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DI QUA ENTRO
DI RADO
Di qua znTRQ.PfìstO avveth.za: Di dentro a questo luogo. Lat.ìùnc,Grdv§tv<
Di qua giu , Dj quaggiù , Avv, composto delle suddette voci , e valeDa questa parte inferiore , [ Di questa parte inferiore . ] Lai. deor*suui. Gr . k* TùJ§tt>.
2 •— [ Del mondo inferiore , Della terra.] Danu Conv , #7. Li raggidi ciascuno ciclo sono la via per la quale discende la loro virtù inqueste cose di quaggiù. Boco. nov. 8. 5. Le virtù, di quaggiù dipar-titesi -, hanno nella leccia de* vizìi i miseri viventi abbandonati.
Di qualità che. Posto avverò, ss Di sorte che , Di modo che. Lat.ita ut. Bcmb. Pros. 1. A3. Egli , a fine clic le genti dell'Italia nonistiano in contcsd-.tra loro, dà sentenza sopra questo dubbio , di qua-lità che ninna se ne può dolere. (V) E Lett. t. 2. I. 11. p. 266. Matuttavia non di qualità che possiate esser notato. Segr. Fior, disc . 1.
а. Di qualità che vivendo ciascuno a suo modo si facevano ogni dimille ingiurie. (N)
Di quando in quando. Posto avverò. z=z Alle volte , £'A volta a volta 0Lat. interdillo , acquando. Or. iviore. Cr. g. 80. 2. Quivi convieneesser luoghi nascosi con virgulti ed erbe , dove le lepri di quando inquando nasconder si possano. Alleg . 166. Con rinfrescarle negli orce-chi di quando in quando questa lor massima falsa.
Di quanto. Posto avverò. Lo stesso che Quanto; [e suole corrispon-dere a Di tanto. ] Lat. quanto. Gr. devo. Seri. Pisi. Ma aguale con-viene che i guernimenti di tanto sicoo più forti, di quanto più for-za sono le còse che ci assaliscono.
Di qua su, Di quassù. Aw. composto delle suddette voci , e va ? e Daquesta parte superiore , [Di questa parte ,] Lat. sursutn. Gr. ólvioStv.bant.Par.22.1 6.La spada di quassù non taglia in fretta. {Cioè^del Cielo .)
Di queto. Posto avveri. Quittamente , [Di buon accordo , Pacifi-camente .]—, Di quieto, A queto, sin. Lat. quiete. Gr. zelile. G. F.
б. ig. 4 Federigo , che di queto si credeva entrare in Roma , temettedel popolo di Roma , c ritrasscsi in Puglia .
Di qui. Particella [ che se si dii a lunati, vale ] Da questo luogo , [ Aquesto luogo , Di questo luogo ec. ] Lai. liinc. Gr. ’i/ò'V. Bocc. nov.g3. 10. Tu puoi di quinci vedere forse un mezzo mìglio vioin di quiun boschetto . » Dani. Inf.i. 114- Ed io sarò tua guida, E trarrotti diqui per luogo eterno. ( Min ) Boco. g. 8. n. 2. A Vari ungo,villa assai vicina di qui, fu un valente pedagogo, e gagliardo dellapersona- E g. 1. n. 3. Ed innanzi eh’ io mi parla dì qui, voi ve-drete il fanciul sano come voi vedeste inai. Petr. p. 3. 6. A me lìagrazia che di qui mi scioglia. (Cin)
2 — * Segna talora distanza da luogo a luogo. Bocc. g. 4- n. 6. Lagiovane disse alla fante : Di qui alla porta della sua casa ha pocavia , e perciò quivi il porteremo. E g. 1. n. 2. Deh amico mio, per-ché vuoi fu entrare in questa fatica, e così grande spesa, come a tesarà d’andare di qui a Roma ? (Cin)
