LEGGEM)ACCiA
zioncelliicce di niun valore , die 1’ ho legate , per dir «osi, in uncentone. E 128 . Oggi appunto si avvia a stampare il mio libro, oleggenda che sia.
4 —*ln forza di add. f Fit.S. Murgh. 1 ^ 2 . I’ho sponuta questa leggendastoria. (V)
6 —* (Arche.) Dicomi Leggende dagli antiquarii le parole che sonoincise intorno alle medaglie, e che servono a spiegare talvolta le Jìgli-re scolpite nel campo. (Mit)
Legcendaccia , Leg-gen-dàccia. Sf pegg. di Leggenda .Doni LaZucc.llerg. (Min)
Leggesdajo , Leg-gen-dà-jo. [ Add, e sm.] Quegli che vende te leggende.Inai, legendarum venditor.
Leggendahio, Leg-gen-dà-ri-o. [9m.] Molte leggende raccolte'in un vo-lume. Lai. legendarum collectanca , Vitarum Sanctorum collectio.Hr. (rura| apice. Lib. Pred. Vogliono in cella scritta di buon carat-tere il leggendario de’ Santi.
a —* Usato anche in sign. di Scrittore di leggenda. (Ber)
Leggeste , Leg-gèn-te. [Part. di Leggere.] Che legge. Lai. legens, lc-c tor. Gr. àvoli vtlxrTr.s, è osici vócKcv. G.F. 11 . 3. i3. Leggano, ov-yero odano i leggenti. Sego. Fior. Stor. proem. 6 . Acciocché ec. laistoria nostra fosse meglio da’ leggenti approvata.
a ■— In fòrza di sm. Lettor pubblico. Bemb. Leu . Hanno a proporreuna loro causa di certa giurisdizione dinanzi ad alquanti di cotestidottori c leggenti di Padova . (A)
Leggeramente, Leg-ge-ra-mén-te.[ydi'i>.L’ la voce intera di Leggiermente.F] Lat. levitar. Gr. ÌKxt(f>à.s. ir Guitt. leu. zi. 55. Non può leg-
f eramente corpo grave turbare ; non turbi lo intelletto. E z3. 61 .
otrebbe appresso ciò tutto (appresso tutto ciò ) leggeramente avvenireche Voi, di me gustando, senza savore me 'morreste siccome io sono.O') Dant. Inf. 18 . 70 . Poscia con pochi passi divenimmo Dove unoscoglio della ripa liscia. Assai leggeramente quel salimmo ; E voltia destra , ec. Salvia, liiad. Ub. 11 . v.j55. Si detto , flagellò i bei ca-valli .... Quei,’l flagello intendendo, via portavano Leggeramente ilrapido lor cocchio De’ Trojani alla volta. (B) Dant. Rim. lib. 1 .btdl. 3. Se tu di lui non fossi accompagnata , Leggeramente ti fariadisnore. (N)
Leggeranza , Leg gc-ràn-za. [Y/l] V. A. V. e di’ Leggierezza. Lat. le-, v >tas , inconstantia. Gr. cOìifrrn. ùcTxtria. Liv. Dee. 5. Domanda-rono pace a’ Romani , la quale fa loro conceduta, ma per la legge-ranza del cuore , che era io loro , se ne pentirono.
Leggere , Lcg-ge-re. [ Alt. anom. ] Raccnvre e Rilevare le parole da’caratteri scruti [ , stampati dipinti, incisi, ec .— , Leggiere, sin.] Lat.tegere.Gr. àvxyivàexuv. tìocc. proem. q. Delle quali le già dette don-ne, che queste leggeranno , parimente diletto ed utile consiglio po-lanuo pigliare. E g. tf.p.3. Sono ec. stati alcuni che, queste novel-ette leggendo, hanno dello che voi mi piatete tropno. Dani.Par. 1 2 .’ 2i - Ancor carta,Da’ leggerebbe: i’ mi soli quel eh’ io soglio.
