DIE S AID A
DIETRO
r iQ f < e . * m oghe di Etere , e madre della Terra , del Cielo e delxM^'cu,-in Q °ì 0 Cicerone , ella è /a moglie di Ciclo , c/<t cut ebbe‘^Md a * f .. a prima Venere . (Dal lat tò'es giorno. ) (Mit)h 't'' Gin *. r l " e ' Sa- i;da. /^. A. e comp, che vale Dici sa, Dio il sa, V*lR s*n e *„, ■ 99 * Diesatela come fu cieco questi! (V)
e-sà-re. N. ass. Mettere de ’ diesis in chiave, /w cani-anc klen ta i f; tne . e d ^ P osto de* semituoni* — Armare una nota di diesis
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fa
(Wiisì’jjp c r aaLo Slcl P cr fa modulazione. (L)
J"‘*eiBi tuòii, ' e ' sls - tSm.F.G.) Accrescimento di voce alle note perl!l,t , . che si dice ordinariamente mezza voce. Lai. diesis. ' v
‘«nitit,,,ta * cÌ; e ( >. dìa
Or.
"«le,
v siJin'r ' P ai ‘licclia accrescit. che vale anche oltre, ed imi, is,I Uft tuoi l ^ Ca V0 ’ va *’ va 5 C( 1 è dunque V andar oltre, T accrescersi2 a imi ,• *° .P er semituono. Può auche trarsi da dia accrcscit e^ ” t*te o’ , 80ao > tu sei.)
c dire e . tiCl greci ne indicavano tre piccioli intervalli differenti,f 8. f J(l * ft Metà , Zersu e quarta parte del tuono , ne/ rapporto,, tuono aveva il nome di Diesis enarmonico,
tiac ne P* C6 * S cromatico, e la metà Diesis maggiore. Da questoit n *lp e Ju nostra denominazione Diesis , la quale significa(!riZ( i /ì a ■J' c * 0 ^ 0 . lnie rval/o nel rapporto 12S: i2Ó\ o sia la diffe-p In fJ^ùuono maggiore e il semituono minore . Il Diesis èj e del W ere,tZ( i fra il lùnula maggiore e minore ; il Diesis è mag -* tj l> [ il, n<i sintonico , ed è composto di questo e del diaschi-3^? e ) e con ed ^ Se/mluono minore costituiscono il semituono mag-oì- ^«rat/ ' trnrria minore costituiscono il limata maggiore. (L)j (We da (fa' G ffusicule che lui la figura di due lineette verticali, ta~
* 4,1 **inìt>s,. ^ lineette orizzontali. ed il. anale l/l rivedere il suono di
K **•»<
i,nt 'tuonó ?r\ CWe orizzontali, ed il quale fa a
• *(u, :S?)
•escere il suono di
£jr’> tH-c-so-do, Sm. V- G. Lat. diexodus. (Da dia a tra-
ili Es ^' es c ret n eM' S CS * to5 usc ^ a * ) dSomc dato da Ippocrate all ’ uscita
h' «*, __ nvi*. fjyj^n
? N( *e** man ° che Venus la loro diessan„> S? C °8-) Di-es-se-nò-fen. Lai.
D,
,(G, di
le diessc. (Così non poche altre volte,') E So. Doudeche Verni'; In Inm g nata. (A T )
Diyodurum. Città della
r j- — ite* ut nuu.m.c.\\r j-1. Krunti. tr rea, noia via uci r<uduiau inni jjiau^ua uiuii^giun..,i\',. 0ce ì & tre sillabe, benché nel verso si adoperi Dietro, DÌè-ho. Prcp. che \comunemente ] se?ve al terzo caso', contraj'io
Ul dlttOìimn 0 /ìt,ì: />_/. i/ n.‘ r. • / r. ri'. ... r fJ- r-»:_r\r _
hT Più S< A a 1 c i £i£0n S o ì e facciasi di due sillabe • Regola di vitto, efd ■ ^ cìh Qp stj,leuz u di cibo a fine di sanità. Lat. [ diaeta , parci-% ^o n c j^ Uin a hstincntia. Gr. hìxirz. ( Può trarsi da dia oltre.,lih Cu *Jeev, al lat. eundum est: e j ìciù indica il modo,
Zend |°® lc ^‘ re la vita, o sia il metodo di vivere. Per altro nella
«Vaó ? r S°i»enr 'i? Ce vale e ‘ v * ve -) ^' i5 E P ejr < ^ ela » ° P el '
la * j e ' m<i< lici facessono o sapessono trovare, non poteauo
5 — * (Mit.) Soprannome di Proserpina, dal nome del banchetto chefacevasi sulle tombe. (Mit)
Di etamenti:, Die-ta-iméi-Le. Avv. Con prestezza, Prestamente, hai. veloci-ter, celeriter. Gr. te tJ-yo, (Potrebbe sospettarsi clic derivi dal gr. diairiténs., e da evthjs , subito, immantinente, o da Dieta nel sign. del J.3.Ma i più credono clic venga da aferesi dell’avv. immediatamente.) Stor.a4f«)tt?Cavalcava dictuuicnle, perchè vedeva avvicinarsi la noi te. Tralt.gov. fiwi. Facciano (lietamente le lor faccende. Buon. Tane. ef. 1 /. Pareli’ ella vada a morir (lietamente.
