LASCARE
Cecch. Mogi .-». 3 . E sono andato spiando la rita ; E trovo ch’eglic san come una lasca. « Magai, lett. i. 86. Son netto come unospecchio , e sano come una lasca. (N)
3 — [Poeticamente, ma non da imitarsi, ta celeste lasca per direi 11segno de’pesci. Dant.Purg. 32.5^. Che raggia dietro alla celeste lasca.LascArf. (Mario.) La-scà-re. Ait. Al/èntare , Lasciar andare. Usasiper lo più a modo di comando , e dicesi Lasca burine e Tira mollaa prua , ed è comando che si fa per cambiar te vele di prua , e o-rientarli dall' alit a parte .—Lasca burine e Tira molla a poppa è ri)-'-mando che s’ usa nel girar di bordo , vento in faccia , volendo cam-biar le vele di maestra e di mezzana , per orientarle , e munti ledall'altra parte. (Dal lat. laccare allentare , che i Napolitani diconoallascare.) (A)
LiscuETTA,*La-schét-ta. Sf.dim. dihesca.Malt.Franz.Rim. Buri. Pigliaranocchi a Lenza pel boccone, Laschette, bardi cd altro nuovo pescr.(Br)Laschita , La-schi-là. [ Sf. j E ■ A. ast. di Lasco. Tratt. pece. mort.Appresso viene laschita, che fa 1’ uomo lasco, e venire infralendo epeggiorando di giorno in giorno tanto eh' egli è del tutto ricredentee tallito di cuore. Tratt. Consigl. Giustizia senza misericordia écrudeltà , e misericordia senza giustizia è lascliità.
Lasciamento , La-scia-mén-to. [Sm.} Il lasciale. Lat. omissio. Or «.pstRrA;;. Amai. Ant. 18. //. 7. Dunque cotali amistà per lasciamentod’usanza si deono levare e discucire, piuttosto che tagliare. E 20.
». 5 . Acciocché per temporale Lisciamento di fatica ad affaticare di-ventino più forti. M. / . <). ()<S. E faine trasporto , cedizione e La-sciameli to , per fede e saramento solennemente e con Lettere paten-ti , cc. Coni . Par. g. La qual cosa si fa per lasciaroeuto di vizii , eaggiugnimento di virtudi.
Lasciamistare , * La scia-mi-stà-re. E. composta. Dicesi in modo bassod'Uomo quoto’che bada a se. Dicesi anche Esser pieno di lasciami-stare , e vale Esser pieno di noja o d' inquietudine. Scfivesi ancheseparatamente Lasciami stare. E. Stare. (A) (N)
Lasciaste, La-sciàn-ie. Pali, di Lasciare. Che lascia. Delmin.Ermg.r-j. Berg. (Min) Salviti. Senof 67. Oh carissima mia donzella, dice,oh avanti le nozze lasciante l’amante ec. (Il)
Lasciare, La-scià-re. [Att.1 fi r on mh'e, 0 A oli pollar seco , in parten-dosi , checchessia. [Ant Lassare e per corruzione Lagare. ) Lat reìin-querc. Gr. 'irapctAférrÉii. (In dialetto napolitano ed anche in toscano lus-sare , in frane, laisser , dal led. lassen che vale il medesimo. Murar .tori.) Bocc .itilrod.48. Li mici (pensieri) lasciai io dentro dalla portadella città. E nov. 15. 35. Lui dentro dell’arca lasciarono racchiuso.
V— * Uscite antiche. Alani. Colt. 1. g. Può l’anno versar variialtri semi, E del frumento ancor , sol che non lascie O di cenereimmonda o di letame Porgergli aita. ( Cioè , lasci.) E 21. Gli altri(alberiJ non lascimi di condurre i frutti a porto. ( Cioè , lascian* )Bocc. Labei\ 107. ( Tav. Barò. v. Andian) Deh lasciano (lasciamo)stare quello clic tu per tuo studio , e di grazia da Dio hai acquìsta-to. Bocc. g. q. n. 6. E se così non vuogli, mettiallo (mettiamlo )nel giardino, e lasnallo f lasciando ivi) stare. (Così leggesi rei le-sto del Mannelli) (Y) G:~E. 7. 3t. Kicevelte maggior danno de’ suoicittadini in questa sconfitta .... e lasciarvi tutto il loro arnese.
( Lasciaivnvi .) (Pr) •
a — Esprime anche il semplice Allontanamento da persona o da co sa,ed insieme lo stato in cut questa rimane. Din. Comp. Ist. Etor. lib.2. I Medici, potenti popolani, assalirono e fedirono un valoroso popo-lano chiamato Orlanduccio Orlandi , il di passato vespro , e lascia-rono per morto. (P)
^ ’ 1 t Parlandosi di persona che muore, dicesi non solamente in ri-guaido di quella specie di abbandono che si j'a delle cose terrene ,ma ancora rispetto alle sue facoltà.} Bocc. nov. 1. 21. Mio padremi lasciò ricco uomo.
