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Vol. II.
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Q-Q dimenticato

le cose daddietro, e stendendomi alle cose dinanzi. Pass. ^3.Pcr giustogiudicio di Dio 1' uomo peccatore, morendo, dimentica medesimo,il epiaie- vivendo dimenticò Iddio, A min. Ant. 21. 2. ò. Non mi sidimentica che lanvidia sempre arde a dire male conira la buona re-ligione. Beni. Ori. 1. 5. 61. E ritorniamo all infelice Orlando, Clicnon mcl vo però dimenticare.

2 * E col secondo caso. Tass. Dial. (La CavaVetta.Bibl.Enc. Jt. 11.573. ) Facilmente mi dimentico di molte cose. (N)

3 Nola altri usi. Pit. SS. Pad. 1. <fy. Ritornando in, dimenti-candosi il mangiare, da quellora e per tutta la notte stette in pianto.Cr. S. Gir. 3i. Tutta la sua dirittura è dimentica dinanzi da Dio .E cji. ove lo dritto uomo pecca, tutta la sua dirittura è dimen-tica dinanzi da Dio ; e ove lo peccatore si converte e fa dirittura,tutti li suoi peccati sono dimenticati dinanzi da Dio . Sega. Mann.Mari. s5. 3. Si dimentica a un tratto le ingiurie fattegli. Stor.Barl.lij. Di tutto questo non dottava niente, e di tutto dimenticava, perlo fino amore diegli avea di Nostro Signore, tir. Asia . 11 {). Dimen-ticatasi del parlare dellaltro giorno. (V)

Dimenticato, Di-men-ti--to. Add. m. da Dimenticare. [ P Dimentico.]Lai. olditus. Gr. ixikxSo'fiwcs. Stor. Eur. 1. 1. Se il terzo Leonepontefice cc. non avesse revocato, o, per meglio dire, suscitato in Po-nente il dimenticato titolo dellomperio.

2*Col 2° caso, Dimentico. Pallav. lst. Cono , i.H/j. Perciocché dimenti-cato della persona che sosteneva , non si astenne dall intemperanzade conviti e dall uso immoderato del vino. (Pe) Salvia . Senof. 3. Eio, dimenticata di tutto questo, vado a nozzeec.(N)

Dimenticatoio, Di-men-ti-ca--jo. [Am. P. bassa.] Quasi abituro delladimenticanza., Dimcnticatorio, sin.a Onde Mettere , Mandare, Andare o Lasciare nel dimenticatojo nzDimenticarsi. Lai. oblivioni dare , oblivisci. Gr. iffihu.vSà.iaa'àou.Salv.Grandi. 3. 11. Ti ricordo, che tu non lo mettessi Nel dimenticatojo,che cotcsta Vesta , che tu haindosso, è la mia. Pardi. Ercol. 63.Lasciaste voi nel chiappolo in pruova , o piuttosto nel dimenticatojo,non ve n accorgendo, il verbo ec.

Dimenticatore, Di-men-ti-ca--rc. Perb. ni. Dimenticare. Che di-mentica. Coutil. Le.it. Berg. (Min)

Dimenticatoiuo, * Di-men-ti-ca--ri-o. Sm. Lo stesso che Dimenticatojo.P. Car. Leu. inecl. 1. 3o. Or pensate a quante carte io son del suodimcnticatorio. (Modo simile a quelli notali in Dimenticatojo, 5 2.) (N)Dimenticatbice , * Di-men-ti-ca-lri-cc. Perb.fi. diDimenticare. P.diregfiti)DiMENTicnEvOLE,-men-ti-chc-yoie. Add.com.Dimentico, [Che facilmen-te dimentica.] Lui. obliviosus, immemor. Gr. du}.r,Cjj.oJv. Amm. Ani. g.7.2. Non dee l uomo essere uditore dimentichevolc. But. Inf.i. Per mo-strar F effetto della paura, che fa l uomo obbtivioso e di mentichcvolc.Dimentichissimo , Di men-ti-chis-si-mo. [Add. m.] superi, di Dimentico.Lat. obliviosissimus. Gr. n O.r Lib. cur. malalt. Colla

intemperie si lànno Uomini dimentichissimi.

