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DITO
d'oro largo quattro dita- Bern . Ori. 3. 3. a. Essendoli vicino amend’un dito, In altro scontro Aquilante s’intoppa, lieti. Ditir. 36. Ese a sorte alcun de’ miei Fosse mai cotanto ardito, Che bevessene unsol dito , Di mia man lo strozzerei.
3 — E per iperbole. Tac. Dav.Ann, 12. 154- Abbiamo un dito di re-gno , e tienlo un barbogio.
4 — * Da Dito , nascono i seguenti modi di dire figurati e proverò. :
Col v. Allacciare, P. §. 9, 2. (N)
5 — [Col v. Alzare : ] Non ardire 0 Non potere alzare o levare il di-to = Pivere co/i timore , e non ardire di far però novità. Lai. nedigìtum quidem cxererc posse. M. P. 10. 5g. Ma perchè il Legato gliaveva sopra capo il castello di S.Arcangiolo, non osava levare il dito.
a — Alzare il dito : Atto di sprezzattura. Peir. canz. ; -. Nonv’ accorgete ancor per tante piove Del bavarico inganno, Che alzan-do il dito con la morte scherza ? ( Nota il Castelvetro a questo luo-go: il Bavaro faceva come i fanciulli che giuocano a toccar le serpied il fuoco; ma quando sono per mettervi sopra il dito, l’alzano, scher-zando con essi da lontano senza toccarli.) (P)
6 — [ Col v. Avere : ] Avere alcuna cosa su per le dita , o su per lepunte delle dita = Saperla benissimo. [Detto forse da’ numeri dellatavola piltagorica , o delle colende , i quali, a meglio imprimerlinella mente , si suole insegnare a calcolarli su per le punte delledita con un metodo noto a tutti i fanciulli.] Lai. in numerato habe-re. Varch. Giuoc. Pitt. Che fosse necessario mostrar di sapere que-ste cose più leggieri, ed averle , come noi diciamo, su per le dita.Malm. 6. g. Che l’ ha su per le punte delle dita.
a — * E così, Aver la ragioni su per le dita. Buoii. Pier. 3. 2.8.
Te vincere è impossibili tu sai troppo, Tu hai troppe ragion superle dita. E Salvia. Annot . Tu hai troppe ragion su per le dita; incontanti, lat. in numerato. Gli antichi contavano sulle dita , della qualcosa è da vedere Eeda, che il trasse da qualche antico. (N)
7 — [ Col v. Dare : ] Darsi del dito nell’ occhio = Offendere si me-desimo. [V. Darsi del dito nell’ occhio. ]
a — * E Dare sulle dita. ■ P. Dare mano , §. 18. (N)
8 — [ Col v. Leccare ; ] Leccarsene le dita c= Piacer sommamente al-cun cibo, e fìguratam. checchessia. Lat. digitos Ungere. Gl*, «ri-chiniti Solktv?. óve. Bern. r:m. 7. f(>- Che fa che 1 ’ uom se ue lecca ledita. E 7. 57. E quelle torte , Delle quali io mi lecco ancor le dita.Ambr. Co ! . 4- 5. io ti parrei anco uno zucchero Di tre cotte. G.Unpo' meno. A. E lecchercstite-Ne le dita. Mcrg. z 5 . 317. Del qual chi’1 mangia le dita si lecca.
() — C Col v. Legare : 3 Legarsela al dito = Imprimersi bene alcunacosa nella memoria : dello da quel segno o filo che si lega o mettetalvolta al dito per ricordanza d’alcuna cosa. Lat. alta mente repo-nere. Pedi ilcap.j. de’ Proverbii di Salomone, d’onde par che trag-ga l'origine. Marg. 22. ig. Ma sia che vuole: al diio leghera’ti,Ch’io nacqui per punire i tuo’peccati. Burch. 2. 71. Legati questoal ditd, c ben l'annoda. Parch. Suoc. 2. 1. Io ti protesto, tienloa mente, e legatelo al dito. Lib, som 7. Legati prima al dito, Ches’ io piglio più penna , ec.
