LASSAZIONE
unqnanco , Madonna, nò sarò. » Atnor.Vis.20. Quest», anelando conlassato fianco D’ ainor per 1’ alte piaghe crude e fiere, Parca dicesse:ahimè ! eh’ io vengo manco. (B)
Lassazione, Lasfsa-sió-ne. [*5yi Lo stesso che Lassezza. VA Lai. lassi-ludo, languor. Gr. cc.Qszts , xoVos. TeoL. misi. La qual cosa è sopraogni virtù dell’umana condizione per continua lassazion delle virtù.Coll. Ab. Isac. cap. 17. 4 °' Il riposo del corpo è cominciamcntod’ ogni male , e lassazione nel sonno.
Lassezza , Las-scs-sa. [Sf ast. di Lasso. Quel sentimento che prooasi dachi è stanco; e che dicesi a/ic/àe] Stracchezza, Stanchezza, [Fiacchezza,Rilassatezza, Infralimenio, Allentamento, Rclassazione ec.—,Lassazio-ne, Lassila, Lassitudine, Dilassczza, sin.} Lat. lassitudo, fatigatio.Gr*.xoVgs , xa/aaros. Amet. g. Coloro i quai, dopo lunga lassezza , Lietiposai appresso i loro eflètti, Nel ben felice della somma altezza. Sen.Pisi. Una pigrezza sorprende i nerbi , e una lassezza senza fatica.Med. Alò. Cr. Fatiche , e lassezze, e fami, e seti tormentose c cru-deli. Coll. SS. Pad . La lassezza del vegghiare ci diletta , la conti-nua lezione e meditazione delle scritture non ci sazia.
3 *(Mcd.) Lassezza, Lassitudine, Lassazione dicono i medici a quella
sensazione penosa che si patisce dietro qualunque esercizio violento oprolungalo degli organi, la cui azione è soggetta all impero della vo-lontà, ovvero dietro qualche malattia ; talvòlta /’'accasciamento o rifi-nimento di forza è sintomo di malattia. Lat. lassitudo. (A.O.)(Van)
Lassi. * (St. Eccl.) Ne'primi tempi del Cristianesimo erano chiamatiLassi, cioè Caduti, quelli che dopo averlo abbracciato ritornavanoal Paganesimo , e se ne distinguevano cinque specie , secondo il gra-do della loiX) colpa . Fu dato anche in progresso di tempo tal nomea Coloro che consegnavano a' Pagani i libri santi per bruciarli.(Dal lat. lapsi caduti.) (Ber) (Van)
Cassia. * (Grog.) Làs-si-a. Antico nome delTisola di Andi'os. (Van)
Lassico. * (Zool.) Làs-si-co. Sm. Specie di topo detto anche Vajo ,forse cosi chiamato dall’isola di Lassia. (Van)
Lassira. * (Grog.) Las-sì-ra. Antica città della Spagna . (G)
Lassismo. * (St. Eccl.) Las-sì-smo. Sm» Sistema d'opinioni rilas datesparse nel volgo nel secolo Vili» e favorevoli alle cupidigie dellacarne e del sangue. — Ora questa voce si estende a molli altri signi-frati. (G. F.) (-N)
Lassista. * (St. Eccl. e Lctt.) Las-sì-sta. Add» e sost. coni. Chi prò-fessa lassismo in alcune opinioni religiose o letterarie. (G. F.) (N)asiìtta , Lus-si-là. Sf Lo stesso che Lassezza. V. I medici per lopiu la prendono per Rilasciamento , Mancanza di tuono. Cocch .Lign. Dall’apparenze della rachitide è facile l’accorgersi eh’ella de-pende da ria ed ineguale nutrizione per l’inerzia e lassila degli or-pm solidi , oc. E Malrim. Mali che han per origine la debolezza cussita d«'lla fibra, dolorosi effetti delle dolcezze troppo frequenti.(A)Candui (P)^^s-si-ti. Catena di montagne e città dell isola di
Lassito, Làs-si-to. [.SVn. V. A V » T -, ^ „
r/vM.irtL: » » n M • o d f - e di] Lascito. Car. lett. 2. 200. Pa-
rtmloim clic m abbia fatto nn lassilo d'atu-o che ile’suoi mobili.
