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Vol. II.
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. DI RAGIONE

(lj T

pel q ii.il,. aCOntla > m r ' s P os e, clic di nui Faccia"l cammino alcun ,gran taiuiglòf^ 0 , - 3 ^' * S rjI1< ii e potenti cittadini delle

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c .e*»', vi tornavano di rada.

ài usa anche parlando di cosa continuala, ma mterroltamente ,non con quel giusto intervallo che comunemente s'intende, rior., ' traf ic. d. Picchia tre volte V una dopo laltra di rado ; pot t a-Wta Unto, chel frate abbia dettoli paternostro ec. ( Cloe : pie*

tre Volte , lasciando un giusto intervallo fra il primo picchiare5 H seguente.) (VI

"T Ed in forma di sm. Sala. Avveri. 2. 3. 2. 10. In quelle voci nel buon secolo , avvegnaché di rado, pur qualche volta turo-0 dritte , come oggi sembra il migliore , arditamente seguiteiemo

,3«el d, rado. (V) ,

ÒT ^ r °vasi scritto Dirado. Salo, Avveri. t. 2. /. 2. tot. ira oMa V aiiicr.m. ve gg| ou mai comparire. (N)

"on ragione, Per

Dt^oV 1 a,t ^ ol ° si

'remi

l^lOIONB p,

l osto avvevb. = Co

DIRE

DirAspb. * (Geog.) Di--spc. Fiume della Scizia. fi)

Dirba. * (Geog.) Città dell Abìssinìa. (G) x

Dirca. * (Boi.) Sf. Arboscello della virginia e di altre parli dellA-merica , dell ottonària monoginia ; famiglia dette dafnoidi ; allignanelle terre umide e paludose , dal ehe trasse il nome. Lat. dirca pa-lustris Lin. ( Da duce rinomato fonte presso Tebe, onde dirceasorta d erba presso i Greci. ) (Aq) (N)primo picchiare Dirce . * N- pr. f. (Dal gr. diorcéo io giuro grandemente; e vale, Facilea giurare. ) Seconda moglie di Lieo , re di Tebe, Rivale diPcdlade, e da lei cangiala in pesce. (Mit)

2 * ( Geog ) Fonte della Beozia che da poeti si fa derivare daParnaso. (G)

Dircea . * (Zool.)Dir--a. Sf. Nuovo genere dinselli da Fabncio sta-bilito , che deve appartenere alla seconda sezione dell ordine de co-leotteri ed alla f amiglia degli elopiani. Trovansisu i legni marciti nel-le Alpi ed in Germania . (Aq)

* *-». _J _ AJ J .... fv

ragione ; e talora è

G. T. f v f L f e \ àecondo che porta la ragione. Lat.de jure. Dirceo * Dir--o. Alici, pr. m. Di Dirce- Buqn. Fier. E da'rivi dircet

>rgcìlo * Sl,!Udea

fteif; lt0 M«<«truzzU f : s,,no tempo ,

3

_ il suo ufficio di ragione e di fatto a modo

àtal. Mere. Possa astrignere, e pigliar fare di ragionet.20. Laltro modo , quando ne ba più in uno

- si m . ( 1 - s una di ragione , e laltra di fatto.

ec. {.mente, Appunto. Ros. Fit, F. P. cap. 2. Alberto Magno di ri re ;, na s * alua di metallo a si fatti corsi di pianeti , e calsela si" Ihf.? ch * favellava.

eS'A a ragione z=z Di mal acquisto , Di possesso illegìttimo . Tit.

fcio aV n. ! 2 1 ^8. Non si couveniva che in cella di cosi buono uo-

sa ? ullu mala ragione. (V)

Con ri rv. . ». a ra gìone zrz Solennemente , Grandemente , [ o ancheo^idissiniaG,

-on

ragione , Con tu'ta giustizia. ] Lai. acriter, vehe-Ul santa ' , SWws. Hocc. no^. 68. 11 . Battutala adunque

Leu , i g, r ®S l °HC , e tagliatile i capelli, come dicemmo , ec. » lied.

