gUa f ,i 0 ? ITE ~ Ragionare con libertà, Parlare senza alcun ri-net, 0) j **“*•. "bere loqui. Gr. Alleg. iqtf. 11 quale (to-
‘l'era &1 B, 1 . V0l , s<:n ^ 0 approvato per buono a un dipresso, mi farà dir
dire liberamente
DIREPZIONE
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il nostro uffìzio. (Qui
l> Uffizio c ^ e , sla arci ver quanto io v’ho detto.b(i(, }, ora 0 L ’ owtcìo = Recitare l’ uffizio, o f Ora canoniche.Pareli _ yn* ar ^ptcas recitare. Gr. ri» Sx.o'KoeiUav àuaytnitnetr. Cron.lr, ctit 0 ' E' disse col prete, che leggeva , con buono conosci-® c oter 1( i’ 0s j V u ^ c ‘° speditamente e forte che ciascuno 1’ udiva : e^to; e 1 continovo mancare, egli affrettava il prete che dicessec °,i j’ C| ’ Sdazia d’ Iddio, compiuto di dire 1 ’ ufficio insieme se-, u *e gl; 0 U1 }‘! parola rispondendo al prete Deo gralias , amen , e’
. ktiza, n C , ’. e rendè nel proprio punto l’anima a Iddio di pi-Se nsà .l"- 1 ' bz. Diremmo ogni mattina i‘
1 ' m - k ~. % l ì “ i ' oco -)
cimare / contrario di Dir bene. Lat. vituperare. Gr.^ a niio \\ K s ‘ m ‘tit- Conterò per ordine certe autorità di saviiAlle ,, Cl <> bene delle donne, e di poi di coloro che hanno dettoa tètri ; e’o ’tv'. là si tien pancaccio , e si tien loggia De'fatti°Egia. j? ”" c " è più valente , Che nel dir mal d’ognun si sbraca ee •— Ne/ 2 ?’ Perché in effetto A dir mal della corte ho fatto errore.^ Tutti ■' n<:Ce , s à>io senso usasi anche Mal dire. Vii. SS. Pad. 2.'/'"'f '-’TiNo .^'Mudarono a ma * ebre di quel giovane. (V)
'"dir,.. • ' Recitare il mattutino. Lat. in itulinuin recitare. Gr.
.'"zio
Miri p «chè
Burch. 1.non ci si dice
— REO = Aver cattiva sorte, [segnatamente nel giuoco ; come Dir cat-tivo. ] Lai. adversa frtuna uti. Morg. 3 . 6y. Ed anco a scacchi tipotria dir reo.
— scerpelloni. Scerpellone. £at. deliramenta loqui. Gr. pxrMo\oyiit,
— schietto, schiettamente = Parlar coi i ingenuità. Lat. sincere lo-qui. Gr. djagSé^ws Aìyuv. Sega. Pred. 3 . S. Io vi dico schiettamenteciò eh’ egli fece.
— sopra una cosa — Trattale di quella materia. Lat. de re alìqua dì-cere. Gr. nvos \iynv.
s — Dire sopra [ o sù 1 una cosa, nelle vendile all' incanto [ o nellealtre vendile pubbliche = ] Offerire alcuna somma di danaro perprezzo di quella tal cosa. Lai. licitaci. Gr. àvTwi>sìffIìa.i. » Cecch.Stiav. 2. 3 ■ Se io sentirò a ragionar di venderla {la stiava ) , io v*dirò sù, o torrolla per te. (V)
— strafalcioni. Lo stesso che Dire scerpelloni, ff. Strafalcione.
— sù re’ canti alcuna cosa* =: Buccinarla. Pareli. Ercol. t. ». p. loif.Il verbo latino buccinare, che significa ec. cioè trombettare, e dirlosù pe’ canti ancora a chi ascoltarlo non vuole. (N)
— testimonianza = il’rstimoniare. Lai. testari, testimonium dicere. Gr.paprupàv. Bocc. nov. ». 6. Testimonianze false con sommo diletto di-ceva richiesto e non richiesto.
