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Vol. II.
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arto

le

(vi ir . DI

i lw 'aziot ' r ' Mostrando d esser contentissimo e della di lei

la di C ' dclle nuove nozze.£ L io. La quale, in te riconoscen-ti 0 . (Citjj Ul imnia S in c i nel tuo volto ama, e meritamente, il suo ma-

?> 2 ^6'. a p^' ^ Rifinito talvolta sta in vece di II o Lo. Vit. SS. Pad .ii,," 01 - 1 ,! 111 * c ^ te non fa per te di qui stare. PUt, S, Gir, rfoo.j^iare ^^udirc {ludire) la dottrina di Cristo,clicd'upparec-

^ 08 lro^v!f\ ^ lnc » Di te, Di se, Di noi, Di voi per Mio, Tuo, Suo,

W..: 5 'Ostro. ~ - _ _ t.. _ -iu~ - a:

DI

?'rai

,'*<U noi» ^ t£. 2. n.

onor ,)®? r dl 1110 i cl,c di 1?'i > e la. r u tc c P er consolazi'

no p a m tlavervi in otto giorni di questa infermità reu-l i et, 1 canz. % 4 - Mostrandomi pur l ombra Talor di

i " l ^e Ce U r asc °ndcndo. (Gin )j^egno e .; Bocc. inlrod. iò. Erano uomini e femmine di grosso

. 5,) U a Rs; *. P 1 ^ di tali servigi non usati, E nov . <db'. 2 * Lchia è un

S e

a Napoli - G' nov. ioo. 6. Io Iio

Jl( °nio j: fr 0r !u ^° «ssai presso di qui. Liv. M. Gli sbandili e servi,w ' r iifimim n..,.. s.« u....* *.« invidia di quel

fo.

trovala una

V( *cl,

di

ll,u stanco 0 Uomini -

fari

Petr. son. 4 2 ' Per cu i ho££ \ Clic fa colle sue spalle ombra a Marocco .

c os< innanzi agl infittili.'] Star. Pisi. i 34 . Non presonoe.n». gua r ^j a w Petr. son. 18. Più volle incominciai seri-

6 ,Bll Sgior

^ e i. ^ J ° c c. nov. ig. Io mi voglio obbligare di andare a Genova

4 . el

~~ Inv ec ' 2 ).Procuri di non patir inai nel dormire. (!N)

34 Uaì voi . Ap I 1 ,esso. Lai. apnd. Gr.wpos. ])am. In]'..77.S'imc-t .* Live Uleulro chio vissi, Si meritai di voi assai o poco.

,.. c:e di Benché I. i /r 6. 1 'I M iti noca e-eute. fu aspra bat-

, - n. Benché. G. V.ó'. 33 . E di poca gente, fu aspra bat-

J .'~ ìm, ,Ue ^ cnc fosse poca gente.) (Pr) , 1 o ri

la Più fi C r rfl .Ctie. Leu. quam. Or. 55 . Er. Giord. Pred. S. Che nons lr,i ni .Shuoli j; p,; y; V 3 < 5 . rominciaro

tr Mobile q'. d '.* u '. G. V. 3 . 1. S. Cominciarono a rifare la no-3g' ,rill >a. O'tlii di Firenze , non però che fosse della grandezza diin" ^. nv ece rr 'r'° V 12 La qual tornò , e disse di.

^ a oti cij t . Circa, Vicino. Bocc. /?. 2. n. 7. E già era di nona ,3 - ' In siil| a cuna persona su per lo lito , o in altra parte , vedessonobiu COc j? Ba cc. passò quindi un gentiluomo. (V)p: Za conila)/ <j0 , n ' frn. cuin. Gv. xa.rd. ó'atiusl.CaC. Di grandissima.'"ly- lea da ^ciascuna parte. Liv. M. Elli se nandavano di

®lj(l

j? llo tte nyf? vcrso le logge de nemici. Bocc. nov. 7 g. ^S. Abliiamot 5? 11 * 0 * 3Usse > c bc di meno andrebbe "" ' B " ,n "

ci Torrcggiavnn di mezza la persona

fro^

fililo

un asino a Roma .E Purg. 32 . n 5 .

