Vocilo
DOGLIO
fi,
b u ::> Dó-glio, C*Vm.] raso di legno fallo a guisa di bariglione, eceto ° da, ’ pie a Sdisci di botte , per uso di tenervi entro vino, oa-11 dn i” s>mtli Aquari. Lat. dolium. Gr. * 13 os. Bocc. ' '
liuti 10 nii par bea saldo; ma egli mi pare che voi ci abbiate tc-su‘ l ntro feccia. Cr . à. A 1. La cenere del sermento arso m mi-delia dl Un modio si mftta nel doglio. E 6. tot. 3 . Contr ai difettoglìo ( i V ! ita . per fumosità collerica si prenda laruta , e si niettv' ( : ld vmo , e poi 1 ' osi lo ’nfermo. Lxv. Dee. 3 . H pm cor-
4 c , C01 > lr «crso corso cacciò i dogli alle ripe tra i saheas n. /fe .Jì l, ' J JlUr - 10. Se volesse , ne potrebbe trincare un micio doglio.5 . /, • Senofonte consacra un doglio voto a .Bacco. » Buon. Liei. 4.chiesi ^| U da ' e braccia a rotolare un doglio, Dna botte; chi piagne,Lotte^ du . 0te ec - Sa >vin. Annoi, ivi: Il doglio di Diogene non ■'
lenehi 1 , § n ° » ma un coppo di terra ; che siccome noi in (
«gntani l’olin onci — -Al • ■ - - ^ 1 ~ *
era unaquesti vi
'Odio, 1ollo > cosi gb antichi leneano d vmo, il quale basì ' { )
irJ? STB ’ Do-glio-sa-mén-te. Avo. Con doglia • Lat. d °‘f““£~!'tanlo T ws - ,S '- Agost. G. D. La quale Cicerone piange d °gJ‘° s ^^ ei 3 .pl'™ 1 ' 0 - lnnanz * che Cristo in carne venisse. Frane. Sa •
10 rimango più dogliosamente. _.. r .
aiasirnp 1 *! 0 , 5 Do-glio-sìs-si-mo. t Add. m.l superi, di D g 1 ^
ài T? d J! lens - Gr. cixyieros. Bemb. leu. 1. 8. 108. Per
^''osissima 1 ’i 1 faran “° ““g' 101 ^ dì sanar 1>anim ° m ‘° 11 d d
shis^n’J! 01 -^- 80 - Add. m. Addoloralo, Pieno di doglia-Lai. mat-tai ^arU 11118 ’ d °icns. Gr. , àx^óptsos. tuimm. 3 . 4 -
stetti a °r a ’ non fermando r animo a cosa alcuna , V ,lug . -,.Arni , 08 " l,0 / a - Pet ’-- s °n. fi. Che , per far più dogliosa la mia vita,
^“ 3 r 'r'i-.'STffi. a
^ , ri, *° da laide persone, come se fossi lodato pei lau P. tu , . a Ppmta dolore.] Albert. 3 . 19S. La decima cosa si e , clic1 ~~ An„ ei , dive parole dogliose. . , f\ r z,„
V’ris^'z dl Gosa che apporta doglia. Lat. gravis, accr ■ • , j-
Jcl “'.“Pù. Dant. Inf. ss. 3/Morte per forza e ferule dogliose^0GLir,!: tOSSlltI O «i . *» ~
..sopori. ,. 1. Ella cominciava a^cnt.re.q»a^‘ 8d to^“ciu'PiPminaò stanotte a avere qualche dogi ^Amento (appro™ 10 '
e cL 1 r>0 S' m a. Iffm. Principio di scienza,3 fi lse S - a dt religione.___ *«ive di regola. Dicesi principalmente ^ tl , m nninin sen e"-
ti*.’ G.° w ™ a 1 s ‘ n -ì Lat. donm» , '" tl
s Lnt««'ttii-iò njcn| '
sui.] Lat. dogma, placitum , dec ^ 1 '™.’Cristo tanto co-
• » Segna-. Mann. Nov. ^ , J S inl itazion delle sue
, -«ne Si ne’ dogini , sì ne’dettami, si nella wm
- - p 1 <;l,e cc. (V) , », , > Mi dovete a-
v We Z Slmil Car - lHL 1 - 2 - ( Eclk : d 'A l ̰ wmt e della naturatuia. c r /t'-' CU r at0 ’ Se rai godo ' p rivi .’ cgl , de * non è articolo d’ a-mioiri, ° J ’ L° scrivere secondo il mio dogma c (, e s i scriva-
L ( j 7 \f c . ri °» quando importa o all'uno 0 a necess ario nell’ a-■uAA V* giudicate lo scrivere per un art.coto nece
