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Vol. II.
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63o

Di

1- 3 . Virgilio , il quale però gli fanciulli leggono, acciò che'1 poetamagno e preclarissimo ed ottimo di tutti bevuto ed apparato negli anniteucri, non si possa cosi agevolmente dimenticare. E 10. 1 . Noi eleg-gemmo degnamente li Platonici nobilissimi di tutti li filosofi. Segr.Fior. Cliz. </. 7. Io sono misero tutti gli uomini. Seti, A nini. 1.32 . L anima umana che è nobilissima c perfettissima di tutte Vanirneinferiori. Fir. Asia . I. 10. vi maravigliate che questo empio ditutti gli empii sopporti cosi leggiermente ogni marloro. (Cin)

48 * Nota modo ellittico. Fir.As. Divenuto asin di ma. (Cioè, pa-drone di me. ) (V)

49 * Posto con nomi sostantivi 0 con nomi addiettivi, o coti gli uni

e gli altri insieme , o con altre particelle, forma infìttili modi avver-biali , come Di necessità, Di licenza, Di volontà , Di autorità , Dinascoso , Di soperchio , Dimprovviso, Di buona fede , Di buona vo-glia , Di gran tempo, Di prima faccia, Di quando in quando ec. ec.F- a' lor luoghi. (N) ^

. Sm. Lo stesso che Giorno., Dia, Die, sin. Lai. dies. Gr. -fi/sipa.Tes. Br. 2. 43 . Di non è altra cosa che esser lo Sole sopra la terra,clic passa tutti gli altri lumi. Sena. S. Ag. Ci dobbiamo accompa-gnare cogli Angioli a lodare Iddio per di e per notte. Quist. FilosofiC. S. Il è la presenza della luce. Baco. nov. 72. 8 . Lo scaggialcdai delle feste. Petr. canz.4.2. La vita il fine, cI eli loda la sera.E 28. 8. Quant io parlo è nulla Al celato amoroso mio pensiero, Che e notte nella mente Dortn. Tìnta. 12 . 81. Vedi che torna Dal

DIABETICO

_ fiuri

io me ne vo poscia la sera a letto così scarica ce. Seti * ^,4 6- Altramente luce la notte, ed altramente risplenite ^. l0i JjoC 1 ' 1

22 In sul di del giorno = Sul jàve , Sull*aprisi premier 0 ^

g. 2. n. 7. Quasi in sul di del seguente giorno ad bigina pe> L 0 sol? 11

23 In sul fare del -, Sul far del = Circa lo spu^ M rtì ,izii l0 *del Sole. Bocc. nov. 54 - 6. Fatto montar Chichibio st> P r3 U j J( tìL il ^

verso una

IUIV v*»-, uiu jua ut-i Ut. \sll'CU tu

3occ. nov. 54 6. Fatto montar Chichibio s0 P r3 ufiumana , alla riviera della quale sempre soleva

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6

x .- ^ uuud ili cela

di e notte nella mente porto. Dani. Puri

servigio del di L ancella sesta. Dittata. 1. 22. Ma qui è bello udire ecin sapere tjiuì oJ .'... iKt al Che a Taiaulu nmìei Se

dispiacere : Vcntisei anni a rilevate uu Mancavano ec. But. Li die le notti son misura del tempo. Alata. Colt. 1. 3. Quai sieno i mi-glior di , quali i più rei , O magnanimo Re , cantare intendo.

2 Tempo. Lai. dies. Petr. cunz. 21. 3 . Chauzil mio mi traspor-tava al fine. Bemb. rim. Per farmi anzil mio di, donna , perire.»( Quasi come se dicesse in questi due esempi : anzi il di prescrittodal naturale ordinamento alla mia morte.) (B)

3Vita. Lai. vita. Gr. f-ios. Beatb.rim. A te non si convicn doglia pian-to, Chornai pien danni, e pago di te stesso, Chiudil tuo chiaro di.

