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LEGNOSETTO
3. Da certi legni di Saracini, dopo lunga difesa , co’ suoi compagniJu preso. Cron. Veli . 66. Avendo uu legno comune, il quale il dettoliccio governava e guidava.
2 •— Fìg. Repubblica o Governo dello stato , allo stesso modo chedicesi Nave. Bocc. Leti. Al timone di si gran legno in tanta tem-. pesta faticali son posti. (A)
0 (Ar.Mcs.) Nome generale dì qualunque specie di Cocchio , Carro ,Plaustro e ogni arnese di tale specie, Tass. Rim. Froich . Son. 20.Q u el che l’Europa col mirabil ponte All'Asia giunse e sulle stradeondose Guidò cavalli cd armi, e le sassose Fe’ piane a’legni. (Parla'dì Serse .) (N)
e gkosetto , Lc-gno-sét-to. Add. m. Che ha un paco di legnoso. Lib .f -‘ur. malati. Aucora i semi delle fraole si ìnaudano con le fecce iu-j ' ri 3 perchè hanno del lògnositto. » (Qui inforza di sm.J (N)cnosita , Le-gno-si-tà, Sfasi, di Legnoso; e pressoi pittori astrattoLe laniera legnosa. Foc. Dis. F. Legnoso , J, 2. (A) ^
-ckoso , Le-giiò-so. Add. m. Che tiene del legno. Lai. lignosus.
-- • -• .
Gr.
‘ Y x* Cr. 6. 101. 1. Ama (la ruta) il fico , intantochè sotf esso,0 allato ad esso, meglio clic in altra parte , alligna ; e quando è in-occhiala, diventa legnosa. F appresso : Quando è indurata, e fattay'Snosa , non pullula bene , se non si taglia appresso alle radici.
Fior. j‘ò. I frutti si mondano dalla scorza di fuori c dal seme2 °V)- e felina parte legnosa che in ossi si contò ne.
"“v Ut.) Maniera legnosa, si è dello il vizio di quel pittore Uquile,( J' ianl unque abbia buon colorito , invenzione e altre belle qualità ,1 javia , per una certa infelicità del gusto suo nel fare sveltir le parti^lle figure , le fa apparir dure , quasi che fossero ritratte non daì.p etS ° na Vlva > ma da una statua di legno dipinta. Foc. Dis. (A.)ckotide. * (Bot.) Le-gnò-ti-dc. Sf F. G. Lai. legnotis. (Da tegnonangia ^ onde tegnotos fornito di frangia.) Nome da Swartz dato algenere cassìpurea stabilito da A ubici , in considerazione dei eia -9*^ suoi pendi finamente tagliuzzati e frangiali , attaccati al fondoc t calice diviso in quattro o cinque parti ; il frutto è una Cassolaa } r p cellette con tre semi: appartiene alla classe poliandria mono -\ i y l ' U(L 1 € d atla famìglia delle eleocarpee. (Aq) (IN)
-c^colo. (Ar. Mcs.) Le-gnuò-lo. Sm. Quel composto di piu fila attorte,Lr.c° K CUl s ì.f ort/l l mo 1 o canapi , che anche si dice Cordone. (A)ÌH^ 20 5 Le-giius-50. [Sm.] dim. di Legno. Fìt. Benv. Celi. 22J.e ^ L v ec ’i 1 s J eso da cavallo, e preso i cardi c’icgnuzzi ,
I
0 ordine di voler far fuoco , cc.
LI. * T ’ i- ... A. .
-boom. * (Gcog.) Lò-go-lì. CasièlFdi Toscano nellaCkgomzu, l.c-go-i-ì-:i a. ISJ. Lo stesso che ] Regolma. f • - ■ ’
sflo. PÌ6 .0 eli rotto™ 0 legorizia, « (U focale}, ah !,torio ha: l'posso iar del mondo masserizia , Fero sologoiìzia. )_(1 j)
Legulei!
Le-gn-lè-i-co. Add. m. Appartenente a legulejo,Jjolt. Folg. i. Praem. Berg. (Alin)
Le-gu-lò-jo. Add « e sm. Nel senso de’ Latini vide. Uomo applicalo allo studio
De Lue.