^ 0 [ t °? > ' 2o ' 7 w addormentai drm sonno di santa ragione ec.(N)

ìli ì -** 101111 zzzRagiouevulmente. Segner. Mann. Sett. 18. 5.

i-s^Wp i U buona par chegli avrebbe dovuto dire all'opposto, perP; ad «woue. (V)

^acc^ y» Di-ra-gna-re. Au. e n. pass. Levar le rustie o tele. Frane .r> (inel Vecch ' giav. 1.Ì2. Rimanga nel poetico intelletto Or-h <,4M A. * /p e l >el me non si diragtia. Amati. (P)

V pbrù-ma. Lo stesso che Drama. F. fi)

fluii,' p ' Gi-ra-ma mén-to. Sm. Lo stesso che Diramazione- F.Ti diraL,^ 05 àacr. un. Nellavarizia il principio c il progresso e* fI *' , 411 f i di tutte le nassinili si rnrili,*np- ( III

h, r,"

ìv tutte le passioni si contiene. (B)

hh-ra--re. - ^ w -

Fiumi o simili , [ ed ancora delle vene, delle

i ^

> ri We > c /^ 1 C Atl^\ Spiccare , Troncare i rami.[Spoghare >

ft7r o>c óvrsif, n lnilì Fat. ramos amputare, raruos decidere. Or. à'^ovsc ° s $i, n quoL Oros. Li sarmenti e gli alberi erano diramati e pei-^ o r <m 44 De' suoi più teneri e più verdi Arbusti or

T D«c {llUÀ dira,no e svelgo.(Min)

^rie P T: de' - * ^ ;

»n s,. » «e

nt.j , ec d = Dìsgiugnrrsi } Separarsi, [ Dividersi come

indi at -' d(jl 'ì Va ri.Gr. irccùoxsrcv'cr&xi. Dant.Par.io.lò.\\ co-1 s > dira

j. ,^50 cn --'aina Lobhliquo cerchio. Bai. Si dirama , cioè esceOp T ! 'ili: s , f. ' a dallarbore. Red. Oss. an. 54 H canale bianco

Sulltosto a

an. o q.

w llle 04 bramano questi tre cau:«letti.o Tass. Ger. iq> 5 y.

^ s i ri Ul1 ^ e Dve un rio si dirama , e un'isoletta Formando, t(

^ # Coiì giung e . (N)

^ ì u **cti a SS mct(l f' Discendere per sangue. Menz. sai. p. E for-5a , 0Lr a - talui) dirama , Che diedero alla Chiesa, ond ora è gras-a rJ> l0 8 a j a » clic sarebbe grama. (V)p ie A ^'-ra--to. Acid. m. da Diramare- Lat. sparsus. Gr. ctio-*^Ii ^ SSt un* a «:^ ca-

un. qi . a questi forami sieno continuati i loroP er ^ tutta la pelle ( separali come i rami , e sparsi(* ) & i8q. Onesto si é il cuore diramato iu tanti pic-^rìvo l ' tó0 )-

e Car - Fin. 12. 3 jo. Arbore chera Sfrondato, di-

to* foretti, ">ii p,.° r a "n'. 5

CllOf, r )

U| »A,

41 Azio

c 0j

Oi? 1

'eco legno Di giù venuto. (B)

Di-ra-nia-zion-cèbla. Sf. dim. di Diramazione. Coc-

Di-r

. 1 Io HCeu,a ,iez. '

. Di-ra-ma-zió-ne. (Sf.) Il diramare, [ e leffeUO della^5. Q r, y*7 5 Diram,anelito, sut.] Lat. ramorum a - -^gli il' 53, Sl può vedere abbozzato c tratto fuora

> del!l > vL UOre dtUl ' chiocciole di un sol ventricolo colle diramazioni* ^ * trpa cava e dell aorta. _»

g+A g 1 anc he del punto da cui si distaccano due rami di un1 "W ^ pr °PGamcme Bivio , F. i 4 (N)p° ! A c B * 110 Posto avverb . = Di punto i^ V *« P er cosa , Di parie in parte, ec.

