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Vol. II.
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DIRE COME ELLA STA

come ella sta = Raccontar le cose con puntualità e con Verità.Lat. vcrurn narrare. Gr. <D.»i Sàvia. [ F. Dire il pan pane, ]

con mal viso , [con cn mal viso ]Parlare altrui con [volto che mo-stri ] sdegno e rancore. Lat. torve dicere. Gr. vrzhpì ìbcvra. t'neiiv.Bocc. nov. 72. if La Belcolore, udendosi richiedere il tabarro, vollerispondere; ma Bentivegna ton un mal viso disse.

COSE CHE NON LE DIREBBE UNA BOCCA DI FORNO. F. Forno.

cose che non ne VENDANO i speziali. F. Speziale.

crudeltà =3 Dire villanie, [parole aspre e crudeli .] Lat. conviciari,diris impelere. Gr. vfyìgue. l'ir. Lue. 5 . 3 . Che se tu fusti in cervello,tu non avesti detto dianzi a quella poveretta le crudeltà che tu le dicesti.

da alto * = Dire da lontano. F. Alto , §. 7. (N)

da burla. Lo stesso cke Dire per ischerzo , Dir da beffe. [ F. Daburla.] Lai. jocari. Gr. mufye&ou.

daddovero. * Lo stesso che Dire da vero. F. Daddovero. (N)

da motteggio. Lo stesso che Dire da burla. Borgh. Basi. 402. Quibisogna indovinare se e dice da motteggio, o se vuole la baja. (V)

da A * = Dire fra. Burch. 2. irf. Disse colui da a

pian piano. (N)

da verissimo: * Modo quasi superi, di Dire da vero. Car.Lett. ined.t. 2. p. /pi. Nondimeno par che Santa Croce si rincori di persuaderTornone che debba dire e far da verissimo. (Pc)

da vero 0 davvero = Favellare sul sodo , non per giuoco o daburla. [fri Da vero.] Lat. serio loqui. Gr. in triravhfl AsVeir.

della violina = Dire parole d imprecazioni, 0 simili fra me-desimo ; [forse quasi come diciamo : Cantarla 0 Suonarla ad tino; per-chè Dire della violina è come Dire a suon di viuol/i. Modo neutroassoluto.'] L.at. obmurmurare , secum murmurare. Gr. Karayoyyv&is.Malm.46S.Pema se allor mi venne la rapina, E sio diceva della violina.

del miglior senno che uno arbia 33 Dire seriosamente più che unopuò. Lai. serio dicere, asseverare, allarmare. Gr. fiipziow. Ar. Leti. 1.

2. Non ciancio ; dicogli Del miglior senno eli io abbia. Geli. Sport.

3 . 1. Ghirigoro , io dico del miglior senno eh io ho.

dentro di = Discorrere nel suo interno , [ senza pronunziar pa-rola.] Lai. secum loqui. Gr. 0» xaeri J}v/xò> sltftìr. Sega. Prcd. 6. 7.Ed essi sentendo la seconda volta i predicatori strepitare allo stesso modo,cambiano il timore in maraviglia, e cominciano a dire dentro di : chepretendono mai costoro con tanti vani schiamazzi eh ogni di fanno ?

di Berta o di Bernardo , cioè Scusarsi di far una cosa con ogniragione. Frane. Sacch. nov. 3 o. Brevemente e' si poteo ben dire diBerta o di Bernardo, che costui, plinto da tre, convenne che fosse ildicitore. ( Intendi ; e' potè ben volgere il suo discorso per un mod esempio a Berla o a Bernardo , cioè aggirarsi di qua e di pernon piegarsi a dire, che ec. ) (V)

di bocca. * F. Bocca , §. 21, 2. (N)

di cuore * 33 Dillo o Farlo di gusto ec. F. Cuore, §. 27. (N)

di Dio e di Cristo: Modo basso [, e alquanto più coperto , con chesi vuol significare ,] Bestemmiare , o Ragionare per soverchio sdegno,o per mala inclinazione, empiamente di Dio . Lui. blaspJhcuiare. Gr.

pia. Beni. rim.. A dir di Cristo e di Domeneddio.

Di no 33 Dissentire, Negare. Lai. negare, abniierc. Gr. ònronvia.Bocc. nov. ji. 16. Guarda che di cosa che voglia mai , io dico s eivolesse l asin nostro , non che altro , non gli sia detto di no. Cro-nicheli, dAmar. log. Fu questo Tito molto cortese, e non dissemaidi no di grazia che gli fosse chiesta. » Bocc. g. y. n, ». Deh, dirò iodi no della prima cosa che questa gentil donna cs. mha richiesto? (V)

di secco in secco. V. Secco.

di si = Consentire , Affermare. Lat. annuere. Gr. xxrxnvia. Bocc.nov. 44 5 . Ricciardo disse di si. Lab. 22'ì. La cortesia intende dimedesima usarsi, quando liberamente di si dice a chi la richiede da-more. Cron. Mordi. 24S. 11 quale avendola conosciuta di buona con-dizione e ubbidiente ec., giugnea a lei col notajo e testimonii , ediceva : dii di , con turbato volto ec. Cas. letl. 5 g. Pcrch egliè buon pezzo che io ho nell animo consentito e dettò di si a ognisuo desiderio.