* — Legarsela o Allacciarsela al dito = Determinare di vendicarsi,[Stampar nella mente il torto ricevuto, per farne vendetta a tempoopportuno. Detto da quel segno o filo che uom si lega talvolta omette al ditp per ricordanza di alcuna cosa.]
10 — Col vi Levare. P. 5 - 5 .
11 — * Col v. Mettere: Mettere e Cavare o Trarre il dito dal fuoco :detto per esprimere somma prestezza. Dant. Par. 22. Tu non avrestiin tanto tratto e messo Nel foco il diio, in quanto io vidi il segnoChe segue ’l Tauro , e cui dentro da esso- (N)
12 — [ Col v. Mordere:] Mordersi il dito di che che sia, dicesi perlo più per Pentirsi con rabbia e con dolore di non aver fatto chec-chessia :; e talora Minacciare di vendicarsi. Lat. mordere labrum. Or.creerai ir x'Neiri <pwir. Bern . Ori. 7. 20. 58. E , mordendosi il dito,a Macon giura Di vendicarsi con buona misura. Buon. Pier. 3 . 1.5.
Ella si morse un dito, Come fa chi vendetta altrui minaccia. E 4.i. 1. E dassi' al «Jiavol, inordcsi le dita , Divertisce di nuovo, e purdi nuovo" Ritorna a bomba.
1 3 — [Col v. Mostrare :] Mostrare alcuno adito=Z*ù'izzar» Udito accen-nando verso alcuno che meriti d' esser notato-, e si piglia per lo piùin cattiva parte. [P. A dito.] Lat. digito monstrarc. Gr. <rx’if taT, '£ 61 •’>ìa.vTv\cbtir.rdr. Bore. nov. -j/f. i5. Egli non poteva mai andar per via,ch’egli non fosse da’,fanciulli mostrato a dito.jPetf. canz. 22. 6. Enell’alma dipinto i’sarc’udito , E mostratone a dito. E cap. 12. E vedrassi ove, Amor , tu mi legasti ; Ond’io a dito ne sarò mostrato.
Pii. S. Gio. Bau. E dicevano insieme: egli è colui ch’egli ci mo-strò a dito , e disse : ecco l’ Agnello di Dio. Com. Purg. i3. Dimo-strativamente risponde Dante , quasi a dito mostrando Vergilio. Rim.ant. ine. 116. Poneasi in sulla testa La gbirlandelta , che si ben lestava , Che 1 ' una all' altra a dito la mostrava. Bern . Ori. 2. 16.
48. Chi resterà di qua, sarà schernito, E da’ fanciu’ per via mo-strato a dito.
14 — t Col v. Sapere:] Non sapere quante dita si ha nelle mani —
Non saper quello che doverebbe sapere ognuno. Lat. ne tria quidemStesichori novit. Bocc. Lett. Pin. Boss. 27 4. I quali tutti ricercando,non si trovcrrà sappiano annoverare quante dita abbiano nelle mani.
*■* — * Col v. Sputare : Sputarsi nelle dila := Pare ogni sforno-, tal- 1to dall’ uso di spularsi nelle mani, quando alcuno vuol tener saldo Dichecché sia per far forza. (A)
i ^ol v. Toccare:] Toccare il ciel col dito, si dice delP Otte-nere cosà o reputata sopra i suoi meriti, o fuor del suo credere , ooltre il suo desiderio. [P. Cielo, §. 22.] Morg. 22. 102. L’ Arpali-sta toccava il citi col dito, Poiché trovato avea con chi contendere.
Red. Bis. 5g. Donai questi piccioni avvelenati dallo scorpione ad unpover uomo, a cui parve toccare il ciel col diio.