Lassittoikb , Lns-si-tu dl-nc. Sf. Lo slesso che Lassezza, F. p a Uav.ist. Cono . (A)
l'Asso. Add. [ih. Voca sinc. da Lassato, e vale Spossalo, Ri/inho, Af-fievolito, Indebolito , infralito, Affndito, Abbattuto, Rii fiacchilo,']Stanco, Stracco, Fiacco. Lat. lcssiis , defessus , fatigatus. Gr. xc-x-Hfjxsis, xoir wthìs, xci/sanifiBS. (Dal lat. lassus stanco, affaticato, fiacco.), 7- 2 7- 4 - La gente cran lassi c stanchi per lo combattere. Dant.
. + Parlandosi di moralità è di costumi, vale Ili tassato. (A)
" urlandosi del Sole poeticam. vale Ohe tramonta. Dani. Pure],g • Dritta saria la via per entro il sasso Verso tal parte eh’ ioA '' a 1 ra ?S\ Dinanzi a me del Sol eli’ era già lasso. (N)
Infelice , Misero , Meschino ; [ nei quale senso usasi anche comen erjezione o esclamazione di dolore , che vale Ahimè, Misero me,Lati ( CC n . me- J. ( A PP° i Celti las, lo stesso che lag scoraggiato, ali-tar r ’ lan S«ido : las lo stesso che gius grido o suono lugubre, do-■ t c p 1 corpo, qual si sia pena di spirito. Indi il las de’Francesi ,^wirjczion di dolore , cd il lasso degl’ Italiani. ) Fardi. Lez. ofg.<ìua Sl * ° IlnC ’ interglnezione che significa dolore, e tanto significa sola,g ,l 0 accompagnala col pronome me. Bocc. nov. 62. 7. Oimè, lassancn ’ dolente me , in che mal’ora nacqui! Peli-, son. 21 f Lasso!e „ 0 . 10 d| ine stesso cstime. E canz. 3 <S‘. 3 . Ouaiite lagrime, lasso,e i.‘ n ! 1 Vcrsi Ho già sparti! Buon. rim. Aò. Quante fiate hai strette,5 sciolte Mie voglie, lasso.
«ò'crz s * ^ asso 5 A ‘*‘ ‘ as?a . ’ mterjezione che significa dolore , quasizi M 01 \-* asso e st;llco dal dolore, dal travaglio cc.j Ar. Far. 3 2.siré ; • cì,e debbo lamentarmi , ahi lassa! , Fuorché del mio de-
fi sire i rrazi0 n a ic ? ’
nell’ n J Vasl nel num - del pià ad inforza di sost. da Pier SalveltidieA' lma " te d’una Mora. Min. Malia. Ma non andò tre passi, Che«lede ,ni tuffo «risoliti ahi lassi! (A) ‘
Lasso. * j,„ CC V„ 6Wo ÌH / 0, f a di Sl f V ‘ < A >
,, '/ y '° stesso che Lascio , Lassa, Guinzaglio .Dat.Disf.Cacc.
p-uZ ’ . 1 so »o con un suo cane a lasso prese il cammino versoa »ggiamento. (B)
pescio ^ ìr/i ' n *- F. B. Lunardo del Guailacca. Siccome il
Lasso * Al a3S °’ Ch ’ è P reso a P*‘sa parte. (V)taf tr, f pr ' T' (, In gr- lasios irsuto, fervido, animoso. In celt.di brida! ils 0 & a s debole, pigro.) — Figlio di Borea e
eta ' ^ VV \ di ^S 0 5 così di stato come di molo ; contrario di Lag-
AuLTt q '‘ e t luo P° alt0 » 0 di s °P rtl ■ ~ > Li su , Lassi,so ,. suisuiu, Gr. 1itv. Bocc. nov. óv, if. Mandò a Gucciq Im-
LASTR1CARE
bratta , che lassù colle campanelle venisse. Dant. Par. g. 7 0. P*rletiziar lassù fulgor s’acquista. Pelr. son. 126. Volse Mostrar quag-giù quanto lassù potea. E son. 2g6. Pur lassù non alberga ira nòsdegno. Bemb. Asol. 3 . 208. Quale soclisfacimento pensi tu che ri-ceverebbe il tuo animo, se egli ec. le grandi opere del Signore, ch<5l.assù regge , mirasse e rimirasse intentamente ?