Leggiuto.— Leggili per
LEGGIADRAMENTE
63
Uscite ,
Legga ec. Sen.Puu.202. EcMuLÌÌ;, ™ Yv® ""uscendo e ritornando. (Pr) ce t;a;1 Citamij 1 alito
3 -* Con vario modo. Pisi. S. Gìr.ff Allora con tanto studioe fervore attesi a studiare e leggere ne’libri della Scrittura santache mai in prima non avea tanto affettuosamente studiato li libri de’filosofi c de’ poeti. E 411 . Cantano salmi a lor modo e leggono dellescritture sante per loro usanza. Frane. Sacch.rim. nella Tav.Hnrb.alla v. Vestia. E poi fii spero , che par che si leggia f/eggaj Alcundottor, che Safro nome avea. (V)
7“ LVq. Conoscere checchessia a contrassegni. Tasi. Ger. 4-ben p istoria del mio mal futuro Leggergli scritta in fronte allorparve.
’ 77 Dichiarare , Insegnare , [ Esser lettore , professore.] Lat. decere.
. r - didUextiv. Buco. nov. yg. 3o. Volitino lasciare a me solo, cheio leggessi a quanti scolari v’aveva le medicine. Dior. Morrai. Do-menica , a’di 3 d’ Ottobre s 3 y 3 , incominciò in Firenze a leggere iltJante rnesser Giovanni Boccacci.
lar sapere , Scoprire , Manifestare. Dant. Inf. 10 . Le sue parolep 1 m<x L > della pena M’avevan di costui già letto il nome; Però fu_V r l)P° s h l cosi piena. (V)
in , eo ( sec °ndo caso in luogo del quarto, fig.] Leggere d’alcuna cosaeal| — Esserne molto pratico. Lat. instructissimum esse, probe
da CrC ’ ,L’ ecc ò. Ine. 1 . 4- [A che proposito Innamorarsi chi non hal ; er S f ) Cnt 0re ? A.] Oh favellane meco, che so leggerne (Come si dice>ual(? ) >n cattedra. E Esalt.Cr.i. 1 . [Benissimo sapete quanto
Di coté 1 *' *n e Losdroa re de’Persi a questo Regno, e come ec. D.]re 1 stl Danni ve ne potrei leggere in cattedra.
— £l cr me
ass. nc [ signif. Fil. S. Gio. Bali. 196 . Chiunque leggeCl si pensi le cose che doyeano essere. (A chiunque io do
del S-
avrei ben tolto.
“flt.
8 T CE nel
J. 2 .] Fetr. canz. <^5. 5. Nella fronte a Ma-
vico d u S n - del <j. 3.] Dant. Pur. 10. i3 7. Che, leggendo nelmilinenl > Sillogizzò invidiosi veri. Cas. leu. 36. Sono si-
Lveìat 16 ric **‘ esto di trovare un filosofo per mandar in Francia a un■dnàuìl ^ uesto vorrebbe essere atto a leggere a detto signore. »
an dandó S ’ Si mise crllma sutito >» viaggio-E giunse
Pii. r7'/i 0 ^!) 0r verso Oriente,' Dove leggea quel nome tanto prudente,andò ^ o- Ingiuriato dall’ invidia de’ dottori di Bologna , se ne1) -. r \ Suna , « quivi lesse. (N)
c/lessi), °r> S ‘ a f r ‘^ uisce <d libro, o testo, net quale è scritto chec-autstn l JJep ' P >ec . llm - (>9- Ahbiam giudicato poter sicuramente in
lo ._ p nogo seguitar 1’ ottimo libro , che cosi legge ec. ( V)
àltri ; rC L'citare lezioni. Farcii, le z. 4ri. Pf '
,- 1 .'inali insin '
c eia letto.
