0l|)a DIPELLATO
come recita Girolamo contro a Gioviniano : elle il cU-*rP ellarono -
1 pes oe ht I (jMpel-là-to. Alici, m. da Dipellare. V. di reg. (O)
1 ! ,d, ull . > Qi-pen-dén-te. Part. di Dipendere. Che dipende. —, De-bite scrit* Wn ’ - Jat " dependens , pendens. Sega. Crist. instr. 3 . ij./f,utnil' UI - e vero dolore si accoppia ordinariamente coll’umiltà er— Pia s * M oni , come un edòtto dipendente dalla sua cagione.j?* d *»teii ancbe inforza di sm. È. Dependente , §. 2. (A)n e P e nden! lENTE ’ Di-pen-den-te-mcn-te. Avv. Con dipendenza. — ,l)l 1 iR. y 15 ? 01 * 1 - 0 5 sin. Lat. juxta , scenndum. Gr. xarx. Fr, Giord.
n? it, E»ZA » !?. c hc vivessero tutti dipendentemente dalla sua persona.5 ■ Depen’i Di-pcn-dén-za. 6 'fi Derivazione, Origine. Lat. derivatio.
3 ^ SoL p • enza > §• 3 . — , Dependeuza, Depeiidcnzia, sin. (A)p” tAltcn p 10UC 5 Servitù, Subordinazione . (A)
"i. / ei f ,!^' a ) Aderenza , Clientela.] Lai. clientela. Gr. Ks\a.rclx.filarlo j *-.,^ oao similmente richiesto di trovare un filosofo, per
I filila -Trancia a un Prelato italiano , giovane e ricco e di gran-
4 111 c °n tun *i za ‘ 11 Borgh. Orig. Fir.if. Mentre regni la casa Giu-iT Borland a ,. sua dipendenza. (V)
j.f. Poi (1; p. “* vocaboli, Etimologia . Bene. Celi. Vii. 3 . Quel no-(, 1 ’ty’end * U011 ?' a > c ^ e questi dotti immaginatori e investigatori di
5 E M Am^ enze di nomi dicono avere avuto Firenze , per essere fluen-
"• * cc. (Mi,-,)
in dipendenza: Dicesi quando un bastimento se -*otfo d, arncn te un altro , l'amanza , gli va al fianco o vi si uniscef/' 1 * V W ' 0,ì £ w * / * dilungarsene. (Van)
lk* kn afcr» e ? lre * n dipendenza = Fenire y Essere , Trovarsi al ventoEs »ER e ^fomento. (Van)
i N - ass. anom. Aver V essere e ’l conserva-5 ^ tal ’ Derivare, Procedere, Provvenire .] —, Depcndcre,
T Trarr,, ,,Podere , originem ducere. Gr. ì^zKrarH-eu.
3 cose Co ° r i®‘ ne ’ c °ii a particella In o Nel. Cavale. Med.cuor. 2 g 1 .