4 [ Nota modi avverò, e altri modi dire c/ut nascono da 7 uestavoce. E primamente ] A di, A di e Addì la quel giorno , laquel di che quivi si menziona. [ F. A e Addì.} Imi. die. Gr.

Viti. Comp. 1. 16. Scacciato Giano della Bella adi 5 di Marzo 1294.

5 * A di alto, A di denati, A di giudizio, A di nostri. F. Adi,

§. 3 . f 3 . e 6. (IV) _ '

A gran- In tempo di siate , [perchè allora i sono grandiin comparazione de di d inverno. ] Lat. lòngiorihus diebus. Petr.

son. 79. El sasso, ove a gran pensosa sieda Madonna, c solaseco si ragiona.

j Al d oggi = Presentemente , Oggidì. Lat. ad hodicvnum dicm,hoditrno die, hac tempestate. Gr, cr.ituftut, [ F- Al di d oggi. ]

8 Amiei di, A tuoi, [A suoi 1 e simili, cioè A tempo mio,A tempo tuo ec ., Dappoi che io son nato, Da che tu seal mondo.

Lai. post se natimi. Fir. Disc. an. <3. mai a' suoi di aver sentitocosi orrende grida.

9 Da ogni , posto in forza il aggiunto, vale Quotidiano. Lai,quotidiana. Gr. htrtpttnvós.

2 * Par che distingua ancora le cose proprie de giorni ferialida quelle degiorni solenni. Così Le vesti da ogni di=;Le vesti pegiorni da lavoro. (P)

10 * Desuoi di = A tempo suo. Sig. Fiag. Moni. Sin. p. 17. Edissemi clic de suoi di egli avea fatto scorta a pellegrini. (N)

H Di chiaro di sa Dopo ben sorto il giorno , Quando il giorno èallo. Leu. luce, palam. Gr. {farspws. Cavale. Specch. Croc. 190. S.Gregorio narra d un padre , che non castigò il figliuolo che era inetà eli cinque anni , clic aveva molto ìu uso di bestemmiare Iddio, che

avendolo il padre in collo , di chiaro . li demonii gli trassono l a-niina del corpo , ce. (V)

; 2 Di di = Mentre è giorno , giorno. F. Di. (A)

13 Di e di notte, che dìcesi ai.che Di c notte Sempre. Lat. diu ,

noctuque. Gr. ip.if.us , irai ve-,iris. Petr. canz. 28. 8. Che e nottenella mente porto. E son. 226. Dovunque io son, di c notte si sospira.

14 Di di in di r= Giornalmente, lo stesso che Di giorno in giorno.

[ F. Di in di.] Lai. in dies. Gr. noditip-ipaiv. Petr. son. 162. Di

in vo cangiando il viso el pelo.

2 Vivere o sìmile di di in di, [odi per] si dice ilei Non pensaree del Non provvedere anticipatamente a ciò che bisogna , ma gior-nalmente. Lat. in diem. Gr. r,p.svisi uvea. Tac. Dav. Star, f-ifs. Ilpopolo, che vive di per di, altro pubblico pensiero ha che del pane.j 5Di due l'uno = Un e Calerò no. Fit. SS.Pad. 2, 10'i, Va,e digiuna quasi altro anno, e non mangiare se non dedue di P uno.(V)

16 Di per di. Lo stesso che Giorno per Giorno. bC [e F. §. if, 2J Lor.Med.Com.i 3 q. Senza quello diedi per di la benignità e clemenzia divinami mostrava. » Cren. Stria. Pài. A di venzei sopradetto furono im-piccati ... E altri detto di ... e di per di al palagio de signori. (V)

17 * Di più di =3 Per più di. F. Di, §. 44 - (N)

18 Di quinto in sesto di Ogni quinto , Oppi cinque. Lat.quinto die. Fit. SS. Pad. 1. 2 38 . Quando riuuuziò al mondo, nonmangiava se non di quinto in sesto di. (V)

