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DOTT AGGIO
tenne in vegghiare indotta, Dant. Jnfi 3i. ffo, Àllor torneiti più clicmai la morte ; E non V era mcsticr più che la dotta , S’i* non aves-si visto le ritorte. ^ Car. AJaltac. 4. Già si sente, al bisbiglio de’mo-sconi, Che v’ è rumore e disparere e dotta. {Qui è alleg.) Ar. Fur .18. i5g. Ma la più parte deila gente rotta Nè tromba nè tamburnò segno ascoltai Tanta Ai Ja viltà, tanta la dotta , Che in Sennase nc vide allogar motta, (P)
Dottacgio , Dot-tàg-gio. [tS»/.3 F . A, Dotta , Timore. Lat. timor, Gr.<po£os. Rim, ant. Dant. Mvjan. 85. Si grande ho il doltaggio, Non lesia dispiacente, . _ .
Dottamente , Dot-ta mende. Ava. Con dottrina , [ Sapientemente , Eru -ditammte ec. ] Lai. docte, Cr. tre^'s. Fir. Leti. Lod. Don. 126. Laquale, mentre vivea. ne poteva dottamente parlare. Ued. Tip. 1> s5 .CjOn tuttoriò dottamente è stato difeso il Vettori .
Dottante, Dof-tàn*tc. [ Pari, di Dottare. Che dotta , ] Timoroso. V .A. Lat . timidus, dubius , trepidus. Gr. s, <fac opos. Tes. Br. 2.i3. Ed ebbe in soprannome Didimo , che vale tanto a dire come dot-tante ec. ; che olii dottò e temè della resurrezione di Cristo insino atanto che mise le mani nelle sue piaghe. Lia. M. Coloro da cavallosi trassono addietro, siccome dottanti se dovessono combattere o fuggire.Dottanza, Dot-fàn-za. [V/.] VA. Dotta , Timore ; [e spesso , conformecdV origine del vocabolo , il quale sembra firmato per sincope daDubitanza , vale Dubbio , Sospetto , ec.} Lat. metus , timor. Or. <po-&os , hécs. Bocc. nov. j8. 7. E di far questo non aver dottanza nin-na. G. F. 1. off 1. Mandò per lei e per lo figliuolo , clic venissesenza alcuna dottanza. Tes. Br. 7. i3. Bontà riluce per sè medesima,c dottanza ha segno- di malvagità. Rim. ant. M. Gin. 55. E chi leconterà la morte mia , Non so; eh’ Amor medesmo n’ ha dottanza.Dant. rim. 21. Ch’i ho dottanza che la donna mia Non vi faccia tor-nar cosi dogliosa. Fit. Bari . 44- Ma c’ vi fallano le barbe sanza dot-tanza. Atam, Gir. 7. 4 2 ' Un giudice sarebbe in gran dottanza Di chidovesse all’un P altro preporre.
Dottare, Dot-tàre. ]y. ass. e pass. F, A. Temere , Aver paura , Du-bitare, Sospettare. Lat. timerc, vereri, suspicari. ór. ò;l§£»v,
( Dai frane, douter che ha questo fra gli altri suoi sensi.) G. F. g.3o5. i.Ma dottandosi ancora che per sè non potesse durare ec., sì mandòal capitano di Melano . Grnes .Perocché dottava chela gerite non crescesse.Se/i. Pisi. Senza fallo da dottare è eli’ io non prenda la parola alla trap-pola , o che il mio libro non Riamichi il cacio. iVoe. ant. g2. 2. Ab-olendo onta ciascuno di rifiutar la battaglia , c dottando d’imprenderprimo l’ ultimo pericolo. Rim. ant. Dant. Majan. 76. Che qual sidona in signoria d’Amore , Sovente dotta dir lo suo talento. Bocc.noe». 100. 16. Di che io mi dotto , se io non ci vorrò esser cacciato ,che non mi convenga fare di quelle che io altra volta feci.
