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Vol. IV.
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LEGNOSETTO

3. Da certi legni di Saracini, dopo lunga difesa , co suoi compagniJu preso. Cron. Veli . 66. Avendo uu legno comune, il quale il dettoliccio governava e guidava.

2 Fìg. Repubblica o Governo dello stato , allo stesso modo chedicesi Nave. Bocc. Leti. Al timone di si gran legno in tanta tem-. pesta faticali son posti. (A)

0 (Ar.Mcs.) Nome generale qualunque specie di Cocchio , Carro ,Plaustro e ogni arnese di tale specie, Tass. Rim. Froich . Son. 20.Q u el che lEuropa col mirabil ponte All'Asia giunse e sulle stradeondose Guidò cavalli cd armi, e le sassose Fe piane alegni. (Parla' Serse .) (N)

e gkosetto , Lc-gno-sét-to. Add. m. Che ha un paco di legnoso. Lib .f -ur. malati. Aucora i semi delle fraole si ìnaudano con le fecce iu-j ' ri 3 perchè hanno del lògnositto. » (Qui inforza di sm.J (N)cnosita , Le-gno-si-, Sfasi, di Legnoso; e pressoi pittori astrattoLe laniera legnosa. Foc. Dis. F. Legnoso , J, 2. (A) ^

-ckoso , Le-giiò-so. Add. m. Che tiene del legno. Lai. lignosus.

-- - .

Gr.

Y x* Cr. 6. 101. 1. Ama (la ruta) il fico , intantochè sotf esso,0 allato ad esso, meglio clic in altra parte , alligna ; e quando è in-occhiala, diventa legnosa. F appresso : Quando è indurata, e fattay'Snosa , non pullula bene , se non si taglia appresso alle radici.

Fior. jò. I frutti si mondano dalla scorza di fuori c dal seme2 °V)- e felina parte legnosa che in ossi si contò ne.

"v Ut.) Maniera legnosa, si è dello il vizio di quel pittore Uquile,( J' ianl unque abbia buon colorito , invenzione e altre belle qualità ,1 javia , per una certa infelicità del gusto suo nel fare sveltir le parti^lle figure , le fa apparir dure , quasi che fossero ritratte non daì.p etS ° na Vlva > ma da una statua di legno dipinta. Foc. Dis. (A.)ckotide. * (Bot.) Le-gnò-ti-dc. Sf F. G. Lai. legnotis. (Da tegnonangia ^ onde tegnotos fornito di frangia.) Nome da Swartz dato algenere cassìpurea stabilito da A ubici , in considerazione dei eia -9*^ suoi pendi finamente tagliuzzati e frangiali , attaccati al fondoc t calice diviso in quattro o cinque parti ; il frutto è una Cassolaa } r p cellette con tre semi: appartiene alla classe poliandria mono -\ i y l ' U(L 1 d atla famìglia delle eleocarpee. (Aq) (IN)

-c^colo. (Ar. Mcs.) Le-gnuò-lo. Sm. Quel composto di piu fila attorte,Lr.c° K CUl s ì.f ort/l l mo 1 o canapi , che anche si dice Cordone. (A)ÌH^ 20 5 Le-giius-50. [Sm.] dim. di Legno. Fìt. Benv. Celi. 22J.e ^ L v eci 1 s J eso da cavallo, e preso i cardi cicgnuzzi ,

I

0 ordine di voler far fuoco , cc.

LI. * T i- ... A. .

-boom. * (Gcog.)-go-. CasièlFdi Toscano nellaCkgomzu, l.c-go-i-ì-:i a. ISJ. Lo stesso che ] Regolma. f -

sflo. PÌ6 .0 eli rotto 0 legorizia, « (U focale}, ah !,torio ha: l'posso iar del mondo masserizia , Fero sologoiìzia. )_(1 j)

Legulei!

Le-gn--i-co. Add. m. Appartenente a legulejo,Jjolt. Folg. i. Praem. Berg. (Alin)

Le-gu--jo. Add « e sm. Nel senso de Latini vide. Uomo applicalo allo studio

De Lue.