— un passerotto * = Dir cosa inverisimile. V, Passerotto. (N)
Dir cosa che passi per la mente. Bocc. g. 2. n. ».( 0 )
fr, ■ ui r
* ^’oil
te diede, ovvero, per dir meglio,
— Un pBNSjERO'=L/fr cosa cne passi p$r m mente. liocc. g. 2. n. 160. Però Domine Abns di san Go- — verso uno per Dire ad uno. Bocc. g. 2. n. 2. L’ uu de' mainadièri,mattutino, Teugasi almeno a ta- eh* erano tre, disse verso Rinaldo. (V)
— villania = Sviltanaggiare* Lat. convicia dicere, convicia ingerere.Gr. Aoiciopsìp. Bocc. nov. Ò2. 27. Dicendogli le più vituperose paro-le , c la maggior villania clic mai ad alcun ghiotton si dicesse. E noi*.38 , 6. La qual fieramente di ciò adirata , non del non volerà egUandare a Parigi , ma del suo innamoramento gli disse uni gran vil-lania. E nov, 78. 12. E se non fosse che egli temeva del Zeppa, egliaverebbe detto alla sua moglie una gran villania , cosi rinchiuso come
quell’ ora , che renderli ( i beni
temporali )a chi te
configgere il già eletto^ s’usa talvolta questo mo 0.'"■ni. 7 * 8 "° > e vale Ò piuttosto , 0 simile. Segner. Mann. Vie. 10.
froRK, arai altro su quell’ ora . clic
m ^tò. (V)
Meglio. P. Dire freddo. (V) „ . _ „ ,
i. j? Mentire. Lai. mentirì. Gr. Segn> Pred.
inferì quel gran savio, che Dio non poteva mai dir
>e« c f a ' P«chè
nessuno mai può recargli timore. r
>Xo v , T Menci ==: Render grazie. Lat. gratias agcrc. Gr. flap»
*«*i, ' Atleg. yy m J^ 0 n so c hi mi tenne, ch’io non ne facessi mille
lnerr J t,; ' ll dìcendo il ritratto il dipintore e lui, senza dirglidella risposta, mi partii.
^ *' eh 'are il sacrificio delia messa. Lat. sacrnm tacere.
T " ~ ~ ” * ». Co. Non fate come papa Celestino, Che
Vincenzio A dir la messa scalzo e nfaiset-n. 3 . Empiutagli nascosamente la man di denari,•sse dicesse per V anima de’ morti suoi, (V)
** - y Q cne Sfìl ^ J. fj, (N) #
ti " Jl ti il; ’ notìzia. Omel. Orie. 288. Aprici V animo tuo ,
e 0Dovette del tuo desiderio. ( Cioè , di epici che desi-^ a: >) £ 2nn. Mi dirà ove sia la vita mia , o cln m\ dira
btoru^.„?■ - 9 - Burch.
don
v i, C ‘ e Mesi
A lc d s °.
1 fi .1? Dure nnt
M'd fa) 90 '
S * èi^ 4 D * tratto. * Pareli. Ercol. i. 1.licosa l , e ec ' > e , volendo clic si chetino
f'it, ~f°! ÌUr tziare parole di pace, Chieder pace con umili pa-■ ‘ Rad. 2. /fo. Fece loro aprire; e dicendosi pace, in-
dr. ^! ar °n«. (VI ( Olii il teUn ./<■! Mimai >>'' -timlnn.i r.:-
9, serbare die dire. (N)
p. t-j4- E a questi cotalifar punto.. . non dire o-
( Qui il testo del Maiuti
? x,
'tdQ ». * ur, 1 *r' V*!
Salu to. ) cp;‘ ** dlce ali ’ apparir : pace
k, do
hi ,, SUet
ha diedonsitcco. ( Qi
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per
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es pr/mente li cominciare de* bambini a parlare. es~
Dt'imo <»^_* _.„!•_ _ /n > T.T
P. rune voci che sogliono profferire ; o ride Non sa-*». ■ r, atce di uno che non sa. narlnrp.. T.nt infr«nficci*miim
di r ^ -s wJ^Pp
Etl *' v ,A ’'" a far letterati ec.