DI TRATTO
Tornarsi col dito nell’ occhio , cioè 3 piè16. Costoro con la donna si torn . a ^° [ ^ /1( '.) (V)zoppo col dito nell’occhio. (Erano stati scoperti i forpiflpf oB iai)diti8 — * Col v. Uscire : Non uscire un dito degli ordini, de g oS j,leggi ec .—Non violargli, Non trasgredirgli nè punto ne .f° fusate 1Osserv. diul. 3. Se io non posso far fare a mio modo 1 11 n0 nal men che sia, fo osservare le mie leggi nella famiglia iIUJ >v’ ha chi esca un dito degli ordini miei, (N) - 0 dic e
l f) — Nota proverbio. Parch. Ercol. 5y. Quando alcuno ( ss
alcuna cosa sciocca e biasimevole, c da non doverli ec. rl . cane-
toccherebbe a !»'*>
17 — Col v. TornareFrane. Sacch. nov.
piando-}
0 -
A-
che
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re un dito , se tutto Arno corresse broda.
20 — (Astr.) [La duodecima parte del disco di
strol. Scrivi nella prima parte che si tiene tu. - j re j t —
coll’ orizzonte, uno; e nella seconda, due; e nella terza, j,quc*si ancora andrai scrivendo , tanto che compili dodici. E ca
ste parti si chiama dito; e poscia parti catun dito di stre tlo.®te parti puoi, c segnale nel secondo spazio , il quale e p 11 ’ r j v olW*questi diti si chiamano li diti deli’ombra ritornata , °fo e nl efi scl11 '
21 — (Arit.) Alcuni aritmetici danno il nome di Diti ai ,u fo eh* 1pliri dall’ 1 al g; siccome danno il nome di Articoli a q e c.[Haggiuntovi lo zero, dipendono da questi, come 10, 2° m fa-eri
22 — * (Arche.) Misura lineare in uso presso gli Ebrei , ■ foie ri
i Romani. Era la sedicesima parte del piede, o circa ai
pollice. (Van) Kenisfo 0 ’
23 — * A mena dito. Posto avverò. Per l’appunto ,
e di’ A menadito. (A) (N) n er° sS p
Ditola. (Bot.) Dì-to-la. [A/i PI. Ditola. Fungo che ha d c ne '’b<> s .[carnoso, incestilo; itami ineguali, appuntali. E cornu l ie q cl fori 11 ’!È buono a mangiarsi cotto aguisa degli altri fanghi, . j- c )avav iaco al giallo , al rosso. ] Lat. coralloides , fungus ramosi 18 » ^ c0 u u[>coralloitles Lio.] (Cosi detto dalla somiglianza del suo c fodito.) Red. Ins. 1 17. Come ho potuto vedere nelle VCSCC1 flitni, negli «ovoli, ne’gruinati , nelle ditola, ed in altri- > _
Pasta . Le ditola sono una sorta di funghi buoni a fo^^fodeffir. Mes.) Ditole dicono i tessitori di drappi que B e o , fod- *
(Ar
.. .. , àlcoli" 1 ’
retto , che servono ad alzare ed abbassare, i licci ed ‘ tf) .
anche Pai merci D; G ]C voi'
alcuni luoghi della Toscana chiamamiDitomà. * (Zool.) Di-to-ma. Sf. G. Lat. ditoma. (P*7'> c0 le0^ „to , e tome taglio. ) Sottogenere d insetti dell' arduie dz ^compresi nella seconda sezione della famiglia de’xdofoS antefottengono propriamente al genere trogosita ; hanno le ^ .falldue soli articoli alquanto corti da cui le mandibole soii°scoste. .Comprende il lyctus crenatus Fab. (Aq) (N) j- Ju e tu \Ditono. (Mus.) Dì-to-no. [Sm. P. G- Intervallo conipo sl ° ^
ni- ] Lat. ditonus. Gr. àiroro». ( Da dis due volte, e le ch c )MParch. Giuoc. Pitt. Dalle cose dette si vede inanile 5taB1 3tutte le consonanze musicali semplici la diapason è * a •f'jjiiot' 0 ’ C 'semplici, perche se ne trovano molte composte, come 11 ^
due tuoni, scmiditono , tritono, ec. ,liilio ra *.’Aa)
DiTOr.jcE. * (Fisiol.) Di-to-rà-ce. Add. e sm. P. G. L aU , lorOC 1 ^ ^dis due volte,e thorux petto .)Mostro per eccesso con al v aDitossia. * (Bot.) Di-tos-si-a. Sf. P.G. Lat. ditoxia. (D a
claxon arco.) Genere di piante stabilito da Sch'odi z c . • n’.-'Adel genere Celsia , distinte dal calice con cinque dif tsl . 0 A'-' 0seghettate, quattro stami, tra’ quali due lunghi e piega ^
una capsola bivalve. (Aq) (N) . , ^a■ D 1
" a-- -,m ^
di"*
Di tu a. Preposizione. Lo stesso che Infra. P. Fr. p‘ or< ^a a sol a Jiquesta moltitudine intra tutte le genti che mai furo , e Vjja gr aJItanti fu eletta. E- appresso: Mostrasi in lei l’abbundanzi^.^ , lB a cC l -
furo ,
l'abbiindanzia 1 ^ , ]u .