Leguleio , -- . irei senso rie' Lalini vale Giure-

consulto , Uomo appi,calo allo studio delle leppi , senza però richia-marne le origini da fonti della natura e senza filosofarvi sopra maSeguitando V autorità del testo, e le parole della legge. Salvia. (A)Legume , Lc giVmc. [.Sm. Legumi si dicono quelle granella che alcunepiante producono entro a baccelli, e anche i baccelli stessi, e lePiante che li fonno. I Legumi mangerecci ] come ceci, cicerchie ,Lpti , piscili, tiive , rubigini e simili si chiamano anche più par-iico/ar,nenie Civaje. Lai. ìcgnraen. Gr. òezfptov. Fav. Esop. Truova®Pparccchiato da mangiare inoclii e cicerchie e fave, e altri legumi./)/.Idqbr. P. jy. £ cos ; potete intendere di tutti cavoli, di tuttee di tutti legumi, e tutte altre cose. Tes. Br. 3 . 7. Quandoref^ ^ cotta in un piccini vasello di rame, se ella non fa limos 1,1 111 fondo, si è buona, che cuoce tosto li legumi. Pala/f. 7. Ior nato vestilo col legume , Percbaggio delle fave, ma non biada.W cela rozza al/egoria.J S erm. S. -égost.. 22. Il legume non

3__ P'/n 6 sono cosa ventosa.

che /.?*.) Specie di pericarpio capsolare membranoso a due valveIec. oj/ 1derno porta i semi attaccali da un lato solo. (N)nioj l!, .°. so - (Bot.) Le-gu-mi--so. Add. m. Aggiunto dato dabota-s fl0 Q e Piante , il citi seme è chiuso in gusci 0 baccelli , comee} Lp f'j'' e e c ^ le producono i legumi, o le civaje ; ed anche quei fioriancheZ 10 .forche siniiglianza coll' ali delle farfalle , e perciò detti3 jy^Pdionacei. l 'A-i

LEI Qg

me giammai da voi.^GuA/. leu. iy. S* per ignorariza lwi lei pec-cato. ( Cioè , A lei , Contra lei. ) (V) CasteU>etr. Giunt. Bemb. /.3 . Appresso ce ne sono due , cioè lui e /, a quali si può levar fa,e non mai il ; c quando si leva loro la a , devono essi di neces-sità dipendere da verbi : lei dissi io , io dissi lei : Dante rispose lui ,e lui rispose Dante . Ed è cosa molto ragionevole , che questi du?vicenomi scrvauo al terzo caso , senza altra preposizione , essendopresi dal terzo caso latino , ///«, Ante, <?/. (Gin )

3 [Non che a persone y si riferì talvolta anche a Deitài End di ragioneo simile a cui genere femminile s'attribuisca.'] Atnet. ys. dove iloro discendenti , per la loro virtù avanzante sempre chi segue lei,in processo di tempo ebbero grandissimo stato. Bocc. nov. gg. 1. Fi--lomena , in ciò che dellamistà dice, racconta il vero, e con ragio-ne cc. si dolse, lei oggi così poco da mortali esser gradita-

a Fd anche ad animale senza ragù'ne. Petr. son. 152 . Famanellodorato e ricco grembo Darabi mouli lei ripone e cela (la fenice.)

3 Ld anche a cose inanimate. Bocc. nov. 3 '). 12. Videro ildrappo , ed in quello la testa non ancor consumata , che essi allacapellatura crespa non conoscessero lei esser quella di Lomizo./)a/jf,Purg. Ò. 120. La pioggia cadde , cd afossati venne Di lei ciò chela terra non sofferse. Petr. canz. 20. 7. Canzone , i sento già stan-car la pernia Del lungo e dolce ragionar con lei.

