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Vol. IV.
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JJ2VANZO

2 Mod.) Levantini dccvansi finche i sniffati

<-irsene. ( V. il num. i. In celi, llewid o leviader pilota - - -

L «Viglio.) (A) 1

®JAszo.*(Gcog.) Lc-vàn-zo, Levcnzo. Lai. Buccina, Phorbautia. Unaj c elle lSt >le Egadi nel Medii. presso la costa occidentale delta Sicilia. (li)varde S i * (Geog.ì Lc-vàrden. Città di Olanda , capoluogo della pro-t »"cia di Ernia. ( G)

'/re , Lc--re. [Alt. Elevare,] Alzare, Mandare in sii., Licvare,41,i ' Lai. levare, tolicre. Gr. fJant. Iif. 21. 20. I' videa lei;

, _^ a « on vedeva in essa Ma che le bolle clicl bollor levava.

-Eleggere, Creare , Met tcre in carica ; il che si dice jìg. parlando

levare

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1 c l l, 'iche , dignità cc. E il. SS. Pad. 3 . 278. E, fatto questo, siono lo imperadore ; e , anzi eli egli lo sepellissero, file chiamatoHuperadore Adriano Paganissimo. E levato imperadore Adriano , siedclio Eustachio il principe dell'oste con tutta la gente sua. (V)a * £ variamente. G. P. 5 . 2g. Avea nome Cangius, il quale3 SU U| i povero feltro fu levato imperadore. (Pr)v & col Si. Ricord. Malesp. cap. 72. In questo mezzo si le-

_ 1C Ì|| Q Ire Papi, cioè Alberto e Aguiulfo e Teodorico (si crearono.J{\)

top via, [Rimuovere.! Lat. adiinere , tollero. Gr.ìtheapiiv. ( Le->(tre in L.e i * 7

tornò^xj., 1,1,1

4*. 6. P L a CUSSa

4

pur questo senso ,)ficee. nvv.ig.ij. La buona femminassa sua, c colà la riportò, onde levata 1avea. F non.quale levava dal sole reti di suoi pescatori. Dant.lnf.10.$8 | la , S011 bevali Tutti i coperchi, e nessun guardia face. Cas,iett.io ho scritto con ogni cflicaciu, che levili via il mio nome a

spese*

p ^^Pcrate. V. Levare mercanzia. Amlr , Furt . /j. 5 . Ilo fatto/Jop Sle ? Aevai' i drappi, clic mi occorrevano, da voi. Frane. Sacch.

* Mandò per un banderaio , volendo sapere quanto scarlattoCa a Ware per coveitarli cc. : subito il detto panno ebbe levato.hL° , k* Colomb. 7 g. Dove in prima il Papa avea levato pannoanco p Cr vestire a5 dei detti poveri. (Y)

a * j? ccn u j tr0 costruito. Nou.Ani.ioi. Messer Giovanni disse:

5 c ^ 10 tu P« r vuogli, fammi levare di qualche bigio grosso. (P)

xiar 1 OVC1SÌ °P.P 0l, r e Contrastare. .V allusi. Giurar. u 5 . E-ha l \ 0ra .. so 8?°§ al L a i vostri uiiuici non ardite di levawif ( U lat.

b ; oim oxus ininncis cxurgitis.) (Pr)

PvstilyU^^fs C/%* Dargli a credere cose ridicole e ini *

8 ''

Chi

^ Ralla := Sostenere a galla.ALT o alcuno , ~ ~ *

ALTO alcuno, Jìg. = Farlo insuperbire. BnCc. g. io. »dunque , posscndo , fa quello che a lui s appartiene , la bene ;bon se ne dee 1 uomo tanto maravigliare, alto con sommelevarlo , come un nitro o . . ; . 1

come un altro si converria die il facesse,possa meno si richiedesse. [V)

coit navilio [o simile, parlando d' i uomini o mercanzieCarli pei traghettare. Lat, in navoni imnonere. f -< .Ir - '

G. V. 6. 20. 2.

ma

lode

a cui per poca

lo

Imbav-erò imponere. Gr. tlf vxvv izz': iÌi'xi.Per la qual cosa papa Gregorio mandò aGenovesi,che con loro uavilio alle spese della Chiesa dovessero levare i dettiCardinali e Parlati (la Nizza , e conducergli per mari- a Roma . Gal.Sist. Jog. Aspettando di momento in momento di vedere spuntar lagondola cc. mandata a levarvi.