Dictjsca. * (Arche.) Di-e-tàr-ca. Sm. V. G• Lat. dietarches. (.Da dietadieta , ed archili capo. ) Sopraintendente alle cene i ti alle sale diconvito. V. Simposiarca. (Atj)
Dietaiie , Di-e-ti-rc. [All.] Tener a dieta. Lat. victum attenuare, cibo-ruin abstinentiam pracscribere. Cr. èiairav l-or ’i,M. Aldobr. Quan-do viene a convalescenza, cioè quando la febbre è partita, sia chetatocon altro cibo. Lib. cnr. malati. Questo avviene quando i maestri me-dici dictano li loro inférmi con troppo di strettezza.
Diirrcruco, * Ilie-te-ri-co. N. pr. m. Lo stesso che Teodorico . V. (B)
Djgteti. * (Arche.) Di-e-tè-ti. Sorta di giudici arbitri in Atene , trattida' cittadini scelti in ogni tribù. (Dal gr. dieta arbitrio.) (Mit)
Dietetica. * (Med.) Di-e-tè-ti-ca- SJ". T. G. Lui. diactetica. ( Ila dir-uto io nutrisco medicamente, io regolo medicamente il vitto.) Quellaparte delta medicina che considera il metodo di dar cibo agl’ infer-mi, sopralutlo di morbi cronici, o durante la convalescenza, e che ri-guarda particolarmente la scelta , la quantità, la qualità ed il pre-paramento delle sostanze alimentari. (O) (N)
DiETr.rico. (M<d.) Lli-c-tè-ti-co. Add.m. Appariencnt.e alla regola delvillo , [ ed è la denominazione che si dà propriamente agli agentiterapeutici che somministra l'igiene . ] Lat. diaeleticns. Gr. biuirn-tikos. Tratt. segr. cos. domi. Il tisico pensa con lo ’nfermo diligen-temente alle cose dietetiche.
Dietetista. * (Med.) Di-e-te-tì-sta. Sm. Nome che dovasi altre volle a’medici che opinavano doversi curare le malattie col semplice uso delladietetica. (Aq) (N)
Dietiiecgiahb , Die-trcg-già-re. [ N. ass.1 Dare addietro, Ritirarsi. —,Indietreggiare, sin. Lat. retrocedere. Gr. àva-xó-Qm. Liv. Dee. 1. A-spraineute li Romani cominciarono a dietreggiare, e tornare in fuga.Pr. Giord. Pred. Nella via del Paradiso non bisogna dietreggiare.
Nin
c 0in.' ll|ric onÌa , k': ra l!.' 0ne . M. Aldobr- P. JS. fé- Chi vuole purgarefoj.jp s ’ha a s * gli conviene la dieta usare. Capr. Boti. 7. i 38 . Elieta Csù' Jl - e . T ,c . sto • i ,J non t’intendo. A. Colle cose che gli con-è |j late e ^ H ' u ì vitali ), collo esercizio , colla dieta , e col viver£ (,,.1‘jà S i c ,„? za pensieri. Red. Oss. ari. g 5 . La dieta ben regolata
i ljl; l d, e ® Medicina per rimettere in sesto le viscere. Malm. 3. i3,* t , ' r| de a predicar dieta, E’ farebbe a mangiar coll’interesso.
Pare: Far dieta, Stare a dieta — Stare, Reggers.‘S'ut'in ’ scai 'so, Cibarsi più parcamente del consueto. (A) 1
Vitto , C !’l V.
