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DICEINEVOLE
DICOCCO
Dicrinevole , Di-clii-né-vo-Ic. Add. coni . Alto a dichinare. Libum. TreFoni. Ecrg. (Viu)
Dichino , Di-cl)i-iio. Sm. Lo stesso che Dichinamento. F. C F. Al dicli-no, ] Lai. incliuatio. Or. lyxXvn;. Tes. Br. 8. 3 q. Però va nostroComune siccome al dichino. Frane. Sacch. nov. y6. Starà l’uomocongran pompa c superbia , e una piccola cosa il metterà a dichino.Diciannove, Di-cian-uò-ve. Nome numerale assolalo, composto eli Diccie No.vc. Lai. novcmdccini. tir. ivnzxxibsK». n FU. S■ Creso. 33 o.Sicché della eladc ch’era, ch'egli aveva di iauuovc anni, egli erapieno di tanta santitade, che ec. (V)
2 — [ (huto ani. come adii. ni. per Diciannovesimo.] Gr.S.Gir. ig. Lodiciannove grado di questa santa iscala. » E 5 o. Lo diciannove gradodi questa santa iscala si è onorare il padre c la madre. E y 1. Lo dician-nove grado onorare padre e madre. (V)
Diciannovesimo, Di-cian-no-vè-si-mo. [stcld. m.J numerale ordinativo [diDiciannove. Lo slesso' che Decimonono. F.] L,at■ decimus nonus. Gr.tmia.Y.a.t'Uxci.res. Red. Oss. an. h 4 - Il giorno diciannovesimo di Loglionacque una sola mosca. E Cons. i. i 5 g. Solamente nel diciannovesimoanno fu sorpresa da una discuterà.
Diciaiìe , * Di-ci-à-re. Alt. e n. V. A. V. di' Disiare. Guill. Leti. 3 .
ig. Di paterna correzione diciamo esser corretti. ( F.la noia f^o.)(V)Diciasbtte,*D i-cia-sèt-te. iVome numerale. F. A. F. e rfi’Diciassette. Bemb.Lelt. t. 1. I. sj. p. i ili. ilo diciasette della mia famiglia malati in casa.
Furck. Ercol. i 5 g. ( Fir. iSyo. ) Di già aveva ( il Petrarca ) di-ciasettc anni. (N)
Diciassette, Di-cias-sét-te. Nome numerale assoluto, composto di Diecie Sette. —, Diciasette, Diciesette, Diccsselte, Dicescttc, sin. Lai. septem-dccirn. Gr. ifTxxulhmx. Red. esp. nal. A diciassett’ore lo rinchiusi insna gabbia. Farch. Star. g. 262. I capitani son diciassette. E 10. 3 oo.Alli diciassette fecero una trincea a Giramonte.
2 — [Usato amie, come add. m. per ] Diciassettesimo. Gr. S. Gir.Lodiciassette grado di questa sauta iscala si è limosina.
Diciassettesimo , Di-cias-sct-tè-si-mo. [Add. in.] numerale ordinativo [cìiDjjfiasscttc. Lo stesso che Decimosettiino. F. ] Lat. decimus septimus.Gr. ÌTtTdxxiUx.a.TOc, Red. cons. 2. 64. Ila durato dal diciassettesimoanno fino al trentesimoquarto. Pivs. B’ior. 3 . 64N011 avendo il dicias-settesimo anno compiuto. » Sab. Avveri. 2. 1. 5 . Dante nel diciasset-tesimo deHo ’nferno. E 2. 2. ig. E appo Dante nel diciassettesimo delParadiso. ( Sottintende Canto. ) (V)
Dicibile , Di-eì-hi-le. Add. com. Da dirsi, Atto a dirsi■ Lat. dieta fa-cies. Gr. fSalviti. Plot. Ett. Ogni hello è dopo lui c da lui cc.,perciò nè dicibile egli è ne scrivibile. (Min)
Dicidotto, * Di-ci-dòt-to. Nome numerale. F. e di’Diciollo.Bemb.Letl.(A)Dici erta. * (Geog.) Di-ciér-ta. Isola del grand’ Oceano equinoziale.(G’)Diciesette , Di-cie-sét-te. Nome numerale. F. A. F. e di’ Diciassette.
