ad un alto anteriore.Più propriamente derogatoria dicevasi la clausola , con cui un testa-tore ordinava , che la sua disposizione non s' intendesse rivocata daun nuovo testamento , se questo non incominciasse da certe parole ,o non le contenesse verso il suo mezzo o nel suo fine. (N)
Derogazione, De-ro-ga zi6*nc. [<V/7] Il derogare. [Atto del legislatore ,del testatore o sìmile , contrario ad un atto precedente , e che lo an-nulla , distrugge e revoca in tutto o in parte. — , Derogarncnto , De-roga, sin. /^.Abrogazione ] Lat. dcrogatio. Gr. à$tz.tpttru.(V. delegare .)M. P. 5. 3 i. Fatta pace con loro, e acconsentito allo ’mpcradore laderogazione de'patti promessi.
Derota. * (Geog.) De-rò-ta. Lat. Latona , Latonac civitas. Città delBasso Egitto. (G)
Derrata, ì)cr-rà-ta. [<$y?] Quello che si contratta in vendila , [ cioè chesi compra con danaro ; ed anche ciò che ricavasi dalle possessioni. ](Secondo i più , viene da denajo o denaro , quasi dmajata o dena -rata , cioè quei che si compra per un denajo o per denaro j la qualevoce denavata contratta poi in denrata , diede finalmente derrata. )Lat. rcs vcnalis. Gr. rò wvtjtoV. Cron. Mordi. Era loro promessibuoni patti ; solo il passo e derrata per dauaio. Bocc. nov■ 55. 7.Viilesi di tal moneta pagato, quali erano state le derrate vendute. G.P. 8. 36 . 3 . I Romani per le loro derrate furono tutti ricchi. M. P .
g. fz. E dato loro stadichi di non làr danno per la riviera ec. , e di
torre derrata per danaio , se n’andarono in sulla Magra. Piti Crist.E non avieno possessioni , nò danari, nè derrate. » E Ar. J ur. 4 ' 3 •
112. Cosi dice ; e una gemma allora nata Le dà , eh’ alla padrona
la presenti. Pare alta balia averne più derrata , Che di pagar dieci'ducati o venti. (Pc)
2 — Per mettif [(Questa cosa, Quella cosa, Ciò ] Tav. Rtt. Se voi tro-vaste una bella dama che v’amasse, non amereste vo’tei? E Dinadaudisse : Goleata derrata non farebbe per me ; che amare non è altroche sua vita vanamente menare. » Jrntnc. Sacch. nov. ig2 . Cosi in-terviene spesso di tutte le cose, c massimamente sopra cosi fatti uo-mini , che truovano spesso di quelle derrate che danno altrui. E piusotto: Hanno spesse volte tal derrate, che ec. (V)
3 — [ Ed anche in sentimento jìg. ] G. P. 11. i 3 o . 1. Riserbando lafortuna a’Fiorentini la mala derrata di Lucca .
f. _ Merito Portamento. Pit. SS. Pad. 2. 38 o. ì>i che egli abbia di
1Jelle > e r*>on ala'.“) PeZo coli 'da, emulalo dalle sue^‘ tar >« ^-na, Derne. Lat. Darnis. CU. della Barbone, In-
la bandiera in ^ ^
^ da " e serral “ e compiegata ,n runa dell abn a, swJie™' ntn c 7 a SCnza potere Jena,lare , ed è se^no dt disagio del l,am Cco o\ch Cm;a decano. Si mette anche >a derno per se : <«>' di ventre a bordo. La bandiera che st mette a
V.€? aii cC,“" a dell, ‘ cerimonie funebri che sijanno ut mare a *,1i nfeUco ;0n °' f - D ‘ ,U ' “S 1 - disusato dern ebe vieta dal sass. dtar
-• 1 ^ a- t, Oi-vo. I». | ,r - J- V
Utile 'Nereìdi, (NV'V)
, Tte-eo-Va-re-gelive 4\ C »—
”" •
Dui gr. derni diuturno , continuo.) — Una
Cesare 0 ' : AlL e N d F. e di' Dirubare. Lue. 40 .r °'8 a - lAV' z nt *° G ^ ero ^ an, ^° van °o nostra'terra. (V)
’ p 10 stesso che] Derogazione. P.
o i-le. Add . coni, da Derogare. Lat cui derogavi
in peso ; ma prese poi significazione piùrei portio. Gr. p-tp'ts lepxygxrós nvos. Cron. MoreXl. 282. Piglia ungarofano , o un poco di cinnamomo , o un cucchiajo di treggea , oquattro derrate di zafferano, o due o tre noci cotte, o due o tre tìcliisanza pane , o qualche cosetta , secondo che se’ consigliato. Nov. ant .g 4 - 2. Buona femmina, come dài questi cavoli ? Messere , due mazziai danaio. Certo questa è buona derrata ec.tutta la famiglia è invilla , sicché troppo mi sarebbe una derrata. Bocc. nov. So. 2g. Ap-pena ch’io abbia delle due derrate un denajo. Frane. A ficcò, vini. 36 .Dando t viveuti per maggior derrate, Che non fcTito la giudea semenza.
6 — Vantaggio. Star. Semif.61. E benché male agevolmente lo facessero(di diroccare la Terra ) , in ogni modo in dodici e pochi più giornisi fu compiuta, perocché buona derrata pa reagì iene avere allo avve-nante (in paragone ) di ciò che pareagli meritare per loro miscredenzaec. (Lat. secum bene actum putabant. ) (V)
7 — * Fare buona derrata, gran derrata e simili = Dare per pocoprezzo. Cani. Curii, (A)