2 — E att. Nov. ant. ^2. Perchè saputo il cavaliere che era Lancinlotto,cominciò a dottare la bontà sua. (Min) Esp. P. JS. 7. La prima l’inse-gna Dio onorare, la seconda Dio amare, la terza Dio temere e dottare.{Qui non può valere. Dubitare, ma , siccome pare , il redouter de'Frane . E così in Dino Cornp. V . Dottato. ) (N)
Dottato, * liot-tà-to. Add. rn, da Dettare. F. di reg. (0) Din. Cornp.stor. 2, Bieca di proibiti guadagni ( Firenze ) , dottata e temuta persua grandezza dalie terre vicine. (B)
Dottato. (Agb.) [ t V/«.] Sorta di fico [primaticcio ed anche settembrino,in alcuni paesi dello Oliato.] (Dal lat, de superi)., ed opiatus desiderato.)Salvia.Pros. Tose.1.520. \ leucoinfàlii, cioè bianchi umbilicati, sarannoquelli che sono sopra gli altri di soavità e di gentilezza dotati ; ondeil bel nome si feo , e, per maggiore spicco, ribaltutamente detti dot-tati, se non fossero gli albicerati di Plinio.
Dottifico , Dotdì-fi-co. Add. m. F. scherz. Che è dotto , e che inse-gna. Ude.n. Jfrfis. 3. 123. Berg, (Min)
Dottissimi àmente, Dot-tis-si-ma-mén-tc. [Avv.} superi, di Dottamente. Lat.rìoctissijne. Gr. iro^Vara. Farch. Ercol. 2^4. Vi rimetto a quelloche ne disse doUjssimamente l* eccellentissimo messer Vincenzio Maggioda Brescia. E l z. 18. Onde disse doltissimamentc Orazio ? ec.Dottissimo , Dof-fìs-si-mo. [Add. m.} superi, di Dotto. Lat. doctissimns.Gr. o-exp^-raro?, Farch. ErcoL 168.1. 1 Toscani ec. si servono moltevolte ec. dei positivo raddoppiato , dicendo: il tale è dotto dotto, cioèdottissimo. Alnm. Gir. i3. 86- Era tjnivi in quei tempi un negromanteJn quell’arte dottissimo ed esperto. Red. Jns. 64 ■ Ed io, mosso dnl-Paulorcvole testimonianza di questo dottissimo scrittore, ne bo fattapiù volte la prova.
Dotto, Dnt-fo. Add. m. Scienziato , Esperto, Pratico , [e propriamenteBen ammaestrato.} Lat. doctus, peritns, eruditus. Gr. <7o'<pos. M. F y11. 45. Ma come uomini per lunga esperienza di guerra dolti cc.,allocarono di sotto lo spedale. E cap. 53. Di grande animo, dotto diguerra , e roral nimico del comune di Firenze . » Cavale. Att. Apast .11 3. .Essendo molto dotto delle scritture, e ammaestrato della fede diCristo, parlava con grande fervore di spirito. (V)
3 —- [ Accorto, Cauto. ] Dant. Purg. 22. 6g. Facesti come quei cheva di notte, Che porta il lume dietro , e se non giova, Ma dopo sèfa le persone dotte.
3 — Far del dotto zz Affettar dottrina , Menz. Art. Poet. 1. Taior mifai troppo del dotto, e a vile Timi d'esser tenuto allor che lassi Unparlar piano, un favellar gentile. (P) Buon. Fier. 1. 2. 2. Abbiasianche in memoria Esservi de’malati tai cervelli, Che'n far del dolioe del disciplinato. . , . Ingaggiano altrui guerra ec. (N)
Dotto difK da Scienziato , Letterato , Erudito. Dotto è un attri-buto generico applicabile a pitti quei che sono fumili di doltrina , epropriamente della parte teorica di quella scienza, arte ec. che pro-fessano; onde sogjionsi chiamar Dottori. V. L’ attributo Scienziato èpropriamente di chi c dolio nelle scienze, come quello di Letterato sidà a chi e dotto in letteratura , versato nelle lettere. Erudito in for-za della sua derivazione indica una persona istruita nelle lettere, nel-le scienze o nelle aiti; ma nell'uso generalmente adottato questo at-
DOTTORE nc .
