644 DICEFALO
<!u(o. Esftos. Patera, fi 44 - N° n t: Diente juslo chi non vede in suocuoio, esento e intende di’olii è dicediilo dinanzi da Dio . (Pr)
2 — * Trascinalo , Accidioso. Cavale. Stolt. 28g, Tanto son dicedutie negligenti. (V)
Dicefalo.* (Fisiol.) Di-cc-fa-lo. Sm. F.G.Lat. diccplialus. (Da zfóduevolte, e ccphale testa.) Mostro umano con due teste. (A. O.)
Di celato. Posto avve.ib, e= Celatamente . Lai. occulte, clam. Gr. \x-Ofa, xpv$u. Sioì\ Pist, 86. Messe** Azzo cavalcò la notte molto dicolato. » Croiu Stria. 114. Baldo MurabuUiui morì a Padova 5 ed inprima che morisse di parecchi anni avea latto testamento di celato.(\) Ir. Giord. Pi ed. M. 1 . 176. Abbigli costoro per mali arbori, avve-gnaché questa resia c'noii dicano palese, ma di celato. (N)
Divelti;. * (Arche.) Di-cò-li-e. Sf. pi F. G. ( Da dis Giove, e helixeguale.) Pì'opriamcnte statue o simulacri di Giove. (Mit)
2 — (Lctt.) Nome che si dà a certe scene libere , fatte ad imitazionedi alcune antiche commedie. (A)
Dicelisti. * (Leti.) Di-cc-lì-sli. Add. e sm. pi. Attori che rappresenta•vano le di celie. (O)
Dicelo. * (&00I.) Di-cè-Io. Sm. F. G. Lat. dicoelus. (Da dis due volte,e cilos incavalo. ) Genere d’insetti , così chiamati , perchè nel da-vanti della loro testa hanno due i/icavamenti molto considerevoli.( Aq)Dicembre, Di-cénvbrc. [«Vi».] Il decimo mese dell' anno, [dove si comincia contare i mesi dal Marzo, come gli antichi usavano. — , Dc-cemhre , sin. ] Lat. decomber. Gr. 1rcvubuov , btxi'g^pioc. Lab. 204*Lasciamo stare l’Aprile e ’l Maggio; ma *1 Dicembre e ’1 Gcnnajodi sei maniere d’erbette verdi cc. apparecchiare. CV. fa. 12. 1 • Delmese di Dicembre ec. si posson lare le corbe de' vimini. Allei'. 1-g.Per lei non si disccrne Dall'Agosto il Dicembre, il Marzo c il Maggio.Dilenare , Di-ce-nà-re. N. ass. F. A. Porse Declinare. Fit. S. M.Madd. 46. Dicenaudo co’ discepoli suoi nella regione del Giordano,e la Maddalena stava con Madonna, (Il Bottali nella nota 16. Gitili.Lett. spiega Cenare, ma il senso pai' che noi comporti .) (V)
Dicbmo , * Di-cc-ni-o, Diccnco. N. pr. m. ( Dal gr. dice giustizia, e
ài
DICEVOLISSIMO ^
3 — Semplice Detto, [o piuttosto Voce che va per le bocrj 16 ^^ n è dio simile. ] Tuv . Hit. Noi non abbiamo temuto dicerìa dipastori nè d’altra gcute che ci ’mpauravano. . ,,,| a tiijn flii1 '
Dkieqiuzza , Di-ce-riùr-sa. [A/.'] dim. di Diceria , Lab <h sl50Gr. (juxpòc. btdXt^ts. Tue. Dar. Perd. eloq. ^*3. Delle etche Calvo lasciò , appena me ne piace una o due dicer» 11 ^DfCERKSBE , Di-cèr-ne-re. Atl. anom. eri. y.A.y. e di!