Dio non solamente per la elezione di tra tanta molld 11 . 1 'viri' 1 )
2 — * Pat io. Introd. Pirt. 22. óe . . . P abbandonai* >j BCO nt al1paura che avessi di molti nimici . . . abbandonerebbe! *c partirebberti di tra i buoni. (Pr) ^ ^ dit raC ' 11 ^àd , ‘
Ditrachicebo. * (Zool.) Di-tra chì-ce-ro. Sm. P.G. I at "£ ea r(Da dis due , trachy s aspro , e ceras corno.) Genere ' *
stini, caratterizzati da un corpo vescicoloso con due cote anteriore riunite alla loro base, ed tn tutta la la? 0 1 0 pi-llile di membrane aspre e filamentose- (Aq) , pirt.%’
Dith Ali: ento , * Di-tra-i-mén-to. Sm. IL ditrarre. Info
i membrane aspre e filamentose- (Aq)ssto , * Di-tra-i-mén-to. Sm. Il ditrar,
, traimento si è quando l’ uomo nasconde l’altrui " cm ‘
- Ditii appare, Di-trap-pà-rc. [Alt. P. A. Sembralo stesso ^ jy ic er. "o Rubare. P. Lat. rapere, diripcre. Gr. ipiritfit. f 1 ^ an ce rasolamente vegghiare per aspettare il sonno a’mariti, ^/]
ditrappare i beni di coloro che sono uccisi. , n ( .|rai' rC './ q-
Ditrarre , Di-tràr-re. [Alt. anom. P. A. Lo stesso ? - a , G- la
Torre , Usurpare. Lat. detrahere , auferre. Gr. “f r~
- / . 03 SCfl’P 1 piC'
21. 2. Ma però non fu mai amico della Chj csa P 01 ’ , una sl,aditraeva e occupava. E a. Gòff Ciascun cittadino P ^ c0 sa* ^ ècola utilità ditrae e froda e mette a uon calere ogn &^ p r ‘ l11 Jtll ea •—* Diviare , Distrarre. Comm. Dura, hif.6- i roe ^eU’ il0rfl£>dilettazione universale, la quale ditrae lo inteliet ospeculazioni. (N) * * . c0 .
Di trascorso. * Posto avverti. = DÌ volo , Di s f u °$ x falso cCoac. 1. 68. E qui di trascorso voglio notare 9 ® ^yico *
universalmente si legge narrato di questo fatto, f Jpuiio. feO »
tratto. Posto avverò. ~ Subitamente , In un c S!°Jtro^ e:
continuo. Gr. Oon. MorelL 2$8. Ma di^ $ fi a b>. ^
giugneva a lei col notajo e testimoni!, e diceva. Cò'iff’.
Noi nc avemmo di tratto una di circa fiorini f ei -mà l ' sl n uof*7 6. E cosi Andreon dette la volta Col .# 1. 2.^
lo , E fer di tratto sonare a raccolta. Gelo eh* 10 1
V andassi, di tratto andrebbe il rumore per rmo il guadagnare.