3 — S’egli si dà al tempo , vale Da quest’ ora , [ Da questo punto ,e suole congiungersi con certe elitre voci esprimenti tempo. E pe-ro Di qui domane , Di qui ad otto dì esìmili, va,gliono Da quest'oralino al termine di domani , di otto di e simili. ] Bocc. nov. 3 9. 7.Douna , io ho avuto da lui, che egli non ci può essere di qui domane.« Bocc. g. i.n. i. Dinanzi al giudicio del quale (Dio ) jl i qui a pic-ci'ola ora si aspetta di dovere essere. Vii. S. M. ìladd. 3i. Pregòla madre sua, clic dovesse stare con questa benedetta famiglia di quia domattina ( fino a domattina. ) Gr. S. Gir. 16. Lo disse pertutti li suoi corpi e per tutte le sue membra , che sono a venire diqui alta fine del mondo. (V)
4 — * Da ciò , Da questo. Eiamm. I. 3. E meco pensando dissi : diqui non dee biasimo alcun cadere , perciocché egli è savio j piutto-sto mio avvedimento prenderà in augurio felice. (Cin)
5 — Perciò, Quindi , Da 6iò. Dati , Fit. Pili. Di qui è, che benespesso egli erede e chiama ottime quelle cose , delle quali mai nongiunse a vederne migliori. (Cin)
6 — * Talora gli si antepose il Per, e si riferì a tempo. Franc.Sac-ch. nov. ig8. Per di qui otto di io farò una investita di carne sala-ta, e di cacio cavallo , che ci credo guadambiare. Cecch. Servig.1. i. E perché io vo’ lasciar prima eh’ io parta Questa cosa con-chiusa , però faccia Quel eh’e’ vuol far per di qui a stasera. (Cin)
Di qui addietro. Posto avverò. — Per lo passato , o Ein qui. Din.Comp. lib. 2. pag- 33. Levate tutte le offese c ree volontà, state travoi di qui addietro. (V)
Di qui a poco. Posto avveri. “ In breve , Era poco . Fli. SS. Pad.1. 7. Or ecco, vedi uomo che di qui a poco tornerà in cenere. (V)Segner- Crisi, instr. 2. ig. 3. Di qui a poco ec. passerai in un mon-do ec. E oppresso: Di qui a poco tu godrai giorno splendido. E appres-so : Di qui a poco avrai per compagni i principi tuoi congiunti. (N)
2 — Di qui a poco non é molto. V. Molto.
Di qui a quarto. Posto avveri. = Fino a quanto, Lat. usqueqno.Gr. turÓTt. Pass. 2g3. Di qui a quanto, Iddio , di qui a quanto siglorieranno i peccatori? (V)
Di’ qui che. Posto avverò. — Finattanlochè. Modà antico. Stor. Bari .28. Queste cose non potremo noi conoscere certamente di qui che noinon siamo incaricati ai qliesta mortale carne. (V)
Di quieto. * Posto avverò. — Quietamente. Lo stesso che Di queto.F. Sen. Pisi. 45. I vizii eh’ entrano addosso di quieto con coloredi vertù ec. (Pr)
Di Quinci, Avv. propriamente di luogo ; [ ma che si adopera quasiin tutti.i significali che ha Quinci senza la particella Di.] Lai. bine.Gr. iv'ì,';. Bocc. nov. g3. io. Tu puoi di quinci vedere forse unmezzo miglio vicin di qui un boschetto. Bini. ant. M. Cin. fig. Edice: s’io non vo di quinci fore, Tu ne morrai. Lab. 21. Di quincialle perpetue cose della natura venimmo. « Bocc. inirod. E se diquinci usciamo o veggiamo corpi morti 0 infermi trasportarsi dat-torno. E g. 8. n. 10. E di quinci venne c non da altro difetto,cbe10 1 luci deaaii non ti rendei. ( Lat. ex hoc, ex hac causa, ) (Cin)
ilici l 1 ’ 0 '
Di qvwsicAw. propriamente diluogo, Lì quel luogo, C Da. y jgo ; ma si adopera pure ne' significati medesimi di Q uiI1 tI ‘ oW jiuiLat . illinc, inde. Gr . ExùSttp. Bocc. nov. iy. 5$. Quatti o ^ £g|iin quell* ora di quindi passavano a cavallo. E nov. *7\.vide le finestre e le porte ed ogni cosa serrata; di che eg 1 ^ ^forte, ch'ella morta non fosse, o di quindi mutatasi. &
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33. E di quindi buona e intera ragione rimandò a Firp 1120 ,^- yymaestri. Lab. 28 • Nè ec. poteva discerucre d’ onde io ditessi uscire. Qf.