Dimentico , Di-mcn-ti-co. Add. m. Di poca memoria, Che non tiene amente, [Che ha dimenticato.] Lat. obliviosus, immemor. Gr.vniPeetssiv.Tes. Br. 5. 36. Ed è dimentico molto (lo struzzolo') , che non glisovviene delle cose passate. Bocc. Leu . Pr. S. Ap. 2go. Possibile ègli nomini sieno dimentichi. Arnel. y8. Il cuore , già delle dette cosedimentico. Liv. M. Dimentico del comandamento di suo padre, e deldivieto de Consoli. G. P. i2. 108. fi. Quale Fiorentino, se uomo sipuò dire per virtude, puote essere dimentico della devozione ec.

Dimentico difi. da Dimenticato. Quello vale Che dimentica o hadimenticalo, e dicesi propriamente di persona; questo vale Chè sta-to dimenticato, e dicesi di cosa. Trovansi peraltro oscrapii Dimen-ticalo in senso di Dimentico; ma non al contrario.

Dimestice, Di-men-ti-re. [Atti] Dire a uno di enon dice vero, [o siache mentisce. Più comunemente Smentire., Dementire, sin.] Lat.objicere alicui, quod mentialiir. Pianini, f. /fi. In cotal modo me me-desima dimentendo, e quasi in sulla prima speranza tornando.)! Pal-bo. Isi.(ione .;. 110. Onde qualora lEchio il pungeva come seguace deBoemi, egli linterrompeva con dimentirlo. (Pe)

Dimergeee, 'Di-mèr-ge-rc.Atl.anom.P.L.Lostesso che Deincrgere. P.(Q)Dimergolare, Di-mer.go--re.(iV.nsj.] P.A., che sembra esprimere l'azioneche si fa quando ficcalo un chiodo alquanto in un legno, si lira a poicircolarmente, per trarnelo più comodamente.(Dal lat. de particella ueg.,c mergere profondare, affondare ; e vai dunque il contrario di profonda-re, o sia il trarre in su.) Pataffi. 1. Punta nel legno, e va dimergolando.

2 [ N. pass. ] per mela fi Barcollare o Accennar di cadere. Pataffi.10. Incespicando si dimergolava.

Dimebi. * (Zool.) Di-me-ri. Sm. pi. P. G. Lai. dimora. ( Da dis duevolte, e rneris parte.) Nome dato aduna sezione d' insetti coleopteri,i cui tarsi non hanno che due articoli. Sono piccolissimi insetti a corteeleirii vivono a terra sotto le pietre e nelle fenditure degli alberi. (Aq)(N)Pi meriggio. Posto avveri), z=z A mezzo, Di mezzo giorno, Ln tempodi mezzo giorno, Lat . meridie. Gr. /xurr^^plix.s. Frane. Sacch. ri/n.Provan che di meriggio volin nottole. Bocc. nov. 85. 5. Essendo ellaun di meriggio della camera uscita 'n un guarnel bianco.Pimentare, Dbine-ri--re. Att. e n. ass. Rendersi immeritevole. V. edi Demeritare. Segner, HJiser. (A) Segner. Crist. Insti'- 2. 22.11. Malinfelice con le sue negligenze dimeritò tanto amore. E 3.11. ò Do-vete andar canti a non dimeritarlo ( il favore ) per Tavvenirc. Gozz.Qsserv. T. 1. pag. 5. ( Napoli i82g.) perchè sia lunghetto mitratterrò dallo stamparlo, parendomi che non dimeriti desser veduto.(N)Pimentato , * Di*me*ri'tado. Add. m. da Demeritare. Lo stesso cheDemeritato. V. (0)

Pi meriti, * (St, Eccl.) Di-me--ti. Eretici apollinaristi che tenevano a-vere il inerbo assunto un' anima , ma senza intendimento , supplendoegli al difètto di tal facoltà. Da questa maniera di separare t intel-letto dall anima furono denominati Dimeriti, cioè Divisori o Sepa -i'dtoyh ( PsJ gr. dis due volte, e meritevole io divido.) (Aq)

Dimerso , Di-mèr-so. Add. ni. da Dimcrgere. Lo sfesso

V. Cavale. Espos. Simb. 2. i8j. Ringraziando Dio , ^ ^

DIMESTICHEZZA

Dcintffca l''

