Po 2 DONNICINA
L'onnicinà, Don-ni-ci-na. [*.V/ 7 ] dim. di Donna [o piuttosto dì Donnina.]Lat. nndicrcula. Gr. 'jvvxtx.oipiov. Lasc. Sibili. 2 ■ 2, Ed è una certadonnicina che non ha persona in casa.
Donnina/ Dun-ni-na. Sf. cìim. di Donna, F. Donnetta./^. di reg. Facc.( 0 )
Donnino, Don-m-no. Add. e sm. Che pratica volentieri colle donne ,e sembra esprimere un certo che di nien vizioso , che Donnajnolo.Saccent. liim. Sarebbe peggio dirvi cicalone, Prete donnino , pretecicisbeo, Che in arabo vuol dir prete fruì Ione . (A)
Donnino. * ZV. pr. m. accorr, di Donno. F. (Van)
Don mone , * Don-ni-ó-nr. N. pr. m . accresc. Donno. F. (B)
Donno, Dòn-no. [Sm. Signore, Padrone .] Lat. dominus. òr. bscrrtorr,?.
( E sinc. del lat. dominus , come donna di domina.) Farcii, lez.514.Ancora si dice donno, cioè signore e padrone. Nov. ani. ;6\ Messa*Linieri da monte Nero ec. sì passò in Sardigna , e stette col donnod’Alborea, e innamorovvi di una Sarda , ec. Il inalilo gli trovò, nongli ollcsc , ma andosscnc dinanzi al donno* Dani. Inf. 22. 83 Queldi Gallura ec., Ch'ebbe i nimici di suo donno in mano. E 33. 28.Questi pareva a me maestro e donno, Cacciando il lupo cc. Poliz.stanz. 2. 3o. Come poss’ io ciò far dolce mio danno ? Buon. Pier. 3.5. 5. E rimembranza del valor degli avi Per lingua magistrale Di cen-sore o dì donno.
Donno. Add. m. Lat. dominus. Dant. Purg. ig. 5i. Qui lugcnl affer-mando esser beati , Ch’avran di consolar l'anime donne.
2 — Titolo di principi , di monaci ec. Lat. domnos. Dant. Inf. 22. 88.Usa con esso donno Michel Zanche. Bocc. nov. go. Donno Gianni,ad istanzia di compar Piero, fa io’ncantcsimo.
3 — Oggi per troncamento si dice Don, [ed è titolo chesì dà a' Pre-ti, anzi in molti luoghi d'Italia a signori d letterati, ad ujfizia -h ec. ec. secondo l'usanza introdotta dagli Spagnuoli in Italia. ]Vardi. Ercol. '330. Quando don Silvano Pazzi ec. , monaco degliAgnoli, tutto trafelato comparse quivi. » Menz. Sat. 6. E non saancor che Don Grillon , che striscia Su l’organo del Duomo il solrc*ulte, Luccica in viso più che al Sol la biscia. (V)
Donno, * Dòn-no, Dorinolo, Donnino, Doninone , Donizzo, Donizzo-nc. A. pr. m. Lat. Dominus. (B)
Donnola . (Zool.) Dòn-no-Ia . [ Sf. Specie di animale mammifero dell'or-dine de' carnivori, che è. bianca nel ventre e bruna nel resto dellapelle ; la sommità della coda è di colore uniforme, a quello de’ piedie del dorso ; è lunga sei in sette pollici ; abita in luoghi nascosti , esegnatamente nelle rive de' fiumi ; si nutre di piccioli animali e so-pratutto di serpi . Il suo colorito è soggetto a variare come l’ amici-Imo. Se ne trova una bella specie tutta bianca , la cui pelle è perciòpregevole, ed è la mustela nivalìs Lin. Donnola volgare, mustela vul-varia.] Lat. mustela. Gr. ìxrls. ( Cosi detta , secondo il Mcnagio, perJa sua piccolezza e gentilezza: c parimente demoiseUe dicesi da’Fran-cesi una specie d* insetto assai vago. V. damigella J. 3 . ) Tes. Br. 5. 45.Donnola è una besliuola piccola, più lunga alcuna cosa che’l topo, codiala il topo molto , e la serpe c la botta. E quando si combatte conloro, ed ella è morsa da loro, ella incontanente corre al finocchio, ov-vero alla cicerbita , e mangiane , ovvero ch’ella ne (lenticchia. Cr.6.101. 5. Quando la donnola s’apparcccbia di combattere col serpente, man-gia la ruta, e guernita de! suo odore c virlndc, sicuramente assalisrc cuccide il basilisco. Sen. Pisi. I pulcini hanno paura della donnola, enon hanno paura del cane. Nov. ani. 32. 1. Quando l’uomo truova ladonnola nella via ec.
