Band 
Vol. IV.
Seite
63
JPEG-Download
 

LEGGEM)ACCiA

zioncelliicce di niun valore , die 1 ho legate , per dir «osi, in uncentone. E 128 . Oggi appunto si avvia a stampare il mio libro, oleggenda che sia.

4*ln forza di add. f Fit.S. Murgh. 1 ^ 2 . Iho sponuta questa leggendastoria. (V)

6* (Arche.) Dicomi Leggende dagli antiquarii le parole che sonoincise intorno alle medaglie, e che servono a spiegare talvolta le Jìgli-re scolpite nel campo. (Mit)

Legcendaccia , Leg-gen-dàccia. Sf pegg. di Leggenda .Doni LaZucc.llerg. (Min)

Leggesdajo , Leg-gen--jo. [ Add, e sm.] Quegli che vende te leggende.Inai, legendarum venditor.

Leggendahio, Leg-gen--ri-o. [9m.] Molte leggende raccolte'in un vo-lume. Lai. legendarum collectanca , Vitarum Sanctorum collectio.Hr. (rura| apice. Lib. Pred. Vogliono in cella scritta di buon carat-tere il leggendario de Santi.

a* Usato anche in sign. di Scrittore di leggenda. (Ber)

Leggeste , Leg-gèn-te. [Part. di Leggere.] Che legge. Lai. legens, lc-c tor. Gr. àvoli vtlxrTr.s, è osici vócKcv. G.F. 11 . 3. i3. Leggano, ov-yero odano i leggenti. Sego. Fior. Stor. proem. 6 . Acciocché ec. laistoria nostra fosse meglio da leggenti approvata.

a In fòrza di sm. Lettor pubblico. Bemb. Leu . Hanno a proporreuna loro causa di certa giurisdizione dinanzi ad alquanti di cotestidottori c leggenti di Padova . (A)

Leggeramente, Leg-ge-ra-mén-te.[ydi'i>.L la voce intera di Leggiermente.F] Lat. levitar. Gr. ÌKxt(f>à.s. ir Guitt. leu. zi. 55. Non può leg-

f eramente corpo grave turbare ; non turbi lo intelletto. E z3. 61 .

otrebbe appresso ciò tutto (appresso tutto ciò ) leggeramente avvenireche Voi, di me gustando, senza savore me 'morreste siccome io sono.O') Dant. Inf. 18 . 70 . Poscia con pochi passi divenimmo Dove unoscoglio della ripa liscia. Assai leggeramente quel salimmo ; E voltia destra , ec. Salvia, liiad. Ub. 11 . v.j55. Si detto , flagellò i bei ca-valli .... Quei,l flagello intendendo, via portavano Leggeramente ilrapido lor cocchio De Trojani alla volta. (B) Dant. Rim. lib. 1 .btdl. 3. Se tu di lui non fossi accompagnata , Leggeramente ti fariadisnore. (N)

Leggeranza , Leg gc-ràn-za. [Y/l] V. A. V. e di Leggierezza. Lat. le-, v >tas , inconstantia. Gr. cOìifrrn. ùcTxtria. Liv. Dee. 5. Domanda-rono pace a Romani , la quale fa loro conceduta, ma per la legge-ranza del cuore , che era io loro , se ne pentirono.

Leggere , Lcg-ge-re. [ Alt. anom. ] Raccnvre e Rilevare le parole dacaratteri scruti [ , stampati dipinti, incisi, ec . , Leggiere, sin.] Lat.tegere.Gr. àvxyivàexuv. tìocc. proem. q. Delle quali le già dette don-ne, che queste leggeranno , parimente diletto ed utile consiglio po-lanuo pigliare. E g. tf.p.3. Sono ec. stati alcuni che, queste novel-ette leggendo, hanno dello che voi mi piatete tropno. Dani.Par. 1 2 . 2i - Ancor carta,Da leggerebbe: i mi soli quel eh io soglio.

Leggiuto. Leggili per

LEGGIADRAMENTE

63

Uscite ,

Legga ec. Sen.Puu.202. EcMuLÌÌ;, Yv® ""uscendo e ritornando. (Pr) ce t;a;1 Citamij 1 alito

3 -* Con vario modo. Pisi. S. Gìr.ff Allora con tanto studioe fervore attesi a studiare e leggere nelibri della Scrittura santache mai in prima non avea tanto affettuosamente studiato li libri defilosofi c de poeti. E 411 . Cantano salmi a lor modo e leggono dellescritture sante per loro usanza. Frane. Sacch.rim. nella Tav.Hnrb.alla v. Vestia. E poi fii spero , che par che si leggia f/eggaj Alcundottor, che Safro nome avea. (V)

7 LVq. Conoscere checchessia a contrassegni. Tasi. Ger. 4-ben p istoria del mio mal futuro Leggergli scritta in fronte allorparve.

