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DIMINUITILO
DIMORAGIONE
4 — (Miifi.) Diminuire, pollando d’uno strumento , vale Passeggiaresopra le corde di quello con dita , unghia , penna , o simili j lo chesi dice anche Arpeggiare, o Sminuire. » Pausar, Le mani poste allecordo in a,tto di diminuire. (A)
Dimisuitivo , Ui-mi-nu-i'tì-vo. [. Add • w. V. A. y. e di ] Diminutivo.Diminuito, Di-mi-nu-ì-to. Add. m. da Diminuire. Scemato. — , Dimi-unto , sin, Lat. imininutus. Gr. pttuShk.
2 — (Mus.) [ Detto di Strumento, y- Diminuire ,§.<£] Alleg. i 63 .Sottilmente gorgheggiando al delicato suono del ribechino diminuito.
3 — (Archi.) Colonna diminuita dicesi da alcuni architetti quella chei Toscani dicono Ajfusata. (A)
4 — (Milii.) Angolo diminuito, nell' architettura militare , è il coni •plemenlo della metà delt angolo difeso alla metà dell' angolo del-la figura. (A)
Diminutamente , Di-minu-ta*mèn-te. Avv. In modo diminuto , Per di-minuzione. Delmitu Ermog. gì. Muss. Pred. 3 . tifi. Garz. Piaz,3 o 3 . Beig. (Min)
Diminutivamente, Di-mi-nu*ti-va*mén*te. Avo. in modo dìrninutioo.Saloin.F. B. f. 4 * ^o. Cardellini , lat- cardueles , poi per trasposizion dilettere e diminutivamente calderina. (A) (N)
Diminutivetto , Di-ini-nu-ti-vét-to. Sm. foce scherzevole. Diminutivo diDiminutivo . Ruscell. Disc . z. Berg, (Min)
Diminutivo, Di-mi-nu-ti-vo. Add. m. Che diminuisce. —, Diminuitivo,«Vi. Lat. diminulivus. Gr. vxo*cptrTTix.óu Amet. gì. Ed io e te da di-minutivo di regali fummo dinomati.
2 — (Gram.) [Per lo più in fòrza di sni. dicesi delle voci che esprimo-no Diminuzione , e maggior dolcezza e leggiadria del loro primitivo ,ovvero aggiungono qualche cosa all' idea d'avvilimento e di dispre-gio. Così Difettuzzo è semplice Diminutivo ; Carino è diminutivo vez-zeggiativo ; Omicciattolo, Itomitonzolo sono diminutivi avvilitivi o di-sprezzativi.] Maur. Rim. buri. 1. n 3 . Ch’ è ( Firenzuola) di Fioren-za lo diminutivo. Red. Annoi. Ditir. g 3 . Del resto mottetto è diminu-tivo di motto. » Buommat. Lo scemare similmente si fa o per dimostrarela cosa assai piccola , o per avvilirla e spregiarla, oppure accarezzar-la e adularla. I primi si dicon diminutivi; i secondi dispregiativi ;i terzi vezzeggiativi : e veramente chiamandoli tutti diminutivi , i se-condi si posson dir del dispregio , e i terzi del vezzo , lasciando ebei primi si dicati diminutivi semplicemente. (A)
Dimincto, Di-mi-nù-to. Add. [ m. Lo stesso che] Diminuito, y.Lat.di-minutila. Gr. i\ourrw$hU.
2 — [Mancante di alcune parti.] M.y. 4 - 6°- In questo mese di Feb-braio nacque presso a Firenze , in un luogo che si chiama il Galluz-zo , a uno barbiere uno fanciullo mostruoso e diniinuto. Pass, guNon servando il comandamento della Chiesa, e non avendo inttro,ma dìminuto e scemo, il sagramento della penitenza. » Casiigl. Cor-teg. 1. 65 . Avendo (gli uomini') da peccare nell’ una delle due estre-mità , men male c Tesser un poco diminuto, che ecceder la ragio-nevol misura in grandezza. (N)
Diminuzione , Di-ini-nu-zió-ne. [ Sf. Il diminuire , o L' essere diminui-to , che dicesi anche Sccmamento , Dicrescimento, Menomamento,ec.] «— , Diminuimeoto, sin. Lai. innninutio. Gr. sA oLttmcì?. Tcs.Br. 2. 5 o. Diminuzione è quella opera di natura , che fa menomarT uomo, o altra cosa , di quello ch'egli è. Al. f» 3 . 3 y. Vedemmoseguire in questo anno diminuzion d’ acque. Cr. 1. 5 . io. Ma menosanità è in loro, che nelle terre orientali , con molta diminuzione.
