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pontefici, — Gnco Euobarbo. Console Romano , vincitore di Situilogenerale de' Galli. — Generale romano partegiuno di Cesare , e poidi Antonio. — Padre di Nerone . — Generale dell' imperatore Dio cleziano , che prese la porpora in Alessandria . — Poeta latino , contem-poraneo di Orazio .— Oratore romano maestro di Quinliliano.(fi){\’ ali)Domju , Dóm-ma. Sm. Lo stesso che Dogma , F. Buondelm. Oraz,fan. di Cos. 111. (A)
Dommaschino , Dom-ma-schi-no. Add. [ pr. m.} Di Dommasco. [ Dicesi didiverse cose e propriamente di Quella sorta di drappo che chiamasiDommasco. V. Detto anche Damrnaschino, Damaschino, Damasceno ]Cron. Morelì. 35g. Mandovvi il comune otlo ambasciadori, vestitidi drappo dommaschino bianco. Lor. Med. Nette. 3. Eli’ ha la cottapur di dommascliino, E la gamurra di colore acceso.
2 — li a Pg - diìì osa bianca. Lai. rosa damascena. Gr.póSov Sxpxffxr.vóv.
3 _ * Agi;, di Susina . Salvin, B. l'./j. 2. Susine dommascliine, Le su-
sine moscine. (N)
4 — Per metaf. Buon. Fier. 3. 2. 18. E scoccolarc barbarismi a isonne,E discordanze accoppiar dommascliine. » E Salvin. Annoi, ivi-. Di-scordanze dommascinne: sconcordanze in gramatica ; ma è più fare,come dicea colui, le sconcordanze scrivendo in volgare. Dommaschi-ne cioè visibili c vistose e fiorite , come il panno damasceno , dettodal paese, come inoli’altri, Dommasco. (N)
Dommascliino dilli da Damasceno. Dommaschino o Damaschinodicesi soltanto di cose ; Damasceno , di cose e di persone , ma parti-colarmente è serbato al secondo significato. Fu detto talvolta Pannodamasceno; ma nessuno direbbe il Dommaschino, per indicare l’eloqueu-te santo padre Giovanni.
Dommasco. (Ar.Mes.) Dom-mà-sco. [A’ot.] Sorta di drappo idi seta sfat-to a fiori, [o , come dicesi, a opera-, ed è così detto dalla città diDamasco in Levante, donde in prima fu portato in Europa . ] —,Dammasco , sin. Lai. picturatus panuus. Pareli. Slot-, 9.260. Il quallucco i più nobili e più ricchi portano ancora il verno , ma o fode-rato di pelli, o soppannato di velluto , o talvolta di dommasco. Fir.As. So. Le cui cortine parte eran di broccato e di velluto, alcune al-tre di teletta d’oro , e di finissimi rasi e dominaselo. E3o6. Una col-tre di teletta d’oro, e di dommasco incarnato. Malm. 11. ej8. Tirain un tempo stesso a un bell’ imbusto , E passagli un vestito di dom-masco ; E quei gli duol, che’l rinnovò quell’anno.
Dommatico, Dom-mà-ti-co. Add. m. Lo stesso che Dogmatico . V. (A)Pros. Fior. p. 2. v. 1. pref. 3. Uno stile dommatico 0 precettivo ri-sguardano. (N)
2 — * E Dommatica usata a modo di sf. Sacc. Rim. 1. 188. Dovrebbecerio per buona dommatica , Dirò passare alla filosofia, E pur l’han-no rimesso alla grammatica. (B)
Domme. * (Gcog.) Dòm-me. Città di Fr. nel dip■ della Borgogna. (G)Domjiel. * (Gcog.) Dòm-mel. Fiume del Belgio . (G)
Do.mna. * N. pr. fi ( Dal hit. domina signora. )—Nome particolare aGiulia moglie di Severo. (Hit)
Dosino, * Dòm-no. N. pr. m. Lo stesso che Dono . V. (Van)
Domo , Dò-mo. Add. [ni. sino, di} Domato. V. Lai. domitus. Gr. Js-iiatp.cctrp.iv2s. » Bergli. Tosc.02~j. Domi questi ec., e ricevuta una moltodolorosa sconfitta , confessa Livio , che allora la prima volta restaronveramente rotte le antiche forze e tutto quel gran potere de’ Toscani.(V) Mcnz. Rim. 1. 121. Queste , che or stansi incatenate e dome ,Insegneranno a paventarne il nome. (Li) Tass. Gerus. 1. 21. E fra legenti debellate e dome ec. (N)
2 — Addomesticato. Morg. 1 /. fiS. Quivi è il falcon salyatico , c queldomo, E l’un par eh’i colombi molto opprima.
