I 2
DOVE
DOVERE
nov. gg. 8. Poiché con loro in piacevoli ragionamenti entrala fu ce,,essa piacevolmente donde fossero e dove andassero gli domandò. Lab.35. Dov’è il tuo avvedimento fuggito, dove la tua discrezione? Vani,lnf. i3. 52. Ma dilli chi tu fosti , sicché , ’n vece D’ alcuna ammen-da, tua fama rinfreschi Nel mondo su , dove tornar gli lece. Petr .canz. 3o. 3. Dove se’giunto, e onde s’è diviso?
3 — [ Talvolta moto per luogo. Lai. qua.] Cr. 10. 32. 1. Si fanno altre ta-gliuole, colle quali generalmente si posson pigliare tutte le bestie per lipiedi e per le gambe, e tendonsi occultamente ne’luoghi dove passano.
4 — [ E moto da luogo , invece di ] Donde , Di dove, [ma non è daimitarsi.} T'iloc. 4 ■ no. Il quale è rimaso là dove io misera mi par-li’ ec. E 7. 2j4' Facessene possibili a salire a quella gloria , dove necacciò disubbidendo il primo padre. Rim. ant.Jnc.ng.O belladonna,luce ch’io vedici, S’io fossi là dove io mi son partito. (Ma forse intutti questi luoghi si dee leggere d’ove. )
5 — Per Di dove, senza moto da luogo. Vii. SS. Pad. 3. l35. Mani-festami incontanente dove tu se’, e cliente fu il tuo nascimento. (V)Pass. tr. Hyt. c. 4 ■ Vedi Uomo onde vieni, e vergognatene : dovese’, e piangine. (Cin)
6 — * Per Dovunque. Lat. ubicunque, ubilibct, quocunque, quolibebBocc. g. 4 • n ‘ 2. E in su la piazza si fa una caccia, la qual fornita,è finita la festa, e poi ciascuno va dove gli piace. Bell. Man. Son.Cosi dove io mi sia.tàr di me suole La ricordanza dei passati stenti.(Cin)
7 — Per Quando, Dacché. Lat. siquidem , dummodo. Gr. tì’ye, Bocc.g. 3. fin. 1. E perciò non ne chiamale lupi , dove voi state pecorenon siete. Cron . Morell. 32y. E dove e’non fosse d’accordo, co’Vi-niziani , c’ volea gli promettesse renderli la tenuta libera. » Segner,Mann. Marz. ig. t. Sanno essi che or vi son tanti, i quali tutto dìnon fanno altro che bestemmiare il nome di Cristo: e pur dov’è cheessi prendano a fulminarli? (V) Petr. p.i. canz. 5 . Che del tuo al-tero lume Più 111’invaghiscc dove più m’incende. (Cin)
8 — Per Cas^o che, [Mentre, Ogni volta che, Purché , Postochè e sì -mili. Lat. ubi, quotiescunque, dum, ec.] Bocc. nov. 20. tit. Raddo-snandaglicle, ed egli, dove ella voglia, gliele concede. » E g. 5. n. 8.Vai m’ avete lungo tempo stimolato , che io ponga fine al mio spen-dere, cd io son presto di farlo dove voi una grazia ni’ impetriate. Eg. 5 . n. 7. Teodoro sentendo che dove la Violante egli volesse, suamoglie sarebbe, tanta fu la sua letizia che d’Inferno gli parve saltarein Paradiso. Eg.y.n. 8. La donna volta ad Arriguccio disse: Oiinè,marito mio , perché fai tu tener me per rea femmina , dove io nonsono? E g. 1. n. 1. Io ho inteso ciò che di me ragionato avete, esono certissimo che cosi m’avverrebbe come voi dite, dove cosi an-dasse la bisogna, come avvisate : ma ella andrà altramenti. (Cin)
9 — Per Donde , Da che, Come ec. Bocc. g. io. n, 10. Conciossia-che io non sappia dove i padri possiate conoscere, nè come i segnalidelle madri di quelle. (V)
10 — In forza di particella avversativa , Per Io contrario, All’incontro.Làt. cum, quando, cum tameu. Gr. ors. Bocc. nov. 2. 3. Ritornassealla verità cristiana , la quale egli poteva vedere ec. prosperare eau-mcntarsi , dove la sua in contrario diminuirsi e venire al niente po-teva discernere. E nov. 5o. 5 . Il qual diletto fìa a me laudevole, dovebiasimevole é forte a \iù.»Franc.Alb.Anzi m’immaginava Chedove io sonbiasimato, Dovessi esser mirato Per mia grandezza da tutte persone.(Cin)
11 — [Ed anche por ] Quando, Allora che, In luogo che. Bocc. introd.23. E dove un morto credevano avere i preti a seppellire, n’aveanosei o otto, e tal fiata più. E nov. 3u 1. Fiera materia di ragionaren’ ha oggi il nostro Re data, pensando che dove per rallegrarci venutisiamo, ci convenga raccontar l’altrui lagrime. E nov. 4 U ‘ Duvetu credesti questa notte un giovane avere che molto bene il pelliccionti scotesse , avesti un dorm glione. Lab . 26. E dove erbe verdi e variiliori nell’entrata m’erano paniti vedere, ora tassi, ortica e triboli ecardi e simili cose mi pareva trovare.