2 — (Mus.) Diminuzioni: Movimenti veloci nello spazio d'una caden-za , che sano fioretti , abbellimenti nel fondamento , e maniera di dargrazia all' accompagnare. (A)
3 — (Leg ) Diminuzione di capo o del cupo Borgh.Cohn.Rom d’if.VcTsuo misfatto condannato nella te>ta in giudizio pubblico,viene a perdereec. ogni ragione e privilegio di civiltà ; il che chiamavano con vocelor propria i legisti diminuzione del capo. (Hor. capitis minor.) (V)
Di mira. * Posto avverò, co' v. Pigliare e Tirare, y. (U)
Dimissionario , * Di-mis-sio-nà-ri-o. Add. e sm. Che ha dato la dimis-sione. y. dell' uso. (O)
Dimissione, * Di-mis-si ó-ne. Sf. Dicesi degli ufficii , cariche o com-missioni , quando chi n* è provvisto vi rinunzia presso colui che hal'autorità di conferirle. V. dell'uso. (Dal lat. dimissio congedo , com-miato , il mandar via.) Aib.Supp. al Diz. II. Fr. Bussano 1811. ( 0 )Dimissoria. (Eccl.) Di-mis-sò-ri-a. [Add. usato anche come sf] Quellalettera testimoniate che fa il Vescovo d' aver conferito ad alcuno gliOrdini , e propriamente quella che si ottiene dal proprio yescavo adeffètto di poter ricevere gli ordini sagri da altro yescovo. Lat. lite-rae dimissoriae. (Da! lat. dimissum part. di dimitto io mando, per-metto, licenzio. Presso Modcstino dimissoriae liierae trovansi in sen-so di lettere di appellazione al tribunale cui la causa è rimandata. )Borgh. Vesc. Fior. 494 * Servivano anche in parte aU’effètto che fan-no a’ nostri tempi quelle che si chiamano dimissoric.
Di musso riale. (Eccl.) Di-mis-so-rià-ie. Add. coni . Appartenente a di-mìssoria. (A)
Dimito. (Ar. Mes.) Di-mi-to. Sm. Sorta di drappo fine , o tehrie dibambagia , per uso specialmente di soppannare le vestimenti. (A)Dimittitore , Di-mit-ti-tó-re. [ yerì. m. y. e di' ] Dimettitore. Cap.Impr. prol. Gli odiosi divennero perdonatoli , e gli avari dimittitoria’ loro debitori.
Diuitzànà, * (Grog.) Di-mit-zà-na. Lat. Phsophis. Cit. della Morea.(fi)Divno. * JS. pr. m. (In gr. dimenos vai bimestre. In lingua slava di-m ijìv vai fumante.) — Ujffiziale di Alessandro che cospirò contro dilui . (Mit)
Dimo.*(MiI.)/<Y£*// 0 di Martee di Venere.^ In gx.dimos vale terrore.)(Mit)Dimocàrpo. * (Bot.) Di-mo-càr-po. Sm. V. G. Lat. democarpus. (Dademos pinguedine, e carpos frutto; ovvero da dintos sinc. di didy-mos gemello, e da carpos. ) Genere di piante esotiche a fiori mono-petali , stabilito da Loureiro nell' ottonària monoginiò^ famiglia delle
al S lis: °
pindee , così denominate o dalla sostanza polposa e g rata . ■
' suoi fruttilo dai frutti stessi raddoppiati ; riunito da ,n °
>re Euforia, y. (Aq) (N) r rt mnto 0.
modo. j ol uio
sedere di modo ^
de'
nere Euforia, V. (Àq) (N) , oin i
Di modo alcuno. * Posto avvero. — In nessun modo.