3 — Big. Diconsi Domi que'panni e simili che sono alquanto consumali.
4 — * E detto di Terreno o simile vale Messo a coltura. Segr. Eior.As. 2. In questa valle Da nullo abitator colta uè dome? ( Dome perla rima.) (N)
Domo. * Sm. F. e di' Duomo. Bemb. lelt. t. 5. n. 102. Si metterà ec.
e sopra la porta della chiesa del domo la citazione. (N)
Domo d’ossola. * (Geog.) Lai. Oscclla. Città del Piemonte, capitale dellaprovincia d'Ossola. (G)
Dompere. * (Geog.) Doin-pc-re. Città di Fr. nel dip. de’ Fosgi. (G)Don. [ Particella. F- A. accoro, di Donde. Detto } così per cagion delverso. Rim. Ani. Dani. Majan. y8. Ed co temente inoro , e diman-dare Non oso ciò don più soli desioso.
Don. * F. sirte. di Donno. V. (A)
Don. * (Geog.) L,at. Tanais. Fiume della Russia europea. •— della Sco zia . — dell' InghilleiTa. — della Francia (G)
Donace. * (But.) Do-nà-ce. Sm. F.G.Lat. donax. (Da donar, donacoscanna.) Genere di piante monocotiledoni, da Palissot de Beauvois stabi-lito nella triandria digitila, famiglia delle graminacee, colla canna comu-ne, eh’ è /’ annido donax Lin., oggi detta donax arundinaceus. (Aq) (,\)2 — * (Zool.) Genere di conchiglie bivalvi , grosse, piane all’ estremi-tà inferiore, e rotonde all’estremità opposta, appartenente alla quartafamiglia degli acefali testacei. Hanno la cerniera quasi simile a quel-la del cardimi), ma le conchiglie sono triangolari coll'angolo ottusoverso Teslremilà delle valve, e la base al loro bordo ; la parte più cortaè nel ligamenlo , cioè la posteriore : carattere raro nelle conchigliea due valve ; finalmente sogliono esser picchile e tolte bellamentestriate. L’animale che vi abita manda fuori dall'estremità superiore delsuo mantello due tubi tra toro vicini, semplici e corti , ed è la pe-ronaea Poli. (Aq) (N)
Donacia. * (Zool.) Do-nà-ci-a. Sm. Genere et insetti della famiglia de'tetrameri, appartenente alla quinta sezione de' coleotteri delti Eupodi.Le loro antenne sono formate di articoli allungali e cilindroidi, e gliocchi non sono sinuosi-, assomigliano ai sagri, ed hanno colori bril-lanti ', vivono tra l e piante acquatiche c specialmente sulle iridi, sullasagittaria e la ninfèa. (Dal gr .,donax , donacos cauna.) (Aq) (N)Dosadw-lq. (Leti.) Uo-na dèl-lo. [Sm.} Nome d'tm picciolo libretto) prima
DONATELI/)
introduzione delia gramatica latina, diminuito da! nome dellquale egli è pubblicalo .—, Donatello , Donato, sin. Quad. GuntE jJjiodì 14 Dicembre 3o8; ebbene soldi 40 Bindo suo nipote per un P° na t |,ee per lo vanto. Cron. Morell. 33fi Da sé stesso in età di anni qvolle ire a bottega ; in mesi sei seppe il Salterò , in otto il
2 — [ Onde Non saper leggere il Donadcllo, fu detto di c ^ u , e -, li'
