68 :
DI NECESSITA
Di necessita. Postò avverò. = Necessariamente. —, Di nicessità, Di ni-cista, sin. Lat. necessario. Gr. x.iyg.ri. lìnee, nov. 77. 4 'ì■ Pieguarì di tempo era ad andare, che di necessità, se questo avvenutonon fosse, ti conveniva in uno incappare. Dant. Purg. 3 o. 63 . Quandomi volsi al suon del nome mio , Che di necessità qui si rigistra. G.P. 2. ij. 2. Di necessità da'baroni fu disposto dello ’mperio e delreame. ( Qui par che valga a forza. ) E 12. qn. 4 - Questo non dicia-mo fia di necessità, ma fia il più e 'I meno al piacere di Dio . Mae-struzz. 1. 6. Ma se egli noi punte avere (il prete ) allora, se di neces-sità è di comunicare o di celebrare , per lo scandolo del popolo ec.non pecca , se si comunica e dice messa. (Cioè, se è necessario : nè quibassi a dire che queste parole siati poste avverhialm. ) Pass. 33 2.Può il diavolo provocare, tentando e incitando la volontà dell’ uomo ,ma non di necessità inchinarla.
Dinegare , Di-ne-gà-re. [ yltt. Ricusare , Non voler accordare .]—, Ne-gare, Denegare, sin. Lat. negare, abnegare. Gr. étxpvt'ìirSxi. G. P.y-■> 44 . 3 . Le quali richieste gli furono dinegate. Montem. son. 1 e. Dun-que non dinegar, giovine bella, Danzar ne’tempi dileltosi e gai.Pardi. Suoc. 1. 2- Questo non poteva ragionevolmente nè dovevadinegargli. » Pav. Esop. 16g. Riputandosi nell’animo degna di nondoverli esser dinegata veruna grazia , pensò dimandare ec. (V)Dinegato , Di-ne-gà-to. Add. rn. da Dinegare.—, Negato, Denegato, sin.Bemb. A sol. 1. Berg. (Min)
Dinegazionk, Di-ne-ga-rió-ue. [N/i] Il dinegare. [V atto di dinegare ; edicesi per Io più in materie giudiziarie. — , Denegazione , sin. ] Lat.denegatio. Gr. xvxpvrieis. Giucc. Slor. ig. i 3 y. Cercando, per la di-negazione del possesso , occasione di provocargli contro quel ministro.Dinegrare , Di-ne-grà-re. [Alt. Lo stesso che ] Denigrare. P. Arngh.62. Colui che non sa comportare le cose gioconde colle avversità,dinegra l’onor dell’ uomo. (Qui metaforici)
Dinehubo. * (Zool.) Di-né-mu-ro. Sm. P. G. Lat. dinemurus. (Da disdue, nenia ilio, ed ura coda. ) Genere di vermi che presenta percarattere un corpo cilindrico , una testa unita ottusa , una coda di-stinta da due /detti laterali ec. (Aq)
Dinekvare , Di-ner-và-re. [Alt. Lo stesso che ] Snervare. P. Lat. ener-vare. Gr. ir-vivpl^uv. Medit. Arb. Cr. Per lo quale noi possiamo scon-figgere e dincrvare tutte le violenti fortezze de’ combattitori nostri ne-mici. Coni . Par. g. Lascia tenere in quella isola che dinerva li fortianimi, e non seguita i primi nutrimenti del suo natal sito.
Dinekvato , * Di-ner-và-to. Add. m. da Dincrvare. P. di reg. (0 )Dineto. * (Zool.) Dì-ne-to. Sm. P. G. Lat. dinetus. ( Da dinetos vo-lubile.) Genere d'insetti della classe degl’ imenotteri, le cui femmine(ormano il nido che destinano alta loro posterità nelle sabbie ; esse slan-ciansi ivi in più riprese e come un dardo avanti di penetrarvi. (Aq) (N)Di netto. Posto avverò. — Di colpo , In un colpo solo , Tutto in untratto , come Tagliar di netto , Gittar di netto, Saldar di netto , esimili; e dimostra Agilità e Destrezza . Bocc. nov. 7 g. -fi. E con essasospintola! d'addosso, di netto col capo innanzi il gittò. Berti. Ori.2. 4 - 4 1 - Proprio lo giunse nel corno ferrato, E gliel’ ha tutto dinetto tagliato. Sagg. nat. esp, s 3 S. Poiché tutte crcparono in diversimodi , a’ quali spiccandosi di netto il collo ec. Malm. 10. 52 . Insulla testa unsopramman gli appica, Che in due parti divisela di netto.