1 ~~ Ri bosso, [n addosso , ni dosso alcuna cosare l.iberarsene. r .M addosso , §. 2, Da dosso, §. 2, e Dosso, 5 - 8 f. 1 3-1

1 -TllTì . --.

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j dalla poeta alcuno = Spopparlo. Vii. SS.Pad.2 .Quandoa madie vuole levare dalla poppa lo figliuolo, itone alcuna cosa a-i a aia sopra la poppa, sicché cc. (V)

13 ^ B4L làSte * 2= Divezzare. V. Latte, §. ij. (A)l m dall osteria uso = Condurlo alla sua casa per alloggiarlo.

«ospilii gratin domum ducere. Gr. oixn'ws ^tsi^uv.

Atau?f 1 M0KD0 ohta' o simile * z= Distruggerla. Ar.Slanz. 22. Evvi

, _ io che levar desia Roma dal mondo , e far nova cittade. (P)

a t a ?. AL . SACH0 forte, [tu foste, a fosti o simili alcuno =] TenerloReipere^/i 0- ^ Ponte , j, 3 , s « 3 ] Lat. levare, e sacro fonte su-tbinoll' n° cc ' nov 2 - 12 - Giannotto il levò dal sacro fonte , e no-i'u suo°f v° vann" rii. Bari . 4 2 - Giusafià levò il padre di fonte , eCarlo cDt lU °^° carua ^ c 1 e sl, ° padre Lspnituale. Ar. Pur. 38 . 23 .

2 _ , salutifero lavacro Con cerimonie debite levolìa.

rodare]y,. t n . r am ente. Dial. S. Greg. Vii. 344 Al quale (impe-lli. ^gliuolo levò dellacqua del santo battesimo. Peti-. Uom.

in luogo di padre e di madre colui che ti leva dalladel j. at ' , -esix no , nel confermare , e dare la fede. (Y)vincer M " Levare o Levarla del pari, si dice per lo più del Nona battagliar f e * in S u °cando. Lat. par facere. Malm. 8. 7 <t.Dmarp* tre ore, Poi la levarmi quasi clic del pari,

v ar e

Se^* ^ ern Parratti aver ben spesi i

SCia 11C f aX b

tuoi

<9

glia.

" = Disingannare. Segner. Pred. 6. 5 . Lo voglio pro-probabilità , con evidenza, e così levarvi dt?rrorc.[Br)Ritirare alcuna cosa dalla battaglia. V. Batta-

110,1 con

CI s attaclu

ia.

rosa. V°Sr Portar via, Togliere; e dicesi così di persona comea n °« L ' da ceiU c l ,tso $ 3-1 Toc. Dav. Slot'. 1. 2J6. Tornando Qt-a, ^ m piant/l 1 P cr levarlo di peso.

di rosi. slesso che Levar la pianta. V. Pianta . (A)

^ v- Non ho S ° f 1,01150 * ~ Torgli il possesso. Car. Leu. ined. 3 .a i'isciTnri.i vo u to, come poteva giustamente, lcyarlo di possesso.C» ira ° csercilare

1 DjJ^'iVA, DALL 1

c godere tc. (Pe)

ira o sìmile alooSO Pacificalo, Acquie-

: t>_._ _1 IL» ht/i

-,ostmn , Daniello Nabuc-

otKlVi J f ( - Por. 4. 14. Lessi Beatrice, qual U ^ f )a .