/ Bemb. Slor. 8. 116. A diciesette di di Giugno messer Antonio moltofavorevolmente fu dall’esilio revocato. E 122. Il dì seguente poi, chefu a’diciesette di Luglio, di notte tempo ec. (V)
Diciferare, Di-ci-fe-rà-re. [Atti Dichiararla cifera. —, Decifrare,Dicifrare , Decifrare , sin. Lat. aperire scrìpturam.
2 — [ Per estens. ] Dichiarar qualsivoglia cosa nella quale sia dif-ficoltà nello intenderla. Lat. enucleare, esplicare. Gr. ssZrsilm- Fir.nov. 2. 211. Si diliberò la mattina vegnente anelarsene a Roma , V ('ar-car di qualche valentuomo che meglio gliene diciferasse. Farch. Suoc.5. 3. lo dirò a loro tutto quello che ella ha detto me ; forse Io sape-ranno diciferarc essi.
Dicifeiiato , Di-ci-fc-rà-to. Add. m. da Dicifbrarc. —, Deciferato, sin.Lat. expositus, cxplfcafus. Gr. cra.fiji'nrSi/s. Farch. Slor. 12. 448.Fu ben vero che i Dieci alcuna volta tutti d’accordo, quando vole-vano mandare alcuno de’ loro cancellieri a leggere alcuna lettera pub-blicamente nei Consiglio, usavano fare che messer Donato, dieif ralae letta eli’ci l’aveva, interlineasse alcuni versi, sccondochè giudicavanoa proposito. Car. lelt. 2. 2oy. A lui l’ ho lasciata in mano , ietta e ri-letta , diciferata e cementata tante volte, eli’e’la’ntende da vantaggio.
2 — * Usato anche come sm. per Dici lenimento. Car. Leti. film. i.2og.Le lettere che sono venute dalla Corte , vi si sono mandate subitodietro' in due rimesse, c di tutte s’ aspettano il dicilcrato e i discorsiche vi farete. (B)
DiciferatOre , Di-ci-fè-ra-tó-rc. Ferb. m. [ di Diciferarc ] Che dicìfera.—, Decoratore, sin. Lat. deelarator, expositor. Gr. Qryxr-A. Car.lett. 2. 208. Sopra di essa di nuovo feci il dici fera loro e ’l torciinanno.Diciferatrice, * Di-ci-fe-ra-tri-ce. Feti’, f di Deciferarc. F. di ree;. (O)Dicifer azione , * Di-ci-fc-ra-rió-ne. Sf. Il dicifrare. interpretazione,Spiegazione. —, Decorazione, Diciframento, sin. (0)
Diciframbnto , Di-ci-fra-mcii-to. Sm. Lo stesso che Dicifcrazionc. F. DeLite. Ist. Berg. (Min)
Dicifrare , * Di-ci-frà-re. Att. sino, di Diciférare. F. Car. E nei il. (O)Salviti. Disc. 2. 5 iy. Interpelrr a ciò destinati materia hanno lar-ghissima c fecondissima di far pompa de’ loro ingegni nell’ acutamen-te indovinare la niente dell'oracolo e dieifrarne i misteri. (B)Dicifrescato , * Di-ci-fre-scà-lo. Add. m. F. A. F. e di’ Itinfrcscato.Car. Leti. ined. I. 2. 25 y. Già l’acre è diaifrescato, c Madama è perpartire fra dieci giorni. ( <5e pur non c’ è errore. ) (l’e)
Dicilla , * Di-cil-la. N. pr. /.' ( Dal gr. dindon simulacro , ovvero dadice giustizia , ed illos occhio : Occhio della giustizia.) Ar.Fur. (Van)Dicimare , Di-ci-mà-rc, [Att. e et ] F.A. Levar la cima, Spuntare. Lai.verticcm amputare, decacumiuare. Rira. ani. P• IV. M. Goti. Interni.Lue. Una ragion, qual io non saccio, chero: Ond’c che ferro perferro si lima , E natura di vena o di tempero, O mollezza di queldie si diclina Cresce ec.
DicimAto , Di ci-inà-to. Add. m. da Dicimare.