9 Dogni tre di luno = Di terzo in lazzo. Lai tedio quoque

die. Fit. S. Eufrag. i6q. Continuamente prende il cibo dognitre luno. (V)

20 Il Quel, ovvero Mentre dura il , ovvero Di giorno.Bocc. g. 6. n, 5.Non facendo V acqua alcuna vista di dover ristare, ccostoro volendo essere il a Firenze , cominciarono a camminare. (V)

21-Il di fra di, s intende dello spazio dopo il desinare , e avanti alfinire del giorno. Lai. pomeridiani horis, interdi'.!. Gr. ìmhtithu. Fir.ncv. 3 . 240. Dovcchc se io fo qualche velia iDb fra di a questo modo,

-- - ..uw.auu , «*11* a.i.vxm en.UU IjUaiC «. --

del di vedersi delle gru, nel menò. _ frane- * 3

24 L altro di = Il giorno appresso vegnente. Fit foies* 10

Non erano solleciti dove dovessero albergare la sera, ne ette )( ^avere da mangiare 1 altro di. E Dant. Inf. 33 . Q ue * distemmo tutti muti. (V) . p e u'.- r

25 * Nellapparente del = In sul fare del giorno. ^Jpajip?Dobbiamo conoscere lusanza del nemico, se nella notte, 0 . a |irc. irentc del di, o quando si cena o si desina è usato di aB

lai. ha incipiente die. ) (Pr) U c e

26 Parere un zz= Parere poco tempo. Salv. Granch. 4 -egli eli io la divezzai ? mi pare Dn di.

27 * Recare ad un. F. Recare. q<ii. ^

28 Tutto il nato di = Tutto lo intero. Modo ^ ass °' a sat° 1die. Gr. mzvfifispov. Farcii. Suoc. 2. 1. Ora mi sto tutto

tulio a adattare le panche. r

* Col v. Dare : Dare il buon. F. Dare il giorno, J

_/ «A/UUltt*' c ...ili

29 - coz v. Dare . Dare il buon db Dare il £! loruu,^

30 Si dicono neri (fuetti ne' quali è vietalo ttPatajf. o. Per fare agli neri sqtiarciatura. Burri- . 3 V'*pcri ^marci ia tutto questo uffizio Ha ano mangiato , e condito i il)at ic3^cuffiou del notaio del malìfizio. Allea;, y. Non mangen-'bbe,

10 stagno, Più Fiorenza in nero Fresco muggine o l ^ n c \ic% r \^ì2 *E jìg* Giorni infausti. Petr. Forse presago de tr^d tìì -dri

3j* Si dicono Di comandati Quelli in cui dulia

11 digiuno } e di sciolti quelli in cui non è comandato- r. c qii^

5* 3. Legenda B. Umìl. 64 .\ Ne isciolti, senza Je quar cSl *

digiunava della settimana. (JSf )

Prov. Ogni di nc va un di ; Si dice per denotaiv c 1 ^ pF?passa presto. Cecch. Seivig. 1 > 1 ., voi siete buoH° amesse, E ogni di ne va un. t . ^ f t .

33 Il buon si conosce o comincia da mattina : ^

buon saggio e buona speranza di se per tempo , o in c f a ^

Geli, Sport. 2. 2 . S egli è il vero clic '! buon eoiub lCia ^ c tropPna , come per proverbio si dice, questo doggi non P a .buono.)>(7l?u qui intendi materialmente delta buona Jortun 1

di che lAutore parla. ) (B) _ , nCC f 0 )

34 Sapere a quanti è San Biagio: Si dice di chi & ?jy 0 U ^

il conto suo. Modo popolare e basso. Varck. Suoc. <p ' aD p ^ ,jgna tante parole, Gismondo ; noi sappiamo aiKbe noi a. ^

san Biagio. Ed Ercol . 07. Tu perdi il temj>o 5 tu non s

è san Biagio 5 tu farai la metà di nommila. .£

Dia. * iV 7 . pr.f. ( Dal gr. dia divina. ) Pi Aia di D e J° ;

di Piritoo, (Mit) ta prfju

2 * (Mit.) Nome sotto il quale Ebe , o Cìbele era

Sidùfiii, Divinità del Eoconzii , popoli della Gatti # 1 a

principali divinità della Siberia . (Mit)

