LETTERIC 1 DI 0
Lcttskicidio , Let-te-ri-ci-di-o. Sm. Voce dello stil piacevole. Vccisio -“ e , -Strage di lettere , e propriamente Troncamento di lettera. Gi-gli Voc. Caler. 5o. 11 Cinomo ec. consiglia ad astenersi da questoletteiicidio praticato per lo più con affettazione da taluni che cre-dono indanteggiarsi, imboccaccirsi, ec. (A) (N) .
htTTEKiKA , Let-tc-ri-na. [Sf.} dim. di Lettera.— , Lctteretta, Letten-no 5 Letteruccia, Letteruzza, sin. Tal. litcrulae, epistolmm. Gr, yri-ffTo'xiox. Menz. Sat. a. Che quelle letterin, che fer ritorno ec., Olin cero alla cinerea un brutto scorno. Alleg. 324- 1< ^ est nna ddeginletterina al vostro nome e casato chiarissimo. » E p. 176. (ytinster-emo tjSrjj Voi gli presenterete pur , come l’altre , questa ultimaletterina, dicendogli che e’ non istuzzichi più il can che dorme. (B)Lettebiko, Let-te-ri-no. [Sin. Lo stesso che ] Letterina. A 7 ". Buon. Fter.
3- 2. Trattosi d’una bolgia un letterino , E presentaiol . ti dirà ec.»Viv. in Magai, le.tt. 1. 20. (Firenze fjdg.J Dico il vero a chi an-che dovrebbe credermelo ec., eh’ io scrissi quel letterino di nuove ec (p)Letteristà, Let-te-ri-sta. Jdd. e sm. Scrittore di lettere. Eden. iV/s.
3. 111. Conviene che applichi al dialogista il parlare inlimo , e alletturista i! mediocre. (A) (B)
Lettekona , Lct-tc vó-na. Sf. accr. di Lettera. Lo stesso che Lcttero-n c. V. Lai. grandes littcrae, longae littcrae. Pros. Fior. P- ■/• r ■ ->•pag. 168. Non ini potrò soddisfare , rispondendo alla htterona vo-stra. (N. S.) ' v
Lettele ? Let-te-ró-ne. [Am.] accr. di Lettera. —, Letterona , sm.cubitaìcs notae, maxima/? , ^randiores literae. Tac. Dav. filmi.«3* Q. Atcrio avendo detto che quanto s’ era deliberato qncl f> lQV '^ in senato vi s’intagliasse a letteroni d’oro, fece rider di se. L75. Nominatamente abborrì T arrogante proposta, e que’ nuovi lette-ioni d’oro.
3 * Pistola grande o scritta da gran personaggi ; opposto a Letteri-
n °. Fag. Com. Stamane son comparsi quattro letteroni , e tutti ilir Personaggi grandi. (A.) , , T
ùstteiuiccia , L' t te-rùc-cia. Sf. dim. di Lettera. Lo stesso che Lette-riua. V. Cari. Dat. (A) . , .
Littercto Let-te-rù-to. Add. [e *m.] Letterato , ma si suol dire in
3 -r-.. .. Ti-./ a Cvv V«v.v VÌ «OVIVO tlUCSta
state indirizzate da’ più letterati baccalari dell' Europa , voicogliete ad perpetuata rei memori am. ?j f // ediz. di MilanoP«é r . 2 / 3 , /illetterati.) (B) Salvili. Annot - T . B. 2< Losì vnon dav lode a un altro di letterato , lo uddimandò letterato. ,■fjfirTEinjzzA, Let-tc-i'uc-ca. {.Sf.) dim . di Lettera. {Lo stesso che Lelte-rma, y , ? sebbene LcUtruzza abbia alquanto del dispregiativo.’) hot.hteruiae. Bocc. lett. Pr. S. ^ 4 p. 296. Sai cc. con quante letteruzzec con quante ambasciate io fossi dal tuo Mecenate chiamato. Brune.órtcc/i. Op. dio. 60. Per. qoalimche forma noi meniamo la nostra\ita, la vostra brievefletti ruz^a dà il ricorso della pazienza a tutte.- 1 . 5 £ Bastava una letteruzza, o che di
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le cose contrarie. Ambr. Burinotte venisse (in qua a consolarla uu poco.attica, Let-ti-ca. [1 Sf. Cosi detto forse per la rima. P, e di) Lettiga,Matt. Franz, ritti, buri. 2. 109, Savebbeci un rimedio, ire in lettica,Se non eh’ eli’ è pur cosa da gottosi, Gente degli agi e de 5 buon viniamica.