« Inchinare, Cominciare a addormentarsi : modo basso e scher-zoso, [ tolto da quel movimento che fa la lesta dell' uont sonnacchio-so, la quale si piega verso il petto , come quella di colui che dicedi si.] Lat. somno gravali, dormitale. Gr. vht 2fi. Maini. 10. 33 . Ovemesser Morfeo a un tempo solo Fa dir di si a molti in Pian Giullari.

di soverchio Favellare olire al bisogno e alla convenienza. Lat.blaterare. Gr. P^rroA oyìa, Omer. Albert. 2. Troppo non tacere ,parlare ; di soverchio non dire ; odi molto, ma poco rispondi.

di tutto cuore * =a Dirlo con gusto , con passione. F.Cuoic.jj. 27.(8)

di veduta. F. Di veduta.

ella andò, ella stette o più volgarmente Landò, La stette. Modobasso, e vale Addurre scuse vane, [ Avvoltolarsi col discorso, 0 simile.V. Andare , § ^ 5 . ]

farfalloni. F. Farfallone.

favole. * F. Favola. (N)

forte 33 Dir checché sia con voce alta ; e talora per similitudine,Dirlo a fronte scoperta. Lat. dura voce dicere, palam dicere. Gr.

\iysa. Sen. Ben. Farcii. 6. 34 Ma che dilièrenza é egli adirlo forte , o disidcrarlo in segreto ?

fracido 3= Avere disgrazia , Essere in disdetta di giuoco , o d" al-tro. Itlodo basso ed antiquato. Lasc. Sibili. 3 . ». So che mé dettofracido. Fui. Vi dirà meglio domattina. (V)

fra denti checché sia * = Dirlo con voce bassa e oscuramente. F,Dente , §. ,2 , 2. (N)

fra s k Dire tacitamente senza esprimere colla voce. Lat. secum

loqui. Gr. 3 » xarù Bi-xtri l'.rrùv. L'ìr. Disc. an. 3 t. Trovandovisi pre-sente uno audace e famoso ladrone chiamato ij Grattugia, ripienod una rapace invidia disse fra quanto shirebbono meglio a me

queste cose eoe ha donate il Signore a questo fraticello !

DIRE LE SUE RAGIONI A BIRRI

fuor dedenti CHECCHÉ sia * 3 = Dirlo liberamente. ^.Dentei 5

fuor fuora. * F. Dire il pan pane. (N) , _ ^ ( 3 )

il cuore. * Lo stesso che Dare il cuore. F. Cuore, y */i

il falso. * F. Bugia, J. ». (N) ,

- IL PADRE DEL PORRO AD UNO. " F. Porro. (O) _ psari 1111 n,

il pan pane. [Modo basso che vale Parlar chiaro, '['pirecose co' termini loro. In questo significato dicesi anca n .gatta galta e Dirla fuor fuora.] Fardi. Ercol. 09 a [mci iu c °ne , e dirla fuor fuora, è dire la cosa come ella sta , j> g;ine altri pensa che ella stia, liberamente , e chiamare * a be nou mticcia.

il parere. * F- Dire parere. /n> ,

- IL PATERNOSTRO DELLA BERTUCCIA. * F- Bertuccia, 5' ' j L

E?

«all 1

=Ragionare con fondamento di verità,

. 3 #'

lite

-IL VERO, [VERO]: ___- ,_

verità e senza mentire, Dir da senno.] Lat. veruni diceie. ^ qii)'tir. Bocc. nov. ». 6. Tante quistioni malvagiamentea giurare di dire il vero sopra la sua fede era chiama*®. |o by22. La quale el quale, a voler dir lo vero, Fur stabili i y lt)santo , VJ siede il successor del maggior Piero. Fir.A 9 f ' : 011 cJil vero, mi parca pur giusto oggimai ec. meritare ec. P L l0 , *

milizia asinina. Alleg.. Corte la corte dicesi, ne

da r

Bern . Ori. ». 77. 5 . Non san se burla, o pur se dica 11 ^ c iieV 111lnf. 3 o. (So. Deatro ci è 1 ' una già, se P arrabbiate 0 ® ^

no intorno, dicon vero. (N) ». eaL,

» Dire il vero, parlandosi della testa, delle g am ^ pr°°Reggere, Resistere. Lc.t. vigere. Gr. ùy.n fuv. Malta .»®- ..' fCr o.già discesa dal destriero , Se le gambe le dicon megh°