ignorante.} Frane. Sacch. rim. 48. E tal si vuol mostrar L al *liseo e Daniello , Che legger non sapria il Donadello. . //(A)
3 — * £ Studiare il Donadello=òVmiwre gli elementi grammaltpDonadello ,‘N.pr.m. accoro, di Donato. Lo stesso che Donatello . r ADonagione , Do-na-gió-ne. [Sfi F. A. F. e di'} Donazione. i’ all Ja
natio. Gr. Swpsi. Bim. ani. Dani. Majan. 141. Mife’d’ unag 11donagione , Verde e fronzuta , con bella accoglienza. E , ”^,,,2».»s4 2 - Se donna iccetcne donagione Di verde rosa bella che t a o (Ornel. S. Greg. 1. 2.6. Siccome è una carità c due corna® 1cosi è uno Spirito c due donagioni. (Pr) • ffin»)
Donaldo, * Do-nàl-do. N. pr. m. — Nome di otto re diScoziF^,Donamento , Do-na-méu-to. [Sm. F. A. F- e di’ Donazione , l . fi,Lut. donimi, munus, donatio. Gr. Sùpav, Suiptl. Sallust - iyis.Coloro i quali poco innanzi avea ripieno di donamenti. ^ "j a an icnt |)1. 66, Ma negli altri casi ritorna la dota alla donna, e ’1 j||aper le nozze all’uomo. FU. SS. Pad. Venne al monistero c c uti.glie e co’ figliuoli per ringraziare Ilarione, e fargli alcuni “ 0I ‘^nio-Et-, Jac. T. 2. 32. ig. Come tisentiin camera, Sii largo in i$-Donante , Do-nàn-te. Pari, di Donare . Che dona. Fr. Bare- , Qìv!
Pensa ch’ella a far ha cose tante, Che vanno a quella av ‘ lnon può sì corrente esser donante. (V) , vreU"^
Donare , Do-na-re. [Alt. Dare altrui volontariamente se,iza j l0 , f jll ‘restituzione né contraccambio , Far regalo , ] Dare iadonare , largiri. Gr. SupuT^-ca. Bocc . nov. 1. 10. Io iute®!? ^ |i>avere il favore della Corte, e di donarti quella parte 3‘, cl °| u i,riscuoterai, che convellevo! sia. E nov. gì. 3. Perciocché 1da quello ch’egli era si teneva, niente era donato. Dant-°‘‘. r ^ oa i C°"'donerà questo prete cortese Per mostrarsi di parte; e cotj 11 Ry.1l 11 'fornii fieno ec. » Nov. ani. 2. E trassi lo di prigione, e ( ll( hssi |1 ‘ 1 'riccamente. Frane. Sacch. nov. 212. Lo Re e Baroni con® M a) erisa si maravigliarono della industria e sagacità del GoniRe con tolti li Baroni li donarono grandemente. (V)^ .
Gr.
ve
LlC
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fies.
29. E se voi non l’avete, noi ■ ^gliamo donare imo. ( E più volte in delta novella.) ][,a f ;l ^ J a84■ Diana ec. Morte ti donerebbe, come spesse Volte e'* mchi vuol far lor male. M. Aldobr. P. N. 7. Degli altri‘ ll ^ e per "'J,l’uomo bene alcuna volta, più per malattia rimuovere, ^ A,' 1di'iiii nto donare. Ovid. Pisi. La buona speranza ti don' s ;iiò |?'.trave : Allora o il mio ardire mi donerà salute , o la in ?, lia la ' ll ,del sollecito amore. Filoc. 3. 40. Solo in questo ni’ è k enl ”jj cli> 0 ^ r i |;bina , e in questo la ringrazio, che si incerta sepoltur?
