domandatrice
c ele! <I on) Q ni j a j° c ^ ,j om ; mc i a t orej) ^ r , Fur. /f'i. 78 . 81 ricordò delWiwo e si ravvide Del suo periglio , se non era presta ; Clic se in un
DOMENICA
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deoi
oo essere appellati domandatoci di giustizia, S. Gio. Grisosi. Ri-
fi
a
l)o;
OIANUO,
ordati delle sentenzio di Cristo nel Vangelio, c si troverrai clic i pol-pi, evcr ‘inti e importuni domandatoci non caccia.
> An nATniCE ’ 0 °' niar i-da-tri-ce. [ Fetb. f. di Domandare. Lo slesso cheddomandatrice. F.] Lai. postulatrix. Gr. oàrevau. Dani. Vii. Nitov.
2 p. Intra queste due parti lia una particella eli’è cpiasi domandatricejv l ‘Roto alla parte dinanzi e alla seguente.nuNDAraosE , Do-man-da siò-nc. [ 67 .’ F. A. ] Dimandazione. [ F. eC L)i ' n ' l,llla 0 Domanda o Addimanda. ] Lai. petitio , postulalo.
'. ouriio-is.» Dani. Con». 4- * 5 . Credendo da sè sufficientemente e—
Cl ’ c .dottrinati , mai non domandano, ec. , c , anzi la domandatonecompiuta , male rispondono. (N)
/ardita, Do-màn-di-ta. [6'/.’ F. A.] Dimandila. [F. e rfi’Dimanda,t .Domanda o Addimanda. ] Lai. petitio. Gr. aìrycis. Esp. Salm. En-/ ;l ""a domandita nel cospetto tuo, e secondo ’l tuo parlare libe-a me , cc. Imprima disse che la sua domandita s’approssimasse nel/spetto di Dio . Gii. Pini. Come Alessandro ricevette gli ambascia-li 11 "e' fu di Persia , c delle donianditc eli’ e’ fece loro. Cavulc.FriUt."‘8- Orazione viene a dire domandita d’alcun bene o da Dio , o da-ll ' i o dagli santi. E altrove : Onde perciò questo appetito e
da domandita riprende il Salmista quando dice. Alor. 6’. Grog. °l'o la dimanda de' flagelli è esaminato per domandita di parole.
Col v. Andare, F. A domandita. (Van)
. Do-màn-do. [Am.] F. A. Dimando. {F. e di Dimanda o Do-o Addimanda.] Lai. petitio, inferrogatio, postulati. Sallust .
,, W- li- Non ti partirai senza ’l tuo domando. » Pii. SS. Pad. 2.Do,?, 2 ’ f adendo li Vescovi che ,1 suo domando era molto doppio ec. (Pr)
I O ’■ t<v i-i uv - 11 S‘°rno vegnente.] _ Domani , Dimane,Ammani, Aerai, sin. Lai. cras. Gr. avpiov. Baco, introd. do Farcendocibe guitare oggi in questo luogo, e domane in quello E e « f. ■> Do-‘iiane è venerdì, ed il seguente di sabato. » Cas. Rim Buri Ti sod ir io , tu infornerai domane. (N)
2 ° 5NI T djrC % d ’° S S i ! , n «locane: maniera provai, che
Vale Andare in lungo Tenere a bada. Lai. pendere ex crastino , a-Uimi cxpcctationc pendere, detmere P,. „ - . - ,
1, ,, * , ULUI1 eir. Gr. noetici k su tov uipior , eie.
tiiSé ì . JJ ; £ s ;m,1 .° t d «»gg* «> domane a speranza ilell’ajutò de-n„r t r>-}’ 1 < - 011te . s f fl’OVÒ ingannata » Bocc. g. 4.11.8. Andato dua-le Ijirolamo a Parigi neramente innamorato , d’oggi in domane neinai , ci fu due anni tenuto. (Gli avevano promesso di farvelo staij ,v eoio un anno. ) (V)
1 [ Anche in modo avveri, ma coll’ art. La. ] Star.
1 ® ail c per tempo ec. fu dentro alla porta di Firenze .