qui con toni
4-3- Per tacere ec. di tantidottrina e eloquenza hanno chi ora-
11 — Vedere, Riconoscere. Buon. Tane. 2. 5. Non è piovuto fin dacarnasciale. Piel. In modo che no’ arem mala ricolta? Cecch .Leggetevoi come sta la campagna: Fuor che del vino, ella non sarà molta.(V)£’ Salviti. Annoi, ivi-. Leggete. , riconoscetelo nella vista della cam-pagna. I Greci il leggere lo dicono un riconoscere, cisxyivs rcm .(N)
12 — Per melaf. Dieesi Saper leggere per Saper qualche cosa. Las '.Parenl. 3. 1. Tosto mi chiarirò se io son losco, o s’io so leggere.(V)
1 3 — Dicesi Lèggere sul libro d’alcuno — Discorrere de’fatti d’atcu-no, anzi in biasimo che altrimenti. Lat. alicujus ferrum in igne est.Maini. 5 . 29. Costui, che quivi s’è posto a bottega A legger soprail libro detta strega.
1 4 — Mandare i vestiti a leggere = Impegnarli. Pataffi Le calze bopesto a leggere e imparare.
1 5 — [A 7 , pass, nel 1. sigi f.] Pel.r. canz. 38.4- Uomini e Dei solea vin-cer per forza Amor , come si legge in prosa e ’n versi.
16 —* Leggersi nel pensiero, nel cuore ec.™ Apparire nell’esterno gliaffetti del cuore. Peti', som 28. Di fuor si legge com’ io dentro av-vampi. (A) (N)
1- —• Recitare , Dire. Dant. Purg. 26. In obbrobrio di noi, per noisi legge , Quanto partiainci , il nome di colei ec. (N)
18 — '[Eri in fòrza di sm.] An'igh. 5o. Lo spesso leggere menoma lemie pene.» Salvia. Annoi. F.ti. 3 . 2. 18, Il leggere dicono i greci,conservare e ragionare co’ libri. (N)li; — * (Mus.) Leggere la musica dicesi quell' eseguirla leggendo lenate , guardando in primo luogo all’ alternativa della Ioi’O acutezzae gravità ; 2.° paragonandole e dividendole rispetto al loro relativovalore, e 3.° rendendo conforme tal valore relativo al tempo indicato.Se poi a questa facoltà va urlila quella di eseguire disiintamente latale o tal’ altra Patte giusta le regole dell arte , e d’ inluonorta colladovuta celerità, allora chiamasi Leggere a vista o a prima vista. (L)Leggeuetto , Leg-gè-rét-to. Add. m. dim. di Leggero. Lo stesso cheLeggierctto. F. Magai. Sidr. pag. 20. Io dico Di certa razza uc-celli, che a tutt’ora Saltellando nevati di frasca in frasca , Q rasi delsaltellar l'unico intento Fosse il dar lena al leggeretto piede. (B)Leggerezza , Leg-ge-réz-sa. i \ f'. Lo stesso che ] Leggierezza Tes. Br.
з . 5 .La sua leggerezza la fa bene movente dall’ima quali tade all’altra.»Dòti. S. Greti. L i3. c. 11. Benedisse la pittra ( che non poteamuoversi ), e con tanta leggerezza incontanente si potè levare , comese non pesasse niente. (V)
2 — Incostanza , Volubilità. Lat. levitas, inconstantia. Gr. xov$6tzs,utrTxirix. Lab.296, Forse della vanità di lei e della leggerezza scapi-tando. Serti* Stor. 1. Alle quali sceleratezze il Re , per ^.leg-gerezza e perfidia, che è naturale ne’ Barbari, chiudeva gli occhi. L
и. 92. S’apparecchiava di rinnovar la guerra per terra e per marecolla medesima leggerezza che V avea deposta. Stor. Eur. 7.<6’o.Perla qual cosa lasciando a parte ed esso e le leggerezze di quella corteec. , me ne torno alle cose de’Yiniziani.