^Pria ^r PARE, ' E — 5 Esprimere sentenza, Manifestare V opi-'■>!> u ‘ I!r 'ìe.’ ifl 1 - sententiam suam cxprimerc. Gr. rii lai-roù ynùp-r,»eli*. v °i in Ditemi però voi il parer vostro ; chè , s’ ella
s e Una c 50 P P'ù che certo eh’ io avrò soddisfatto a lei, pcr-
C . gur,na di - - -
.j_ p — Uno che non sa parlare. Lat. infantissimumPa'ec -ir con »na giornea Spiazzata e plebea Un che non sa
ty^** 1 *** 0 iCllC a far l/illr-r-ni: pr>
làr,
,V«P.
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«No. ^Cs:
Es.
non molto disegno.
Com. Dani.Publio Gas-
Air, C0SA ‘ % ^ BeflC 5 * 17 *.C 11 *. * ciog J)“. ? H4 COSA. * P. Bocca / Ì
2. (N)
2/, 2. (N)
—ssere del suo partito , Eavoi il lo.
»e venne a Ravenna , Marco Antonio s ^ bn p 1 Del popolo, dicendo per Cesare. (N)
V ^ HOr„. cac* * rr ^
E i- r ” n,v da vero. Pallav.
ȓ ' Cene. , '" JC Uin con intenzione eh fare, D la C0flC l u .
c ’ s 97 ‘ Ma quando il re incominciò a s g>So C. “ trò che dicci per fare, l’imperadore ec. (?>-)
^ Malfare con voce bassa.
^ tS° m Dìr P»no = Ragionò* con .stile ^
r wS! r ° in «Orfo chiaro ed aperto .] ia«- P> ane lo ql u.Gi.
Jfa fa n Piano = Favellare molto piano e sotto voce , mAlili l ^ n P°«« udire. Lat. subuiissa voce hxpn. Gr- j
V H ^i, eh 9 x E ’ all’ oste , diagli pian piano: Ai.ecami,
hj' K klZ*Ì 'igearsi con esso lui di qualche
^ onore' (JJa' An/ ' 1 llicea : a costol '° """ dlC ‘
Anzi dicea :
’^ohQyAf 0 " 0rnarn ento
,(Sj
... r,„ distrte lo-
_ amento e cml . l f.f‘n'fal\aw Arnaldo Da-
-r^ÀoysT». Peti’, cap. q. Tre u , a ! ^ nc or fa onotUran maestro d’ amor , che alla sua m0< fo di sost- ) .
e bello. { Nota che qui dire e us espr essione de, ' ri| ''acnr CC r aaE — Dir tutto ciò che b* a 5 nl Z ì % A». Alla yost ra aal-at. quantum necesse est loqui. , ?,' ( . 0 rvc.
Rateilo Brevemente dirò quanto
era. Alleg. 2Ò0. Io son ito un gran pezzo mulinando col mio tondocervello , per ritrovar per qnat ragione il dir villania a qualcuno aproposito sia stato detto dalla maggior parte de’ favallatori della mi-glior lega, proverbiare.
» — E col genitivo. Bocc. g. 7. n. 4 Cominciarono a riprendertutti Tofano , e a dar la colpa a lui, e a dirgli villania di ciò checontro alla donna diceva. (V)
3 — * E Dire mia carta di villanie ad alcuno ~ Svillaneggiarlo,P. Carta, §. 22. (N)
— vituperio zz^Piluperare altrui con parole. Lat. vituperare. Gr. fn'yue.