II ^sser ns,dcro di Dio , nelle quali tutta la mia speranza dipende.! V)
Va' ,0 - 0 °¥ en °’ sol toposto all’altrui autorità o dominio.] G. F~.da'niPrnde 1. ? C H> 1 perocché voi siete preti nel popolo di Dio , dac 0 , Ani,,- 311 ' 1113 di coloro. » Dant. Con»/. 11 suo essere dipende
din . e a i Vln ' Pi sc ' Scorgeva ottimamente che dal buono generale
‘ivjkva ;i c . u °ri gentili a buon ora appreso, e per tempo imbevuto5 v , èssere s , n es . sere degli Stati - ( A )
■ ha t;,| ut)c>r dinato, come 11 tenente dipende dal capitano ec.(A)farle d *Pendc da me, per dira Io soli padrone di farlasO Di CA)
V* h Kno V*:**U>- ddd. ni. da Dipendere. Sega. Pred. 2 i. 5 .■’ * Hu D ’? d,ra » da che ò dipendila la mìa salute!ft 'Uì C / J ^ C ' Jle ; A 7 . pr. m. — Fratello di Sciiti , entrambi scultorin a > E 1 Di Sltri * ),fondatori della celebre scuola di Sidone . (Van)V ,8 ^‘ J ^ lt ‘ Concettare , Dar di penna. —•, Dtpen-
v ì al *j^ CI1 tarc , Abolire. Salviti. Man, Epit. cap. 36 . Le cosea PParen^° ’ d‘ 10 a ^ a necessità della vita tu prendi ec. : ciò che0, » jj? a o lusso , tutto dipenna. (A)
c&g, (Q) eu ' na -to. Add. m. da Dipennare. —, Depennato, sin.jj P°Ve'rt n ^‘ P r ’ m ‘ ^ at ‘ Dipcnus. ( Dal gr. dis due volte ,
DIPIGNERE
interamente de'concetti e de’componimenti altrui. Lat. plagiaiinm esse.Gr. ùi>SpairoSurrìi> dvxi. Beni. rim. 17, Notate qui, ch’io metto questoesempio Levato dall’ Eneida di peso. » Borgh. Orig. Fir. gS. Cbia-rnavan queste ta’ parti nelle leggi e negli editti tralaliliae, che è a direcopiate da* un altro, e trasportate di peso in quello, senza mutazionealcuna. Dep. Dccam. 100. E un verso intero, e levato, come si dice,di peso dal principio del XVIII. del Purgatorio . (V)
Dipetalo. * (Bot.) Di-pè-ta-lo. Add. m- C. G, Lai. dipetalus. ( Da disdue , e pelatoli foglio , lamina, e per estensione petalo.) Agg. disfiorio cocolla che ha due petali. (A)
Di petto. * Posto avveri), col v. Dare. V. Dare di petto. ( 0 )
Di piana concordia. * Posto avveri), zcz Concordevolmente, 1J' accordìi-simo. Bocc. Amet. Sj. ( 0 )
Di piano. Posto avverò. — [Pianamente, ] Liberamente, Senza impedi-mento. Lat. libere , piane. Gr. i\iuMptuS. Dani. liif. 22 - S5. Densi- sitolse, e lasciògli di piano, Siccome e’dice. Varch. Stor. 11. Il qualedi piano e di cheto ne la cavò , e la fece condurre ec. E 12. tj-]6. Etutta la signoria di piano c di cheto al palazzo.
Di ptano patto. * Posto avveri. — Con patto espresso , D' accordo,r. Paltò. ( 0 )
Di pianta. Posto avveri. [ ì)d primo principio,] V. Pianta . .
Di piatto. Posto avverb., congiunto co' v. Dare , Menare ec. — Per-cuotere o Tirar colpo col piano dell' arme. F~. flos , 33 . [ P. Dare dipiatto.] Morg. 7. 7 4- Ma col battaglio non dava di piatto. licrn.Orl.2. 1-j. 3i. Che tra gli armeggiatoti era fermato Che si menasser lespade di piatto. MaLm. 1. 11. Sta cheto cheto, e con due man dipiatto Batte la spada sopra ad una cassa.
2 — Di nascoso. (Qui pare. sino, di Di soppiatto.) Lai. clam. Gr. x.pv$v..Ar. Fur.2-j.106. Ma quel che più fiate e più di piatto Con lei fu, ec.Ambr. Beni. 2. 3. Talor ci dà ad intendere D’ir fuori, e poi di piattousa nascondersi O sotto la scala , o nel .necessario.
Di piattone. Posto avverb. Lo stesso che Di piatto nel primo sign. Beni.Ori. 2. 7. 26. E, come volle Iddio, noi giunse in piena Di taglio, malo colse di piattone.