Mhj nl(; ....
pfnef'r av< - ssono fatto tre dì dieta. (V)
■’ ‘ c-v. 2 , fa',' IDicesi di Astinenza o Piivazione di checchessia.)
!' Faceva molto spesso troppo più lunghe diete che
ioj. A molti si è stata fatta tanta vergogna, che
1 VUccni,/, »_ .1! J* /*7\ °° 1
v °i«tò Z u -
4. l0 a
'% ’ [Per V ^ el)l)e -
UyI d ‘ c j < '*' e,a dicesi talvolta di checchessia eli
volo ,son, 254.
^ in
- “ i Belline,
“* in:,-,.! i ul , cl ° che dovrebbe o vorrebbe «
5 m ‘ a borsa fa dieta ec. Tire dieta. P r .§ <i 2 -W
« V- Stare: Stare a dieta. Lo st gi°^Somministrare scarsa-
..., „ lC °t v. Tenere : ] Tenere a dieta ^-.■bom ^ dieta ^ LaU
e dicesi P er l< ‘ fr U de \ C m VAI d ’ DigliDlr-iTn
filili ,ni «te. snppeditare. G. V• * ’ • 111 ' t „ 0 : en0 a dieta c scarso.lii ' C a; che > suoi ufficiali di la il ne teme scheì%a
L ■ " 4 . Ma lo Dio de’ pastori ,1 ^
y. 7 ^ * ° Co del nome di Pane, dio de' ì>aslon.). Poliz. Mg-
J* c. , Applicato per meta ', al ritegno del fi là civetta.(P)
" chi tieni gli occhi a diria , Ne chigu ^ AdaM| . a S .
>Uea P [Onde Far dieta, in questo sl Sa- ~- Grec i dissero die-
ÀsseiTihlea«]Zifli.convcntuSv Gr. wy- [ rl cui giudica*
? ne p l’arbitrato; c dissero dieietenon ^i te Ma piutto-
v!' 1 "ri sòn )ll ‘ ’’ Auche Petronio disse diaeta per 11 ‘ j n virtù di tro-d/p, S . Cl * s ° de’Greci che de’Latini i moderni l.an detto
’.f a*<u>*v.i.i. * —
"'Pi *Ji ^ pGf "T UC la
Che f? 3 *? ^* r * rim ' buri 119. Che se ciò fosse, i prin-r . Q ìn n. l>es clu. ia lor firn diete tanto spesso, Sarebbon tutto l’anno*[ì' 2 \ 2 ‘ 4 ' Dicon costor, che se questa brigata,
^ P Ì0n
S l lc as.w .?on era a ?, Ue ^ a dle ta, Subito in Francia sene fisse andata,■ oppo lieta.» Segr. Fior. Stor. I.
, «ariine
. r ^''■uiiin ,1 ai 1 r " « Segr. Fior. Stor. I. 8. E per meglio.ffli .icesi n 0 . guerra, fece la Lega una dieta a Cremona.(N)Sa [della Polarmente '
° k n>a? ÌQ J»asi rnania -
dell’ adunanza de' rappresentantie di quella de' Primati del regno d'Un-•' ■ > ‘ • ’ ■ ' della
dalla
nella Piccardìa.