Donnoletta , Dou-no-lòf-ta. [ Sf .] dim. di Donnola . Lat. parva muste-la. Gr. goepu \v.rU. Mnrg. 23 . 3 o 5 . Ma poi la donnolclta uccide quel-lo. Fr. Giord. Pred. R. Come si può addomesticare c si addomesti-ca la donnoletta.
Donatolo , * Dòn no-Io. N. pr. m. Lo stesso che Donno. V. (B)
Donnone , Don-nó-ne. [« 5 'm.] accr. di Donna , [ e dicesi per cagione digrassezza , purché però non sia soverchia. ] Lat. procera , ingens fe-mina. Gr. 7 wr,. Beni. Rim. 2. 7. Alle guagnel tu
sci un bel donnone , Da non trovar nella tua beltà fondo.
Donnone dilli da Femminona e da Donnaccia. Donnone è accre-scitivo di Donna coni’ c Femminona } ma questa suol prendesi in al-cuni luoghi pir Donna di gran giudizio, provvida cc. Dorinone suolconfondersi anche con Femminùccia. Donnaccia diccsi per dispregiodi Donna sudicia , sciatta cc.
Donnttccia , Don-nùc-cia. [« 5 yi] dim. di Donna , ma accennante viltà odispregio. [ F. Donn Ha ] Lat. muliercula , fonie!la , feininula. Gr.7 vvociov. Pataffi 6, Rcnnuccia se’ tornato per li pili, Cccch. Ine. 3-2. Quella povera Donnuccia, che aveva in casa messomi. F Servig.5. 1. Lasciate stare alle donnucre il piagnere, Ch’è arie loro.
Dono, Dò-no. [A'w. PI. Doni e antic. Donora , f] Quello che si dàaltrui volontariamente senza pretenderne restituzione, ne contraccam-bio. Donativo. Lat. domini. Gr. b'-pov, Cas. leu. 7. Dalla quale soche è confermato e ajutato i! molto favore che ?ua Maestà Cristianis-sima si è degnata formi nel dono della pensione.
2 — * Diconsi Doni del ciclo, o simile , le Grazie particolari che Dio accorda agli uomini. Salvia. Pros. 7'ose. Sovrano dono e lume di-sceso dal ciclo è a noi il discernimento c’I giudieamento. (A) Salvili.Opp Caca. 2/82. Si degl’ Iddìi i gloriosi doni Portano perinischian-do. Ed in nota : Doni d’Iddio si dicono da’ poeti greci la bellezza,P agilità, Ja fortezza, e tutte le belle doli c qunlitadi dell’ uomo.(N)
^ — Diconsi Doni di natura o naturali, le Doti particolari che l uo-mo s °rtisce dalla natura. (A)
d Dono di tempo, per Usura , Ritrangola, Cambio. [ Nome antico ,s ?tt° d quale celavano gli usurai certi loro modi d'usure. ] Frane.Sacch.nov. 3 2. Hanno battezzata P usura in diversi nomi, come do-no di tempo, merito, interciso, cambio, avanza, baroccolo , ritran-gola , e molti altri modi.
5 « C Col v. Chiedere : Chiedere un dono.] frane. Barb. 3fi. g. Ma siti eliclo un dono , D’ andarli a quella per cui sono spento.