3 — Facilità \ come Leggiere per Facile. Amm. Ant. 53 . ( Firenze
1661.) La quinta, della malagevolezza o leggerezza di vertude.(LWì!s.del Mare sentii a pag. 44 ' disliuz. 4‘ 1 quinta della malage-
volezza e facilità che accompagna la virtù.) (\)
4 —Par metaf. t dteesi di cosa di poco fondamento^ di poca sustanza.]OmeJ. «V. (Jreg. Dopo la qualità ne viene la leggerezza del giuoco.»Gal. Sagg. 42. lo non credeva, signor mio illustrissimo,dover con-sumar tante parole in queste leggerezze. (N. S.)
Lecgkrissimameiste , Leg-ge-ria-si-nia-mén te. [Avo.] superi . [dì Legger-.mcnte. Lo stesso c/ie] Leggierissimamente. F. Parch.Stor.g.265. Conuna berretta in capo di panno nero scempia , o di rascia leggerissi-iiiamente soppannata.
>2 — Agevohssimamente. Lat. facillime. Bocc. nov. 98. 18. Potendololeggerissiniamentc altra moglie trovare , ma non altro amico , io vo*gito innanzi ec. trasmutarla, che perder tc. Amm. Ani. 10. 2. 10.Leggerissirnamente sara’ buono, se da quello ti guardi, che tu biasimi.Leggerissimo, Leg-ge-ris-si-mo. [ Add . ni. superi . di Leggero. Lostessoche ] Leggierissimo. F.Bocc.nov. 59.6. Siccome colui che leggerissimoei a , prese un salto. Lab. 3 j 3 . Me , al quale prima immobile e im-pedito esser pareva , senza saper di che , te incontanente parereleggerissimo e spedito.
2 — Per metaf. (Dì pochissimo fondamento.} Bemb. A sol. 1. iy. Fa-sciandolo di leggerissime speranze , poscia il nodriscouo di vani estolti pensieri.
LlggermeaNte , Leg-ger-nnhvte. [Avv. Lo stesso che } Leggiermente. V . »PaUad.Ql10bv.cap.s2. Pulitesi iàr piantano, cioè ciriegeto, chi spandain questi mesi e’noccioli loro, li qua’nar-con molto leggermente. (B)Leggero , Leg-gè-ro. Add. m. Di poco peso. Pe di Leggiero. *>«££.ìiat.esp. j. Ingombrata ( L’aria ) da nuvoli, o gravata di nebbia , si fapiù rara , o più densa, e sì più leggera o pesante, ec. (V) Dain.ln/.o,Volentieri Parlere’ a que’ duo cìie ’mieme vanno, E pajon si al, ventoesser leggeri. E II un. Ub. 1. son. 3 . In abito legger di pellegrino. (.>)
2 •— Facile. Guitt. leu. so. Oy. Cosa che è fermata in natura e in vo-
glia, non è guaire leggera diradicare per sermone cc. , siccome nonleggere è eresia. (V) _ t , .
3 <— Breve, Corto. Dant. Rim. lib. 1 -f- d. Mentr 10 pensava la unafragil vita , E vedrà il suo durar com’ è leggero , ec. (B)
4 — Detto di Colore , Tinta e simili. Sa$$. nat. esp.y. Essendosi os-servato che, per leggera e sfumata che sia la tinta, nondimeno il cri-stallo non acquista niente. (V )
5 _ Dello di Pensiero. Fr. Barb. i 5 8. 2. Si che tornar ci convoca al
pensiero Dolce, ma non leggero. O )
Leggiaccia , Leg-giàc-cia. [V/i] p^g. di Legge. Cr. alla 0. Dare legge, $.2.Leggiadramente, Lcg-gia-dra-méu-te. Aw. Con leggiadria, [Graziosa -mente , Garbatamente .} Lat . dextere , venuste, scite. Gr. òsfyws, w-fjLshÙs, ttyvve. Bocc. nov. 8 2. 2. Sè da un soprastante pericolo , leg-giadramente parlando, diliberò. E Vii. Dani. 227
Comecché molti