***** em .
"fg . Add. m. Appari.:.. pg 1 . 1 '^.ArS'.
5 <iù^ l J " ! . dogmaticus. Gr. Se.
«ciò a'Mi a
- iviw P a!, iare con alcuni insegnamenti dog . j/ JC> ^ r istotile nel-., la Polii' era Precettiva, Jssohita.ba g 0 jti V a, afferma-CA)
^ •«- * f .i ca 'c°n maniera al suo solito dogmatica e ■ di re ligione.(.S<p1 i?S°D Ciò. Che ha relazione al dogma in Spurie deHa job-t $ l a In ^ 0 °ìogia dogmatica o dommatica . q Ao n midi fcd e ' C^ er '^ e f s pone , stabilisce e difende tu t a ° filosofia sta-
hi7; So os 0 Pilosofl dogmatici : Coloro che ne_ a i v i n . Disc. De’ fd°r
*015 A f° Smi ’ c sono V opposto di S f eU ?*' sentenza , DogmaticiS Perciò ft SO P. ra ?gni questione arditamente d ,,; c i. (4)
"T (Med°ì 1U Jv aU ’ 10 ' lid venerel '. 0 sel j’- r0 /f,ùoci dell'antico dogma-tlSf no ; ^ om e che si dava ai medici jii , tì/i^q^IcV, detti anche
N»>W < U f e r «no opposti agli Em P i, '-‘ C clfamavasi Scuola dogmaticaP, '‘«etto }£ Logici o Razionali ippocvat : lC pì\ ra 0.)
«I, „ che fo'-mavano. K. Dogmatismo. (A) ' dica che presso
sC^-' (.MedO Dog-ma-ti-smo. Am. T J oì A de Ua fibsofia e dellel?r> i‘H:f,n c ertl il risuliainenlo dell’ applicarlo! ner fondatore
? cliniche alla
Suzzate ; °S8‘ consiste in una serie di oss ~ patologia e della
le, ' a Peuii Uno s } u d‘o profóndo della fisiolog > massime generalica: ciò che costituisce gli afol'is
CA '°° ^ìdd. e sosl. com. U stesso che
oyfxocriKos.
, U.)
k u Ocr{vv^' A * (Med.) Doe-ma-ti-sta. -—**■ v *
del §■ 5 . V. (Van) d mi; e si dice per
‘Olito d t*Jl pog-ma-tiz-zà-re. N. ? s5 ‘,f' is %dc cattolica--- > Do “ a 'll ^ave \\ H ltlse o na cose contrarie alla i ■ n ^ ere , Gr. §oy^» rt ^ Éì •Gav a f P^nnnatixzare, sin. Lat. dogmata d cou f on dere la stolta
l't'W- Espt>s ' Sim,K 1 - ii - Per rCpnm o dicendo che ciascuno si
. imi, “ì lone di molti, li quali dogmatizzano dicena
VO'C netta •-
..., ijuan dogmatizzano
- nella sua fede. (V) t j lis f Dall’ eb r '
s °lfecìv ’ * Do 'gnè-zi-o. JV. pr. ni. i 0 sparviere. ) C* 5 )
temente , e ne tz sparviere: Chi } ea , de P p e r tutte b par-li. r T °it»o. Posto avverò. Per tutte le Petr. canz- ìz- 1-Già SU UI>di< l" e 1 undequaque. Gr. «wra-X 0 ‘ A W or s’aggu'ag. “P® l’Alpi nova d’ogni intorno- Red. ~ ■ cal j 0 veleno.