persona

Gio. Grisosi. E di innumcrahili

-.uj torreggiavi... >.*'

C diRim,- Ca, ' ro di tutta sua forza. S. . . tr ; prossimi

>0*1* c contumeliose parole continuam piova repentina

0 cd «ffliggiamo. » lioez. Di nubile c di -

S-,- uoi lc - ' '

ititi

Iddio di" a animail

sue cose belle. Gr. S. Gir. 6. Tu amerai Io tuo

;a la tutto io tuo cuore, e di tuttofo tuo pensieri , e di

e di tutta la tua virtude. (V)h,.> Ed u m °d° avveri. Di forza. V. (V)

: Sr e si r II C e nn ?P a 8 nato dal v. Chiamare. S. Agost. C. D. 4 -I>aoi Per r° C l ai »are di diversi nomi. (^')

ti l ,! l<a 'dìh c 0 Per relativo a prezzo. Er. Giord. 28(J. Non se ncd 0 ? Hcst o moia pur di peocati veniali, di tutte le pene che tu liai5° 81,0 sane - Guitl. leu. 20. 53 . Non di tcsauro no, ma del pre-the 'D Per (' C c della morte sua la vita nostra creò. (V)

Un a "t di 1 1 r°è A prezzo di. Demi. Star. 7.. Deliberarono

'W'Mcro A' 3' dcl,a Repubblica nella chiesa maggiore di Padova li sli a fnantii^ 1 J? 3 }'' 110 si tacesse. Vii. SS. Pad.i.afi. Donale la prc-. tw'® 1 '.i danari ec., c di quelli danari Iibcròc il marito e i

2 - 4 - Quello [ugno) . ' --

, M c , Invece "/ C ; ,tal,z "-'- (V)

*mL U Contr °. Vegcz. ...

Unisce *n Clterc di loro. (Pr)

'1 h> a .Patria ^ a> t o dinoti termiia... <«, o or -

lutto di suoi danari ca-Contro. Vegez. < 33 . Seguitandoti gli avversarli, vogli

<l,t 'e J

ft UU ® a gfone ia 't'' < ''- ;l

fv? Picelo?"^ a''elio

termine et onde altri si parte , 0 ne se-Ue mostri origine , o il sesto caso ne rappresenti inp-~.iu ex. Gr. G. Bocc. nov. 10. io. Soprav-

^°sLac ci °k fan J J , ,ro di partirsi di Palermo cc., me colla aliamo-V gdnopoli p IH la , lasciò. E nov. 27. it. Madonna, io son diW- ? Ccrt 1 , n01- ' 3 g. 6. Passato di quella lancia cadde ec. E(Sili; p > il qual,, 0 cc è un castello di Valdclsa , posto nel nostroffocc *i adtato C . < J"' ,ri,u| iquc picciol sia , giù di nobili uomini e da-bieco ti li UUrn 21 Chiunque di questi carboni in segno diJtlab. tbc n 0 n '. 0 T>ctlo anno può viver sicuro che fuoco noi toc-te rimi * s . cn t a >> Boez. 28. Di questa picciolina favilla calorÙ Chp Cc ' È t-L) Istor. Pisi.. Mcsser Pino della Tosa di

>i|c sser li ! a . v dla. Ci< ^" c tempo era vicario in Pistoja mcsser Andreaha (y, Piero r nn r",' Ani. 128. Mcsser Currado da Palazzo di Brescia ,V- ÒV Cc - Car r °T ri di broscia. E < 33 . Messer Tedice di Par-l snidar, f'icrerf^' Signor Gismondo Malatcsta di Itimi'

del J a 2 . .t'tnpo. ,p, 2 7- Sisto di Eminga, nobilissimo astronomo

^ydi P U ,- 5 ° Lo primo podestà fuc mcsser Pazzino

y 'r«, lo . Vp 1 ' di Di che, Con che. Lai. unde. Grjgov.

,c ti ^ v ei' c Ci luogo di S. Maria di Porciuncola venne in

3 - y Vl passava/ 6 "'V,'. cd cra d vivere, di sovvenire a'furo-

^ ,, rasavano. (V) , . p. fàr,.Vranc.Sacch.