2 — Fu detto anche Al di netto per Affatto. P. Al di netto. (V) (N)Dinfa. * N. pr.f. Lat. Dinpha. ( Dall’ ebr. din giudizio, sentenza, ar-bitrio , e phe bocca : Bocca che pronunzia giudizii. ) (B)
D’ Infin che , D’ infinchì , D’ infinochè. Avv. D’ insiti a tanto che ,Injinchè. Pit. S. Murgh. iq 3 . D'infili ch’eli’era in questa vita. Ellaavea nome Margherita. E 1^7. Di là dentro non uscisse D’infìnch’ e-gli non cercheria Co’ consiglieri, ch’egli avria , Di ferie dui are tor-mento. E i 4 g. D’intimidii; tu l’avrai eletto. E di sotto: D’infinochètu se’mio ajutorio. (V)
Dingo. * N. pr. in. accoro, di Ardingo. P. (B)
Disia , * Di-ui.a , Dinoue. N. pr. m. Lat. Dinias. (Dal gr. dàteis vor-ticoso ) (B)
2 — * (Geog.) Antica città della Frigia . — della Gallili Narbonese ,oggi Digne. (G)
Di mcessitÀ. [Posto avveri. P. A. P. e dii) Di necessità.
Di nicistà. [Posto uvverb. P. A. P. c di '] Di necessità. G. P. 12.4 /. 2. Sicché di aicistà il convenne tirare addietro. M. P. i. 3 l. Con-ve line che ’l popolo minuto di nicistà abbandonasse l'isola. Gran.Morell. E per questo é suto di nicistà cercare le circustanze. E al-trove : E perchè non mi par di nicistà, l’ho lasciato stare.
Diniego, Di-niè-go. [ Sm. ] Il dinegare. Lai. denegatio. Gr. xieclftyieu.Buon. Pier. 4■ 3 . s. E alla seconda largizione Ecce un simil diniego.E 4 - 4- 1 4 - Comandi , relazion, grazie , dinieghi.
Dinieni. * (Geog.) Di-niè-ni.^nt. popoli dell Assiria , delti anche Dinii.(G)Dì niente. Posto avverò. z=z Di niuna maniera. Bocc. Tes. 1. iì8.Però che qui tenerci di niente Non possiamo: thè, come vo’sapete,Le mura a terra gir tosto vedrete. (B)
Dimorare, Di-ni-grà-re. [ All. Lo stesso eòe Denigrare. P.] Arrigh. fi.Appena sarebbe la mia buona nominanza a bene lavare colui il qualecon sozze macchie la infamia dinigròe. ( Qui per metaf.)