^tticcicoxo, Let-tic-ciuò-lo. [ Sm. dim. di Letto.] Piccai letto .—, Let-e f ell °s Letlicello, Lettino , sin. Lai. Lectulus , lecticulus. Or. k\w-:^ov. Mot. S, Gt'eg. Quando il sonno viene addosso agli nomini fK [ /'Sii dormono nel letticciuolo loro , ec. Lib. Op. dio. g8 . Era«ori° ^ i ; aUtico ^ cnt : °^° mini, e giacca in su uno letticciuolo. Petr.Bo 1 ^r/ ^ ìetticciuol 5 che requie eri e conforto In tanti affanni,str(f S ' Pui'cìi, 1, 1, Allora ella accostandosi più appresso , in sulla
a __ s P on da del mio letticciuolo si poso a sedere.
y. are 0 simili trai letto el letticciuolo — Essere ammalaticcio.
W lc 5 S. »3. (A)
c i u Li t-tì-cèl-lo. [Aw. dim. di Letto. Lo stesso che ) Lettic-
l 0ro ?' ti . Bocc. no\>. 43. 12. E appresso tutta vestita, in su unv J CC ^° ? un ^ 01 ° ^ ns ^ erae a giacere sì gittò. E nov. 44 ‘ 7-cameja° i€ll ^ er ^ * ave un latticello in sul verone che è allato alla sua
Lèttici
CkiiiìP'°f ^^'l-Ti-chiè-ro. Add. e sm. Lo stesso che LeUlvtiu i o. l\htUchi^,^ £ - 2 - P“§- S 83 f Geremia 17'óo.j |E dissi al httichicro: onitiERA j’ “* a i non ti si azzoppi alcun de’muli ec., Dimmi tC.(A)(Pe)lln “tillil [A/.'j il legname del letto. Lai. fulci-um , lulci-
l'asso in" if’Pdho* , ipiia. Bocc. nov. 80. 8. Steso questo mate-La;cio alla 't CiunOTa del bagno sopra una lettiera, ec. E Test. 1,e u n p- -ocuna ec. una lettiera d’ albero , e coltrici ita di pernia ,daccA , accj o, una coltre bianca piccola da quel letto, ec. Firme.? lan pàio°ri; 4S i E = poggiate le mani alla lettiera, trae a costui iinl>ue, jf oalci. 7 'ass. Am. 1. 2. Le scranne, le lettiere , le cor-3 1 Quell a ain * S£ di camera e di sala , Han tutti lingua e voce.
8pìi , y sse che sta da capo al letto tra ’l letto e ’l muro. Lasc.. kttiera A - . ■^ cv<i attaccaste voi i lumicini ? G. Al' t mura.