2 •— * Senza il segno del caso per Di lassù..Cas.Capit. Mattel. Poichéquel trafnrcl fece garbuglio, Quel Dio lassù ci mandò freddo e caldo,É con ciò tutti i mali in un mescuglio. (Cin)
2 ■— * E con pià lunga ellissi. Alton» Colt. 4 • 1 ° 3 - Che in essiancora (li giorni festivi) Senza offender lassù può molto oprare.(Cioè*Senza offender chi soggiorna lassù in cielo.) (V)
Lassulata. * (Bot) Las-su-là-ta. Sf Specie di pianta del genere ta-naceto con foglie bipcnnalifìde glabre-lacinic incise serrate e concorimbo composto terminale Lat. tanacctum vulgare. Targ. Diz. (N)
2 — * Specie di pianta del genere balsamita , pianta erbacea con foglieellittiche bianchicce serrale , quelle del fusto con orecchiette alla basae fiori in corimbo; è amara ed aromatica, Lat. balsamita vulgaris.(N)Lassuso , Las-sù-so. Avv. [di luogo. Vpoet.] Lo stesso che Lassù. V.— , Là suso, sin. Petrcanz.ig 2. Io penso, se lassuso ec. Soni’altreopre si belle, Aprasi la prigione ov’io son chiuso. E son. 14• Selassuso è , quanto esser de*, gradita.
2 ■— * A modo dì sm. Aret. rag. Onde signoreggia il lassuso ed ilquaggiuso. (N) „ , /rt%
Lasta. * (Gcog.) Provincia dellAbissinia nel regno di 7 igre. (G)Lastauro,* La-stà-u-ro. Add. ni. senza fem. Lo stesso che Arnesato ,
2. Salvili. Cas. i 5 o. Chiamando Sallustio lastauro , cioè , ben ar-nesato , e come toro libidinoso, (N)
Lastene , * La-stò-nc. N. pr. in. Lat. Lasthcms. ( Dal gr. lastheno io'ingiurio, derido, trascuro, ovvero da la partic. accrescitiva , e sthenoio vaglio , io son valente. ) — Governatore di Olinto , corrotto daFilippo. (B) (Mit)
Lastema , * La-stò-ni-a. N» pr. f Lat. La^tonia. (V. Lastens .) — Di-scepola di Platone. ( V. Laténo. ) (B) (Mit)
Làstigi.* (Gcog.) La-stì' fi.Ant.Ciuà della Spagna nella Bette a. (Vari)Lasto . (Maria.) Sm. Misura e peso olandese , equivalente a due ton-nellate. (A)
2 —' È anche termine generale , che nei paesi del Nord significa Irstesso che Carico pieno o intero del vascello. (Dal led. last peso,carico, soma. ) (A)
Lastra. [Sf.) Pietra non molto grossa e di superficie piana, [da lastri-care strade, coprir tetti ec. ] Lat. lapis, lapis quadratus. Gr. K^osrsTpdytovQ?» (Dal ted. ant. pflaster die vale il medesimo, onde pfla-stern Jastricare.V./r«£?voo.) G.V.io.i68,2 .¥accendovi molle case d’assi,c coperte di lastre.7? 12. 20. io. Insino alle lastre d< l tetto , e ognivili cose, nonché le care, ne fu portato. Fr. Giord.Pred.S. 2). Puòvenire un uccello, c movere una lastra, e cadérti iu capo, e se mor'to.liUon.Fier.f i.n Del suo spulo Viscoso unto avea lì più e più lustre.