Dimorato , Di-ni-grà-to. Add. m. da Dinigrare. Lo stesso che Deni-grato. P. (A)
Dinnanzi, Din-nàn-zi, Avv. eprep. Quasi D innanzi. Lo stesso che Di-nanzi. P. Covate. Specoli, Òr. $ 4 - Riputandosi indegna di stargli din-nanzi .di sotto: lo ho peccato in Cielo, e dinnanzi a te. (Quasi dice :contro a fi E 56 . Il peccato mio ho sempre dinnanzi agli occhi miei.(V)Dino. * N. pr. m. accoro, di Bandìno, dim. di Bando, accoro, di Al-dobrando. P. Ed anche accoro, di Corradino , dipi, di Corrado. P.(Può esse/ pure un nome originario, e derivare dal gr. dinos vorticoso,o piuttosto da dinas fiero, treiltcndo e simile. ) (B)
2 — * ( Mit.) Uno de' cavalli di Diomede ré di Tracia . — Una delleForcidi., (Mit)
DINOTANZA $
3 — * (Lctt.) Soprannome che i Greci davano a Dentodeff^ fjtc , h
Disocarete , * Di uo-ca-rè-te. N. pr. ai. Lo stesso cheLat. Dinocrathes. (Mit) ninocc 0 ^ 1 *'V’
Dinoccare , Di-noc-cà-re. [Alt. e n. ass.Lo stesso che] V ' j dell®
2 — [A. pass.] Per simil. [Rompersi nelle nocche, Dislog ( Wche] Car. Leti. 1- 8. Or il piede, or la man mi S1che nel cader mi raggaviguo. __ iola re ’ " ' ti»
Dinoccioiake , * Di-noc cio-là-re. Alt. Lo stesso che Snoce v e}! c
liz. rim. p. 84 - Cauti costei , che ben
1 stesso ette g ni
te la di nocciola , ; 0 iar®»
ci» ( 1
usignuol fuor di caluggine. (Qui per metaf come in Sn° ^
che si esprime , che si spiega benissimo. ) (P) nitU^ 0 rC
Dinoccolare, Di-noc-co-là-re. [Alt] Romper la nuca;/ 0 "pin oC f,J,slogare la nuca , o la giuntura del collo , e simili. ~~~ » jj.sin. ] Lat. frangere cervicem. Gr. rpxXx\iZtm. Barca.
Anselm. Tu ugni il cavicciule Che t’ha a dinoccolar- t, ;l' : 12. 1. Gavocciolo alle pianelle; io ho dato uncimbotto 0sono stata a manco d’ un pelo per dinoccolare il colto- ^ gii#
2 — E n. pass. Prone. Sacch. rim. 12- Colui che P rl ® , (j ,
lò , Mostrò il collo suo a Galieno . Jyii lfl
Dinoccolato , Di-noc-co-là-to. Add. m. da Dinoccolare.
Gr, xxnxyws. Pataff. 4 . Dinoccolato rimase a mezz °' ( .
2 — E fig. [Agg. d‘ Ossequio 0 simile — Finto,Adulul° rl \^ 0 o^yi4 - a- 7- Ed agli adulator colti e vezzosi, Ed al dino( J(7 c# .jjloro. » (Così detto perchè gli ossequi! degli adulatori si
effettate curvature di testa, che par che s'abbiano a dui jUK ^
3 — Onde Fare il dinoccolato [— Imitare /’ uomo ^ tnaCsll °do debolezza o inabilità ,3 o simile, per giugnere a g c bol c ', pjlRed. lett. 2. 2 43 . Né faccia il dinoccolato col dire c yj'_ 0 ci nVyjhr
Disocrate , * Di-nó-cra-te, Dinocarete. N. pr. m. ini- D 1 1(0 j C Mgr. dinos veemente, sagace, e cratos impero. ) — f rc , 0es se " /j|iOsahdro, che riedificò il tempio di Diana in Efeso . — vf.vinse P'ilopemene.—matematico greco contemporaneo al J.i.Denudare , Di-no-dà-re. [Alt. Lo stesso che J Disnodare. 'vere, enodare. Gr. asolar lecitili. _ <jo 1 Sj, f r
2 — N. pass. Dividersi, Staccarsi, Separarsi [nodo da Qpda giuntura e simili.] Lat. disjuugi. Gr. ÒixeKxefaf c
reva che tutte Possa si dinodassono, c’nerbi simig* ian ’ ( C) S rDinodoco, * Di-nò-do-co. N- pr. m. (Dal gr. dinos vecto ^