DONZELLA
; vi cbicg-
2 — E variamente. Bocc. giova. 1, fin. Di speziai g r ‘ r/ ' iagio mi dono. (V)
3 — * E Chiedere in dono. F. Chiedere , 5 - 5 . (N) ^ J)o r
— [Col v. Dare • Dar dono o doni o per dono 0 in V*° 1 t? 1 1"" - 0 11 ,etiare. F. Dare in dono, Dare a baratto. ] Bocc. nov. 3- 8. J jj , cen soa ciò, gli donò grandissimi doni.AZ. F. o. 20. Dando lo* 0 .. ve tto-
' dono tre
- a - -- __ _ _, piali il
sua battaglia avea conquistate, eli diede per dono. (P) _
* r\.,.-- r-A._ j_; rs t»_ C /. fN] _ ^Jo
ogni anno fiorini djooo d’oro, ca tutta l’oste in dono jrt‘ f
vaglia. » Sali . Giug. 3. Tutte terre e ville, le quali il dotsua battaglia avea conquistate, gli diede per dono. v .
7 — * Col v. Donare: Donar doni. F. Donare, §. 4- W 00 g c co^
8 — [Col v. Fare: Far dono = Donare. ] Alani. Gir■ ifcestimeremo utile e buono, Uccidere il potrete, o farne don •
a — [Ed in altro senso .] Dant. Par. 5. ig. Lo don 0 **
Dio per sua larghezza Fesse creando. Sen. Pist. E intra l aquesto bene ha fatto -.
9 — In modo aw. In dono , posto avverh. — A uf° 1 iil1 ’
te ; e dicesi semprechè da ciò , di cui si ragiona, non si ,j v( ,re*htà. Lat. gralis. Gr- bwptzv Seti. lini. Pardi. 3. * 7 - 'panoi»^non aspetti tu che 10 ti dica se quegli , che ciò lece, f' 1 |j il c °e fallo libero? Fu ; ma non in dono. Augusto fece p a S al , e - q.^llij ?sto del servo, perchè fosse liberato. E </. 1. Truovansi 1 ^
cui non piace esser virtuoso in dono, ma vorrebbon *^^.3qti^*ig. Passando colui colla medesima diligenza ora questo e ^
tro , pure in dono e senza prezzo nessuno. ■ «en* 0 ,
2 — Ed in altro senso. Fit. S. M. Madd. / 5 . 1 ° f'^n
( li Pontefici ebrei) non P aveano in dono; anzi cr ,loro il cuore. (Cioè : la morte di Cristo costava loro g }l1 y J)ìce s lP
10 —* Prov. Dono molto aspettato È venduto e non d° na di
fare intendere Che la noja dì chi languisce nell' asp et ^ 1,1
bene da lungo tempo promesso equivale quasi al prezzo 1
no riconoscente il beneficalo. (À) # nUe sto ^ ^
11 — * (Teol.) Doni dello Spirito Santo : l Teologi . c ° n jJu
intendono certe qualità sovrannaturali che Dio infoVf ^ ^ ^
del Cristiano mediante il Sacramenio della Confermi 10 se itef\ .derlo docile alle ispirazioni della grazia. Questi dota SQI pi8 (
- o forte*** ’
Scienza , Consiglio ,
Dono diti! da Donazione , Donativo , Presente, r jo.
Dono è voce più familiare e più generica, ed ha de SL , C voi 011 ?fp,come Far dono della vita , della Libertà ec., ed è seniph^gj 0 c
oè
fi*lati :
picg
ud
Donativo include la idea di usanza o di rispettocome Dono, e non sempre è volontario. Soglion 111 j^ 1 /par 0 0 u j)C^che si fanno alle novelle spose; ed anche quei che di ( ^j s guar^ a * d-tro soglion fare i sudditi ai loro principi. Donazione j e lcgB ^immollili; è una specie di contratto al quale provvedo ^ e^° [ 0 c
vili. 11 Presente è segno d’onoranza, e può farsi di c ° Jl ^
jKtrtengono a noi , mentre il dono è sempre di cose nos ^dono dato o per premio o per testimonianza di a ** posso 110 „pano spesso reciproci, e nello stato di convivenza s . oCia c j 1 i ci lC ^ n e^di più maniere. Chi ci fa una visita da noi gradito v fcyot 1•. . . .. • - - ■ • - • ~ ~ - :rwi,ca a icb c
nello stato di convivenza sociita, .