Segnar. Crist. Instr. 3 . 33 . 1J. Non ti porre avicino ad uria donna non tua. (N) , [ tl gie;
Di modo che , Dimodoché. Posto avverò. = In maniera c i( ‘ > asa che. Lat. iti ut. Gr. iSamp. » Bemb. Leti. t. i. !• 1 ^j 01 te 1,011
stato ec. di modo che per cagion di lai dolere della sua es-
ci possiamo. E i. 7. 182. Di modo che ivi non potrebbe ® L oser detto. (N) ., e si tlè‘
Dimoiare , Ui-mo jà-re. [ N. ass. ] Liquefarsi , Strugge’’ 51 >tì/jdel diaccio , o del terreno diaccialo. Lat. solvi , j c l,é '
. (Da dimojare in senso di tuilàr nell’acqua) rghiaccio tubato nell’ acqua si liquefa e si strugge. ) 0 io
2 — * Tuliiire i panni lini nell’acqua, avanti che si P°"®. pmlitf'
.” 4 ' umettare.)
cato. P’.j 4 retina.(iy.i\io spagn . mojar bagnare,
Dimoiato , Di-mo-jà-to. Add. m. da Dimojare./,at.!iquefactus. , w
Gr-
hi /!•
uiaiuaAtu , ui-mw-ju-iu. /juui •*•» ui. u ■ 1 ui.ijcii v../aut.i«j e>v—- . ,,im. "
Dimodtissimo , Di-inol-tis-si-mo. [ Add. m. ] superi, di ^>1°.plurimus. Gr. kXiujtos, Pros. Piar. 6. 9. Chi in una c0St be chi in un’altra, perchè elle in dimoitissime cose sannoiy. E con questi dimoltissiini altri tormenti danno loroi c ^ c gpiii 12 — Usato anche come avv. Fag. rim. Per mostrar . • *dimoltissimo. (A) ^
Dimolto, Di-mól-to. Add. m. Molto . Lat. inultus. Gr. iro sS cro a [ iCrist. instr, 3 . 10. 14'■ Se per cercare il confessore si aVt ^re dall’ altra dimoile miglia, potrebbesi ec. Buon,molte vomiche Ilo fra man più che mai , che me medcsiw ^si vomitar manipolandole. Pros. Fior. 4 • 3 z. Fa di mestai ^ aCC o^abbia sempre dimolte spie benissimo pagate. E 7 4 ‘ ^ on s6 g. O ril ^gendo, ne traggon benetizio dimolte volte. Red. cous. 2- f'j,
do un'intera e perfetta sanità, e posso fare dimolte di 3 ache prima io non poteva fare. » Vit. SS. Pad. 2. 96; _ c0 $ìbero che ha frutti si c bisogno eh’ abbia dimolte foghe Jsaria cosa è, che chi ha diaigfte buone opere, abbondi ^ . ei -role. E 2 o 3 . Dimoiti grandi signori la chiedevano al P ai j/nostd V N 0ai loro figliuoli. Borgh . Orig. Vir. 8. Sotto le novelle j i0
chi, e, se s’ ha a dire il vero , assai semplici e rozze pcoperti dimoiti veri. (V) Ci
Dimolto. Avv. Molto , Grandemente. Lat. valile , magnop 1 - g ini Pieo\v$. Red . le tu 1‘ 102. Questa è una superbissima stro.*^ pce dimoilo, ma dimolto , e poi dimoltone. 3> Sov. ani- ^ pas^pquesti dimolto amato dal Re. E Segner. Mann. SeU• ^
Apostolo a dire per questa ragione stessa, tanquam ^ (e .