3 E Non dire più il vero, fig. si dice d'aleuti mera 0i pche abbia perduto /' usala forza. Modo basso e non e | e g#«Spiri 3 . ». Ora mavveggio io chio sono invecchiato,nou mi dicono più il vero. ct i. ® '

in sonfidenza Confidare. Lat. in amici aures a c P

Ta roti (JuAov <wra '/

in credenza alcuna cosa * =3 Dirla (li segreto. V' ^ rC e ^

* * E Dir nostra o simile credenza, y. Crcdep za vj lfl ^f

in faccia zzi [Parlar liberamente quel che bassi a d ire

lui di luì si mutai} Lui. in faciem, in os diccic. L^

Z,e;r. Alleg. 120. Lasciar la compagnia delle persone j* ofle> (pi)rità dicon in faccia, Per rendersi più errato a! suo p a( * 1 #

D ot . . la^i: A A...ho - 1 1,1

eh ella queste cose lega corte , La lingua a dir il ver, a

É

1. 1. Egli è meglio che io te lo dica m faccia che dopo in maschera = Parlare copertamente. Cecch. Dot. ** *

t rei

dire in maschera mi par che dia in nonnulla. (V) ef si '' jos

in rima, [ propriamente vale Scrivere o Favellare fra 1 -.

ma si usa in generale per ] Far composizioni poeuon -'condere , poetari. Or . f. Bocc . Vii, DanU

sua morte compose un libretto in prosa latina, il T 3De vulgari eloquentia , dove intendeva di dar dottrini jO)

der la volesse, del dire in rima. .

in segreto*= Cotnmutiicare con segretezza. Cr . *. ^i - 1

in suo cuore * = Dire fra. r. Cuore . s ' e dis#, 1

5 . Udito questo 1 * imperatore, non seppe che dire^ er el°cuore; sio li comandassi che facesse altrimenti, D3C u ^ 0 .

e in errore ; e però gli vo fire un grande coma ca® rc; ;

so : Maudòe incontanente per lo fabbro e disse in s )o<}" (

pagherò io bene delle sue opere. (B)in vano =: Parlare senza profitto.

Lat. incassi!®

P ia1ia cfl>l

Gr. na.Ta;ot.OYÙv. Burch. 2. if. Disse colui da C® 11

~ ' - ' - E non giuoco p> u »»

l' kmnozz;Credere , Stimare, Avere

cuore

fi

ti debbo abusare a poco a poco

no; Nou lo disse già in vano. ,.u\

- LA conoNA * = Recitarla F. Corona , § *4 2 .' , 7 ./o dir A t£ ,'|!

e tlestaff 'iem avualità d> tV» 0

aL ' 1 'al (; none la qu.ii . nW a* i,;,,*mi dice 1 animo , crederei io, che intorno al ^ c c.jef® 1 Vsalute ec. cominciassero queste nostre città di To»^ cf cl (j() J" !

rire e mostrarsi vive. ( iVola mi dice l'animo ur ^ sse 0t « ° I,# 11 "'

che significa lo stesso; ma può stimarsi che sia è"" ta p-

_ m.mnMnÒM A.ilì* nlttfWP. * i P^SS ^

dire una variante nel manoscritto dell* autore , p ct - ^

tema nella stampa . ) Dep. Decam. 86. A n<J> 1 a t 1

partire dal consenso di tanti libri e si buoni* \

___

vostra = Dire il suo o il vostro p al.* li0 | 3suo racconto ec. [ F. §. 46] Bern. rim. 63 . * * 1 ) 1 B Jet 111 Ji

bel cerchio tondo A dire ognun la sua. Maini. 1 j e 0 ' ( ,

chiho detto la mia.» (É modo volgare chenel chiudere i racconti delle lor novelle dette <* || a , c» A

verno ; con che vogliono dire : Dite la vostra> fi ,)

la mia. ) (Min) propfa* $

[ Espnr con p^.

Ar. 1 ur L cau*» nar ti^.,

la sua causa 33 Difender

Lat. causam dicere. Gr. xWioAoyivr-ia... . slia v*-- p

forse il vii Martan , chaUine Grifone ard lt0 p ece io®*y-jir 1ritorni Ja colpa ondera uscita, Tolse licenza, g r .iW 7 c " f- LA VERITÀ = Parlar cose vere. Lat. vere lo^. ^ V *

Pred. so. 8. , si, chio sempre tremerò , . p; 3 <\.

' la verità nuda i>'® a ,

**?*** , Aconfiti

Pred, 2 g.

un tal vizio , dicendo a tuttive chi non ha timore di un altro nou si ri

faccia la verità. . . Pareli.

le bugie. * Lo stesso che Dire bugie. V f )sa , -Quando alcuno dice una cosa la quale sia j; ceV anovera , si chiama dire le bugie , che i " at . . : 1!in a co'ci'a ; ma se la crede falsa, come ella c > 6 * f y eco cmentire, o dire menzogna. (N) E a PP r . c f\

mentire si pigliaHO T uno per 1 altro. [l'I

le sue ragioni a birbi. F. Birro, y 2 *