12 — [ Posto in vece del relativo , lo rappresenta sempre ne'casi 0-
E 12. 3o. Che l'ago alla stella Parer mi fere in volge*' 1111 a £ , e .ve. E 22. 147. li variar che fanno di lor dove. E 27. 1°9\sto cielo non ha altro dove, Che la niente divina, in che 5 0 tende
’l volge, e la virtù eh’ei piove,come al suo dove.
L’amor cheal Paradiso ,
7 — Pi si antepose ancora il segno del caso o separato 0 UÌU fAsin. Q2. Se nc venne a dove noi eravamo. (V) Gal. Fort* 7 e ' aC ciòvertendo sempre di accomodarli in faccia a dove si vuol batte 1.. • effetto.
Com. Par.iXS omo
uni®-W'
acciò
che il colpo sia ad angoli retti, e faccia maggior etlelto. ^ jjiettom?Dìscacc. Leti. Questo non basta a’ mercatanti che sempre * 3 ^
(VaspirazioneJ addove la non ha da essere. E Asin. /• 4’ n fasto*di casa, il quale per lo strepito, ch’egli aveva udito, s ’ erase ne veune pian piano a dove noi eravamo. (Cin) . jì pò*18 — [ Come avvero, locale trovasi anche usato II dove inve . jjyiiiave. ] Imp. prol. Imperocché tanti sono i luoghi , il dove j o0l)( nC'misericordia per antico e per moderno hae operati e aop fira ( Sirabili e indicibili miracoli, che non bisogna prolissa scrittura-potrebbe leggere In dove. ) (N) f h'di si<li0
Dove che , Dovechk. Posto avverò, zzi Dovunque , [se co ver * ^ II.sarà congiunto. ] Lat. ubicunque. Gr. cxov tforL Filo 0 • 2 ‘ g j ag-giorno, nel quale ec. si fa la gran festa della vostra ! iatl / 1 , n] ori na ‘ )Ipressa; e dove ch'ella si faccia grandissima, si fa ellain M«*J . g - afJ ]o,E Bocc. Leu . Adunque, poi che in ogni parte dove che noi_ n oicon eguali leggi siamo dalla natura trattati, che varietà p ortra queste e quelle dove ci permutiamo. (Cin) mJ alu 0 tf l,c
2 — [ E co’ verbi di moto vale A qualunque luogo , 3 I' 1 ondeluogo. Lat. quocunque. Bocc. introd■ 53. Dove che e S^ V . a ^ 0 yeche egli tornì, checché egli oda o vegga. Teseid. 4 • 9' q 1 5, Il
io gissi , Altro che ben non credo che sentissi. M. V- 1 e ordì*
dano e i suoi Ammiragli di queste lettere si feciono bene?nàrsi , dove che e’ venisse, di mettersi alla difesa. V av?' sar ®
3 — Per Dove. Winf Eies. 33. Nè mi darebbe mai 1 c ' ; " a(|( j a r e- ”
In qual parte sia ita, tante sono Dove che ella se ne può . ^ C^ S< IFirenz . Dial. Bell. a. Fecero una onesta veglia; dove che, ! ,01 scUS a, 8> slfu tanto pregato, quanto si conveniva , dopo una modestaincominciò. (Cin) . . ;« va 110
4 — Per Laddove, Quando. Teseid. ___ _, _ _ ,
speravamo Con quell’onor vedergli ritornare ec. , Nell a t .in che noi siamo , A. seppellirgli ci convenne andare. A* 01 ■ . efi3 e»'2g. 18. E dove che, stando nel senso che ella ha dentro i r
sere riscaldato di divino amore, diventa freddo. go. 11 ’-
5 — [Per Quantunque, Oitrachè. Lat. quainvis.J Bocc. noo- # jn
dove che elle poco conosciute fossero in quella C0D ll le moratemente erano dagli abitanti sapute. » ( Cioè : posto che le qit eSd’ Egitto e le penne di pappagallo poco conosciute fittecontrade, quasiin niente però erano dagli abitanti di C ertala 0 u” 1