Dicimento , Di-ci-mén-to. [Sm.] F. A. F. e di Dicitura. Lat. dicendiratio, sermo. Gr. Falg. Ras. Capitolo primo d’un dicimento
universale, per lo quale si fa giovamento a conoscere le yirtudi de’ cibi.
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Dicimenza , Di-ci-mcn-za. [di'/.’] F. A. [F. e
Gr. \iy os, Si*Xs|is. Rim. cult. Ser. Pac. P. N. »—-■ s0
vostra piacenza , E la valenza del vostro valore, Non Pnon faccia dicimenza Della doglienza eh’ io ne sento al qiicsfDi ciò. Particella usata in vece di Per ciò, Per questo , f , §.- - ’ - ex hoc. Gr. roiroì. Ar.
F. Ciò, 4 . Lat. ex hoc. tri', rovrov. tir.
..’ a. .. . ' a> cc. (W
[Alt.] ~ Levare o Guastar le eioee i
Ferrali non perde di ciò il coraggio : Trasse la spada, l-’f Jf’
Dicioccare , Di-cioc-cà-re.
ramulos refringere. (0) .•
Dicioccato , * Di-cioc-cà-to. Add. m. da Dicioccare. F. ,-fo l “ l
Diciottesimo , Di-ciot-tè-si-mo. [ Add. m . ] numerale orami Qf.Diciotto. Lo stesso che Decimottavo. F. ] Lat. decimus oc aB „o P 1-éxrwxaiòiicxTos. Bocc. nov. 18. 33 . Era già il diciottesihj 0 ^ partii'sato, poi che il Conte d’Anguersa, fuggendo, di Parigi / c a| , n oi £l ’Dav. tìraz. Cos. I. i2y. Dimanicrachò poi nel diciottespno ‘ ^ ull) ,rscudo venuta (come volle Colui che di tutte le cose occhj
ne è ottimo disponitore ) la morte del duca Alessandro, .hasi voltarono ai signor Cosimo. Guar. Past. fid. 1. 4 • b m ' . ^ (il- 1diciottcsim’ anno. Red. esp. nat. gy. Olao Vormio nel capatesimo del secondo libro del suo Museo ec. racconta cc. . e/ie o>Diciotto , Di-ciòt-to. Nome numerale [ir.decl. , ] il quale P rt \^
oltre i dieci. —, Dicidotto, Dicendo, Dieciotto, sin. E’’-Giovane baldanzoso nella età di diciott’anni -Fir. As. ego- | vCI1 ilè <*comandamento del suo capitano portar certe lettere,alloi' . 1,1ciotto lire a due fratelli, i quali stavano con un signore d*
2 — Prev. Tener 1’ invito de! diciotto: Si dicedi chi e soee^loquace. Lat. Archytae crepitacuimn, Moschus canens ‘ tcf-Cmorg. 3 . yt. E sopra Yegliantino era salito , E del d icl , e qd s .
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ogn’ invito. >> ( Crediamo che il Focabolario sptegibasso modo pivverbiale. Nel caso dell' esempio si par. ,che salito sopra Fegliantino , dava buona prova di se 0 de 4Qui dunque tener ogn’ invito del diciotto è metafora. • f r on tc
giuoco noto , che si fa colle carte o co’dadi, e va . tl ; ln el c> ^,'tutti senza paventare, come chi giucando non
rifiuta inVl ” u i,
e bravamente tiene le sue carte 0 il suo punto contro a g c /nchiamarsi vinto. La metafora poi si può anche trasf ) * ^ Jisc<«ima conversazione o in una disputa tien piede a ( j
e colle risposte, senza lasciarsi sopraffare dagli altri.) \ eà*
3 — Tirar diciotto con tre dadi = Aver maggior Jj> r dici®^
possa mai : proverbio tolto dal giuoco di tre dadi, nc *l ue il maggior punto che st possa fare. Lat. prosperi! 1 scaiOrjaclum haberc. Maini, g. 2. Là gli uomin si dislànno, e cHa tirato diciotto con tre dadi. partili’ r ^
ij — Ed anche detto assolulam. Tirar diciotto. Lasc. F jj.
Se non si trae diciotto per Fabio , è ilo il resto. (V) . fg. h?