che Scegliere. y. Diccrnuto. Boez. ng. Spesse volle ^ ccl ^ i(p «o-filali avendole fatte, non esser da far dicernano. G<“U. vcr il;'Istauriate gli occhi della mente vostra , e guardate bene,falso dicernendo. (V) r m , iU‘V ’
Diete,snu:, Di-cer-ni-ie. Alt. e n.y.A.y. e di' Diserraci*- ‘, r p,li. Moni, d’Andr. canz. 36 . Ora vo’, dico , diceruirle.,oro è dell’ nom corona. (V) . Sc^ ,0 '”rt
Dicesmoto , * Di-cer-nù-to. Add. m. da Dicernere. V- "-. ^ oC iulh’^r"scelto. Liv. I. 1. c. 6 . La pulcclla elesse tutte le giovani ^
c ( fu ) laudata da tutti li ostaggi, clic iliccrnuto arca c . jj selli 11inani de’ idillici la ctade di’ era più presso a la ingu> liavergogna. (N) CC*""
Di certako. Posto avveri. [ y. A. E. e di' ] Di certo. L '
§. 2. ] Lat. certe. Gr. ì/xieiìàs , Mxps. _ .
Di certissimo. Modo avveri, superi, di Di ccrto.Sicurissi/n^ c j jC 14**Mann. ISov. i 5 . 4. Grande di certissimo è il guiderdonviene a prometterti. (V) a
Di certo. Posto avverb. = Certamente. [— , Di ccrtano,certo, Per certo , Per lo certo, sin. F. Certo, $. 5, 2.) pAP a .^l-eqcidcin. Gr. c'rrwSy b^Xcró-n. G.F. *u 6. 7. E di certo sevanni fosse più lungamente vivido , egli avrebbe a°P ! . v
bassamento e dumiaggio de’ Fiorentini. » Belo. Laud ^ .
— Con certezza, Con sicurezza. Segn. Mann.
5 .
. co^-Sc vi«?! nrt iW
Gr. >dytoy.bassameuto
4 - Dicente santo Agostino nel sermone del
. . „ *«««• 7- -■ ;| pii 1
sarti di certo innanzi alla morte, convicn che ti come 851 ,
che sia possibile. (\ ) T nfl* ^ Su 1,
Dicervellare, Di-cer-vcl-là-rc.[^«. n. ass. c] ri. pass. * , tì -
lo. Imi. cercbnim extrahcrc , ccrebrnm diifunderc, c> rcl "Pist. Kgli fedi di si gran forza c di si gran niquitarete , che si dicervellò. -, jo
A .ftY 1**
cxccrei» jjj |il CUP 0
— • ' • • > ■ iiguoiuiu in. t iiiuiu; uu lui, j « iuumuiw* i «Ì0 •
della città di Roma . Maestruzz. 2. 7. 8 . Alcuna volta 2 —[Fi".] Sbalordire.Lul.obtundcre, cnccarc. Gr. it&p&oX sii' 11
addiviene per questo, che ’l contraddìccnte non teme di contristareil diccntc. » Rim. Bini. 1. 17 4 - Questo gli avviene per esser dicenteDi quelle cose clic tacer si denno, Per non far gir in collera la gente.(B)Salvin.Cas. 1^2. Crediamolo a Trcbazio presso Orazio così di(entc.(N)Dieso, * Di’CÒ'O. iV. pr. m. Lat. Diceus. (Dal gr. dice giustizia.)— Fi-gliuolo di Nettuno , fondatore di Dicea. (13) (Mit)
2 — * (Mit.) Sopmnnome di Apollo , cioè il Giusto . (Mit)
Uiceogene , * Di-ce-ò-ge-nc. N. pr. m. (Dal gr. dice giustizia , e genceschialla, generazione: Della schiatta de’giusti.) (B)
I)icEOPOLi.*(Gtog )Di-ce-ò*po-]i.Lfd.Diceopolis. Ant. cit. della Sicilia. ( G)Diceosika. * (Lett.) Di-ct-o-si-nn. Sfi. F. G. Lai. diccosyna. (Da diceo-syne giustizia , equità.) Titolo di wi opera deli' abate Genovesi , laquale tratta del giusto c dell' onesto. (0)
Diceottemmo, Di-ce-ot-tè-si-ino.^(/c/.m. mini, ordinativo di Diciotto. Lo stes-so che Diciotlcsiuio. V, Forse nella g. 2. n. 8 . Bocc. dee leggersi diccot-tesimo, o diciottesimo, dove il Mannelli salve : Era già il dcccoUesimoanno passato. (V)
