LENNE
dunque la prima cosa d* assottigliare alquanto questa cotale caligine eabbagliamento con rimedii leggieri c lenitivi. E 4 • 0* Perchè de' ma-*a)i ancora alcuni con cose leggiere e lenitive, alcuni con agri rime-du e più gagliardi si curano.
2 "— * Dicesi anche di Qualunque altra cosa che lenisca o che rechilenimento. Salvia. Inn. Orf Felicità c ricchezza a noi spirando, esanità c’ ha lenitiva mano. (A) Car. Lett. ined . 2. 92. Dice volergliscrivere una lettera lenitiva e giusti ficatoria dell’ altra , eh' è 6tuta
„ Ca gione della rottura. (Pe)
0 “7 * Fd usato anche in forza di sm. Fag. Com. Fatto preda delladisperazione , avrei porti’ i mici voti alla morte , che pietosa procu-rasse lenitivo al mìo male. (A) Red. nel Diz. di A. Pasta. La co-stanza del Maresciallo di Yilleroy nel non applicar mai lenitivo allaSl *a gotta, non solamente é degna di ammirazione, ma d’imitazione. (N)ekne. * (Geog.) Lèn-ne. Fiume e città degli Stati Prussiani. (G)e >>ia. * (Mit.) Lèn-ni-a. Soprannome di Minerva , onorata in Atene ,ov e la sua statua , capolavoro di Fidia, era stata consacrata nellacittadella dagli abitanti di Lenno . (Mit)ekkio. * (Mit.) Lèn-ni-o. Lo stesso che Lcnicola. V. (Mit)ekn°. ♦ (Geog.) Lèn-no , Lcmno , Statimene. Lat. Lemnos . Isola del-
t Aveìj)e / (/</o , — Città capitale della medesima. (G)
N ° , Lé-no. Add. [m.F.A.] Fiacco , Debole, Di poco spirito, Spos-s ^° » faenza lena. Lat. debilis, imbccillus , invalidus. Gr. acOW/S ,? P j àSiWrof. (Dal celt. len sinonimo di clen o clan infermo ,au guido.) Rett. Tuli. [Se la favella sarà in parlare di sollazzo o digiuoco, sì] parlerà il dicitore con boce lena e tremante. Franc.Sacck.f/ °!r Agnolo ccn voce lena dice, donna mai, tu di’che io mi ri-co hchi ; dolente sono, che m’è convenuto collicare. Leggend. G.S.
^ ____ a r v T a . Presente ambasciata è ancora più lene e pili aspra in opera.
[Mite. Lo stesso che Lene.] (Dal lat. lenis mite ; onde aura lenisento mite , c lenissimus auster austro mitissimo.) Dant. Par. 28. 81.
3 \ valido solila Borea da quella guancia , ond’è più lcno.
^Parlandosi di vino vale Accostante, Piacevole, ovvero Debole,eccolo, Non potente e quando è all’ultimo della botte.} (Anche i Lat.eiceano vinum lene per vino accostante , soave; c diccan pure lenisper molle.) Pallad . Oli. 14. Dicono del vino, potente diventare soavee cno , se vi si mischia alfccia. E appresso; È aguale là ov’è usanza
4 ^edicarc il vino leno , c di sapore mollacelo , col gesso.
^ 1 c ° rso o simil moto vale] Lento e piano. (In lat. lene
} $9‘ _Sia fermo c leno , quando il tempo o la cosa il do-
fatto a *_ i '*‘ ?*.Loiche raffreddato sia , ovvero tenero e lcno
LENTICCHIA
7 3
>, compiuta sarà la macerazione. (Favella del lino stato m ma-cero.') E <j. 07. t. I sogni della sanità (dell’ ani) sono, s’ ilio sonirequentt nello sciame; e s’ elle son nette, e se 1’opera, eli’elle l'anno,c eguale e lena. 1 ’ 1
Lekocikio , Le-no-cì-ni-o. [Tu?.] F. L. [ Propriamente significa Riffa -«esimo •, ma in senso meno cattivo, fu usalo per) Allettamento. Lat.leiiocinium. Gr. DFyzrpcv. Santmz. Arcad. pros. g. Ma nella man-cante luna cade dal cielo , cd è non poco utile alli venerei lenocinli.» Segr. Fior. Brine, leu. ded. p. ig6. La quale opera io non ho or-nata nè ripiena di clausole ampie, o di parole ampollose e magnilì-clic , o di qualunque altro lenocinlo , o ornamento estrinseco. (IN)Lesone , Le-nó-ne. Add. e sm. F■ L. ed usata per onesta in luogodi Ruffiano. Mezzano prezzolato di cose veneree ; e presso gli an-tichi , Uomo che teneva traffico di donne. Lat. leno. Salvia , òenof.Ll>. 5. Bla ornai sarò posta in bordello; c quella lino ad ora ad Abro-conte conservata fedeltà conjugale , il lenone mi sforzerà a discior-re - (A) E Sega. Crisi, instr. 3. 3t. S. Si espone un lenone infame,che con danari compera ad altri 1’ onestà di una vergine. (N.S.)Gmohu , Le-no-ui-a. Sf V. A. e L. Ruffiancsimo , Lenocinlo. Lat.