in " '

«>ùme "

in punto, Capo perca-Dant. Par. zf. 115 .raino Esaminando gii tratto m a-h'i^ARE j\: MUUne fronde appressavamo. (M)tn^ Primo s/' ra ;°- re - l A "-1 P- Lo s,esso che Dira»d e ° !?glia . L *t-

llil 0 . s » il

. Tiv M- Gli à«xw* che ^. ^... ramos amputare .g , -y. < <9- On-

jr e diraraora dal ceppo. » Pr- 0 y' re rendesse poco frut-h . m "o ortolano , quando il buono , arbor ^ ec . (NI

?x 07za e dìramora in molte parti ac £ l Svellere. Lat.

F. A. Storcere, Svolgere, Vol-

^ l 'e'im^ dlstr ' rc I uere -3Gr.à.Trocn'aqf5i®5(>sf : , dC . ne ^ cs iuio- Anchelibra il vano s i gn dal tei. rmgrn che vale il^rcere.) Rim., Jlcsi hanno ranch a- 1 - wnngan, m senso . Quando

...» P »«.«I.»»» t;s: , .

spinto mi manca , E> Ba ® Rangoloso,jp *Ji-ran-go-làto. Add. m. V. A. f^ inlES0 Hicitus.Gr.tvtì,i s l sau ento, Spensierato- Lat. nrgbgens , a U<r bisogne del

h «botta ^ rau pece. mori. Sono elli assai rango , er yizio di Dio .

«»* fu sono dìrangolati e addormen al, nel

Fiume della Grecia vicino allo Spettino, a ;

JoiS^-Aqup 3" A" dai sass ,

p p «ie /v. Di- r ,

di lauro alzarmi. (A)a * (Lett.) Aggiunto di Pindaro è sin. di Tebano. (Aq)

Dihcovia. * (Geog.) Dir--vi-a. Ted. Dirscau. Lat. Dirchovia. Città de*gli Stati Prussiani nella Reggenza di Danzica sulla Pistola, {fi)Dire. (Mit.) Sfi pi Le Furie , le Eumenidi. Lai. dirae. Gr. wp.mhs.Bocc. Com. D. Appo i superiori Iddìi sono appellate dire, cioè cru-deli. ( Tedi che in questo luogo era necessario così chiamarle : al-trove forse non sarebbe bene l usar questa voce. ) (A)

Dire. Sm. £ Latto del dire, e Ciò che si dice ; Modo di dire ec.] Lat.dictum. Gr. xàyos. Bocc. introd. 3 o. Dopo più sospiri lasciato stareil dire de* paternostri , seco della qualità del tempo molte e varie cosecominciarono a ragionare. Dani. Purg. 26.1Ó0. Fagli per me un dir dipaternostro. E Conv. *77. Perch anlcUetti «ani E manicato i turdiri esser vani. Petr. canz. 4 j. 2. Quanto in sembianti e nel tuo dirmostrasti. Btrn. Ori. 2. 10. 61. Ed io bo molte volte dihq? inteso, Che'Iluogo dir,'benché bello, è ripreso. Dav. Oraz. Cos. 1. 126. Ma ioquel solo che fu noto a ognuno , e gran dir se ne fece , racconterò. »Fior. ò. Lranc. ìifi. Saddormentò; e più soavemente, secondo il suodire , egli dormi quella notte trasassi e tra la neve insino alla mat-tina , clic non avea mai dormito m i proprio letto. E 9% E in que-sto dire era alluminato dallo Spirito Santo ec. E appresso: Egli entròin chiesa con quel fervore di spirito, e con quella ansietade , e conquello dire, non credeudo essere udito. (V)

2 [Componimento.] Com. Par 9. Trovoe in provenzale gobbole,scrventcsi, e altri diri in rima.