Leguleio , -- . irei senso rie' Lalini vale Giure-
consulto , Uomo appi,calo allo studio delle leppi , senza però richia-marne le origini da’ fonti della natura e senza filosofarvi sopra maSeguitando V autorità del testo, e le parole della legge. Salvia.’ (A)Legume , Lc giVmc. [.S’m. Legumi si dicono quelle granella che alcunepiante producono entro a baccelli, e anche i baccelli stessi, e lePiante che li fonno. I Legumi mangerecci ] come ceci, cicerchie ,Lpti , piscili, tiive , rubigini e simili si chiamano anche più par-iico/ar,nenie Civaje. Lai. ìcgnraen. Gr. òezfptov. Fav. Esop. Truova®Pparccchiato da mangiare inoclii e cicerchie e fave, e altri legumi./)/.Idqbr. P. jy. £ cos ; potete intendere di tutti cavoli, di tuttee di tutti legumi, e tutte altre cose. Tes. Br. 3 . 7. Quandoref^™ ^ cotta in un piccini vasello di rame, se ella non fa limo nès 1,1 111 fondo, si è buona, che cuoce tosto li legumi. Pala/f. 7. Ior nato vestilo col legume , Percb’aggio delle fave, ma non biada.W cela rozza al/egoria.J S erm. S. -égost.. 22. Il legume non
3__ P'/n 6 ’ sono cosa ventosa.
che /.?*.■) Specie di pericarpio capsolare membranoso a due valveIec. oj/ 1 ™ “derno porta i semi attaccali da un lato solo. (N)nioj l!, .°. so - (Bot.) Le-gu-mi-nó-so. Add. m. Aggiunto dato da’bota-s„ fl0 Q e Piante , il citi seme è chiuso in gusci 0 baccelli , comee} Lp f'j'' e e c ^ le producono i legumi, o le civaje ; ed anche quei fiorianche ’Z 10 .forche siniiglianza coll' ali delle farfalle , e perciò detti3 jy^Pdionacei. l 'A-i
LEI Qg
me giammai da voi.^GuA/. leu. iy. S* per ignorariza lwi lei pec-cato. ( Cioè , A lei , Contra lei. ) (V) CasteU>etr. Giunt. Bemb. /.3 . Appresso ce ne sono due , cioè lui e /eè, a’ quali si può levar fa,e non mai il dì ; c quando si leva loro la a , devono essi di neces-sità dipendere da’ verbi : lei dissi io , io dissi lei : Dante rispose lui ,e lui rispose Dante . Ed è cosa molto ragionevole , che questi d’u?vicenomi scrvauo al terzo caso , senza altra preposizione , essendopresi dal terzo caso latino , ///«, Ante, <?/. (Gin )
3 — [Non che a persone y si riferì talvolta anche a Deitài End di ragioneo simile a cui genere femminile s'attribuisca.'] Atnet. ys. Là dove iloro discendenti , per la loro virtù avanzante sempre chi segue lei,in processo di tempo ebbero grandissimo stato. Bocc. nov. gg. 1. Fi--lomena , in ciò che dell’amistà dice, racconta il vero, e con ragio-ne cc. si dolse, lei oggi così poco da’ mortali esser gradita-
a — Fd anche ad animale senza ragù'ne. Petr. son. 152 . Famanell’odorato e ricco grembo D’arabi mouli lei ripone e cela (la fenice.)
3 — Ld anche a cose inanimate. Bocc. nov. 3 '). 12. Videro ildrappo , ed in quello la testa non ancor sì consumata , che essi allacapellatura crespa non conoscessero lei esser quella di Lomizo./)a/jf,Purg. Ò. 120. La pioggia cadde , cd a’fossati venne Di lei ciò chela terra non sofferse. Petr. canz. 20. 7. Canzone , i’ sento già stan-car la pernia Del lungo e dolce ragionar con lei.