2 — Per sànil. [Dicesi Ogni lamina larga e non molto grossa a pro-porzione della sita larghezza , e di varie altre cose fatte all 1 guisadelle pietre da lastricare , come Lastra di cristallo , Lastra di ghiac-cio, di piombo ec.] Sagg. nat. 17 Scrive il Gasscndo, ed è veris-simo , cito ima lastra di ghiaccio , spruzzata per di sopra abbondan-temente di sale , s’attacca fortissimo alla tavola dove pos.a.
3 — Porre , Posare ec. uno sulle lastre , [propriamente vale Sbatterlosid teiTeno, e fig.] Ucciderlo. IjUì. aliqucm perimcre , ad terrain adi-gere , prosternerò. Beni. Ori. 2. 10. 2g. E lui disteso batte sulle la-stre. 3> (In questo luogo il Borni parla di Dadone , che da Bali-sardo è sbattuto su di un pavimento lastricato: Ma subito sbattuto siè levato , Ch’ è troppo il giovinetto ardito e franco.) (M)
2 — * Ed anche fig. Giacer sulle lastre per Esser ferito. Buon»Ficr. 2. 4 ‘ 28. Il mio amico sì si svenne Sendo assediato, da questigaloppi Che giacque su le lastre più di un’ora. E Salvia . Annoi.ivi : Essendo le strade di Firenze lastricate , che e una bellezza dif-fusa per tutta la città dichiamo : posare uno sur una lastra , perucciderlo; e qui Giacque sulle lastre più dùm ora, cioè sul pavimentodella strada per esser gravemente ferito , e non si poter rizzare. (N)
4 — Mangiarsi le lastre , [fig-) = Fare il bravo. Varch. ErcoL 6g.Y Aquei bravoni ec. , che fanno il Giorgio su per le piazze, e si man-giano le lastre, ec.
5 —Prcudere uccelli alle lastre, è lo stesso che Prenderli alla schiaccia. (A)Lastra. * (QcogfcCastello della provincia di Firenze , detta anche
Lastra-a-signa. (G)
Lastrajuolo. (Ar. Mes.) La-stra-juò-lo. [Add. e. ««,] Artefice che la-vora intorno alle lastre. —, Lastraiuolo, sin. Lutlaminarnm lapiJearumfabei'. Cronichett. d’Amar. 242 • Ancoraché ec. Andrea di Feo lastra-juolo , e Maso funajuolo ec. , fussono smaniti.
Làstrare , Lii-strà-re. Alt. V. usata da quegli orafi chi1 lavorano dismalto ; e vale Spianare essi lavori smaltati , prima di mettergli 1/1fuoco , il che fanno con pietra detta frassinella ed acquafresca fA)(^,)2 — (Murili.) Lastrar la nave = Mettere nella nave suolo a suolo lemercanzie , a guisa di lastre . (A) (Van)
Làstràto, La-strà-to. Add. in. Aggiunto di uccello preso alle lastre»Làstratore. (Maria.) La-stra-fcó-re. Add. e sm. Colui che lastra lemercanzie nella nave. (A)
Lastretta , La-strét-ta. [Sf] dim. di Lastra. Piccola lastra. — a La-struccia, sin» Lat. tennis lamina. Cv. alla v. Lacca. •
Lastricamento , La-stri-ca-mén-to. Sin, Il lastricare e 11 lastrico.stesso»—, Lastricatura , sin. Min. Maini. Il qual lastricamento è una bel-lezza di Firenze diffusa per tutta la città. (A)
Lastricare , La-stri-cà-re. [Alt,] Coprire il suolo della terra con lastrecongegnate insieme, mattoni , o simili. —, AUastricare, sin. Lat. ìa-pidibus sternere. Gr. A<3-ocrrp&>wv£it», j> Paliad. F. R, Tu lastricheraicon pietre imprimamente un’ aja alta due piedi. (N)