bìbulo si applica a qne* dotti ì quali non solo posseggono ipii teoretici dalla lor professione , ma anche le cognizioni arelative alla professione medesima. . -,vaf° n °
Dotto. * Sm. Dotta , Dubbio. Dep. Decam. 110. Dal Latino c ^i nostri Dubitare, e Dubbiare , e non Dottare e Dubbio, ° nto, o Dotta. (V) ^ .m
Dotto. * JSf. pr. m. accoro, di Gnidotto accr. di Guido. V* ff ceS ifiDottora, Dot-tó-ra. Sfidi Dottore. Dottoressa , Salamistrct ; e ^lo più di Donna che vuol far la saputa , e metter lo. bocca par-che non le tocca. Baldov. Dramm. Mancavi voi , dottora, ipi»mi in lasca. Fug. Com. Se vorrà parlare oltre il dovere, cpertinente e la dottora. (A) c q\h $
Dottoraccio, Dot-to-ràc-cio. [*V/n.] pegg. di Dottore . Ar. Sat. • 4m Edel dottoracelo suo fratello Odo il medesmo, ec. E ^ w ^ c0 n tan'Jfinzione che fanno, acciò spingano II dottoracelo, il ft ua - y 0 glioinstanzia Procura anch’egli d’avermi. Lasc. Sibili. 3. 7* dove ^ogni modo mettervi con esso tei in casa e in camera sua ?dottoraccio la tien serrata. ^'D 0 *'
Dottoraggine, Dot-to-ràg-gi-nc. Sfi F. scherz. ast. di Dottore
trina. Doni, La Zucc. Berg. (Min) j e , si&
Dottorale, Dot-to-rà-le. Add. com. Di dottore. —, Dottore' . . qual 1Lat. ad doctorem pertineiis. » Salvia . B. T. 1. 1. Istatino sul decoro dottorale. (N) .. j 0 ttoT ^.j
Dottoramento , Dot-to-ra-mén-to. Sm. Il prendere o dare j
—, Addottoramento, sin. Fabri Lett.Berg. (Min) Zanott. ^ ace refibmio dottoramento in Filosofia seguì giovedì passato con mio P ^Dottorando, Dot-lo-ràn-do. Add. m. usato anche in fiori* 1 c
eh ’ è per addottorarsi. F. Laureando. (A) ^ Je d° '
Dottorare , Dot-to-rà-rc. [Alt.} Annoverare alcuno nel
lori , e dargli i privilegi del dottorata .—, Addottorare , « s0 q 1 '^.ctorum numerimi adscribere, cooptare. Fir. Triti. 2. 3. Io padre §'ebe se ne vide chi dottorò questa pecora.» Bern.rim.i.ficcagli eunuebi, E lui fe'dottorar nel Berrettaio, Per f c in)Yri
frasca come i bruchi. (Parla di Gradasso Berrettojo da I i _
FU. Vili. Vit.So .Certamente questo libro di Galieno è f f[jor^'sviario di medicine, sopra ’l quale quegli che s’hanno ® j a re.quella arte negli stuelli ordinarli, sono costretti di c : IS ji ) qon' 1I1 ° t: 'Salvili. Disc. dee. 2. 67. 2 65. Ora ne’ pubblici stridii s‘ U- nell' una e nell’altra ragione pontifìcia e civile. (N) CordiDottoratico , Dot-to-rà-ti-co. Sm. V. A. V. e di' Dottorato.
Amali. (B) D°‘
Dottorato , Dot-lo-rà-to. Sm. Grado c Dignità del dottor ^toratico , sin. Lat. doctoris dignitas. Gr. fjticuwiM 9 “t, pei'f cZ1Mari. Irti. 55. Il povero giovane ec. , ora che era §» nl J ° ùort^ 0 ' (.ne , c preso il grado del dottorato ec., la morte se lo ,. 3■ 1 .j
2 — La funzione stessa di conferire il grado dottorale. » £r
Era costui un certo medicastro, Che ai dottorato suo *°PL a to) , ,qiVer. iS'am. 2. 7 8. Siccome accadde ( e il sa chi l’ha P l ° (0l cc-Ccitlà di Fisa a uno scolare La notte innanzi al dì del ^^tW. »\ ( j
3 — * Insegne del dottorato , cioè , la Laurea. Serdott• e
onorai*
anno, ao , 0( o,,5oo
l'Ira. Ha ricevuto l’insegne del dottorato con li 1 ,IUtitoli. (N)
Dottorato. Add. m. da Dottorare. —Addottorato, sin- Laidonatila. PI. V. 2. 7 1. Il dì di calen di Maggio del dettoun suo figliuolo, e menato moglie con dota di ^ orl ?. 1 or(; .