4 — Colla particella Che, [La quale.] 0 simi'i. Petr. son. i 36 . Ad or ador a me stesso m’involo, Pur lei cercando, che fuggir devria. F canz«
Invoco lei, che ben sempre rispose, Chi Ja chiamò con fede, Dant.Purg. ij . ig. Deli’empiezza di lei , che mutò forma Nell’ucce! chea cantar più si diletta, Nell’immagine mia apparve l’orma .Cas.sotu35 . E i begli occhi , e le chiome all’ aura sparse Di lei, che stancain riva di Peueo Nuovo arboscello ai verdi boschi accrebbe.
5 — Trovasi talvolta Di lei fra l'articolo e 'l susì.; ma è modo schi-vato da’ buoni autori. Fir.Asin. i 38 . Dna delle di lei sergenti. (\)
2 — F senza il segnacaso Di, se il testo è corretto. Pecor. g. 25 .n. 2. S’ingegnava di tener pasciuto di parole il lei desiderio. È 20. 2.E questa fu la lei forma. (C’o/«e direbbesi la costei forma, ec. ) (V)
6 ***- * hi lungo del possessivo Se o Suo. Bocc.g. 3 . n. 3 . Ed essendociaccorta , che costui usava mollo con un pedagoga , c stimò costeiessere ottimo mezzano tra lei ed ii suo amante. F gg7« n» 6. Edessendosene la donna andata a stare ad una sua bellissima possessionein contado , avvenne che ella mandò per Lionetto , che si venisse astar con lei. Filoc. I. 5. La donna risentendosi , cominciò a chiamarla madre di lei. ( Cioè , chiama;- la sua madre.) (Cin)
y — * per \oi. Bocc. g. 7. 11.6. La donna domundollo quello che egliandasse facendo. Il cavaliere disse : lo mi sono venuto a stare alquanto*con esso lei. ( Cioè , a stare con esso voi. Frase tanto famigliale a’moderni , quanto agli antichi .peregrina ed incognita.) (Cin)
5 — Nel caso retto non [pub nè dee usarsi giammai , sebbene seti trovinomolti esempi negli scrittori approvali , quali sono i nostri comici an-tichi) e Giusto de'Conti ) il Pulci ^ il Semi) Antonio Alamanni) ilChiabrem ed altri ancora.] « Pecor. g. 20. n. 2. Claudio prese lafanciulla , e menavaia via : lei s’ atteneva al padre, abbracciandolo , egridando : ec. (V) Dant, Purg. 21. Ma perche lei che di c notte
Honacci. (A)
di piante fol piti ed in forza di sf. Leguminose. Famiglia naturale
piA pnpivl;f 1 ° t, ^ edt,n ‘ polipetali , a slami periginii, corolla varia, per lo^‘Sitine i’sénì ace ‘ 1 ' 0 ‘'' ,n0 semplice,libero-, fruito cassulare, e per lo piùdindono l e '1,/°“ ullum e o senza) embrione sempre curvo j vi si conletl go no i ° mit qosee) (e lumen iacee , e le papìglionacee cui appar *I ^ r >vù i g a ^f ueri .fagiolo , pisello , mimosa gledischia , ceratonù^e lat * ar (e tL, e - rncc hiudc molte di alimentarie , di medicinali . e per
0» (N)
d p U (l pentj') Leh -màn-ni a. Sf. Lat. lebmannia. Genere di pianteC( dice di tf lC r/a m0ì } 0 S^ !,lt h famiglia delle sohenee , caratterizzate dal1 e s otiii e e UC J° ì)aU J . ( ^ a ^ a ‘corolla tingente con tubo lungo inaiavoPro» co S' 1 stami sporgenti) e da una capsula con due semi.(fi)
-
- con, personale fatn \cn
( Dal lat. illae che si trova in preso
C ®S0 di ilfe , illa colui , colei.) . nm . w daro finto ^ 1'V - V
c ^ e gU stniittenti-venissero, e P er , c0 ^ ‘ --
lttl Luto, ee. E nov. 5. rP
f. V; .Vf;V.y-T ..
iU , " 1 ' iene si usa in tuUt 0 cast obbliqui di Ella.“e che si trova in Lucrezio per illius o illi, secondo e terzoBocc. Jntrod. 5 y. Comandò la Ilcina
m • ) di non. offenderla per troppa
10. Temendo a suo petto pose, ec.
140,18< ’P ra ll P ctto dl k l sia ’’ 111111 - ’ fi 1 i a donna, che trovalaavea "'7- Comprese per gU arnesi 1 ’ taroe „te conobbe al-V 0Vl ( dovere essere gran gentildonna , e lei
che vedeva dall’altre fare a lei sola. (Gui) Davi.