lettuccio , alla
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h era
~~ « LetV*" 1 m,n ' a -dinanzi a lP' ^ ost - C. D. A Bcrecinzia madre di tutti gli Dii,
botate a . lettiera nel di della festa della sua lavazione erano
r - (-Agr v' f cose . ec - (Il lat. ha lecticam.) (V r )
‘‘ es tie. 7“ paglia , fieno o strame che si pone per far letto alte
t 1 — * E detto anche parlando deli ldf_ & kl . ullc a l quale 0p sua lettiera (d ii cubante) era un f-MuT
i a Pl>Ogglava i fianchi, (fi) ,. T ,, uiera . Leon-Lett. B fio\ ills ' a
i f Leì-tie rac-cia. Sf pegg- di carrozza ,
« iAtì-ga. iSf- Sedia a .foggia -à ^ p£)jtate da ***
^piamente e sostenuta da due slang 1 J . , 0 anche
3tl * da
soma , l una innanzi e l altra (ti 1
LETTO 8n
eia et uomo. In questo secondo caso prende anche volgarmente il no-me di Bussola o Portantina . I Romani ne usavano da tempo anti-chissimo per portare i morti. Quanto a' vivi , ne usavano i Partigl’Indicali , i Macedoni , i Airii, i Cappadociì , ed i Bitinii\da’ (/unii pare che l' abbiano preso i Romani. Prima ne usarono soloin campagna , poi anche in città , ed erano o coperte o scoperte ,ed o portate da nudi o da letligarii : nel primo caso chiwnavansiBasterne. Detto forse cori perchè vi si pub giacere come nel ietto .'}—,Lcttìca,*»t. (V. Barella.) Zat.lectica.Gr . tpopuo», nXlv-r,. Vii. SS. Pad.1.253.G ià lungo tempo non mi riposai, nè camminando andai in carretteo in lettighe, a modo delle deliziose e vane donne. Tac. Dav. ami.
2. 3 o. Ire per la città in lettiga. E 3 . (il. Fu messo in lettiga , ericondotto a casa da un tribuno di coorte pretoria. Serd. Stor. 1. 52.
Fece porre il Gama sopra una lettiga portata da quatti-’uomini.
2 — * (Arche.) Così erano ancora presso i Romani dette cene grandisedie di camera , invetriate da tutte le parti, ove sedevano talora ledonne, lavoravano e parlavano da tutti coloro che avevano a trattare
con esse. (MIE)
Lettighett» , Lel-ti-ghét-ta. [A/i dim. di Lettiga.3 Piccola lettiga. —,Lettigliela , sin. Lai lccticula. Gr. x,Xivdf>iov. Serd. Stor. tì. 222.
Non escono in pubblico se non sopra alcune lettigliene portatili.Lettigarii. * (Arche.) Let ti gà-ri-i. Add. e sm. Portatori di sedie odi lettighe. Oggi Lcltighieri, (Mit)
2 •— * (Eccl.) Cherici che nella chiesa greca erano incaricati di por-tare i corpi morti sopra una bara chiamata Lectum o Lectica e diseppellirli. (Ber)
Lettighiehh , Let-ti-gliiè-re, Add, e sm. Lo stesso che Lettighiero. V.Corsia. Torniceli, fi 77- Ma Margherita, eh’ era stata scolta, Eormai qual barca in secco era riinaia , Dal solo ìettighìer per la piùcorta Fu per compassìon condoita a casa. (A)
Lettighieeo, Lct ti-ghiè-ro. Add. e sm. Conduttore di lettiga. Detto ali-ticam. LeUigario, —, Lettighiere, Lettichiero , sin. Gal. Gai. Meni.e Lett. 2. 86. Scrivo a V. E. di Perugia , dove arrivai jer-cr a : eperchè il lettighiero , che mi aveva condotto qui da Firenze , cc.
(E altrove il Galilei lo usa più voìte.J (Ve')
Lettighitìa , I>Lti-gtù-na. CA/i) diin. di Lettiga. Lo stesso che Lcit -ghetta. V. Tac. Dav. Stor. 3 . 3 - t. Si uscì di palagio vestito di ne-ro , in mezzo alla mesta famiglia , col figliuoletto in lettigiiinu, che
sembrava un mortorio.
Lettino , Let-tì-no. [Am.] dim. di Letto. [Lo stesso eòe Letticciuolo.
V.) Car. lett. 1. 100. Ci ainmassicceremo ne’disagi, e al ritorno cisapranno meglio le nostre camere e i nostri lettini.