.

borato dalle mani di quelli d Egitto , e aveuli dimtrsi n< i* tti.(Vdel mare, per lo quale egli e lo popolo passarono a piedi ase 111Dimesse. * (St. Eccl.) Di-més-se. Congregazione di re ^ ì0S rc ]nello Stato Peneto ove si accettavano donzelle c vedove p u f/es ii0 ,ìda ogni impegno-, le quali senza obbligarsi ad alcundi color nero , o bruno , attendendo principalmente , e ./: bfdelle fanciulle , e alt adempimento di altre opere di con .... da ;

-, u^iliato^ovvero^

gione.

e. ( Da dimesso in senso di sommesso , umiliato , t,v Lb aIJ imettere in senso di abbandonare; poiché queste donzelle aDogni altra cura per attendere ad atti di pietà.) (Ber) . fi fyttDimessissimo , Di-mes*sìs*si-mo. Add. m. superi, di Dimesso * . 1

8 . f ì. Però di noi* P

cosa dimessa in la sorpresa, Comel quattro nel sei^

Rimesso, Ùmile. Segner. Miser. 18. ah» m- -favellare con termini dimessissimi. (A)

Dimesso, Di-més-so. Add. m. da Dimettere. Dismesso , IntfV g q?.**lasciato , Abbandonato. Lat . omissus , dimissus , interiji iSS _^ a ^ gcf>a.\tt$§?, Dant. Par.5.5g. Ed ogni pcrmutanza credi s ^ ri ,cC ° -icosa dimessa in la sorpresa, Comel quattro nel sei ,

Cas . son . 5i. Clic rumil cetra mia roca, che voi Udif cdimessa pende. uSi 0^

Rimesso, Umiliato, Rintuzzato, Lai . demissus , dep r Jj® ^irttvu&fis. Pelr. son. 3o5. E sono in non molti anni si . ,j j>e rappena riconosco ornai me stesso, arch. Stor. 12. 1 v q.

contrario, venuti dimessi, si rammaricavano tacitamenp* «

Chin atti ed in parole a voi mi soglio Portar si riverente

3 Perdonato. P. Dimettere, 5* & Ottonelli. (P) fi 001 1

4 * Abolito, Rivocalo. Liv . /. 3. c. 4 * Così si tornaron ^

c 1 divieto che non si tenesse ragione fu dimesso. (N) . $e§ tt0 ui

5 di Crine : Crini dimessi =: Negletti , Cadenti ^

scorruccio. Fortig. Ilicciard. 2g. 7 4- Hi cristallo un jac't 111loro , e torchi gialli e spessi Ardervi intorno, e bruna

Starsi una donna coi crini dimessi. (A) D°* 1 jd 11

Dimesticamele , Di-me-sti-ca-mén-te. Avv. [ Lo stesso 0 vici nO) a *]a ini 3mente. / .] Bocc. nov. 26. 5. Dimesticamenle, come ve vegnendo, il salutava. E ncv. fig. g. Io intendo, e°" ^

compagnia insieme, desinar tcco dimcsticamente stamao .Vogo®*; 1 a

2 Sicuramente, Con sicurtà. Coll. SS. Pad. Nel <I l,a . a Ju*altri più familiarmente , può pregare Iddio , e accostardimest icamc-ute. , pa ,I,c 11 |».

Duiesticamento , Di-me-sti-ca-mén-to. [ Sm. Lo stesso l£S tic» l,,cmento. P.] Cr. 2. 8. 10. E questo è lo speziai modo del ufi. f r e SDimesticante , * Di-me-sti-càn-te. Pari, di Dimesticare.

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stesso che Domesticante. P. (0) .

Dimesticare, Di-me-sti--re- [Att. Lo stesso cke Domcst } c3 i e u-- ,,via la salvalichezza, Render dimestico , [e dicesiP f ria ' q,-, j. 9.' ^.Ai-scie, per similit. delle persone, e Jig. delle piante. P § 4^

A prendere gli animali cominciarono , e rinchiudergli e . j 0 ,iiA

a Amicarsi, Farsi amico o famigliare, [e parlando fi 1 q,-. ?(T 0 |tedrude. ] Lat. familiarem reddere , ainicuu sibi a f ^j.