Dire diff. da Parlare e da Favellare. Parlare è generico ed espri-mente la facoltà dell’ uomo di profferir parole : egli i muto, e per-ciò non può parlare , che non si direbbe , Non può dire, se non sitrattasse di lina cosa particolare, come Non può dire ciò eli eipensa-,ed in questo caso non si direbbe, Non può parlar ciò eli e' pensa.Dire adunque sembra determinare la manifestazione di un concetto ,ma breve , cd in qualche particolar circostanza. Dite sii cosa volete ?Ciò che voi dite non è ragionevole ; che sarebbe ridicolo il dire, Ciòche voi parhue. Favellare si accosta più al sign. di Parlare , perchèè prevalso 1 ’ liso di scambiar I’ una voce con 1’ altra ; ma Favellare ,siccome Favella , appartiene più da vicino alla pronunzia , ed all’ i-dioma o lingua che si parla, come Favellar rotto e cincischiato ; uèsi direbbe : Egli favella del bene o del male di una persona , sic-come dicesi : Egli ne dice del bene o del nude ; Come pure, Dirdelle ingiurie, Dir villania , Dire il suo parere ce. ne’quali modisarebbe assurdo sostituire Favellare o Parlare. (A)
Direa. * (Geog.) Di-rè-a , Deira. Ani. città dell' Attica. — dell’Etiopia. ’G)Diredano , Di-re-dà-no. [Add. m.] P. A. P. e di' Deretano e Di-retano. Lat. postremus , ultimus. Rim. ant. Quid. Or!, i j>■ Al moltodiredan prima ragione Diraggio meo parere alta ’ncomenza.
Diredare , Di-re-dà-re. iAlt.] Privare dell’eredità. [Lo stesso che Disere-ditare e Diseredare.^.] Lat. exheredare. Gr. .i’rc.'.À xpr.il-. Buon. Eier.
». 2. 6. Facciane gran romori Un padre, e ne percuota E ne im-prigioni c ne diredi il figlio.
DiReoato , Di-rc-dà-to. Add. m. da Diredare. r Lo stesso che Disere-dato. P. ] Lat. exheredatus. Gr. àirón\r,fOs. Frane. Sciceli, nov. 21.Se questo non si facesse ugn’anno, in lascio diredati ti miei figlinoti.
2 — Senza crede. Cron.Strin. gS. Morirono diredati di maschi, e rimason»redo femmine, e dispeosesi quello lato. E gg. Baldo, Studile Zatomorirono diredati di figliuoli maschi. E assolutamente , ivi : Bell’redelloe Albertino rimasono diredati. E 100. Gli altri rimasono diredati.(V)Dìreditake , Di-re-di-tà-re. [ All. Lo stesso eòe] Diredare e Discreditare.V. Rellor. Tuli. So. É egli venato per la reditade d’alcuno altrosuo parente. Madienò , perchè l’hanno tutti quanti dirrditato.
Di se ni tato, Di-re-di-tà-to. Add. m. da Diredi tare. P. di reg. Lo stes-so che Diseredato. P. (A)
Direggere , * Di-règ-ge-re. Att.P.A. P. e di' Reggere. Serm.S.Agost.
28. A te si conviene nutricarmi e direggere la famiglia. (V)
Direnare, Di-re-nà-re. N. ass. e pass. Sfilar le reni, S lombare. Lat.elunihaic. Fng. Com. Voi mi cadeste addosso , che voi pareste unamontagna ; m’aveste a far direnare ... Lisetta si svenne, e io la con-dussi sul letto, eh’i’m’ebbi a direnare per mettervela sù. (A)Direnato , Di-re-nà-to. Sm. Sfilamento di reni. Lo sfilare. Buon.Fier. 3 . 4 - 3 . Voglio onorar quel maestro Anastagio, Che mi guarìsi ben del direnato.
Direnato. * Add. m. da Direnare. P. di reg. (O)
Di repente. [ Posto avveri. — In un tratto. ] P. Repente.
Direzione , Di-re-p-i-ò-ne. Sf. h . L. Rapina , Rubamento fatto conviolenza , Dsvctstozione» LoX. dircptio. Gr. diccpT^xyri, Segt\ Eior. pi\p. 118. E ponga fine alle direpzìoni e a’sacelli di Lomìiardia , a)leespilazioni e taglie del reame e di Toscana. {Il Guicciardini scrissedirezione, ma I una e l’ altra voce sarebbe oggidì affettata. ) (A)