u’nocinium. Dace. FU. è. Amali. (B)i,eso X- * (Geog.) Lè-nox. Sm. Antico paese della Scozia , ora ripartitonelle contee di Stirling e di Dumharton, — Contea deli' Allo Ca-«adà.—. Città degli Stali Uniti. (G)
JjESs -* j (Ge°g.) Lat. Lcnlimn , Lendurn Nomctacum. Città di Francia
Lessi ^‘PJ l,Um enlo di Calais. (G)
p., rt / Lèn-sa. [Sf. F. e di’) Lenza. Gr. S. Gir. 11. Come il pcsca-o Vt ’ C l ‘' guaita lo pescio al gran filo , o allo cigolo , o alla lensa,Malm a ^ a relc 1 ovvcro alcuna maniera egli lo può prendere,l’amo" 7 i 33- Bensa non già, ma lctìsa , onde il suo cuore Presoal-so jV'l sangue aveagli amore.n (Intorno alla lezione di questo pas-Len ~ a nota posta in Guaitare.) (N)si sem' Cn ’ ta- !*}/• r. A. F. e di') Lente.Pallad. Novemb.i .Aguale
’^'T A e„r * a w
Lettur.
Le;
Lart. 2. Berg. (Bfin)
maggis-e. (Boti Len-tà'v-gi-ue. [Sf. Specie) dì pianta sabatica [sem-verde appartenente cd genere Filanto,) die si pone nelle ragna]e.C .—> Lauro salvatico, Lauro tino, sin. Lat. viburmun tmus.] (Cosidal lat. Umilia flessibilità , viscostta.) Dav. Colt. ig6 DentroP°n> piante varie ; ginepri, allori, corbczzoh , lentaggini. E appres-so «i allori , lecci ec. , lentaggini, sugheri lentischi , e smnlt ,fluando non abbiano il pane, si contentano delle barbe con assai delRecido. Borali. Rip. Fòt. Tutto il boschetto c di fuori intorniato ec.
T una folta e unita spalliera di sempre verde lentaggine.
, Len-ta-nién-te. Avv. Con lentezza, Adagio.--, Lento-'Beute , sin. Lm. lente , tarde, lento grada. Gr. , Pp?«. G;p- 9- 3 22. 5. Mandando alla cavalleria de Bolognesi per amto, lem«mente vi vennero. Cavale. Fruii. Ung- Lentamente procede la di-v 'na severità , ma poi, ricompensando lo ’udugio, inaggior pena da.l igiamente , [Nighittosumente , DebilnicUte, A ighaecamcntc.] Ai.
F. g< 5s. Il quale vilmente e leiitamcntc in tutte cose si poj'tava.Puoi, Oms. Il frodolentissimo nemico ammonirò, come lentamentee negligentemente il passo si guardava. (N)
Lentare, Len-tà-re.^ti. [Rilassare^ Rallentare. Lo stesso che} Allentare.F-Lai. remittere. Gr. ocviùoci. Tu ss. Ger. 2. Tenera ancor con pai'-goletta destra Strinse e lento d’un corridore il morso.
2 — [ F fig • 3 Petr. sun. gy. E , per tentare i sensi , Gli umani af-fetti non sono meno intensi.
3 — N. pass. Lat. dcficere, remitti. Gr, ixKv&S-ctt. Bemb. rim. 86. Chequesto incarco stanco e frale Tutto dentro e di fuor si va lentando.
Lentato, Len-tà-to. Add. ni. da Lcntare. [Lo stesso che Allentato,^.]Fr. Jac. T. 4 - ‘à6. g. Cinquant’ anni intieri chiude Yita tal , nolimai lentata.
Lente. Add. [e sost . com. F.A.F. e di’] Lento, Frane. Bari . 235.1 y.Così dal troppo lente Ti guarda , e dal corrente.
Lente. * (Bot.) Sf. Genere di piante della diadelfia decandria diLinneo , e della famiglia delle leguminose , dotato de’ seguenti carat-teri: calice a cinque denti seti formi, corolla papilionacea quasi egualeal calice , colle ale più lunghe della carena , e pili corte del vessillo;legume appianato contenente da due in guattir) semi sferici od orbi-colavi. Lat. ervum. (Dal lat. letts , lenlis lente, legume.) (Van) (N)
2 — [comune. Specie di pianta annua del genere Lente^ che sicoltiva in copia su tutta la superficie dell ’ Eut'opa , giacche riescebene nelle teire magre , e di mediocre qualità ; si matura in oltre pe-stamente , e somministra un legume de’ più abbondanti fra l<f- molti-tudine di quelli di cui siamo debitoH alla grande famiglia de' vege-tabili della quale essa fa parte. I suoi semi sono rotondi stiacciali ,convessi da ambedue le parti , di color j'ossigno , e non si mangianoche dopo averli seccati. IL nome loro è anche quello di Lente ovveroLenticchia . Fra le varietà delle specie si distinguono la Lente bion-da , e la Lente bianca, che sono di un gusto più delicato.} Pressogli antichi Lenta. \_Lat , ervum lens Lin.] Gr. Qaxo's. Amet.46 . Ne*quai solchi si vedevano gli alti papaveri, utili a’sonni, ed i leggierifagiuoli, le cieche lenti, e i ritondi ceci. Cr. 12. a. 1. Il lino e lalente si seminano di questo mese (di JSfovcmbreJ.