Di piglio. Posto avverò, col v. Dare =: Pigliare ; e dinota un non soche di prestezza e di violenza. Lat, arripcre. Gr. •spoca.pfFCsiv. Rim.ani. ine. 12 3 . Dicendo , vedi allegro dar di piglio Dentro a quel lab-bro sottile e vermiglio. Pass. prol. Conviene che sicuo molto accortia dar di piglio , c a fortemente tenere alcuna tavola o legno dellarotta nave. Frano, Sacck. rim. Ch’a questa vecchia voi diatedi piglio.
2 —* Dar di piglio ha pure altri sign. che vedrai in Dare di piglio. (N)
Dipignere , Di-pì-gne-re. iAtl. anom. ] Rappresentare per via di colorila forma e figura di alcuna cosa. [ F~. Effigiare, Pennclleggiare, Mi-niare, Ritrarre ec. —, Dipingere , sin. f^Pigncrc 0 Fingere.] Lat.depingere, pingerm Gr. yptxfyup. Bocc. nov. 8. 7- Saprestemi voi in-segnar cosa alcuna , che mai più non fosse stata veduta , la quale iopotessi far dipignere nella sala di questa mia casa ? F nov. 55 . 3. Ninnacosa della natura , madre di tutte le cose cc. fu , che egli collo stilee colla Henna e rnt nennello nnn .lì.....c.. f'os. Leti. 6(1. Chimici ic
< ,w -a p. - ) (B)di, 1 ', s ì. P 0 l? SCUn gimmo seguitamente. V. Dì, §. 1 G. (V) (N)ll >ìsr' F°fo' t ’ er ^- = Separatamente. Lat. separatili!. Gr.iitó ,i ili °-, 3 2 - 3 . E tutti si vestirò di nuovo, ciascuna arte edj j, Pili j„,!jfc* Pass. i 53 . Di ciascuno di per sé distintamente siPolv ^l’ajo V1 j l - n<d capitolo. Cr. 6 . 5 . 1 . Seminasi (f anice') del meset’ai^hio ^ . Marzo, di per sé e con altre'erbe. E g. 3 i. 3 . Si0 d i per sé. Maestruzz. 2 ■ .//. Permette clicfa g 'oUa mad' Un * l ’' F cr s ^- Cren. Morell. ucjf. Ella si sta ve-
5 ‘^‘ da ,2 0ìc > e in una casa con Giano,come che di per sé. {Cioè,
?ita
in ft ' con Giano.),. J rza di oi- >„ 11 . l
dì
3 ^ ess pc Cacci „„
S 1 ' wlhT'É^c^}Salvili. Disc. Il bianco c ’l vermiglio,
tt^adid- C ° lori «ano in quel volto dipersé, ma pm luminosi ecuori* P« vicinanza uel nero, (A) Red. Amm. vw. i. 2 . 3
^ tr * sè » suo' Ccbiusi ne ’ loro particolari pericardi, e ciascuno aytap 1 T )r °t ,r j canali sanguigni. (N) ^ A
fìf-NÙ? 0 *«'eri>.=xln persona. Segnar. Mann. Gena. 27. &.Rillaidire'! di persona la portò in terra, h Jpr. 5-. 4\ Duando0| H Spct ‘ a lam», 1 Vlenc casa a coglierti di persona improvvisamente,’ tu 8CI finito. (V) . . 7
Pc S „ * nt cr ì o.T t ' erb ' t= Dolio sulle braccia,) Alto da terra, 0 simile.3 . Gr. à„b yw. Bocc. nov. 79. 36 . Poscia presala di
iti 7 'Co s ì n c n ". 10 la portassi presso a una balestrata. Ciri fi. Calv.
«» portato alla marina Di peso coni'un cero, c messo. Ì^Hlia 5 ' 5 • Il padrone n’è portato di peso da non so
*s^Sil „y Tlern. Olì. 2. 3. 5 4. Ghè sarai come gir altri anche tuTee . *'rta j, ser Pcnte portato di peso,b^lwxta * ì ’ ' ’
^ a Hiorieig 'f/luellu che niente cala del suo legittimo peso.CC. ’’ forar’ eogia-gx. Cavale. Med. cuor. 2 . 2 #.. ! r ‘i{; la ni 0 n « e l a| nente considerare ogni pensiero al modo che9 '°lt)f? en8Ì Wo tla banchieuo , cioè cc. se La debito peso, pc*
U, ‘to ri: » » a modo rlrU ri X ..