notizia desiderata cc. ci fa un Regalò. Offerta ind lC 'esprime il movimento del cuore
Regalo. L’ Offerta a ualc' Jl il0 &re verso colui cui doni/ . a| cl ?/y a D)a Dio , i nostri servi? pollt e(‘ cl } s i,e
Olìriamo lo azioni e gli allòtti a Dio , i nostri sor’ vl h p 0 nie/} cl ,'[ e si, eDono, * Dò-no, Domilo. N.pr.m .— Nome di due som" 11 gH® 1
A.~\ solamente rima s0 ‘ j, ell“ f '
Donora , Dò-no-ra. [Sf. pi. F.
altro , che, oltre la dola , si danno alla sposa q linìi nar 3 p^ e 3( l L ’ sS °a casa del marito. [Oggi Corredo.] Lat. paraphern a > t ^ c . lU ti*Gr. TTxrai^spvcc. Fir. Lue. f' 3. Donastimela libersi ^j| a c o^ f lfì .la rivuoi, c colle donora. Lasc. Sibili. 5. 10. Q l,asenza le gioie e le donora che io vo’ presentar loio« ^
16. 235. L’accusatore la domandò se avesse vemluh-J TQn d a de- - -1 --• - - Mi-
vezzo per far danari per gittar l'arte. E Germ• piac* 111 ^
la moglie al marito, ina il marito a lei in tante dono 1 a > ^ ogArnlr. Cof. 5. 11. E sia mio genci
padri c parenti.
XJSS*
il
con quella dote e donora Ch’ i* ho dato all'altra. c iU
Donoratico. * (Geog.) Do-no-rà-ti-co. Feudo o Con e y. ltl ) $einome una possente famiglia della repubblica pisana. ^ a , •
Donqua. Dòn-qua. .[Aw.} F. A. F. e di' ^ un 3 - ie * n &i (lC .\ gptf* 0 ’Onest, 106. Donqira come faraggio ? Rim. ant. ^
10g. Or donqua moro eo ? INo ; ma lo core iw c0 vosi 1 ' 3Rim. ant. Quid. G. 111. Vostro orgogliare donq» ^
Mi faccian prode. . e]I neri ° r ?’ letf'i'E
Donqua. * ((ieog.) Città d‘ Africa nella Guinea r q&iU a | i; ? .Dùnque, Dòn-que. [Aw. F. A. F. e di’] Dunque. ^ tetft.P «pt 0 'Come donque danno eternai tutto bene per P*^ 1 f0 da re J! ,n\appresso •. Che mal mercaLo è donque sì caro ^ es .| a . (’L; c j-a-)Lle? E 3. tt. Pende donque avere èDohta. , * Dón-ta. ZV- m. I.nt. Denta. (Dall Aw- p co j a to. ^
Dosusnro, * Do-mis dc-o. N. pr. ni-Lo stessodoown Dei , dono di Dio .) (B)
Dosi). ' (Mit.) Sm. Lesta annuale che si ce.
due mesi. (Mit)
Do ~
tetra »*
peg u
nuca. * (Geo,;.) Do-nù-ea. Montagna della a ussa .
Dosusa. * (Geog.) Do-uù sa , Donisa, Domsia , ^
le Sporadi , non lunpi da Rodi. (G) ìsn. P' i,
Doncjssa. * (Geog.) I)o-nùs-sa. Lo stesso che D xa \ata- ij ’.ò so 1|a ^>'Donuzzo, Do-nùz-so. lSm.l dim. di D . 1n7Zi, e ......f
Seal. S. Jgost. Questi sono maraviglio») doi ])o.’ tU
Doivczzolo, Do-nùz-zo-lo. [Sin.] dim. ai Co 11 '* ,
Lat. miiniisciilum. Or. Svpnftcér/or. GuUt. ^ c
si^ 1 '
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tengono in |>overi donuzzoli- . „ ( Da
Donvina , * Don-vi-na. N. pr. f. Lat. Donen ' hi . |JI)C tiJtra il bruno ed il nero , e svine caro : GaDoszeliA , Don Ecl-Ia . [Sf.] Femmina veti,
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