Pu T , t Uc °l segno del terzo caso sottinteso , ma' ‘L g
$ 3 . gi . Orni* io risposi lei ; non mi v
Etra'. IF.
-fila , Non gli uvea tratta ancora la conocchia. (Cin) Morg . 2#. 66-.Maigigi guarda i suoi brutti vestigi, E lei pur lui, e par piena d-’an-S jff* Ghè l’un dia voi ben l’altro conosce. Segr. Fior. O-p. t.4, n 21,(Fdiz. Tir. ij&6. 4. 0 ) Non poteva nè lei, nè altri fare ec. Lui repli-cò solo cc. Red. leu. t.. 3, », 126. Ora lei sente come sta il negozio.F t. 5 .p- ic)8 Or veda mo lei, come io l’ho servita bene ec. [N)
9 — * Usalo dopo i verbi Essere, Sembrare, Parere, si pub considerarlocome quarto casti) dando a lai verbi la forza attiva. F. Essere, 3 ^.Menz. Sat. 6. Ben questa è una astuzia fino, Sembrar lei che portò/l’acqua nel cribro. (Cin)
10 — * Ed unito ai gerundi. Petr. p.1. canz.26. Ardendo lei else comeun ghiaccio stassi. Castelvetr. Pros. Bemb. I. 3 . Stimando altri, cheil gerundio , il come , c ’1 verbo essere regga sempre il primo caso,si è dubitato se si debba dire, che debbano essere primi casi, 0 poravveduta scienza, o.per trascurata ignoranza degli scrittori. Ma, come*dico , non sono primi casi nè per iscienza , nè per ignoranza degliScrittori; ma quarti, o sesti, come apparirà manifestamcnte.E primacominciando dal gerundio, del quale si tratta qui principalmente, dico,che tutti gli scrittori antichi usarono indillèrentemrnte di accompa-gnare il primo caso e ’l sesto col gerundio de’ verbi che Uniscono inse T azione. Laonde Giovarmi Villani disse stando lui , e andando-h i) e lui vivendo , e simili bene spesso ; c senza addurre la testi-monian/.a degli altri, che parlano così , il Boccaccio nelle novelledisse : Essendo lei con un prete, per la qual cosa non è da unirà:vi-gliarsi di Dante , nè da biasimarlo, perchè dicesse latrando lui', l’au-torità e l’uso de’quali, c degli altri seguì (dica dò che si vogliail Bembo) il Petrarca quando disse ardendo lei. (Cin)
11 —* Posposto alla parti-ella Come. Bocc.g. 5 .n. 3 . Pietro die più alviso di lei andava guardando, che al cammino, non essendosi tostocome lei, de’fanti che venieno avveduto. Duvanz.Scism. Al re ven-nero in sospetto d’intenderla , come lei , c ne lu il Rofìease accu-sato. (Cin)
12 —* Posposto alla particella Ecco, Bocc. Tese1d.p-.26. Ecco lei quial tuo comandamento , Con lui vivendo ancor t ! allegra ai, (Gin )
13 —* Posposto alla particella Dove.Ftr.nov.6. Lo miser tanto fu, chee’non aveva mai bene, se non quando era, dove lei , o ragionavadi lei con quei suoi briganti. (Cioè, dove trovava o vedeva lei.) (Gin )
i.j. —* Posposto alla particella Ancora. Bemb.,-hai. l.~ 3 . Messasi ancor-ici a sedere sopra la verde e dipinta erbetta all’ombra digli allori.
( Qui lei puh prendersi come sesto caso assoluto.J (Cin)
i5 —* Usato nell'esclamazione. Petr. Trioni, D’vin. E tra 1’altre leg-giadre*, e pellegrine, Beatissima lei, che Morte ancise , Assai di quadal naturai confine ! Bemb, son. .a 5 , E Li ben nata ,, che si chiare»