'tee. L tarlandosi di Tempo. Lat- ab I ' in ,^~j:' 1 . analeli prohlatatìi liarltf kali to a cavallo con una sopravvcstadi ij ( , iVlto ,; n cr?o , U8C1 la piazza. é- "

. e m 5 era m^io ldl sic, elio stavaSo J'° c P i 6l,to >. ito iu' Unghcr: ^evop,. y. laa 'zi lera rimasi ve

a. Pccor. 3 . 1. Una figliuolacdoya , cd cra molto belli c

6 :

n. 7. Io credo che quella cura di leime medesimo avresti. E g . 3 . 7 1. 3 .' - lasci ^ c ^* er conso ^ a/ ^ on di lei , ti priego che te nc riman-lio Sl ' 1 « stare in pnee. E e. 3 . n. a. Senza alcuna fatica di voi,

<lu» 8 rtiauza in li». a: _

Ri. ^Do. ^

3 j * «ìa

giovane

4 E per esprìmere Differenza o Cambiamento. Lat ex IhuTtPurg. 14. Vassi caggendo ; c quanto ella piò ingrossa, Tanto piòtrova di can farsi hqu La maledetta e sventurata fossa. (P) js P rSi. Tu nibai di servo tratto a liberiate. Cetr. Leu. t. i. let.s oNonvi posso dir altro di quello che per laltra vi dicessi. (Cin) J

4 °. Invece di Dal, [Dalla, Dalli, Dalle.] Bocc. g. 3 . fi La re-ina cc, levatasi la laurea di capo, quella assai piacevolmente pose so-pra la testa a Filostrato . E nov. gg. 25 . Egli di prigione il trasse eritcnnclo per suo falconiere. Petr. Son. gg. Veggio di man cadérmiogni speranza. » Guitt. Leu . < 3 . 38 . Di mani de nimici suoi corpo-rali chi chiare tardando scampare ? (V) G. V. 6. 2. Trovandosi perRoma insieme i detti ambasciatimi. . . vennero insieme a villane pa-role , c di parole si toccaro. ( Cioè , dalle parole verniero alle ina-ni : uso notabile. ) (Pr)

4 1 Invece di Del, De, Della , Delle. Er. Giord. 5 . E che non siaconlustalo , c che non abbia ricevute di mazzate, ( cioè delle mazzate,come oggi, non per ragione , ma per proprietà si favella comune-mente , come dice il Salv. Avveri. 2. 3. 5 .) (V) Bocc. g. 8. n. g. Sìepur infermo , se tu sai, che mai di mio mestiere io non ti terrò undeuajo. A g. S- n. g. Dunque volete voi, che noi vcgniaino meno dinostra fede? (Gin ) G. V. t. zg. Lorigine q cominciamento di Troianinacque e renne da Dardano . (Pi-)

4 'Z Invece di In. Lai. in. Gr. e>. Bocc. nov. ig. 21. Dimmi di cheio l'ho offéso , che tu uccider mi debbi ? Tav. Bit. Mostro-àgli pervirtù e forza damore, come io luccisi di leale battaglia. « Vior. Ct'.Brune. 182. Quando l'uomo adorava idu; . . . a ^;i, (l

to . . . che di nessuno altro tempo. (V)

3 * Indi i modi avveri. Di buona fide, Di verità, ec. cc. PG (N)

j> E per In relativo a Tempo, ( connotando 1 passato, segli haquello , quelli, quella o quelle che gli seguano appresso, e mostrini -dal futuro, se gli seguono questo, questi, questa ojqucste. ) Lasc.Sibil. 5 . p. E sempre dici : di quest altro mese ti farò il salario.Bocc. g. 3 . n. 5 . Se n è andato a Melano , e non tornerà di questisei mesi. (V) Bocc. g. 8. n. 10. Io mi ti voglio un poco scusare,chedi queteinpi che tu te nandasti, alcune volte ci volesti venire, enon potesti. (Cin)

43 [ Invece di Intorno a.] Lat. de. Bocc. nov.gg. 26. Avvenne ungiorno che ragionando con lui il Saladino di suoi uccelli, messer To-rello cominciò a sorridere. « Pass. E di questo parleremo più diste-samente, quando tratteremo della contrizione. Bocc. g. 1. n. 1. Il di-mandò il santo frate di molte altre cose, delle quali tutte cc. (V')