Alleg. ioti. Donile io vi aspetto oramai dottorato c dot j ^0), r®
Dottore , Dot-M-re.[A’y«.] Che è stato onorato delle inse 8 ne De ,,c . fSS 6—, Dottoro, sin. Lai. doctor. Gr.bàx<rx.a\cs.Bocc.nov. ^ n ,i yo j((lera ninno grande nè piccolo, riè dottore nè scolare, ebe Jottr' 11 ^ gil meglio del mondo. Beni,Òri. 1. id.ejS.Aà un dottn 1 ^^. j. ^bene; Basta agli altri saper quanto conviene.» dittali. eh’! 1 *sentii eh’ e’ diceva, ella mi guata, A un certo ciltao* ’dottore, Perchè tutti ballarou da lui ’n fuore ’AÌfro' dottor**^Benissimo; parche i dottori i quali stanno sul deeof 0 - 0 ,ttnertbbero esser meno che dottori in quel caso che
2 — Maestro o Chiunque insegna. Lat. doctor, r»agi»t cr ^ alt
Dant. Purg. m, 2. Posto avea fine al suo ragior*am e . }}oS '' jjgtor. E 2/j- iq3. Per ch’io mi volsi indietro a’ mie' “*? ■,. la h l0 ,
Dant. 22ej. Partendo i tempi debitamente, le istorie ( ^, Jt lio fi
sotto diversi dottori s’argomentò , non sanza lung°_. s sc ien^ ' c0 iH'd’ intendere. E appresso : Come jn varie dadi val ' Jott 0 *'*,| ]’u** 0da lui conosciute studiando , cosi in varii studii so aP a, ^ 'q n al ^prese, Berti. Or/, 1. <7. '38. E finalmente si ben l ir< :. ( [ lL) [td' c ’’e l’altro si fece cristiano, Dico Iroldo c Prasildo, e . (J
adesso , e non combattitore. _ ., r j dicali 1 eS o■
3 — [Dottori della Chiesa , e anche semplicemente ^ ^af^.^oi 11
Santi Padri , le cui dottrine sono state più gena a cnef abnsterilite da' teologi. ] Pass. prò/. Secondocbé dice 1 sO* 1
<0 E»' tre?
• *9 -‘P t „ nini
3d1:
messer santo Girolamo.
— [Doltor di medicin nzzMedien.} Bocc. n<'y-79
dottoro di medirina, che non credo che voi ve U* 1 v *'
Ori. 1. 12. 5y. A tor prima il vcJen maqclò Tis* >in
dottor di medicina. «. • vC ritoi)
— [Dottor di legge, delle leggi = Avvocato* Grw? P^ ,jsan° 1 ^ e fi
Farcii.6. 5.Cote.ste sono certe sottigliezze SCI °^ >C u y gambe 1 ' 0 ’
vale
delle leggi. Fir, Disc. an - cS. Ebbene parere con
dottore in legge, f Qui per ischerzo.J
~~ de miei stivali : modo basso , detto per clispV cZi0 %
da nulla. Lat. doctor nullius pretii. Gr* fi V a nc^
~ ~ •• - 1 ... - liciti
ptf.
e yi T kifi'
oìr^lT iico*^
stivali .
6. 106. Su , dice il He , dottor de’ mieiin termini legati.
— IN TEOLOGIA , ltf DIVINITÀ : ± ttutt» *•— , o
il grado di dottore in una facoltà di teologai" (
Titolo deH'ecclestap c0
che
Ut
,ftie