tanquam /co, cne pur sarebbe diinolto. (V) f
Dimoltone , Di-mol-tó-ne. [Avv.] accresc. di Dimolto. Gran ^
[Si pub usare solo nello stile familiare.] Lat. maxunoP ra'Pynrrcv. Red. lett. 1. 102. Questa è una superbissima str ° 1dimolto, ina diraolto, e poi dimoltone. teiiip 0 ' te u)'
Di molto tempo. * Posto avveiii. Lo stesso che Da m ° Ai n> oll0 ,i» eLeti. mcd. t. 2. p. 65 . E di più dicono che ’l loco vac °j 1,3
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po, e non è dimandato da niuno, per non ci essereuom elle vi aspiri. (Pc)
Di momento in momento. * Posto avverò. = Da unLat. jam jara. Seqner. Crist. instr. 2. ij. 12. Quasiche in un anfiteatro di spettatori destinata alle fiere, 3 rmento in momento le loro fàuci. (N) (G)
Dimona. * (Geog.) Di-mó-na. Antica città della Palestina !■ ^
Dimone. * (Mit.) Di-inò-ue. L/no de'quattro Dei Lan- ^g g stt 5 * a <\Dimonio, Di-mò-ni-o. [ò’m. PI. Dimonii e amie. Dimoili 3 ! ' ,j j
Demonio. P. Lai. daemonium. Gr. x.a.x.: hx.ip.vv. Ile’ 1 '' rO'" ^ IPer saper se il dimonio è come pare, S’egli è _si b 1 *,; ; l0 ?„ sU 3dipinto. » Vit. S. M. Madd. 12. Egli aveva risu sclta v |ecacciate le dimonia da molti. Esp. Salv.Bg. (Livorno ^ / £ piorbchiarezza manda via ogni tenebra, e caccia le dim° nl ’ ..cod 1peccata. (V) ' mp o
Dimora, Di-mó-ra. [eV/T] Stanza , Permanenza , [ _ „j 0 ue, ,, jtt'*'.
mentre si sta in un hioso. —, Dirooranza, Uirao i’ 3 S .nia.W' ja» 1— • ^£«'•' g pr( B in
zione , Dimoramento, Dimorata, Dimoro,Conta,sm-J g(Dal lat. mora che vale il medesimo.) Dani. P^rg-f/* sa
idi. « v-iic vuiv a. Jr « 7* 3 rfn s» 1 Ma i"*’ 5 .
Alcun buon frutto di nostra dimora. E Par.o.of se > ilei ^ q'Alba sua dimora Per trecent’anni. Lab. -f- si 3 » ..... -"
i eh’®'
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i. Lab. 48 . se ; 6 ia. L edimora credo , ciie c bio P a “
ne eterna , senza dubbio più dura dimora creuo w» u; 0 _non è. Alam. Colt. f. gS. Cotal della famiglia il vC c G r '
prà qual di costui prenda dimora. • in 31,er
’ — (Onde} Far dim »ra = Dimorare. Lat. moia ’ j 1I 3rp.ii/nv , btxfi&'iv. Rim. ant. Giud. Cavale. 70. L° * ,|iii fS '
viene , e fa dimora. «ursi'l .
2 — Fermata, Pausa. [Onde Non far dimora=.Von,/e r ' a
Gr. . Bcrn. Ori. 3 . q. 56 . Non fanno al canto p Rot L -
3 — iFig.] Indugio , Tardanza. Lat. mora. Gr. àavrP 1 0 pt
6. Siccome a colei a cui la dimora lunga gravava. xr gfl irì 0 ij<
- -■ hk . 0 /"/•;>!
— [Onde Fare o Non far dimora — Frupp orì ^indugio , Mettere o ]Son mettere tempo in mezzo -J ■ a
Quando s’accorse d’alcuna dimora Ch’ i’fac^v^ ® lQU
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Quando s’accorse d’alcuna dimora Ch’i'Jaceva u'tud 0 '^
Supin ricadde. m icih’°* -r, ^
4 — U luogo ove si dimora, [ che dicesi anche Y° rn p t cf-Stanza, Albergo.] Lat. domicilium, raansio. Gì'- ct *? ì re $ c t<> * .«jjjp 0 ,'ìj/.'^.Inverso la loro usata dimora con lento passo ffir jj < ,n .L 0- " - ' Onesto include 1^ .Jli^f^»
. - la
„ - — _ Dr>- .-- ,
stretto entro certi limiti. Dimora risguarda u" ■-diremo che la terra è soggiorno al cristiano; 1113 pini®’’ 1 '
è in cielo. , 0 che J
Dimoragione , IH-rao-ra-gió-nc. (Sf. y. A. Lo ri
,P' 0 '