3 * (Gcog.) Isola del Mediterraneo vicino a quella yj,

Cia. Altro nome dell' isola di Sbasso. (G) p; ìn . ori >£ t

Dia. {Sm. indecl.] E. A. [ Lo stesso che Di , ] Giorno. ^ j^c- ^Ama Dio la notte e il dia , Se vuoi pace a tutte 1* 0I j?' g 42. 3e. 64- Stia bontà e tua miseria Ripensa notte c di

Penitenza far non posso , Mangiar una volta il dia. a,

2 * Si disse anche da'poeti per Dea. (A) he fa

Dia.* Particella giacca che vale Per, Con, Da, A traverso,^ czionc accresce il significalo , ovvero indica s->para« l 0 t \ e,-sr\nesso a molte parole italiane in alcuno di questi fa ^

Diagata. * (Gcog.) Di-a--ta , Diabeta. Antico nome dea ^ ^luga , in vicinanza della Sardegna . Diabate.° lil _ - t

isolate presso Podi. (G) /na^^(S)

Diabatbi,* (AicJ j e )-à-ì>a-!ii.zS'w. pi. E. G. A^Adiabatbr a ^ ^ esSl \ ^p.ibathron scala, base.) Sorta di calzari greci comuni a ^*C; a } J atb r $M , l)Dueathie. * (Arche.) Di-a--tri-o, Sf) pi. E. G- jdt ' .fgcri.'Ab)dia per , c batron scala, base, sedia.) Lo stesso t heDubbia. * (Gcog.) Di-ab--a. Piccola dilli della Guin? ^

Diabeta. * (Geog.) Di-a--ta. Lo stesso che Diabata. F» l 1 / ^Diabete. (Mcd.) Di-a--te. t Sfi E. G. Malattia c ' ie , /lte eA'evacuazione frequente e copiosa di oróiu, con sete aj « ali (isÌdi tutto il corpo , per cui le bevande passano stdito q / pa ^ jnmutarsi .], Diabetica, sin. Lat. diabete». Gr. " B e 0 t \ /iW 11

teon verb. di diabetici io passo a traverso. ) Lor- l ^ ^

Casentino ho fatto mille imbratti Per far la diabete r* V

qui invan mille rimedii ho fatti. » Red. Op. 6 . 5o. Jf?

parte mia che non tema punto della diabete. (Pr) e )£ i ,se2 (fdranl.) Nome d* una macchina inventata da ^\ nCH te fa lno , la quale consiste in un vaso che si vota ini *7/^ ~ a£t , 0subito che vi è posta dentro una certa quantità . P° e .

fluido , e ciò in forza d'un sifone eli è nel vaso, e feJ

Di abeterivo, Dabeteìu to.Modo avveridut.Lo sfisso c f l ji.po H ^ .iq ]ìVDalla eternità. Fr. Giord. 2 o3. Se lavesse DU° ^ sare bbcSS

/li n/rpsciià - «I/'/.r'.m /.oli ù eh.. ..a.-. .1 mfimiC! Tirili'

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di necessità, sicccmegli è eternale, cosi il mondo s a' 1 ' put-rirò dabeterno, comegli. (V) , niahet^. 7|isi c<'

Diabetica. (Med.) Di-a--ti-ca. [ Sf Lo slesso chef u o 3 petic a >Mori.. Lo stato ne cadrà in atrofia, idropisi 3 * (3 i,J

o simil male. - &rs& " ji.il?*

Diabetico. (Med.) Di-a--ti-co. [AM. usato swenle ]' a .}

Chi ha diabete, [ o Che appartiene a questa ma a a tu'tìrus. Gr. Sia^rir.xós. Lib, tur. malati- E tal latto oatisici , agli etici , co.