2 — Talora riferisce tempo e vale Di poi. Lat. ex hoc teiwp 0 Q 0 eex. Tcvrcv. Cr. 3 • 1S. 2. Di quindi al mezzo d'Aprile insin<> .d’Aprile è ottimo il seminare nSalv. Avveri. 1.2.14. Qualora s j ?jginc,loro il dì, e dicesi di quinci e di quindi, per la ragione del ^ jibrosembra error manifesto, tuttavìa soprasta l’uso, cd é sovente j, (]I |adelle novelle, sì come nel Zima, nella Ciciliana eSalabaetto P v olfl*volta. In IVmaldo D’Asti , in Tedaldo Elisei e in Cupido ^ alilire, più d’ una fiata altresì ; in Ciraone e altrove. Ed in ' tj^oi*del medesimo secolo; Livio Deca terza. Di quindi poi per tj* - (|C i esono i militi. E più innanzi: E per li seguenti due dì>di quindi, con tumultuose discorsioni, insieme niuna cosadi Vangeli. P. JV. Giesù, sappiendoio, partissi di quindu \p (l quelDi quivi. [Avv. che accenna moto da luogo. Da quel pae&i j g pur-luogo. Lat. illinc. j^.Quivi.» FUoc. 1 . 6’. I mercatanti, cbcscc ^ ^lis-tavano , mi dissero di volere andare a Roma , e di quivisandria. (Min) .
3 — [E senza segno di moto ] congiunto ad altre voci p? ^ ])0'so che Quindi. Lat . illinc, inde. Gr. sx s&ev. Bocc. nov. i j ufl oca've ricevuto da Currado , con tutta la sua brigata n’andò astei di Currado non molto di quivi lontano. r j;re2$'
Diradante , * Di-ra-dàn-te. Pari.di Diradare. Che dirada, r* r q faDiradare , Di-ra-dà-re. [Alt.} Allargare , Tor via La spesse^
nsìtii ; e puiiandosi di frulla , erbe , piante ec ., p lli
detti
o Terne via tante, qua e là , che quelle che rimangono re ‘
stin° /mi* 8 *
rade.} Lat. rarefacere. Gr. ctpcaoùv. Pallad. 8. 3. Di questo. . lf 0 i' r ,i’M
gli alberi serotini si vogliono diradare i pomi e' frutti, se , prc el ’sero carichi. Cr. 2. 21. i3. E così i cavoli, come tuttel ache quivi rimangono , si diradano.
2 — Render meno frequente, Far più di rado alcuna cosa- al .Col ripos-i, dico, e col diradare le consuete fatiche mairi®®. cC ,(N;E nel diz. dì A. Pasta. La febbre ha diradato i suoi pei' 10 ^
3 — N. pass. Divenir rado. Lat. rarcscere. Gr. irsfMXf ^epfPurg. 1. 123. Quando noi fummo dove la rugiada Pugna col s , a iitli;essere in parte Ove adorezza , poco si dirada E 17. 5 . C° n ’f là 0 *i vapori umidi e spessi A diradar cominciansi. Bui. A dira®
a largarsi.