3 — * Ed usato anche per significare Minestra di lenii. Segner.Pred. 4' 10 • Lsaù affamato , curò egli forse’la sua primogenitura?Anzi, com’è noto, la diè, con troppo suo vitupero, per poca leni<\(Bì’)
4 — palustre. [Specie di pianta che ha la radice a fascelti , pendentinell’acqua, paludosa o che ne manca affatto, lo stelo mancante', le fo-glie piane , un poco ovate , ammucchiate ; ed è comune nell' acquastagnante. Sotto tal nome van comprese più specie chei botanici con-siderano distinte. Lat. Icrnna polyrrliiza. F- Lcmna ] Lib.ctir. malati.I fegatosi usino la bevanda del sugo della lente palustre.
2 — (Ott.) [Chiamansi Lenti alcuni vetri rotondi le cui superfìcie noi 1son piane : se ne distinguono di due sorta , le convesse e le conca-ve, te prime hanno una forma lenticolave donde venne il lornome.]Lat. lens vitrea , crystaUina. Sagg. nat. esp. 8 2. Esperienza per ve-nire in chiaro se V aria sia quella la quale , servendo di foglia alfasuperfìcie posteriore di una lente di cristallo , ridetta quella secondaimmagine ec. E appresso : Avvegnaché per lo voto fatto manchi allasuperficie concava interna della lente la foglia immaginata dell’aria,non per questo si perde.
3 ■—* (Anat.) Lente dell’occhio. È un certo umor cristallino, il qualeappunto di lente ha lajìgura,e stassi a rincontro della pupilla.(Van)
4 """.A ,* Mes 0 Lente chiamano gli orìuolai Quella piastrella di me-
tallo che è attaccata ali ’ estremità del pendolo. Questo nome nascedalla forma che si dà a tal peso simile a quella d'una grossa Insi-te , accio meglio fenda V aria , e provi minor resistenza. (B) (D.T.)
Lenteggiare, Len-tcg-già-rc. ZV. ass. F . dell uso. Cominciar ad esseremen teso, meno tiralo ; Essere allentato. Onde dicesi : Queste funi,queste fila lenteggiano. (A)
Lentemente , Lcn-te-mén-te. Avv. [ F. A. F- e eh jLentamente. Bùi.P.urg. i5. 2. Quando vi si mettono , o sono fatti "mettervisi, adope-rano lentementc.
Lentezza, Len-tés-z.a iSf] Tardità, Pigrizia, [.Mancanza di attivitàe di celerilà nel muoversi, nell’operare. — ,'Lentore, sòl.] Lat. len-titudo, scgnitics , desidia. Gr. p aSvgicc, cìpyix. Sen. Pist. E naturailentezza, e mollezza di coraggio! Rim. ant. Guilt. gf* Ma P crtozza sì lo lassa gire. Fiamm. .3. 3o. E ricordami , die io (feda len-tezza del corso di lei crucciandomi, con varii suoni, seguendo gliantichi errori, ajutai il corso di lei alla sua ritondità pervenire. Ca-vale. Fruii. ling. La quarta cosa, che impedisce la correzione , si èuna lentezza e pigrizia e tiepidità di mente. » Red. nel Diz. di A.Pasta. Il Signor. . . afferma di non aver mai più patito simili do-lori , nè mai sperimentata nella parte alletta fiacchezza, lentezza almoto, nè stupore. (N) .
2 —* (Icon.) Donna seduta sopra una testuggine e coronata di fughedi gelso , albero il cui frutto è il più tardo di tutti. (Mit)
Lentia. (Maria.) Len-tì-a. Sf. Meccanismo per calare o tirar su da unabarca una botte. (Dal celt. lentis che si trova negli antichi glossarii insenso di piccola nave o barca. In lat. linter barca scavata nel tron-co di un albero.) (S) . .
Lenticchia. (Agr.) Len-tic-chia. t^f] Lente civaja. —, Lenticchie, sin .Lat. [ervum ] , lens. Gr. tyxxc*. Cr. 2. 10. 25. Altri seminano len-ticchia , e la metton sotto , poich’ è pervenuta al compimento dellasua sustanzia. Fit. SS. Pad. 1. 6y . Li primi tre tfnni non mangiòaltro, se non una certa misura di lenticchie: E altrove: Vivea dilenticchie , e di cotali cose crude e secche di poco nudrimento.Afor.Y.Grog. Avca venduta la sua primogenitura per una scodella di lenticchie.
2 -— palustre. Lo stesso che Lente palustre. [F. Lente,*).*,'/- Picesianche Lenticchia d’ acqua.] Lat. lens palustris. Ricett . Fior. 8. Comela ninfea , il tribolo aquatico , e la lenticchia palustre. Lib. cur.ma-lati* Si può fare utilmente la decozione della lenticchia palustre.