5 — Usato antic. come add. per Diciottesimo. Gr. S. *
ciotto grado di questa santa iscala si è albergare lo P ov . jp' roveri. (V) . rf . Dicff
eh*
Lo diciotto grado albergare i poveri. (V)
Dicisejtesimo, Di-ci-sct-tè-si-mo. Add. m. numerale
F. e di’ Diciassettesimo. Davi/. Guerr. Civ. 8. Beri ..Dicitore , Di-ci-tó-re. Ferb. m. [di Dire.] Che dice. La 1 ’ j c0 g|icr c
ùyojnvuv. Bocc. nov. g. 2. Con attente animo son da
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che ti’ esse sia il dicitore. y *, f’fp
2 _ Oratore, Aringatore. Lat. orator. Gr. p nrvji. G- .'Syid>fecero loro dicitore inesser Palmieri Abati, il quale r ' B pol°’ ,,-ci' £la venuta del Re. E 10. 112. 4 ■ Fu congregato molto c licerano molti dicitori. Cavale. Discip/, spir. Dovcino jicito^'ifotAbuona dottrina e mala vita torna in gran vergogna de ^ S'f/I'
3 — Componitore. Lat. scriptor . Gr. ypx.$svs. Bocc. n0t ’’, ^Aiii
un Mico da Siena , assai buon dicitore in rima a q"e j? r csc l,pDani. 256 . Il cui nome fu Dino di messer Lambertacc ,qjn)
in quelli tempi famosissimo dicitore per rima in Fu'®! BdP.Mif
Dicitrice, Di-ci-trì-ce. Ferb. f.diYSnc. Mazz.Dif. Dant-f ■ a)
Dicitura, Di-ci-tù-ra. [ Sfi ] F. A. Dicerìa . —» Da.' 111 iuall Jal°to, sin. Lat. oratio , concio. Gr. \6yos. Lucan. Fu . joir
celti , oiut.
Dicleo , * Di-clè-o. N. pr. m. Lai. Dieleus. ( Dal g 1 ’ -
Oggi ned’ usoStile. (A)
Maniera di dire , di espt'ii ncrc
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cleos gloria : Doppiamente glorioso.) (B) !f - e g'*.
Diclesia. * (Bot.) Di-clc-si-a. Sf. F. G. (Da dis Aoe ^,]doctìf^sura, serramento.) Nome dato da Desvnux a’ fruiti E gAui' 1 ^. e ^plici, composti del seme attaccato aita base detta covo ‘ girati" >stente, come quelli de' gelsomini di notte ossia delle „(.(•*'
no gli scleromi di Moencli. (Aq) ■ tr Faf c . -ic. ( *
Diclinare, Di-cli-nà-re. N.ass. Lo stesso che Declinare-^ • jiclii’ 1 ’Diclinie. * (Bot.) Di-clì-ni-e. Add. e sf. pi. F■ G- r ' ci weoA ih 1 .dis due volte, e cline letto o camera, cioè due letn . Riti#, s i,ii’ 1- ' chiamale nel sistema sessuale ^ t^,J
piede come nelle zucche , ovvero sopra individui sr l j)P
spinacelo, nel cànape ec. Bertoloni. (0) jvlint cra '' il
Diclittera. * (Bot.) Di-clit-te-ra. Sf F. G. Lat. 1 .Apito f i^niif,valve doppie , e pteron ala. ) Genere di f Manle .,,. e e , !',,r
nella diundria monoginia , famiglia delle ucai a ntert ,,/iR.calice quadrifido o cinquefiùo, la corolla bilabiae la capsola quasi globosa uniloculare co’ semi d ^ ^lln ^
la libera e centrale’, così denominandole dalle (P‘ 1 •
cerata in due, e munita di due ate. (Aq)(N) 3iclf> stoSI !l/i c l> ‘'Diclostosi. * (Mcd.) Di-clò sto-si. Sf. F. G^ ~^ / jg 0 le >'“ 1 ’
col quale
quelle piante le quali portano gli organipistilli in fiori separati o distinti,
clis valve, c osteon osso.) Ossificazione delle vaispidali del cuore. (Aq) j:. due T
Dicocco. * (Bot.) Di-còc-co, Add. m. F . (^ a
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