3 * Dicitura , Stile, Dettalo. Salviti. Disc. Fu comparato da Plafoneil dicitore ai cuciniere, e la professione del dire alla maestranza dellacucina. (A)

4 Mormorazione. Til. S. Frane. 210. Deli discarica la coscienzatua , e non temere lo dire degli nomini. (V)

D«RR- Terbo sincopato dal verbo lat. dicere, che pur v'usa anche nellanostra favella in alcune voci intero, come fìa manifesto dagli esempliche si addurranno appresso nelle sue diverse significarne, e in alcunedelle varie frasi che da esso si formano , a maggior chiarezza e fa-cilità tratte fuori per alfabeto. [Si costruisce alluminierà degli attivi ,ed anche de 12. oss. e de 1 n. pass.,Dieere, sin.] Lat. dicere. Gr. \iyuv.1 Manifestare il suo concetto colle parole, Ragionare, Favellare, Nar-rare. Lat. dicere. Gr. \{yuv. Bocc. introd. 3 . Di r o adunque, che giàerano gli anni della fruttifera incarnazione del Figliuolo di Dio al nu-mero pervenuti di mille trecento quarantotto. E nov. 1. 14. E soncertissimo che cosi navverrebbe, come voi dite. E nunt. 2 5 , Tu inidiche sesuto mercatante. E nov. 2. 6. Fu oltremodo dolente, taci-tamente dicendo. E nov . 6. 7. Messere , ella fu quella parola delloEvangelio , la quale dice ; voi riceverete per ognun cento. E nov . 19.28. Se egli non è disdicevole , diccelo come tu le guadagnasti.# nov.. 20. S'io credessi che tu mi tenessi credenza, io ti direi un pen-siero che io ho avuto più volte. E nov. 61. 8. Foce vista di svegliarsi,e disse: come die? E nov. 69. 12. Vedi, Lusca, tutte le cose che tumi di' , io le conosco vere. Dant. Purg. 1. 6y. Com io l'ho trattosaria lungo a dirti. Petr. son. 7. Povera e nuda vai, filosofia , Dicela turba. Cecch. Servig. 5 . 9. E non è da dire che qui si possa tor-nare indietro. » Cavale . Mei. cuor. 292. Onde Cristo nel Vangeli» perquesto rispetto parlando, disse. Tit. SS. Pad- 1. 209. Ma delle moltediciamne alquante. (V) Dant. Inf. 1. Dirò dell altre cose chio vho

scorte. (P) . .

j __ £ Soia uveite antiche. Di per Dici. ] Bocc. nov. 19. 9. E tn me-

desimo che la moglie tua è femmina.

2 [ Dicemo per Diciamo. ] Dant. Conv. 4 °* 4 ,,est0 un ùe è

quello che noi diceuio amore. . r

3 [Dicerei, Dicerà per Dirci, Dirà.] Fr. Giord Preti. o.Ma seei pur volessi andare, e desseti il cuoi tl esser forte, dicerei: va.Tes. Br. Vi dicerà per chiosa Quasi tutta la cosa.

4 _ Dicesti per Diceste. A*or. Bari . Mcsser lo re, per quello che

voi mi dicesti. (V) Tv .

5 [Dichi per Dici. ] Bocc. introd. 44 Pampinea, per Dio ,

guarda ciò che tu dichi. . , . .

6 Digo per Dico. Frane. Sacch. rim. De Tornaqmnci tre ca-

valier digo. (V) ,

- _Dicevamo per Dicevamo. Stor. nari. 1. ò. 2. 10. Ho sono i

difetti e le rozzezze e 1* asprezze che pure or diesavamo. E 2. 2 . 22 ,4 . Come testé diciavamo. (V)

8 _ [ Dii gei. Dici. ] tioe. San Frane. 6. E spezialmente mi dii,villano , figliuolo Pietro Bcrnardune.ii Fit. S. Gir. So. Or che

giaci .

guai sono quegli cbn tu mi dii? (V)

9 Diresti per -Diceste.'Sull*. .Avveri, i. », f 0 . Voi mostrasti, Voidiresti, per Mostraste e Direste ec eziandio nel miglior secolo, nonche nella favella, alenila volta trascorsero nelle scritture. (V)