* C per lo principio del giorno. [Cioè la mane, che
cono lendemaiu.] Lai. mane, tempus inatutinuni. Gr.*us. Dani. Conv.,J 7 - Guai a te, terra, il cui re è fanciullo, e li cui principi la domanemangiano. » Ist. Pisi, i La domane a di 28 d’ agosto lo campon 81 mvoc. (N)
°/ A!i . 1 1 Do-mà-ni. Avv.Lo stesso che Domane. F.Fit. SS, Pad. 3 -^ 5 .“SS 1 di quella possessione , e domani di quell’ altra. E 07. Io vogliot pinaiii s’apparecchi una gran cena. E 2Ò2. Vedi che domani ne ver-0 teco. E 4. 375. Acciocché domani a notte , ordinato il nostro an-
2 JJ 111 ?-! 1 ’- 0 > Possiamo entrare a loro. (V]
T. y dello ironicamente per Non mai. Lat. cras credo , hodie nihil.
. oliti. 2. 5g. Voler eh’ i’ entri dove son due cani ? Credi tu pur eh’
3 0 s * a cosi merlotto? Se non gli cansi, ci verrò domani,z ^ Andare a trovar domani — Andare a dormire. (A)
, 01 ’ 4 Cavami d’ oggi e mettimi in domani = JSon voler preve -
J' ,e nè pensare a quello che potesse bisognare per l’ avvenire. [ F.t>o,u Vare > S- *o 3 .]
ani ALe ^p jC g \ Do-ma-ni-à-le. Add. coni . Appartenente al regio pa-jj 11 «'«omo. (A)
’ • * L ’ altro. Maniera avveri■ che dinoia il giorno che succede alDq. 01 ,i0 di domani. —, Diman 1 ' altro, sin. Lai. perendie. Gr. y.crxvpicv.j‘ ®e, Do-mà-re. lAtt.] far mansueto e trattabile ; ed è proprio di
esn'e da cavalcare , da portar soma iCr. g. 4. 1. Varrò dire, che’l
s da traino. Lat. domare. Gr.cavallo, clic si dom i, compiuti idiventa migliore. E cap. 5g. 3. Coiiiiuciansi (gli asini )"lare e ammaestrare ec. poi che saranno nel terzo anno per-h- E cap. 63. 3. Ancora si debbono domare i buoi nel tem-a ^ dl tre anni.
q y'/S-l Soggiogare, [Sottomettere.] Lat. imperio suhjicerc, subjugare.
L iiriràrroi, uTrox^opcùi 1 . G. P.8. 64. 3. Per la cui forza domaronoPru S ' tUtta Campagna e Terra di Pioma. Pelr. canz. 41■ 1- Un’ altra
3 Maravigliosa e nuova , Per domar me , convicnti vincer pria.a- 9' a fèrilo a persona.] Umiliare, Rintuzzare, Ammansare, Mortifi-
,lc gli affetti , [ Fiaccar l’orgoglio ec. ; e sì usa anche in sigti. n.n? M ' ci, F Macerar se stesso , Vincer se stcssu , Consumarsi. ] Lai. do-2 ‘ llc i/fucilare , compescere, mollire. Gr. oto-tAauj-, c-wdpys.v. Pass.j, 9- ' olle fare colle rane ec., acciocché con cose vilissime si domasse"'nana superbia. Lab. ,55. La rabbiosa furia della carnale concupi-COn astbienzia mirabile domarono e vinsero , prestando ina-//'gbosa pazienzia alle temporali avversità. Dani. Purg. 11. 53. E£, 1 f>°n fossi impedito dal sasso Che la cervice mia superba doma, ec.Per I ’ U> ^‘ Spirto, diss’io, che per salir li dome ec., Fammiti conto o
4 i' J0 S° 0 per nome. Pelr. cap. 3. Ora in atto servii sè slessa doma.& detto di piante. Creso, lib. 6. cap. 22. Ma se si schianteranno
si e) SSl P 111 volte i fami de’semi (parla de’cavoli) quando nascono,d„n le - a materia de’semi si consuma tutta , si si domano, c poi pro-u,Co "o belle foglie. (V)
— Rammorbidire, Macerare, Vincer la durezza o la rigidezza di al-cuna cosa. Frane. Sciceli, nov. 18Ò. Ripresene un’ altra ° (castagna)la quale in simil forma non si macerò mai ; e provando or 1’ una orl’altra, tutte le provò ec. , sanza poterle domare. (V)
— * Ucci (leve.iSaltu'ii. Opp. Pese, 2. 2 65. Con tal trista sciagura la mu-rena Domata viene ancor dalla locusta. (N)
7 — LA voce * “ Uccidere. Morg.-j.6i. Alcuna volta ficea certe ruoteCIP a' più di sette domava la voce. (N)
8 —* E parlando di Metalli. Biring. Pirot. Domare o domesticare lasalvatichezza del metallo. (4)
9 — * N. pass. Fig. Impregnarsi. Salvia. Opp. Caco . 3. n6. Clii ’1 cre-deria mai Che le fiere si domin sotto 1’ aere Sposo. (N)
Domatite. * (Mit.) Do-ina ti-te. Soprannome sotto il quale Nettuno avevaun tempio a Sparla come Dio domatore de’ venti e delle procelle. [Mit.)