. ^ ^di h * dan^jo, può essere falso , cioè reo 7
^ cii )( \ * ' l1( ^ a vcre inida specie e intenzione, ed essere
^e/> - 1 dura*: ^ n sufficiente c perfetto bene. Barn, rim, 81 . PIp'Wltu So " dl peso.
0G ‘"' il, V3lc G Kubar di peso, si dice quandi' (diri si vale
cose che non si potevano dipignere.
, 3 A ono = Dipignere con colori stemperati coll* olio. Berti,rim. Era dipinta a olio, c non a fresco. Borgh■ Rtp. iy4 • Ora è dapassare al dipignere a olia
3 -7 A fresco “ Dipignere sullo ’ntanaco non rasciutta.Bem.rim ,Era dipinto a olio, e non a fresco. Borgh . Hip. tyo. A chi vuol di-pigncrc a fresco è di mcsticro intonacare tanto muro, quanto bastaper lavorare un giorno.
4 — a tempera o a guazzo cr: Dipignere con colori stemperata incolla di limbclhicci , o simili. Borgh. Hip. iy 2 r Ora se voleste a-leui-pet a dipignere in tavola, vi farà di mestiere prepararla in questa guisa.
5 77 A sgraffio o a graffio, si dice di quelle pitture o di que* di-segni fatti per lo più nelle facciate delle case , tratteggiando con i-sgrajfiare lo ’ntonaco per cavarne il chiaroscuro. FeU. il Focahol.del disegno alla noce Sgraffilo* Maini. <ff. y/f. Cb’ è a piè d’tm /.empioeh’ è dipinto a graffio*
6 — * Dìcesi che Una cosa è dipinta col fiato, cioè eoa sommadiligenza , squisitezza , morbidezza. Fasar. Baldìn . ec. (A)
7 — * Dicesi Dipignere di rosso , di verde ec. il Dare, quel talcolore sopra di alcuna cosa. (A)
2 — * E detto in mala parte . Brune. Sacch nov.. tfi. Fu (messer Ri -
dolfo) dipinto a Firenze quando venne in disgrazia del Comune perfarli vergogna. ( E cod altre volte nella stessa novella ‘ 9 se pur nonè nel significato del g. ) (V) (N) % *
3 — Per simil. Dant. Infi fi. so, L’ angoscia delle; genti Che son quag-giù nel viso mi dipigne Quella pietà clic tu per tema senti JPetr.canz,■rd. 4" Vedete ben quanti color dipigue Am-or sovente in mezzo delmio voltò.
modo.
il dipigneste. *<«,. — ^ rr -.- ..
*1 baccano e 1 * altre cose gli furon dipinte maggiori dei vero. 2ass.Ger. 5. 35. Ma s’oppose Tancredi, e contradisse, E fa causa del reodipinse onesta. Red. lett. 2 . isro. Acciocché desse buone miove al' (Ii anS’ignore, e dipignosse la cosa più bella che non era , e parlasse favo-revolmente pel gran Visir.
5 —* Descrivere perfettamente, Fare esquisitamenfe checchessia^ Lat.graphicc describeie. Gr. rsAs/w? ^aypoccpstp. Tue. Dav. Jtnn.. 2 . fit.Parve a’ lodatori di tutte le cose de’ principi oneste e disoneste che e-gli avesse dipinto.
6 — [ N. ass. n pass^' nel sign^ del §. 2.J D<mt. Purg. ji. ffs. Di ma-raviglia, credo mi dipinsi. E Par. fi. io. Io mi tace», «w tdesir dipinto■ M’era nel viso.