^ Desi 'ntoruo dalle fauci spira II mortifer ,, 2. 1. Se es-
so r’J r ®“ro- Posto avveri. = Sempre. Salv. Avvei^via .
1*)11 ,
Mantenesse un luodo , e a un modo intendente d’ ogni
DOLCE g
”»<?» fx s ^£iZtiirsèrf£jt, u 'A 4
dogge cane.) Magai. Leu. ss. Passando agli animali, il faninologna imparaticcio del dogo d’Irlanda . (A) 0 dl Eo *
“rsi &\sst ««
Dogbe. (Marino Dò-gre. Sm. Specie di bastimento de’ mari d’ Olanda e del mare Germanico , che serve per la pesca delle aringhe (S)Doh, che anche si scrisse [Doi.] Esclamazione che denota garrimento ocordoglio. Lat. o, vah. Gr. <p«z. Erano. Sacch. nov. Àf. Doli sven-turato, che Dio ti dia gramezza,, non vedestù lume iersera ? E Ondiv. Potrebbe dire alcuno : doh ! Iddio è pieno di misericordia E al-trove : Doh , Signore Dio, se tu hai fatta nostra donna la volontàe noi l’abbiamo a ubbidire ec. March. Siioc. 3 . 4. Doh furfantaceloboja, s* io T avessi saputo !
Dome , Do-i-mc. M , A. Interjezione di compassione e dolore compo-sta di Doh e Oline. 6 1 Caler, tom. 2. leu. 4 y. Doimè ! or siamo noibestie, o ammali t (V)
DoiRADA.*(Geog.) Do-i-rà-da.Serra doirada. Catena di monti del Brasile (G)Dola. ' (Geog.) Do-Ia. Lat. Dola, Dolum. Lr.Dòle. Città di Francia . (G)Dolabella , Do-la-bel-Ia. -JV. pr. m. Lat. Dolabella. (Dal lat. dolabellapiccola ascia. ) — Publio Cornelio . Patrizio romano , genero di Ci-cerone e fautore di Cesare che si uccise in Luodicea per non ca-aere nelle mani di Cassio, (b; (Van) *
Dolabella. * (Zool.) Sf. Genere di molluschi della classe de'gasteropodi
del lerz’ ordine, detti Tettibranchi. La conchiglia è calcarea e le branchesono all’ estremità posteriore del corpo , e perciò assomiglia ad un conotronco. Si trova nel Mediterraneo e nel mare dell' Indie. (Van) (N)Dolabro. * (Arche.) Do-là-bro. Sm. Specie di coltello adoperalo ne’sa-crifica , per la dissecazione delle vittime. Nelle medaglie de"t Im peratori , è segno della loro dignità pontificia. — Era anche unaspecie di Pialla . (In lat. dolabra vale ascia.) (Van)
Dolare, Do-là-re. Alt. M. L. Lo stesso che Piallare . Fr. Jac. T. 2.3 a. i 3 . Predichi pur teologo, E doli il carpentiere. E 2. 32 . 3 g. Co-lui dolar insegniti, Che sa della mannara. (V)
Dorato , * Do-là-to. Add. m. da Dolare. Lisciato. Lo stesso che Piallato.F.Pallad. 3 . 33 . Ponsi il moro a piantoncelli... lunghi sei pici, dolatidalle due latora e imbiutati con letame. (II lat. ha levigatis.) (Pr)Dolba. * (Geog.) Dòl-ba. Ani. città dell’ Asia nell’ Adiabena. (G)Dolcano. (Mus.) Dol-cà-no. Sm. Nome di un antico registro d'orga-no, di canne d'anima di i/uattro ad otto piedi, somigliante alflauto. — ,Dulcano, sin. (Dal lat. dulce canens , che dolce canta.) (L)
Dolce, Dól-cc. Sm. Dolcezza. Lat. dulcedo. Gr. yAumzrrjs. Diltam. 1.zg. Or come sai che per natura avviene Che ’l dolce si conosce perP amaro, La notte per lo di, e il mal dal bene. Petr. so/i. 44 ■ Es’i’ ho alcun dolce , è dopo tanti amari, Che per disdegno il gustosi dilegua. E i 3 i. Cosi sol d’una chiara fonte viva Muove il dolcee 1 ’ amaro. Berti. Ori. 1. 3 . j 3 . Potea turbar fortuna il tuo di chia-ro , E nel tuo dolce metter molto amaro. E 3 . 5 . fi. Gli occhi ave-vano un dolce tanto vivo , Che dir non puossi, ed io no i lo descri-vo. Cas. son. 8. Poiché ’n brev' ora entr’ al mio dolce hai misti Tut-ti gli amari tuoi, del mio cor esci. Tass. Am. prò/. Insipido è queldolce che condito Non è di qualche amaro, e tosto sazia.