1 — [Dicesi ancora per Tare erede o Far lasciti per testamento, Le-gare.) Bocc. nov. t3. f. E a loro , siccome a legittimi suoi eredi,ogni suo bene e mobile e stabile lasciò. j> E Test. Lascio alla Bm-na ec. una lettiera a’albero e una coltrinetta di penna. (A)
— Per contrario di Tenere. Lat. diraiticrc.. Gr. àrravipirm. Boc.c...”°o. 26. 22}. Lasciami; non mi tener più, ec. Tempo hai di lasciai pii;
» io t.P dp nvìron
LASCIARE
35
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8 — Permettere, Concedere. Lat. sincere permittcre. Ar.Eur, 27. 66.Lascia la cura a me, dicea Gradasso, Oh’ io guarisca costui dellapazzia. Tass. Ger. 4' 44- Di me cura lasciando e dello stato Al fra-tei , ch’egli amò con tanto zelo. Cas. lelt.22. Ed io non lascio per-dere alcuna occasione , perché ciò segua prestissimo. » Cavale. Med.cuor. )35. Dio era più benigno, quanto meno lo lasciava trovare ri-poso in quello.' Eit. SS. Pad. t, 72. Tacete, e lasciate me farecon costui. (V)
» — [ ! questo senso appartiene il modo famigliare Lasciami vedere,Lasciami andare e simili , cioè lo gl io vedere , o pure • Mi sia per-messo vedere , andare ec ; ed è bell' uso di questo verbo ampiamentespiegato dai Dep. Decarn.8t, 82.] Bocc.nov.44.10. Lasciami-vederecome 1 ’ usignuolo ha fatto questa notte dormire la Caterina, n (MesserLizio noi dice ad alcuno, chiedendone licenza, ma da se a se ,cd èmodo di dire assai usato nelle commedie fiorentine.) Lasc. Sibili. Ss2. (Dice seco Alessandro ) Ma chi è quella? ec. mia madre per Dio :Lasciami andare a saper quel che ella vuole. E se. 5. (Giansitnonepur seco ) E che si, che io avrò fatto il conto senza V oste ! lasciamipicchiare ec. (V)
3 — * E nota modo analogo. Bocc. a. 7. n. 5 . Ma pure lasciafare che io gli darò quello che va cercando. (Y)
9 — Sciogliere. Canale. Att. Apost. i38. U seguente di volendo puresapere perche cagione era accubito, si il fece lasciare d’ ogni legame (Y)
10 — * Liberare di prigione , Mettere in libertà. Cavale. Att. Apost.i5g. Lasciare, si potea .questo uomo, se non se ch’egli ha appellatoa Cesare. (V) G. E. 7. 23. Sentendo la rubellazione delle sue lep-re .. . fatta per gli baroni del regno traditori, i qualiipiù avea lasciati di pregione. E 8■ 76. Il conte Guido di Fiandra, fu lasciatadi prigione sotto si cullò di saramento. (Pr)
j t — A casso * = Non dar maro a chi è caduto, Albaruionare chiè depresso , Non curare l’altrui miseria. Bocc. g. 4 n - '■ (G 4
1 a bocca DOhce’zzzConsolato, Con soddisfazione. F^.Bocca, (. 26 (N)
1 ^ addietro, * Jig. — Pretermettere. E. Lassare, (. 2, 2. (N)
i-t alcuno come 1 buoi di Nofeki : * Lo stesso che Lasciare in asso.E < $• 3i- Cecch. As. 3. 8. Credete voi-che dianzi quando vi lasciaicome i buoi di Noferi, che io andassi a uccellare alle farfalle? (N)
1 5 — alla scoti’ osa* = Partirsi da alcuno augurandogli la buon 'ora,,il buon dì. Ar. Fur. ^ 3 . 1^7. Cortesia ne fece a’marinari, Primache li lasciasse alla buon’ora. (È Rinaldo che dona dunan ai ma-rinari prima che si diparta da essi.) (Pe)
16 — alle Of.isrk* zzi Muoversi per vana e leggiera cagiore a far chec-chessia senza la debita considerazione.- E. Grido , $. 7. (Ó)
17 — andare alcuno * 2= Non dar molestia, (.asciare in libertà-Din.Comp. lib. 2. Se i Pistoiesi l’avessouo voluto, l’arebbono preso; matemendo la sua grandezza, il lasciarono andare. (P)
1 — andare dodici danari al solco , * fig." Non s’inquietare percosa che detta o fatta sia men che bene. Varch-Ercol 1. t5g. E tal-volta , lasciare andare due pani per coppia , o dodici danari al soldo,come fanno coloro che non vogliono ripescare tutte le • secchie checaggiono no’pozzi. (N)
3 — andane due pani fer cornA * — Passarsi leggermente d al-cuna cosa , Non rispondere a chi ti domanda 0 Rispondere menache non si conviene ec. E. Coppia , §. 6. (N)
4 ■ andare la mazza. * E. Mazza. (N)
? andare UN- colpo o simili — Scagliarlo. Bwin.Fiei'.Ii.Vod <■Mi lgfciò-andare un si fatto tempione, Ch'incominciai a girar comeun paleo.