44 Invece di Per. Liv. M. Ma egli piagnea , c di grande pietà nonpotea motto fare. Cavale. Med. cuor. Mal finiscono, se Dio digrazia non gli ricovera a pcnitenzia. » Vii. S. Frane. 16. E duran-do questo modo di parlare bene di due miglia , frate Leone ec. Vii.S. Eufros. 3 gf. Avea una molto bellissima donna di moglie. E 4 r/'Avea cosi bellissima donna di moglie. Vii. S. Gio. Hat. 232. Costeiammaestrò la figliuola di più ('perpiù) del ballare c del cantare,c d altri sollazzi più belli e più nuovi eh ella facesse mai.- e il De-monio n era bene con lei dinsegnare ( per insegnare ) cose nuove cdilcttose. Gr. S. Gir. 5 o. Quando nostro Signore ti ricomperò di semedesimo ( per se medesimo ; o fórse : a prezzo di sua vita ), fece dite sua magione. (V)

2. * Indi i modi avveri. Di fermo , Di certo, ec. V. (N)

3 Ed inforza di In cambio, In merito. Eior. S. Frane. 30 .Se ec. tu trovassi un altro tesoro più nobile ec., e fusseti dato diquesta infermità quello più nobile tesoro, non ne dovresti tu esserebene contento e bene allegro? (V)

4 Ed in luogo di Per mezzo di, Per via di. Lat. ex. G. V-g.263. 1. Carlo il giovane cc. sposò c tolse per moglie la figliuola chefu di messer Luis di Francia , fratello di padre, ma non di madre,che fu del re Filippo suo padre.

5 E per Quanto a, In fatto di. Borgh. Vssc. Eior.ggo.Vi grandezzac magnificenza si lasciarono dietro i già tanto celebrati tempii del Campi-doglio. Inlrod. Viri. 27. Tu sai ché mia usanza disaminare 1 uomoanzi che per fedele fia ricevuto]. . ; ma di costui si faccia tutta la tuavolontade. Onici. S. Greg. 1. 1JÌ. Il Redentore in tutti gli atti, li qualidi se ci dimostra, ci apre la via di quello che dobbiamo seguitare. (Pr)

C _ Ed invece di Pel, Per la. Bocc. g. 5 . n. 4 Ella non ha in tutta

notte trovato luogo di caldo. Segue?'. Mann. Lugt. 23. 6. Disse il De-monio , ricercato di bocca (per bocca ) d un invasato a manifestarche si fosse. Bocc. g- 6. n. 10. Di speziai grazia vi mostrerò una san-tissima e bella reliquia. (V) . ,

7 _ * E Di ciò invece di Per ciò. Bocc. g . 3 . n. 6. Colui di ciò

essendo per santo adorato. (Cin)

8 * E così Di se invece di Per se. Passav. Irati. Sogn. E tale

sogno osservare ^ cioè considerare donde proceda ^ nón c di se male 9

imperocché è èfleUo di naturale cagione. (Cin)

* __ * E così Di che invece di Per che. Stor. Ptst. p. ó. Di chemesser Vanni si partio. (Cin)

io E per V ex de Latini. Dial S. Greg. 3 . 24. Di ciò mi ma-raviglio , che di quella visione, essendo sano diventò infermo. P ', Del,

Lo- * Invece ^ Se. Vii. SS. Pad. 4 - 9 8. La monaca sappiendo la per-tinacia delle sue compagne , non sapea che si lare , di dirlo o no.(Cioè, se dirlo foro , o no. ) (V)

46 Invece di Sopra. Vii- 8. Gir. y 1. Pensando ec. come io potessidiscrivere (comporre ) una bricve piatola di Girolamo ( sopra Gito-

/. - ìjivècc di Tra , [ purché trovisi dentro quelle fimi che esprimono

'comparazione. ] Lat. ex, inlcr. Gr. ex, gg, tv. tiloc. 6.8y. E frasedisse : nobilissimo e cortesissimo giovane e costui, di quanti io maine vedessi. Dant. Conv. qo. Ciascuno e certo che la natura umana èperièli issili}.! di tulle le altre nature di quaggiù. » S. Agost. C. V.

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