Diceotto , * Di-ce-òt-to. Nome num. com. ìndeel. V. A. e dì’ Di-ciolto. lìcmb. Star. 12. 176. Eran per numero diceotto mila. (V)
DiceR.a. * (Bob) Dì-ce-ra. Sfi. F". G. Lat. dicera. (Da dis due volte, ecerasa ceratos corno.) Genere di piantela Jìori polipetali,da Forster Distabilito nella poliandria monoginia, famiglia delle ligliacee , e che poiè stato unito al genere Eleocurpo ; così denominale dalle loro anterelineari divise in due partile dalle loro foglie due volte dentate.(Puf)f&)DiceRATI. * (Zool.) Di-cè-ra-ti. Sm. pi. F. G. (V. dicera.) Nome datoda Blainvifle ad una sezione di molluschi , che rinchiude i nudi-branchi a due lentoni\cos\ detti per due prolungamenti della loro con-chiglia , i ijuuli ricurvandosi in ispirale irregolare , rassomigliano inqualche modo alh corna di montone. (Aq)piCERK, Di-(x*re 4 [^». anom. e //.] F.L. [ed A., che oggi forse solamentesi concederebbe a*poeti.Lo stesso che] Dire. F.Lat.diccrc. Gr. Xiysiv. Fend.Crisi. In quello temporale, nel quale era Tiberio iin|H ratore di Roma , eche udìo (licere , siccome Cirsio ftic tradito ec. 1 C appresso : E questic molti altri miracoli fece cc., li quali io non potrei dicere nè peu-- — n Dani. Cotto. 209. Veramente questa hinnebezza è più nell» grani
Malm . 5. 10. Domandale Pluton quel ch’ella vuoleogni dì lo dicervella.
Dicervellato , Di-ccr-vel-là-to. Add. m. da Dicervellareu — [ Fìg- Stolido , Mentecatto,] Senza cervellocors, insipidus , mente raptus. Gr.
Egli nc divenne quasi dicervellalo.i'rt^J^jo/J^&i? non ^
rf'
ScM a RC H n °A>J l0t 'C
il I
Sa cCi
sona : tu una sola dicervellatiDicesettb , Di-ce-sèt-te, Nome num .
a ciaschedun nuoci. rr e v \-arindecl.
ciasscltc. Bemb. Star. 5. 5 g- La quale ( armila ) (V),
tasti, di navi lunghe da mercatantare diceselte.
d'
,cr v <^>n'-
prima , c secondai iamente resulta in tutta la massa , e cosi seconda-riamente bianca dicci- si può ; e per colai modo si può dicci- nobile unaschiatta, dfurg. 25. ii’ó. Gente mae sempre di mal dicci- vaghi » Vani.Par. 33. 1 2.3. E questo a quel eh’ io vidi E' tanto che non basta adicer poco. (N)
a _ Usato segnatamente per dignità del discorso , e nel sentimento dì
Cantare , Celebrare. Ar. Pur. 3 . 3 . E volendone appien dicer gli o-iiori , Bisogna non la mia , ma quella celia , Con che tu dopo i gi-gantei furori Rendesti grazia al regnator dell’ etra. (P)
Diceria, Di-cc-n-a. ['V/q Ragionamento disteso , L’aringare e II parlarepubblicamente. [In questo senso è y.A.y, Aringa .] Imi. concio, oratio.Gr. òjifiii-yofia, AoV 0£ - G.y.io. 3 o. 1. Solennemente e con belle dicerieannunziò la sua partita. Amm. Ant. 11. 3 . 8. La troppo compostadicerìa ha molto del vóto, c più suona che non vale. Red. Dilir.it.Ma si restin col mal die Si profane dicerìe.
a quaranta ec. E 6. j 3 ■ Con dicesctle navi ec. q"i vl P“Dicessarb , Di-ccs-sà-re. [N. ass. y. A .] Scemare , Cessu ' p dimicie , innninucre. Gr. ìf-xTrcir. (Dal lat. decessi P rol 'J qn c !^v*cedo , io manco, io diminuisco. ) Amm. Ant. 2. <• “• j; Jio^file parlare di Tullio, quaiido voleva fare versi, moli 0 » , t i‘.
(i veniva a mancargli.) -, J.