Domatizzare , Do-ma-tiz-zà re. N. uss. F. A. F. e di’ Dogmatizzare.Lai. dogmata diffondere. Gr. doygxTÌ£ctii. G. F. Se alcune altre cose,scrmonando , doinatizzaiido , ammaestrando ec. , dicemmo , ec. ( Cosileggesi m molli lesti di G. F. in vece di Domandare. ) (A)
Domato, Do-mà-to. Adii. m. da Domare. —, Domo, Domito , sin. Tjat.
domitus. Gr. ì)ila.p.xatGvo;. G. F. 10. 1 g j- 4- Non erano purgati i
peccati, nè domata la superbia, né l’usure. Anici. 8t. E quinci avutoil consiglio d’Apollo , seguiti la non domata giovenca tra’monti aonii.Dillam. 3. 20. Questo è il paese dove pria’l cavallo Domato fu.
2 — Spossato. Fav. Esop. 5g. Per lo continovo lavorare siamo domati estanchi, c tu per lo stare indarno sei forte e prosperevole. (V) (Pr)
Domatore, Do-ma-tó re. f Ferb. m. di Domare. ] Che doma. Lat. do-mitor. Gr. Òxy-xrr-i-. Ovid. Pisi. Era cacciatore , e domator ili fiericavalli. Cr. g. 4■ 3- Nè si dee giammai il domatore con lui grave-mente adirare. Fiamm. 4■ 56. 0 domator de’ inali , e parie miglior
dell’ umana vita , consolami di te. Amet. 55. Ercole , domatore del-1' umane fatiche, fu innamorato. Frane. Sacch. rim. De' miei nimicifranco domatore. E Op. div. 4ì- Voi siete coiti capitano, e domatored’uno cavallo sfrenato- Tass. Ger. 20. 1 f. O ile’nemici di Gesù fla-gello , Campo mio , domator dell’ Oriente , Ecco l' ultimo giorno ec.Beni. Ori. 2. ig. 6. Dove se’ tu , Orlando e Brandiinarte, E voi disimil bestie domatori ?
Domatriare, Do-ma-tri-à-rc. [N.ass.] F. A. Decretare. [F. e di’ D miabzzaree Dogmatizzare. ] Lat. decernere, decreta facere. Gr. iydgfì'fZ-oO ai. (Sela lezione non è errata, a me questa voce par latta dal gr. dogatili atoseditto, placito, e drao io làccio. Poiché cosi appunto i Greci su dogma,atos , e ila piéo io faccio, formarono dogmatopièo io decreto. ) G. F.
1 ;. 19.//. Anche se alcune altre cose scrmonando, (disputando , doma-trianifo , ammaestrando, ovvero per alcuno altro modo dicemmo , ec.Domatrice, Do-ma-tri-cc. Ferb. f. idi Domare.] Che doma. Lat. domitrix,Gr. Sxgx^ovvx. Deelam. Quinlil. La lussuria progenera ec., domatricedi tutti gli animali.