4 — * E n. ass. Al fi mod. e voc. tose. pag. ■ (N)
5 — -
la
Diradato, __—..... ...
turlìtis. Tac. Dav. Stor. q. 649. Ma non avea forze da y .jessendo le legioni diradate , e non fedeli (scemate di ,line. 265. Non fu lattuga mai si diradata, Quanto mie 1 p* jj r ati» 11 ’/Ver. 3. 2. 2. Perch’ì viaggiatori, Sondo gli alloggiarne 0 1 Q a d a( rari ) Giugnendo assai atlàmati, impazienti Hall con» 0nelle stoviglie. Sbad ie fl
Diradicare, Di-ra-di-cà-re. [ Att. Cavar dalle radici. “ c ,, a dt cae dicesi propriamente delle piante. F. Disradicare. ] La • à >eGr. ÈjcpiiJcw. Cr. 2. 22. 5. Si dissipino e diradichino * o g 0 ! ,;1 .nascono. Amet. i3. Sovente diradicando li robusti ccrzi py^ici" j; ’
3 — [Impoverire di radici, e perciò d’erbe o altro simile-] ^ rfa 0°
1 7. Non pur dell’ uomo e delle fiere è morte , Ma quel* 3 ^dica e snerba , Nella qual usa per sua mala sorte. „ ij,par c ’. q
3 — E Jìg. Detto di cose morali , Tor via del tutto , t i e ld l ‘ l< ’ I1 .
Diradicato, §■ 3. (A) Palino. Ist. Coite. 1. ibi. Ncdiradicar dagli animi le innate inclinazioni, o infondi e
tc una santità eroica. (Pe) fiere, ^'"lit-
4 — Per metafi Disperdere, Mandare in mina. Lat. c'’ 0 ye ut<l
r/AAtiv. Bocc. g. 4- P- 2. Né per tutto ciò l’ essere da co ^“ nCl tut £l
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ramente scrollato , anzi presso che diradicalo ec., non wu £j, esare. Lab. 1/j. Non vedi tu tutto ’( giorno le perso 00 rC ialcuno in odio, per diradicarlo e levarlo di terra, 1Iie . G rC ^i: c ecose e la propria vita in avventura ? Amm. Ant. ‘ a
sopra quelle parole di Iob , la mia generazione si è o, r 0 figli 00così : La generazione del doltore è diradicata, quairdo ^
che per le sue parole gli nasce , per Io suo esempio e 1 ra dicat° s ’ l( (
Diradicato , Di-ra-di-cà-to. Add. m. da Diradicare. Lat.f ofV eh>ixpi&Zhi's. Cr. 2. 22. 3. Se desideri piantare per setnI b ra nc.S (: t (rpiante diradicate e d’altronde divelte ec.,
rim. 45. E svelta 1 erba Di condizion superba, E dell (f ,
to il seme. (Qui è parlare men proprio.) . . , j] e rD a e , ,a-
2 — [fi net sign. del §■ 2. , cioè Purgato dalle radici , pi-in)° 1
be.] Cr. 4• *o. 2. Il seguente anno lievemente nel h I0 e " pj,dicato si tragga. ,■ ’’
3 — [E per melaif.] Morg. 28. 81. Cosi la lor perfidi 0 ^ gi-eft/y)radicata , come falsa legge, Aggiunse nuova torma ?- on ver d ol,e \)f-Moral , S.Greg.5.g. Sono diradicati d’ogni speranza di c fissilo?' ,y.
Di radissimo. [ posto avverò .] superi, di Di rado. Lofi jj cb effsexmiirxrx. Red. cons. 1. 25y. Se talvolta ha vomir 1 1viene di radissimo , le materie sono state viscose. rvafifl c s i
Di rado. Posto avverò. c= Poche volte, Con molto j hoc**
laro. Gr. avcv/lm. Bocc. nov. 3o. 12. Alcuna volta in . ( e
ma sì era di rado , che altro non era che gittare u n , con SI t,,ei :al leone. G. F. 12. 8. 1 a. Con cittadini avea di 1() ; «pero gli prezzava. Dant. Inf. g, ig. Questa queslioo