77 Dichiarare , Insegnare , [ Esser lettore , professore.] Lat. decere.

. r - didUextiv. Buco. nov. yg. 3o. Volitino lasciare a me solo, cheio leggessi a quanti scolari vaveva le medicine. Dior. Morrai. Do-menica , adi 3 d Ottobre s 3 y 3 , incominciò in Firenze a leggere iltJante rnesser Giovanni Boccacci.

lar sapere , Scoprire , Manifestare. Dant. Inf. 10 . Le sue parolep 1 m<x L > della pena Mavevan di costui già letto il nome; Però fu_V r l)P° s h l cosi piena. (V)

in , eo ( sec °ndo caso in luogo del quarto, fig.] Leggere dalcuna cosaeal| Esserne molto pratico. Lat. instructissimum esse, probe

da CrC ,L ecc ò. Ine. 1 . 4- [A che proposito Innamorarsi chi non hal ; er S f ) Cnt 0re ? A.] Oh favellane meco, che so leggerne (Come si dice>ual(? ) >n cattedra. E Esalt.Cr.i. 1 . [Benissimo sapete quanto

Di coté 1 *' *n e Losdroa re dePersi a questo Regno, e come ec. D.]re 1 stl Danni ve ne potrei leggere in cattedra.

£l cr me

ass. nc [ signif. Fil. S. Gio. Bali. 196 . Chiunque leggeCl si pensi le cose che doyeano essere. (A chiunque io do

del S-

avrei ben tolto.

flt.

8 T CE nel

J. 2 .] Fetr. canz. <^5. 5. Nella fronte a Ma-

vico d u S n - del <j. 3.] Dant. Pur. 10. i3 7. Che, leggendo nelmilinenl > Sillogizzò invidiosi veri. Cas. leu. 36. Sono si-

Lveìat 16 ric ** esto di trovare un filosofo per mandar in Francia a undnàuìl ^ uesto vorrebbe essere atto a leggere a detto signore. »

an dandó S Si mise crllma sutito >» viaggio-E giunse

Pii. r7'/i 0 ^!) 0r verso Oriente,' Dove leggea quel nome tanto prudente,andò ^ o- Ingiuriato dall invidia de dottori di Bologna , se ne1) -. r \ Suna , « quivi lesse. (N)

c/lessi), °r> S a f r^ uisce <d libro, o testo, net quale è scritto chec-autstn l JJep ' P >ec . llm - (>9- Ahbiam giudicato poter sicuramente in

lo ._ p nogo seguitar 1 ottimo libro , che cosi legge ec. ( V)

àltri ; rC L'citare lezioni. Farcii, le z. 4ri. Pf '

,- 1 .'inali insin '

c eia letto.

qui con toni

4-3- Per tacere ec. di tantidottrina e eloquenza hanno chi ora-

11 Vedere, Riconoscere. Buon. Tane. 2. 5. Non è piovuto fin dacarnasciale. Piel. In modo che no arem mala ricolta? Cecch .Leggetevoi come sta la campagna: Fuor che del vino, ella non sarà molta.(V)£ Salviti. Annoi, ivi-. Leggete. , riconoscetelo nella vista della cam-pagna. I Greci il leggere lo dicono un riconoscere, cisxyivs rcm .(N)

12 Per melaf. Dieesi Saper leggere per Saper qualche cosa. Las '.Parenl. 3. 1. Tosto mi chiarirò se io son losco, o sio so leggere.(V)

1 3 Dicesi Lèggere sul libro dalcuno Discorrere defatti datcu-no, anzi in biasimo che altrimenti. Lat. alicujus ferrum in igne est.Maini. 5 . 29. Costui, che quivi sè posto a bottega A legger soprail libro detta strega.

1 4 Mandare i vestiti a leggere = Impegnarli. Pataffi Le calze bopesto a leggere e imparare.

1 5 [A 7 , pass, nel 1. sigi f.] Pel.r. canz. 38.4- Uomini e Dei solea vin-cer per forza Amor , come si legge in prosa en versi.

16* Leggersi nel pensiero, nel cuore ec. Apparire nellesterno gliaffetti del cuore. Peti', som 28. Di fuor si legge com io dentro av-vampi. (A) (N)

1- Recitare , Dire. Dant. Purg. 26. In obbrobrio di noi, per noisi legge , Quanto partiainci , il nome di colei ec. (N)

18 '[Eri in fòrza di sm.] An'igh. 5o. Lo spesso leggere menoma lemie pene.» Salvia. Annoi. F.ti. 3 . 2. 18, Il leggere dicono i greci,conservare e ragionare co libri. (N)li; * (Mus.) Leggere la musica dicesi quell' eseguirla leggendo lenate , guardando in primo luogo all alternativa della IoiO acutezzae gravità ; 2.° paragonandole e dividendole rispetto al loro relativovalore, e 3.° rendendo conforme tal valore relativo al tempo indicato.Se poi a questa facoltà va urlila quella di eseguire disiintamente latale o tal altra Patte giusta le regole dell arte , e d inluonorta colladovuta celerità, allora chiamasi Leggere a vista o a prima vista. (L)Leggeuetto , Leg--rét-to. Add. m. dim. di Leggero. Lo stesso cheLeggierctto. F. Magai. Sidr. pag. 20. Io dico Di certa razza uc-celli, che a tuttora Saltellando nevati di frasca in frasca , Q rasi delsaltellar l'unico intento Fosse il dar lena al leggeretto piede. (B)Leggerezza , Leg-ge-réz-sa. i \ f'. Lo stesso che ] Leggierezza Tes. Br.