Domattina, Do-mat-ti-na. [Avv. di tempo.] Domane inverso In mattina. — ,Dimattiua, Dima» mattina, sùt. Lat. cras mane. Gì-, aè'pior wpti. Bocc.g. 1. /.’ 1. Acciocché quello che la Reina nuova delibererà esser per domat-tina opportuno, si possa preparare. Nov.. ani. 6ò. 5. Anzi il vendiamodomattina, ed averenne parecchi danari. Fine. Muri. leu. i4- P‘ ,rt -°domattina per Loreto , con disposizione di tornare fra venti giorni.Domattizzabe , Do-mat-tiz-zà-re. N. nss. F. A. F, e di’ Dogmatizzare.Cavale. All. Aposl. go. Incominciarono a predicare e Romanizzare aifedeli, che se non si accordassono secondo la legge di Muises , non sipoteano salvare. (V)
Dombe. * (Geog.) Dòm-be. Lat. Pagus Dombensis. Antico principato diFrancia che faceva parte della Borgogna. (G)
Dombia. * (Geog.) Dom-bì-a. Faune della Cafreria propria. (G)
Domboa. * (Geog.) Doin-hò-a. Città della Nigrizia. (G)
Dombovizza. * (Geog.) Dom-bo-vìz-za. Fiume della Turchia europea nella Falacchia. (G)
Domea. * (Geog.) Do-mé-a. Città dell’ Asia nella Cochinchina. (G)Domeneddio, Do-me-ned-dì-o. [ F. comp. da Donnine o Domine Si-gnore e Dio . — , Domcnedio , Domineddio , sin.] Lai. Deus. Gr. 0eos.( Dal lat. dominus Deus signore Iddio. ) Bocc. nov. 5. 8. Parendoleche , secondo il suo disidero , Domeneddio 1’ avesse tempo mandatoopportuno a poter la sua intenzione dimostrare. Albert. 4- Onde Do-meneddio lo prese per la mano, e levollo alto, e disse : uomo dipoca fede, perchè dubitasti? Nov. ani. 7 8. 4 • Messere, io aveva al-lora mangiato ; diedila a un povero giullare , che ini dice» male per-chè io vi chiamava mio Domeneddio. M. Aldabr. P. N 2. Domened-dio per sua grande possanza tutto il mondo «tabilìo. Fu. S. Margit.
Compiuti li dodici anni , e questa maggiormente si cominciò a dilet-tarsi in Domeneddio.
2 _ /■; variamente. Fit. S. Margh. i3o. Signor mio Domeneddio (cioè
Messer Domeneddio ) , abbi misericordia di me. E i4°- *' JCC '° S ra ‘
zia ( gralias ago ) a te , Signor mio Domeneddio, il quale mi haifatta degna per la tua misericordia d’ essere della compagnia de’tuoi eletti. (V)
3 _ * Usalo anche nel num. del piu. F. Domineddio. (V)
Domenedio , * Do-me-ne-di-o. F. comp. Lo stesso che Domeneddio. F.
Car. Leti. <• 81. Doraenedio manda il freddo secondo i panni. (N)Domenica , Do-nié-ni-ca. [A/.'] Giorno dedicato a Dio presso i Cristiani ,e principio della settimana. Lai. dies solis, dies ilominicus. Gr. xvfiixx-i,.Boc.c. nov.i5. 2. Dove giunto una domenica sera in sul vespro ec. laseguente mattina fu in sul mercato. Dittavi, 5. 12. E come la domenicasi°onora. Maestria z. _2. *7. Il dì della domenica si melte tra le sommee precipue solennitadi. Coll. SS. Pad. Dovendo andare il sabato oladomenica alla chiesa , non s’ angosciava,a — * Domenica delle paline, Domenica dell’ ulivo o d’ulivo Li ulti-ma domenica di Quaresima. F . Ulivo, tì. F. Nel detto anno, il diDomenica d’ ulivo. (V) (N)
3 — [Domenica in albis e antic, di atba.F.Albis e Alba, $. 3.] Serd. Stor.