Lettisfaoite. * (Arche.) Let-ti-sfa-gì-te. Sm. Sorta di vino od altrabevanda, composta di molti ingredienti. (Dal gr. lecteon verb. di le-go io raccolgo , aduno, e phago io mangio.) (O)
Letti, sTEKKto. (Arche.) Let-ti-stèr-ui-o. Sin. Convito solenne , al qualei Romani invitavano gli Dei, ponendo le loro immagini sui letti ap-parecchiali in un tempio intorno atta mensa -, ed a questa cerimoniapresedevano gli Epuloni. — , .Letti sterno, sin. (Dal lat. lectus letto, esterno io corico, distendo.) (A) Lìv. dee. 3 . Uh. 2. c. 12. Furo pro-curati e messi a ordine li leltisterni. (P)a —* Prendevasi anche pel Letto stesso posto intorno alla tavola degli
Dei in occasione delle dette cerimonie. (Mit)
Letto. (Sin.PI, Letti m. e Letta fieni.) Arnese nel quale [altri si metteper riposare e dormire , ed è ordinariamente composto di saccone ,m iterassi , lettiera, lenzuola , capezzale , coperte o coltri, panchettee talvolta cortine , sopraccielo , tornaletto, testiera , ec. Dicesi leprode o le sponde del letto, Un letto soffice e morbido , Letto spiu-macciato , Ln letto portatile , Un letto pensile ; Acconciare il letto,Adagiarsi al letto , Condurre in sul letto ; Dimenarsi, Volgersi pelletto ; Uscire , Levarsi di letto ; Mettersi a tetto o nel letto ; Cori-carsi nel letto , Giacere nel letto , Star in letto a poltrire e a covarse medesimo , Star in letto in riposo e in tranquillità d’animo, ec.]Lai. cubile, lectus. Gr. xixTfoe , r-Xitr,. Bocc. nov. 17. 3 1 . Preseil Duca un lume in mano, e quello portò sopra ’l letto. E num. ^2.Molti sopra le letta ne prese. E nov. 40. 3 . Siccome colei che nelletto era mal dal maestro tenuta coperta. Petr. canz. fi- 1 - Pomidel letto in sulla sponda manca. Dant f Par. 15. , 20. Ed ancor nullaEra per Francia nel letto deserta. Tass.Ger.i2. 84. Posto sul letto, eT anima fugace Fu richiamata agli odiosi uffici. » Salvili. Iliad. 27 4 -A cavalli ci manda , ed alle lotta. (Pe) Red. nel Diz. di A. Pasta-Nel petto vi è una considerabile ( magagna ) e lo dimostrano, e nedanno segno evidente , quella tosse cotanto eccessiva ed ostinata, equello non potere star la notte colcato e disteso nel letto. (N)i ,—, * Diconsi Letti a molle, quelli in cui fanno le veci de materassie capezzali de’soliti letti le molle elicoidi di fillodi ferro cucite a! tra-liccio posto sulle cinghie del fiondo ed alla robusta tela che le rico -pre, per modo da formare una superficie senza interruzione , su cuisi deve porre il sottile strato di crine necessario per taire i incomododella resistenza diletta de’fili elastici. — Diconsi. Letti ad aria quelliin cui f aria introdotta ne’ guanciali e materassi tiene le veci ai la-na, penne, crine, paglia e simili cose..—/hconsi Lotti meccani ci (jusUi.destinati a ricevere ì malati, i cui incomodi sono troppo gravi, per-chè possano venir mossi facilmente e senza pericolo, in uno de ’ letti
comuni. (D. T.) . .
a — * Qualunque luogo dove altri si metta a giacere. (A)
a — * Onde Far letto di alcuna cosa ~ Coricaivisi sopra. Dant.
Purg. 27. Ciascun di noi d un giado fece letto. (N)
3 — per simil. Quello strame o paglia che si mette sotto alle bestieda corricarvicisi sopra ; oggi più comunemente Lettiera . V. Lettiera,5. 4. Cr. alla v. Strame. (V) (N)
4 _ Fondo del fiume o del mare dóve si posali le acque. Lat. alveus.
Gr. ptìStporl Dant. Inf.16.g8, Che si chiama Acquacbeta suso, avanteChe si divalli giù nel basso letto. Com. Infi. i 3 . E quelli morti fece
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