2 _ Il sangue del porco raccolto insieme, del quale si fanno migliae-
eme a , —.- ci. —, Dolcia , sin. Lat. sanguis suillus. Gr. inav tx.lp.ee. Frane.
. Fr. Giord. Pred. R. Co- Sacch. nov. 70. I porci non ebbon dolce , la carne fu tutta livida
e percossa.
3 — * Nel n. del più usasi comun. in sìgn. di Cose dolci, Confetti,Paste c simili composizioni cou zucchero o con met e.ParijfiTosc.(A)
Dolce. Add. com. Aggiunto di sapor temperalo , soave e grato al gu-sto , [ che non ha nulla d’ amaro 0 d’ acido o di acerbo o salato ;e dicesi propriamente di Vino , di Acqua, di Frutti, di Seme, diRadice e simili. — , Dolze, «Vi.) Lat. dulcis. Gr. y\vxvs. But. Co-me la cosa dolce diletta al gusto, così la cosa di bel colore dilettala vista. Cr. 4 - 22 - 4 - L’ uve troppo mature fanno il vino più dolce,ma meno potente. E 5 . 5 . 1. Delle ciriege certe sono dolci, e certeafre. E cap■ 10. 2. Nella quale ( terra ) i più secchi e i più dolcifrutti nascono. E 8. 6. 8. E certe {uve) ne colga molto mature, ac-ciocché l’abbiano dolce (il vino). Dant. Par. 8. g 3 . A dubitar m’haimosso , Come uscir può di dolce seme amaro. Petr. son. tg 3 . Si dol-ce è del mio amaro la radice. Tes. Br. 3 . 5 . La boutade dell’ acquepuoi tu bene cognoscere , cioè eh’ ella non esca di palude ec., clic Tsuo colore sia lucente, e ’l sapore dolce.
2 _ Dolce di sale : Dicesi quel cibo che non e a sufficienza con-
dito col sale ; che anche chiamasi Sciocco, Scipito ec. Allegr. 3 io.N’avanzò, lode al cielo, una insalata Di paperina; e , come vuolla gente , Con poco aceto, dolce, e ben oliata. (V)
3 _ [P fig,] Uomo dolce di sale = Di poco senno, Scipito. Lat. in-
sipidus, insulsus. Gr. ( 3 a^, àvónros. Bocc. nov. 3 2. n. Donna roc-ca a l vento , la quale era anzi che no un poco dolce di sale , godevatutta ec. Galal. So. Non sono adunque da seguitare i volgari modie plebei di Dioneo ec., nè fingersi matto, né dolce di sale, ma a suotempo dire alcuna cosa bella e nuova. JMalm. 2.76. Ma non fu quan-to lui dolce di sale.
, _ Onde Avere una vena di dolce, si dice di Chi e di poco senno,
o scimunito. Cecch. Mogi. 4. io. Ei debile avere una vena di dolce.
5 — Acque dolci [ chiamami tulle tacque de’ fiumi, fontane e laghiin opposizione di quelle del mare. M. Acqua dolce. ) Lat. dulcis. Gr.yhvxvs. M. Aldobr. P. N- 18. Voi dovete sapere che tutte acque, in cheP uomo si bagna, o elle son dolci, o d’altra maniera. E uj. Lo ba-gnate in acqua dolce , fatto in istufè o in tìnora. Petr. canz. 27. /.Chiare , fresche e dolci acque , Ove le belle membra Pose colei chesoia a me par donna. E 4 2 * l- Chiara fontana in quel medesmo bo-sco Sorge» d’ un sasso, ed acque fresche e dolci Sparge»,