Fiamm. 3. 18. Egli ( quando pur te non amasse, in e 3 ^ e ^)cose da altri suoi fatti impedito) non potrebbe ora vac pjjte 1car novelle donne. » Bocc. g. 5. n. 5. Minghino d alb Ji-

dimestirata la fante. (N) ; , l a 1 I l,0C

3 E per meta fi Guitt. leu. io. 3o. Non si può pag 1 j q,mesticare. ( Nota col dat. ) (V) p ;à S Qgo>

[ ZV. pass, nel primo sign. ] Cr. 2. 7. 2. E quanto I ^ 5.tanto il suo frutto c sapore si mula e dimestica. L c fati 011 ' c 'l>rpianta ec. sai valica si dimestica, quando si cultiva. ne) ."jiaC®Ceco . Presi a questi di arrieto anche un leprotto 1- ^J Qti cciò , presso al pantano ; E s è di modo tal dimestica > c oSsempre a! me Giordano allato. (P) . . con» 11 .® disi

5 Divenir famigliare, dimestico, amico e simili- L '^ eJl0 c '' ,,10,

conjungi. Gr. oIkbÌoh ylyestr^a.1. Bocc. nov. 7 g. 5. D p,jtiO a p e lf-derio di volersi, se esso potesse, con amenduui, oC01) o0 Br u , 1,D 'joC 0 *'dimesticare, e vennegli fatto di pigliar dimestichezza v - fC od°. j li*son. 3oi. Vedendo tanto lei dimesticarsi Con colui G' .^ggctt 1 *semprebbe. Fr. Sacch.rim. 6g. Dimesticarsi colli tu fi.

colla famiglia siate netti. fiocc- ,l

6 Congiugnersi carnalmente. Lai. coire, rem liaber-.^ f

10. In tal guisa con lui si dimesticò, chio ne nac a r fio s "nf,

Dimesticato, Di-me-sti--to. Add. m- da Dimesticai p 0 s. ^Domesticato. P. ] Lat. cicuratus, mansucfactus, C à- ,apac £C t2. Degli uccelli, in che modo si figlino , na i di lI,cS

pr.

sticati. Sen. Ben. Parch. 7.lasciate toccar non si sono.

18. Le fiere ec.

- r v^ C

Vi ^ nl<C^ '

nate toccar non 51 juuu. c sugl) /,

Per metaf. [ Rimesso , Umiliato.] Stor. a v ° l C ì,e *

*L--;,.h » fiimrsticah.ma tnb» t "^ t i c are.

c y.d T fP

-ca-tri-c P?Z b 'f' d [?Xw!fS?è$

nemici vostri non solo viriti e dimesticati, ma pjujesti 1

Dimesticatore , * Di-me-sti-ca--re,mes ica. V. di reg . (O)Dimesticatrice , *Di-me-sti

Verb. va.

DiMESTrcAzioaE,Di-me-sti-ca-rió-ne. iSf.Lo stessoLat. cicuratio. Gr. vixspó-rzs. Cr. 2. 8- 7. Tal ni

-1 * J 1 -«ìcrnmfi fa 1* UI1U 1

utriu> e ,^ t0 d 'nics |ic: "

umido

1-1 tutto v

JL.UL. UWUIUIIV, ui

alla digestione compitamente, siccome fa .

Dimestichezza, Di-me-sti-chéz-sa. [Sf. Lo stesso cu* 1

P- Amicizia. ] Bocc. nov. -ty. i3. Ella rifiutava oC a d ora .chezza. E nov. 20. g. Con lui saccontò, e lece r fitv

dimestichezza e amistà. . n /a"* 1 tón f, V)

Er'. 11

boi-

le

Onde Pigliar dimestichezza =z Amicarsi, -Morell. Piglia dimestichezza nella sua vicinanza c . T zz a con-Bocc. nov. yg.S. E vennegli fatto di pigliar dune® Atti^ 01 ^3.

Amorevolezza, Accoglienza, Vezzi , Carezz 26. . fi. >

familiaritas, blanditile. Gr. QiKoQpiiwn- (ice- '

fece forse quella dimestichezza die era usalo