Mor. S. Greg. 2. 12. Non solo sono al servigio di ,° lf , Afeletti per donare ajutu , ma ancora i maligni per provai al3o. 82. A dii opprimer dovresti , doni aiuto; Chi tu
è da te oppressa. (P) , , a B alleS '
battesimo = Battezzare, 'l’as. Ger. 16. 62. E u°a me, eli’ ogni mia colpa lave. (N) . ppj) p
— ccor.E, il cuore. * F. Cuore , S. 20 , e Core, 3- 4- ' ciò 1 C,
— [doni = Dare , Regalare. ] Bocc. n. 3. 6. Ed oltic
donò grandissimi doni.» Bocc. Pisi. Pr. S. Apost.f^-^^tCv 1ne di bene e con diletto grandissimi conviti spesseggiai 1 ^ 0 ;
dissiini doni. (Pe) p vol clt ’ s ,r
— fede = Dar parola. Bocc. g. 3. nov. 9■ E" n< I . r iav cr
clic noi vegniamo meno di nostra fede, la quale noi, P ^
nità, donammo alla damigella, ec. (V) _ fi Jet» ^ w^i'
— guanto [o il ovusso}—Assicurare, Dar sicurtà.- u
7 flr .v X \Y 'rr[\r/.e ’f’nv. lì il. M :1 allo Re 11011 Ce . .
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tare ,
3 —
Ter. Gr. àtrfixKi'Qtrììou. Tav. Rit. Ma allo Re nonguanto, perocché la sua parola dee esser carta. c, 0 r. •; . , a .
— LA città * = Dare la cittadinanza. Segr. Fior. ..misi 1
giermente ____ __ _
neamente fe’ pensiero Di volere il suoamor tutto donarmi- ^ j il-io - UNO AD ALTRI PER COSA PROPRIA.* Cuf. Leti. U‘ el ‘- (^‘|.|i ,
prego me li raccomandiate, e me li doniate per C 0 SI ■ V ° ( j 0 iìo a J‘ a( |Il — [E n. pass. Darsi.] Bocc. Canz. 1. 4- Tutta ' ,u ; dai'
■ ■■ • i a. - ,.„i -- n „ , 1 . A
,6. Ch’ano-
2 — [Applicarsi, Atceuuere a quaicue cosa. joiia c , 6'/';
tutta mi rendo AI viver del paese.» Gas. son. if-ogni altro mi loglio. (N)
[Applicarsi , Attendere a qualche cosa. ] Atnel.
tresche ombre ; e quivi presi citò , a varii diletti si “ l "' ( j 0 „uiii- alt iDonare. Sta. [ F. A.} Dono, Donamento. Lai. iiiun' J, ' : j’ uhi 1 . 1 ’ ^
ófipov, bupìipx. Nov. ant. pr. 2. Facciamo qui tae !“°fiori di parlare ec. , di belli danari e di belli amori ,lo tempo passato hanno fatto già molti. . . o(fc r!e , °
•Donario , * Do nà-ri-o. Snt. F. L. Foto n Dono di , il euh 1 ’
"Dìa[- I L C aÌ> 1 '
Dono
diente a Dio ne’ suoi templi. Lat. doiiariuui. Lata. 'j''Y; u atesi dà toro si salva colf’ essere sacri i donarli e cose mdivino. (A) rml 1
Donata, * Do-nà-ta , Data. N. pr. f. (B) , r M è j.
Donatario. (Leg.) Do-na-tà-ri-o. Sm. Quegli in prò a ‘ Qiac-fi\ ì(l .
donazione , Quegli che riceve il dono. Lai. <Jona £ j‘ . n tfc nl1 , lU <-58. La quale {lode) è dovuta alle azioni nostre, u * esseo'* 0 ® l ’liK.-rn vnlrrp . non a’ dnni che da altri ricevi^ 1110 )
stro libero volere , non a’ doni che da altri ricev*»—-> jf.
sii dovuta al donatore, non al donatario. (B) r- ponslfì’. .(fi)
3 natello , * Do-na-tèl-lo, Donadcllo. N. ("). zRyVau)ò/ ,,,i1, 1chitelto e scullcre fiorentino del secolo XF■ ^