Dicessette, * Di-ces sèl-tc. Nome num. com. iiulccl. (j ;l i r° bu 1 *'Diciassette. Croriic. Ant. 180. In tutto poi il compe 10 Qf,it°'di Puglia dicessette migliaja di fiorini. Passar. Sp r::C f.
Tommaso dice clic sono sedici ovvero dicessette. (N) c css°> sl ./il ">
cesso. Posto avverb.z^Discoslo, Lontano [ P. A. -•) , l)3 io, t’ 11 ^pi 0 'Cesso , §. 5 e 6 .] Lat. longe. ( Dal lat. decessus allo' 1 ^,,11 i”^)»ovvero alloutanamento , partenza. ) Amm. Ant. G- *■;/J2 s scI>ò l, *ciamento è di cesso a perfezione. Bocc. Teseid. 4 ' (
non molto di cesso. . „o P l,0 'sLV*
2 — In disparte. ( Dicesso legge un altro ms. ) Ud . 0 jj “
E io mi feci di cesso, c aspettava cc. (Ma il ms. seg u - ( ,-i
ha in dicesso.) (V) 1. [ "'ceffi
Dicevole, Di-cé-vo-le. Add. com. Conveniente, D e . ceV , Q ’
Confacente , Condecente , Congruo, Proporsi 0110 jjÀe ò a 'j ; i|*tle. ) Lui. conveniens , decens. G/-. irps ’itwv. Lab. 103 - ^ )
la tua etadc ornai agl* innamoramenti dicevole. Eiam'i 1 ' f
che di molli uno a me pel- ogni cosa dicevole in . .
mte turba degli amanti di so» 101 . ‘ | e vd c .ritonde guance cc., d’altezza dice' y, c iti
. - Sccotiun - r jjn
a co» 1 '
ec., cessò la infestante turba degli amanti di yedit.
Intra le candide e ritonde guance ec., d’altezza dieci. ill( ,jti^ t , ilsurgerc l’odorante naso. Alam. Gir. /j, 11.cangia maniera, Dicevole agli strani e delmedesima cagione non è dice.vol costume, quaiveduto iicr via cc. cosa stomachevole , il rivolgersimostrarla loro. , ,. v0 le, •-
— * Dicibile. Legg. S. Umil. 126. E che non e “prensihili erano i diletti della consolazione sua. ; c evol e e ,’jii)*Dicevole dill. da Decevole. Il primitivo sign. di Jn 8 ji
Dicilùle , poiché il v. Dire potè somministrarlo- 5" ^ciid 0
in 00 ’
I ^
anale
Ragionamento stucchevole per la lunghezza. Berti. Ori. f .2q.</o.Stettead udire attento il Paladino Di colui quella lunga diceria.» (d/n qui ve-ramente può anche it Bevili aver usalo questa voce nel senso del tema.) (p)1 —- [ Onde Tener diceria o gran diceria di alcuna cosa = Inveì-lame asmi. ] Nuv. ant. 54. 12. La gente di Roma c d’altronde nemimerò grande dicerìa.
.. .. —^ ( -
del Di col De. usurpò il sign. di Decevole, il Tcere, non può mai valere Dicibile. rom ,e " el 's ^'f
Dicevolezza, Ui-ce-vo-léz-za. [Ò’/T] astr. di Dicevole- . |)C eV
[Proprietà. —, Dcccvolczza, sài.] Lat. decentia. Gi'-' r . ’l'om Jet'disc. 1. 3 tg. Inoltre de’ colori, delle figure la VCI1 ^;J’h» -uFdicevolezza gli occhi giudicano. E Prus. Toso. <■ 1 P. sl icC |U .
za adunque , anzi necessità delle vacanze, io sono ] ilice’’ 1 ,
a ih 11 c li '
ricordarvi.
Dicevol issili a meste ,metile. Pap.chi dal Burchiello. (A)
Dicevolissimo , Ui-ce-vo-lìs-si-ino. Add. m- suj
Aw. ^/'fcliiai» 1
5BTE, Di-ce-vo-lis-si-ma-méii-tc. "''; u «ow°Burch. Sicché dicevolissimamente v
■peri di
■ole.
CO’ 11 ' 1 '
t
l
l
3
h
t)
È
11
a
11
ti
l
a
3
G
tl