18 — col danno e colle beffe. * E. Beffa, §. 5■ (N)
19 — correr l’ AcquA al».’ingiù' [o alla caiNA, cfio c le cose come ellevanno.} E. Acqua ,§.5o.
2 —. E Lasciar correre due soldi per ventiquattro danari “ Nonla guardar pel sottile , Chiuder gli orchi , Fare il sordo. Jiocc. tu v.12.4■ Mi viVo ail’antica, e lascio correre due soldi per ventiquattrodanari. (O) (N)
20 — desiderio di ss * = Essere rimpianto. E. Desiderio, §. 6. (N)
21 — dire alcuno: * Lo stesso che Vare orecchie di mercante. Earch.Ercol. 84. Fare orecchi di mercatante, significa Lasciar dire uno efar vista di non intendere. (N)
2 -— * li più ailehe generalm. per Mostrar non curanza di ciòche altri dica. Dant. Puig. 26. E lascia dir gli stolti, Che quel eliLeniosi credon che avanzi. (N)
A e madonna.* T, notaresco e curiale (he significa Padrona
Abbandonare. Lat. destitucre , desereve. Gr. y.a.ra.\dviw. Bocc.
Ultrod. 38. Sole in tanta afflizione n’hanno lasciate. Pelr. son. 20 5 .
H mio cor, che per lei lasciar mi volle. Dant. Par. 5. 82. Non late
* — aJ fv tn A r ' A L ,a "' X SS0Ì Tc^ ormili ii dice^ dillo Sciogliere i cacciatori ’l cane dal
-1 ^.Esp.nat. 8, Et gli lasca m abbandono a bene- ^-^^^fielZ/segn. Pitd. t. 3 Chi vi fo cerU «»
meschini, che a danno vostro non sia già bandita una ? ^
salissima di tutte le creature? che Wandi i
sciati i cani ? E voi dormite ? (V) Bocc. Am. rcani a’cervi paurosi. (iS)
fiào dì fortuna.3 — Indi
3 — Indi pure il pioverli. Lasciare in Nasso. E. §. 3 < ■Tralasciare, [Omettere ed anche Trascusare.] Lat. oibitfcre, prae-lerire. Gr. Si aKd-rrùv. (Da tra, e lasciare)Bocc. nov. 2. 12. Io per ninnacosa lascereìdi Cristian farmi. E nov. 46. i5. Al quale, quantunqueturbato il vedesse, non lasciò ‘di dire il parer suo. Toc. Dav. min. 3.#0.11 sud testamento dìè molto da dire, avendo• onoralo di Sua granlacultarle Quasi tutti i principali, e lasciato Cesare. » Bemb.Stnr.2.16.U ve Ferdinando armandosi per mare e per terra per resistere a’ ne-»»ci, e non lasciando che fare (cioè non omettendo diligenza) pertoer papa Alessandro dalla sua parte ec. richiese il Senato cne vo-lesse ec. E 7. g3. Niente lasciarono a fare d’apparecchiar l’esercito,e dipartir le genti, perchè a tempo se gli occorresse. (\ )
? —- Onde Lasciar nella penna 0 io penna. V. /1 -3 — * Nota uso. Cavalo. Att. Apost. 2qg. Allora gli rispuose Iofc e disse : per poco lascio che non diventi cristiano. ( Cioè, sareiquasi per farmi ec. , mi tengo a poco che cc.) (Pr)
. ’* —* Nota vai (età Lasciare a dire per Lasciar di dire, E■ Di-
, e > S- 29. G.E. 5. io. Lasceremo a dire alquanto ACHto iroperadore«'inni ,.r„ »-2* ... -
Sara tempo. (Pi)
24 —* il debito 22 : Rilasciarlo , TVoir voler essere più pagalo. ÒmrhS. Greg. 2. 121. Essendo lasciato il debito ad amendui, e. doman-dato chi ama più il suo donatore ec. E 2o3. La-scjgnio adunque il•debito a’nostri debitori, acciocché egli lasci a noi i nostri debiti.(Pr)2.3 — IL falcone: si dice del Levar il falconiere il cappello al tu ’ ucone , c scioglierlo dalla lunga , dietro agli uccelli, firv ant. 88,Lo imperadore Federigo andava una volta a falcone, ed avbvaue unomolto sovrano ec. : lasciollo a una filile. Quella montò in alto; ilfalcone si mise in aria molto sopra Ut. (V)
26 — IL proprio per l' appellativo : [ moda dello slil famigliare ebasso,} vale Lasciare il cèrto e sicuro, jrer l’incerto e dubbioso. Eari hErcol. s <4. Senza dubbio cotestoro lasciano , come si dice, il pro-prio per F appellativo: Maini, g. 3 . Sicché e' mi par ben tondo e<\un corvivo Obi toiò star bene in casa allegro e sano, E lascia il pro-prio per l’ appellativo.