5 — [dggùmtopi Sia:] Dove che sia = In qualunque luogo- ^ no-- Q r & vav vor :. Bocc. nov. i 5 . ^ lv ''" nniremi)’
3o. E noi, dove «-W’ ^ 0 [ e nKi
cumque. t.r. ó7rov « or-., noce. nov. io. 3o. Non potreiu® e „[i u»var modo che costui si lavasse un poco , dove che sia, cputisse cosi fieramente ? Bttl-‘ iel ,’
Dovektake , Do-ven-tà-re. [ZV. ass.V.A. V. e eh’’] Diventa c ] ie da”evadere, tir. ylnSau. Pass. 333. Furono due albergatrici ^ n j er i.t'< 1 ’agli uomini certo cascio incantato, gli facevano doventar s ere da .Bini. buri. E doventi basito allora allora. » Pass. 3oz- , Q p.-genti lodato , doventa uno grande male , ec. E 3o4- ce
dottrina, doventarono sommi dottori. (V) /
~ — Ed usato anche da moderni. Salv. Avvert. 1. 2-l4\ . r p<ii' ttl
Avvegnaché a bol>.
edeth < 2. ig-
ni
santa doventa un’ altra cosa. E 1. 3. 2. 1 7certi verbi ) in uso sieno tutti e tre , e doventati de’prj
medesimo il sentimento. BDi mn fi)
bliqui di nostra lingua , e fu usato eziandio relativamente a cosa ea tempo. ] Petr. son. j8. Mostrando altrui la via dove sovente Fostismarrito , ed or se’più che mai. » Cavale. Alt. Apnst. i5. E comeche (come è che ) noi gli abbiamo udili {gli Apostoli) parlare ciascunonella lingua dove noi siamo nati. Fil. S. Gir. ioò. Or che diròdel dolore eh’io senti’, udendo come giudicato era di si fatta senten-zia , dove egli disse ch’era condennato ? (V) Filoc. I. a. E seguendoil ceicstial cavaliero , pervennero al luogo dove le fiamme erano ac-cese. Petr. p. i. canz. n. I sassi dove furchiuse le membra Di tacilenon saranno senza fama ec. Bini. Ani. Faz. 106. Lasso che quandoimmaginando vegno II forte e crudel punto dov’io nacqui. (Cin)òe-gner. Incred. 1. /}■ f*. Termine dove aspirano gli ateisti- (N)l 3 —f Talora tiene egli inchiuso i antecedente in se stesso .] Bocc.pr.8, La quale, dove meno era di forza ee. , quivi più avara fu di so-stegno. Dani. Purg. 3. 7 6. Ditene dove la montagna giace. » Lab.Questi per avventura , siccome uomo uso in questa contrada , mi mo-strerà dove sia di questo luogo l’ useita. Petr. p. 1. 8 7. Torno dov’arder vidi le faville, Che ’l foco del mio cor fanno immortale. E 2.22. Che andar per viva Forza mi convenia , dove morte era. (Cin)>4 — E per dinotare disposizione di animo. Ceccìi. Dot.1. 2. Parlate-gnene , e vedete dove voi lo trovate. E Sliav. 1. 5. Vo’ veder dov’ iolo trovo circa questa stiava. ( Lat. quo animo.) (V)
1 ò — Replicato , per In alcun luogo e in alcun altro. Fit. S. IH.Madd. 84. Dov’era livido {Cristo), e dov’era stracciato {qualivido,e là stracciato . ) (V)
16 — In forza di sm. , [ mercè V articolo o l’ aggiunto che l’accompa-gna , e ] vale Luogo. Lat. locus. Gr. ro'xo?. Bocc.g. 2- f- 4 - ReputoOpportuno di mutarci di qui, ed andarne altrove; e il dove io fio giàpensato. Teseid. 4 - a. Quel di ch’Àrcita si parti d’Atene , Dal ter-mine costretto dell’andare, Posto che ’l dove non sapesse bene.ZIant.Par. 3. 83. Chiaro mi fu aliar , com’ogni dove In ciclo è paradiso.