4 Colla particella Che, [La quale.] 0 simi'i. Petr. son. i 36 . Ad or ador a me stesso minvolo, Pur lei cercando, che fuggir devria. F canz«

Invoco lei, che ben sempre rispose, Chi Ja chiamò con fede, Dant.Purg. ij . ig. Deliempiezza di lei , che mutò forma Nellucce! chea cantar più si diletta, Nellimmagine mia apparve lorma .Cas.sotu35 . E i begli occhi , e le chiome all aura sparse Di lei, che stancain riva di Peueo Nuovo arboscello ai verdi boschi accrebbe.

5 Trovasi talvolta Di lei fra l'articolo e 'l susì.; ma è modo schi-vato da buoni autori. Fir.Asin. i 38 . Dna delle di lei sergenti. (\)

2 F senza il segnacaso Di, se il testo è corretto. Pecor. g. 25 .n. 2. Singegnava di tener pasciuto di parole il lei desiderio. È 20. 2.E questa fu la lei forma. (Co/«e direbbesi la costei forma, ec. ) (V)

6 ***- * hi lungo del possessivo Se o Suo. Bocc.g. 3 . n. 3 . Ed essendociaccorta , che costui usava mollo con un pedagoga , c stimò costeiessere ottimo mezzano tra lei ed ii suo amante. F gg7« n» 6. Edessendosene la donna andata a stare ad una sua bellissima possessionein contado , avvenne che ella mandò per Lionetto , che si venisse astar con lei. Filoc. I. 5. La donna risentendosi , cominciò a chiamarla madre di lei. ( Cioè , chiama;- la sua madre.) (Cin)

y * per \oi. Bocc. g. 7. 11.6. La donna domundollo quello che egliandasse facendo. Il cavaliere disse : lo mi sono venuto a stare alquanto*con esso lei. ( Cioè , a stare con esso voi. Frase tanto famigliale amoderni , quanto agli antichi .peregrina ed incognita.) (Cin)

5 Nel caso retto non [pub dee usarsi giammai , sebbene seti trovinomolti esempi negli scrittori approvali , quali sono i nostri comici an-tichi) e Giusto de'Conti ) il Pulci ^ il Semi) Antonio Alamanni) ilChiabrem ed altri ancora.] « Pecor. g. 20. n. 2. Claudio prese lafanciulla , e menavaia via : lei s atteneva al padre, abbracciandolo , egridando : ec. (V) Dant, Purg. 21. Ma perche lei che di c notte

Honacci. (A)

di piante fol piti ed in forza di sf. Leguminose. Famiglia naturale

piA pnpivl;f 1 ° t, ^ edt,n polipetali , a slami periginii, corolla varia, per lo^Sitine isénì ace 1 ' 0'' ,n0 semplice,libero-, fruito cassulare, e per lo piùdindono l e '1,/° ullum e o senza) embrione sempre curvo j vi si conletl go no i ° mit qosee) (e lumen iacee , e le papìglionacee cui appar *I ^ r > i g a ^f ueri .fagiolo , pisello , mimosa gledischia , ceratonù^e lat * ar (e tL, e - rncc hiudc molte di alimentarie , di medicinali . e per

0» (N)

d p U (l pentj') Leh -màn-ni a. Sf. Lat. lebmannia. Genere di pianteC( dice di tf lC r/a m0ì } 0 S^ !,lt h famiglia delle sohenee , caratterizzate dal1 e s otiii e e UC J° ì)aU J . ( ^ a ^ acorolla tingente con tubo lungo inaiavoPro» co S' 1 stami sporgenti) e da una capsula con due semi.(fi)

-

- con, personale fatn \cn

( Dal lat. illae che si trova in preso

C ®S0 di ilfe , illa colui , colei.) . nm . w daro finto ^ 1'V - V

c ^ e gU stniittenti-venissero, e P er , c0 ^ --

lttl Luto, ee. E nov. 5. rP

f. V; .Vf;V.y-T ..

iU , " 1 ' iene si usa in tuUt 0 cast obbliqui di Ella.e che si trova in Lucrezio per illius o illi, secondo e terzoBocc. Jntrod. 5 y. Comandò la Ilcina

m ) di non. offenderla per troppa

10. Temendo a suo petto pose, ec.

140,18<P ra ll P ctto dl k l sia 111111 - fi 1 i a donna, che trovalaavea "'7- Comprese per gU arnesi 1 taroete conobbe al-V 0Vl ( dovere essere gran gentildonna , e lei

che vedeva dallaltre fare a lei sola. (Gui) Davi.