m m 'Il 1 r, usi in,,. , ’ ' qLivnu uè jr rtmuu uci >
S a di p ui°r. £ 6 ?°l l l’adunanza legislativa ed elettiva
ValSzio 0 ?! 1 », ed c'A'J, 1 ' Sa Pendo come esso Carlo tornavaDe e « cnt di °n S’ a nella Piccardìa.il ! ls Pazir. 0 ‘ 0 elle ^ ,a dì giorno. ) Coti. Ab. Isaac. 22. Molte
1 s. u f et; Una rt; P rcss0 al mondo , quasi pcr un migliajo , o
0 v ̰tor<* “ ta > condusse ’ ‘ '
<ìi Di(.J’, ,2 P ) (V)
0 Maniera
e menoe a loro le femmine.» ( V, 8
asina,
di vivere per lungo tempo di latteo di capra, o di pecora , 0 di vacca. Pasta/,li)
di Innanzi , e vale Dopo, Indietro. [ F. Diretro, Di retro , Dirie-tro, Retro, Retrorso, Drieto , Drcto , Diricto , Di rielro , Di die-ta , Di dietro, Addietro, Indietro , ec. e F. Andare dietro. J Lai.post , retro. Gr. pira. , cy. -'.jy. ( Dal lat. barb. de di , c relmd etro. ) Peti-, canz. <J- 4• E lassi Spagna dietro a le sue spalle. Eset. yS. Dietro a quel sommo ben, clic mai non spiace, Levate ’1core a più felice stato. Dant. Purg. 2. 80. Tre volte dietro a lei lemani avvinsi, E tante mi tornai con esse al petto. Bocc. introd. 24.Acciocché dietro ad ogni particolarità le nostre passate miserie cc.più ricercando non rada. Guid. G. Che gittatosi dietro ogni onoredi sua bcltade, a te interamente diede il corpo c lo spirito suo.Seri. Ben. Farch. 6.3g. Quanta è migliore, e cosa più ragionevole,i benelìzii che ti sono stati fatti dagli amici , avergli alle mani e of-ferirli , non gittarli loro dietro ! » Bocc. g. q, n. 2. Uscì fuori, e pre-stamente 1’ uscio si riserrò dietro. (V)
2 — Per Sopra, Circa, Intorno. Salv. Avveri. 1. 1. proem. Lo scri-vere in questo tempo dietro a materie pertinenti alla lingua. E ap-presso : Dimostramenti dietro alla lingua nostra, e alle regole del benparlare. E 2. 1. 1, Solamente d’alcuni avvertimenti dietro a questafavella abbiamo impreso carico di raccogliere alcuna scelta. E 1. 2.1.Dietro a questo sorgono alcuni dubbìi. E 2. Nacque ne’miglior tempidella latina lingua alcuna volta alcun dubbio dietro ad alcuna voce.E 10. lì biasimo che dietro a questa parte , al nostro moderno po-polo, poco discretamente danno alcuni stranieri. E 1. 3. 4 ■ 26. Ciòche da noi s’ è detto dietro all’ ortografia. (V)
3 — * Giusta , Secondo, Conforme ec. Parin. Op. ( \Mil.i8o3.) t. t.p.
2 1. Dietro alla scorta de’grandi esempi ec. (0)
4 — E col sesto caso pur si trova. Dant. Conv. 14:)■ Questa opinioneè quasi di tutti, dicendo che dietro da costui vanno tutti coloro chefanno altrui gentile per essere di progenie lungamente stata ricca. EInf. 25. 22. Sopra le spalle dietro dalla coppa Con l’ale aperte gli gia-ceva un draco.
5 — E coll’infinito de’ verbi, quasi col quarto caso, [ ove Dietro stain vece di Dopo riferito a tempo.) Bocc. nov. 3i. g. Il quale ungiorno dietro mangiare laggiù venutone ec. , in un canto sopra uncarello si pose a sedere.
6 — Prese alcuna volta l’ affisso o pronome. E però Dìetrole, Die-trogli, Dietromi = Dietro a lei, Dietro a lai, Dietro a me. Car.rim. i. 83. ( Ediz. d'Aldo , Fj-2. ) Dietrole un pastorei che quattoquatto Per celato sentier lungo una balza Va, per far del suo amordolce rapina. (B) Lasc. Parent. 4. <?. Mal che Dio le dia : ella mimandò dietrole; ed io raggiuntala qui oltre , potetti ben ^ pregarla ,che ella opri volle mai venire. Beni. Rim. 3. 102. Tanto chel'uomo dietrogli acquattato Pigli la mira ec. Benv. Celi. Fit. t. 2,f i5g. Cominciai a sollecitare il passo, e loro sempre venivano a
lento passo dietromi. (N) . . .
7 — Talora è avv. Petr. son. 68. Vorremo a miglior tempo essere accorto, Per fuggir dietro piu che di galoppo. E 2J2.. Che fai? chepensi? che pur dietro guardi f E 233- E la morte vien dietro or grangiornate. Dant. Inf. 3t.8j. Ma ei tenca succinto Dinanzi l’altro, edietro ’] braccio destro D una catena.
— Detto in ischerzo Dietro a casa , o Dietro vìa per Culo , [ anche-in forza di sm. ) Berti, rim. 1. 76. Italia poverella, Italia mia, Cheti par di questi almi allievi tuoi, Che t’ han c; cciato un porro dietrovia? Malm. 11, tt. Volta alle donne il dielro a casa , e svigna.