ducos suono.)— Greco fortissimo in correre. (Mit) sag jce luii' 101Dinoloco , * Di-nò-io-co. ’N. pr. m. (Dal gr. dinos per 1 f pin I<! “de , e lochos insidio, agguati : Perito negli agguati. ) yiP
autore di dodici commedie. (Mit) Ditto 11 ^ 1
Dinomene , * Di-no-mè-ne, Dinomcde. N- pr. m. (M'v e ] P 1
gr. dinos forte, e nienos mente.) — Scultore greco- j. ò a ut 3Dinominanza , Di-no-mi-nàn-sa. [Sf. Lo stesso che f i 0
nominazione. P. I.al. denominatio. Gr. iropxeix. ^ , s iiA ,s. 3 i 2. Quella infermità che infesta la nostra cute, proP'®^ U 1 * 1ha la sua dinominanza, che ci lacera con diletto c c -i a*' cdella malattia d’amore. » E Cas. <5. Benché d a 11la dinominanza stortamente giudichino altri. (N) l-^r
Dinominare, Di-no-ini-nà-re. [ Alt. Nominare, 3 °n o 0. ^''Je •l'I’-i
Denominare, sin. Lat. denominare. Gr. ÌTorcu*f‘ i '- . 1® tdTrcggiò con Turno, c ucciselo, e edificoe un castello sì pi ^
minòe dalla moglie. Bocc. nov. 16. 12. Da’quali) ra r«
per tutti il suo nome , ella fu Carriola dinominata. £ ì ni< < ‘-fletè 12 — Far menzione, Enumerare ; [0 piuttosto Nonu n ® ^ jinO 1 ^minando.] Lat. enumerare, dinumerare. Polg • R“ s - lS o 1
1’06sa deìlc mani e de’ piedi. _ h° 1
Dinuminaio , * Di-no-mi-nà-to. Add. m. da DinomÌ narc ' . na jio'
Denominato. P. (O)
Oinosiinazione , Di-no-mi-na-*ió-ne. [Sf. Lo stesso che
^ j E a ’ncarnazione di Cristo si sl S n ■ oJ jC e
nominazioni dell omhrare. Rat. lnf. a Ogni addieth 1 ' 34 , p>mina z.one quantunque grande, si conviene a Virgili» ifll(RUt.) [Cita dette figure rettnriche.] Lat. denoto 1 "' ltof iC» 'stiumento si pone per l’atto in che s’usa ; ed c colo 1 ’si chiama dmommazione. [Ja r. f pi-
toi-nó-ne. N. pr. m. (Secondo la sua varia ° cl0 lf ss° c: ® veemente, fiero, ovvero vorticoso. V. Ditda.) L?tn ’ ' Antico storico greco. — Scultore greco. 04 ÌBO pi<f
Dente SAT0 ' P f tn , avveri. — Impensatamente- La-j fcP ^pente. Gr. uirpcrbcv.uvrivs. Frano, Sacch. nov. 2i4- 5 frd'f ,| fl non pensato si guadagnarono quattro paja d> a no 1 'nnv. i6g tu. Coinè il maestro Gabbadeo con inedito" 3 5 m? 1provata ne scritta g.ihhò bene V Atticciato , e di r®" fj, (V) tfgran colpo da giostra gli uscì fuori la fava degli o rC ®r’ rC . ‘‘DinonziaEe, Di-non-zi-ù-ie. [Alt. P.A.P.e di
, vt:lin - c he fue dinonziato dinanzi allo ’inp el . filabbro lavorava continuamente ogni giorno. rr f r
Dinonziato , Di-non-zi-à-lo. [ Add . m . da Dinouziare. ' ’
Dinunziafo. M j t ) M
Dinor. '(Mit. Rab.) Fiume da cui escono gli Ansf-JT ( gt *Dinosi. (Rett.) Di-nò-si. Sf. indecl. P. G. Lat. dm 0 *’. 5 ^ esVsio volgo ,11 giro , accumulo, esagero. ) Figura c, ‘ &) ,
cuna cojwa , a fiat di renderla con ciò incredih t V- (Med.) Perugine , capogiro , specie eh ] ,seu ' . n (paj ictS 11Dinostrato , * Di-nò-stra-to. uV pr. ni. Lat. Dii«“‘ r *w ^
"ito: Fiero nell’esercito^
— < y iV
ffé'
De’ 11 '
Jl |( ’
ut «
f anif
veemente, fiero, e stratos esercito: Fiero w- - ^ ;
metra greco amico di Platone . (B) (Mit) . dV >otli ,l v°Dinotante, Di-no-tàn-te. [Part. di Dinotare.] esse'
che Denotante. P. ]» Salvili. F. B. 3. 3. 3- 1
tura una voce barbara dinotante quest’erba. ( '.^icA 11
Dihotanza , Di no-tàn-za. Sf. Significanti Dea 0Barbar. Berg. (Min)