che la voce hanno simile, e uicucauuu n kuul»^»' rho.^"'"Dovizia, dal latino Dovitiae , Dimando c Domando ver ^ e \\c.e Domanda nome, Doventa e Diventa, che tutti si leggono ne ^ j arPallav. Ist. Conc. 1. 3o5. Il conceder tregua . . . esseI ’t ) ;ii. (Pe) £agiu d’ingagliardire e di doventar inimici più inespug“ a j f, e ,Do ventato , * Do-ven*tà-to. Add. m. da Doventare. r-Diventato. F, Doventare, §. 2. Salv, Avvert. 1. 3 . 2 ->rdoventato un verbo. (N) deb eDS ' .fnde
Doveste, Do-vèn-te. [ Pari, di Dovere.] Che dee. La . jj a gìlnf. 2- 1. Io Dante, dovente incominciare, impaurit g; ce ,,’ui,impresa clic mi parca fare , mossi uno dubbio a V'’ £>.iV‘’f n , 4 iDover . * (Geog.) Uò-ver, Dovrcs, Dubri. Ligi. Douvres. L f.pqaa 0Durovernum , Dubris . Città d’Inghilterra sulla Manie ^ .1;
Stati Uniti d’America . (G) Fts-’r^^ioiF
Dovere , Do-vé-re. [Att. anom. e n.] Esser debitore, fi vegS 0pagare . —, Deve re , sin, Cas. lelL 28. E poi perdi ,|g 0 (
quattromila scudi che esso mi debhe. . au&v-ào j
a — Uscite poetiche. Alam . Colt . 1. 1. Che degfp ’ Q llCrallunga i! giorno , Oprar il buon cultor ne' ca ™P^, /7i> 'Co&*‘ t ,j-deggia l’ estate ec., cantare^ intendo ( cioè debba). m ’aggi° r Ù[ 1 ( VDenno aspettar quando il signor di Deio , Compì»? 1 rr0 ilar [ fi)torna indietro (cioè debbono.) E ivi: Nè si <lc ^ ian ty{T j 0 jodi* 1 ?* , 0 s"alcuna (cioè debbano.) E 65. E degli ultimi ài che ae^ Ch' fi lLl r
Ar. Fur. 5 . 53. Che una femmina a morte Irar ti y u M. Af)
san tutte come al vento nebbia. E Tass - Ger. { ■ , c - Q è debb a vdirò, perchè piacer ti debbia, Ciò che oscuro vegg. 10 ^i-j 0 yrebb e > e c.
3 — Uscite poco in uso ; Doveria per Dovila Debbo 1 ^
per Deve, o Debhe, Dovcttono per Dovettero , Deono g.^io 3-Salv. Avveri. 1. 1.4^4* Quando doveria farlo, ne vi^
siero. E appresso : De’ esser error di stampa*
proem. Sono in Firenze , come in Atene ed m. * ^ n()S tra ' /0 ■ cC vpl <>quattro maniere d’uomini. Bemb. Pros- 3. i5o. L l a yer fiono, che invece di debbono alle voltesidisse.il C i ie j,]cuu a ’forma dalla prima voce del numero del meno ,dagli antichi rimatori toscani s’è detta. (V)
dee-