з . 5 .La sua leggerezza la fa bene movente dallima quali tade allaltra.»Dòti. S. Greti. L i3. c. 11. Benedisse la pittra ( che non poteamuoversi ), e con tanta leggerezza incontanente si potè levare , comese non pesasse niente. (V)

2 Incostanza , Volubilità. Lat. levitas, inconstantia. Gr. xov$6tzs,utrTxirix. Lab.296, Forse della vanità di lei e della leggerezza scapi-tando. Serti* Stor. 1. Alle quali sceleratezze il Re , per ^.leg-gerezza e perfidia, che è naturale ne Barbari, chiudeva gli occhi. L

и. 92. Sapparecchiava di rinnovar la guerra per terra e per marecolla medesima leggerezza che V avea deposta. Stor. Eur. 7.<6o.Perla qual cosa lasciando a parte ed esso e le leggerezze di quella corteec. , me ne torno alle cose deYiniziani.

3 Facilità \ come Leggiere per Facile. Amm. Ant. 53 . ( Firenze

1661.) La quinta, della malagevolezza o leggerezza di vertude.(LWì!s.del Mare sentii a pag. 44 ' disliuz. 4 1 quinta della malage-

volezza e facilità che accompagna la virtù.) (\)

4Par metaf. t dteesi di cosa di poco fondamento^ di poca sustanza.]OmeJ. «V. (Jreg. Dopo la qualità ne viene la leggerezza del giuoco.»Gal. Sagg. 42. lo non credeva, signor mio illustrissimo,dover con-sumar tante parole in queste leggerezze. (N. S.)

Lecgkrissimameiste , Leg-ge-ria-si-nia-mén te. [Avo.] superi . [ Legger-.mcnte. Lo stesso c/ie] Leggierissimamente. F. Parch.Stor.g.265. Conuna berretta in capo di panno nero scempia , o di rascia leggerissi-iiiamente soppannata.

>2 Agevohssimamente. Lat. facillime. Bocc. nov. 98. 18. Potendololeggerissiniamentc altra moglie trovare , ma non altro amico , io vo*gito innanzi ec. trasmutarla, che perder tc. Amm. Ani. 10. 2. 10.Leggerissirnamente sara buono, se da quello ti guardi, che tu biasimi.Leggerissimo, Leg-ge-ris-si-mo. [ Add . ni. superi . di Leggero. Lostessoche ] Leggierissimo. F.Bocc.nov. 59.6. Siccome colui che leggerissimoei a , prese un salto. Lab. 3 j 3 . Me , al quale prima immobile e im-pedito esser pareva , senza saper di che , te incontanente parereleggerissimo e spedito.

2 Per metaf. ( pochissimo fondamento.} Bemb. A sol. 1. iy. Fa-sciandolo di leggerissime speranze , poscia il nodriscouo di vani estolti pensieri.

LlggermeaNte , Leg-ger-nnhvte. [Avv. Lo stesso che } Leggiermente. V . »PaUad.Ql10bv.cap.s2. Pulitesi iàr piantano, cioè ciriegeto, chi spandain questi mesi enoccioli loro, li quanar-con molto leggermente. (B)Leggero , Leg--ro. Add. m. Di poco peso. Pe di Leggiero. *>«££.ìiat.esp. j. Ingombrata ( Laria ) da nuvoli, o gravata di nebbia , si fapiù rara , o più densa, e più leggera o pesante, ec. (V) Dain.ln/.o,Volentieri Parlere a que duo cìiemieme vanno, E pajon si al, ventoesser leggeri. E II un. Ub. 1. son. 3 . In abito legger di pellegrino. (.>)

2 Facile. Guitt. leu. so. Oy. Cosa che è fermata in natura e in vo-

glia, non è guaire leggera diradicare per sermone cc. , siccome nonleggere è eresia. (V) _ t , .

3 < Breve, Corto. Dant. Rim. lib. 1 -f- d. Mentr 10 pensava la unafragil vita , E vedrà il suo durar com è leggero , ec. (B)

4 Detto di Colore , Tinta e simili. Sa$$. nat. esp.y. Essendosi os-servato che, per leggera e sfumata che sia la tinta, nondimeno il cri-stallo non acquista niente. (V )

5 _ Dello di Pensiero. Fr. Barb. i 5 8. 2. Si che tornar ci convoca al

pensiero Dolce, ma non leggero. O )

Leggiaccia , Leg-giàc-cia. [V/i] p^g. di Legge. Cr. alla 0. Dare legge, $.2.Leggiadramente, Lcg-gia-dra-méu-te. Aw. Con leggiadria, [Graziosa -mente , Garbatamente .} Lat . dextere , venuste, scite. Gr. òsfyws, w-fjLshÙs, ttyvve. Bocc. nov. 8 2. 2. da un soprastante pericolo , leg-giadramente parlando, diliberò. E Vii. Dani. 227

Comecché molti