Pu T , t Uc °l segno del terzo caso sottinteso , ma'L g

$ 3 . gi . Orni* io risposi lei ; non mi v

Etra'. IF.

-fila , Non gli uvea tratta ancora la conocchia. (Cin) Morg . 2#. 66-.Maigigi guarda i suoi brutti vestigi, E lei pur lui, e par piena d-an-S jff* Ghè lun dia voi ben laltro conosce. Segr. Fior. O-p. t.4, n 21,(Fdiz. Tir. ij&6. 4. 0 ) Non poteva lei, altri fare ec. Lui repli- solo cc. Red. leu. t.. 3, », 126. Ora lei sente come sta il negozio.F t. 5 .p- ic)8 Or veda mo lei, come io lho servita bene ec. [N)

9 * Usalo dopo i verbi Essere, Sembrare, Parere, si pub considerarlocome quarto casti) dando a lai verbi la forza attiva. F. Essere, 3 ^.Menz. Sat. 6. Ben questa è una astuzia fino, Sembrar lei che portò/lacqua nel cribro. (Cin)

10 * Ed unito ai gerundi. Petr. p.1. canz.26. Ardendo lei else comeun ghiaccio stassi. Castelvetr. Pros. Bemb. I. 3 . Stimando altri, cheil gerundio , il come , c1 verbo essere regga sempre il primo caso,si è dubitato se si debba dire, che debbano essere primi casi, 0 poravveduta scienza, o.per trascurata ignoranza degli scrittori. Ma, come*dico , non sono primi casi per iscienza , per ignoranza degliScrittori; ma quarti, o sesti, come apparirà manifestamcnte.E primacominciando dal gerundio, del quale si tratta qui principalmente, dico,che tutti gli scrittori antichi usarono indillèrentemrnte di accompa-gnare il primo caso el sesto col gerundio de verbi che Uniscono inse T azione. Laonde Giovarmi Villani disse stando lui , e andando-h i) e lui vivendo , e simili bene spesso ; c senza addurre la testi-monian/.a degli altri, che parlano così , il Boccaccio nelle novelledisse : Essendo lei con un prete, per la qual cosa non è da unirà:vi-gliarsi di Dante , da biasimarlo, perchè dicesse latrando lui', lau-torità e luso dequali, c degli altri seguì (dica che si vogliail Bembo) il Petrarca quando disse ardendo lei. (Cin)

11* Posposto alla parti-ella Come. Bocc.g. 5 .n. 3 . Pietro die più alviso di lei andava guardando, che al cammino, non essendosi tostocome lei, defanti che venieno avveduto. Duvanz.Scism. Al re ven-nero in sospetto dintenderla , come lei , c ne lu il Rofìease accu-sato. (Cin)

12* Posposto alla particella Ecco, Bocc. Tese1d.p-.26. Ecco lei quial tuo comandamento , Con lui vivendo ancor t ! allegra ai, (Gin )

13* Posposto alla particella Dove.Ftr.nov.6. Lo miser tanto fu, cheenon aveva mai bene, se non quando era, dove lei , o ragionavadi lei con quei suoi briganti. (Cioè, dove trovava o vedeva lei.) (Gin )

i.j.* Posposto alla particella Ancora. Bemb.,-hai. l.~ 3 . Messasi ancor-ici a sedere sopra la verde e dipinta erbetta allombra digli allori.

( Qui lei puh prendersi come sesto caso assoluto.J (Cin)

i5* Usato nell'esclamazione. Petr. Trioni, Dvin. E tra 1altre leg-giadre*, e pellegrine, Beatissima lei, che Morte ancise , Assai di quadal naturai confine ! Bemb, son. .a 5 , E Li ben nata ,, che si chiare»