«icH?J 01 levando dira. » Comm.Dant. tvi. u-Uaionia,levando

^Hìra^^n fcce N at > l,codonosor » re deliagra ^

(Bj) Ua tra C0U|1U 1 ,na H l tl Wl °

P'Onl. I[' t

lai:

a-3 ni scherma. * V Sellerina. (N)

24 Cm terra, m sopra alla terra, del moscio n simili kccont:i cs Uc-cide rio. Bocc. nov. 68. 23. Io non mi terrei inai contenta ap-pagatale io noi levassi di terra. » Rnrgh. l'ir. Disf. 2 64. Lo strin-se e rincacciò , finché , appiccatosi seco , finalmente lo roppe , e levòdi terra. Mar. S. Greg. 5. 33. Dolendosi che il suo fratei fossereputato migliore di lui, diliberò di levarlo di sopra alla terra v ac-ciocché più non vivesse. (V)

25 fiamma , [cra fi.imma]= Cominciare ad ardere, [« Jìg. Prorom-pere , Manifestarsi con veemenza. V. Fiamma , 11. 8.]

26 gesti, milizia o simili z=Far soldati per condurli a guerreggiare.[E cosi Levar armi 0 simile.] Lat. delactum habere. Gr.hitKÌra.i k«-raXÌysellate » Cronich. d: Amar. Mannelli, car. 7 6. ediz. del Marmi.In questo tempo Metello era in Roma , e Coranto (CorintoJ gli sirubt-llò, e levò arme contro a Romani . (N)

27 il calcagno contro o sopra alcuro,* Jìg.zzz Conculcarlo. /^.Calca-gno , §. 6. (N)

28 il campo * = Togliere V alloggiamento , e Jìg, Andar via. V.Campo ,§.6,6. (N)

29 [IL capo r= Alzarlo.] Bocc. nov, 4 2 - 6. Siccome colei, che maiper alcuno accidente da giacere non aveva il capo levato, di le-vare intendeva. Dani. Par. 3. 6. Levai lo capo a prolferer più erto.

2 [E Jìg.] Insuperbirsi , Ostinarsi. [V. Capo , 5- SS, 2.]

3 .. * Non levar mai il capo dal lavoro. V. Capo , §. 36, 4. (A)

4 * Levare il capo o la. testa ad alcuno = Decapitarlo. Din.Comp. Ist. Eior. lib. 2. Se il nostro signore non ha cuore di vendi-care il misfatto a vostro modo , fateci levare la testa. (P)

30 il conto * = Raccorre il conto. V. Conto, §. 22. (N)

31 il cuore da checchessia * = Staccarne il pensiero, Aon appli-carvi più. T. Cuore , 5- 35. (A)

32 il difetto * = Lo stesso che Togliere il difetta. V Difetto ,sm. §. i5. (N)

33 il dito. * Non ardire o Non potere levar il dito =; Vivere contimore. V. Dito, §. S. (N)

34 il giogo abuoi * zzz Disgiugncrli. Or. alla v. Disgiugnere. (0)

35 Il grifo zza Torcere il grifo. Frane. Barb. i36, 18. Più sonlìminacciati, che i battuti: Ma saggio le minacce non ha schifo; Lofòlle a le ben grandi leva il grifo. (V)

36 il pelo per aria [= Operare con gran destrezza, astuzia e ce*levità.] V. Pelo.

3c il SiGNORE=:^/zm l'Ostia sagrata, mostrandola al popolo nellaAL ssa. Vii. SS. Pad. 2. 25p.Detto il Vangelo, uscivano della chiesa,e stavano di fuori a parlottare infìno che ti dovea levareil Signorc.(V)38 in ammirazione: Esser levato in ammirazione di alcuno Am-mirarlo. Mor. S. Greg. 5. 20. Vedendo noi queste cose create, allornoi siamo levati in ammirazione del Creatore. (U Testo lai. ha: inCrcatoris adiniratione sublevamur. In Cjueslo passo fallano le edizionidi Roma e di Napoli.J (V)

a * E Levare in ammirazione la mente o le menti zzz Dar ca-gione d'ammirare. Mor. A. Greg. Tiene in palese quello onde essopossa nutrire i parvoli : e nel segreto riserva quello donde esso leviin ammirazione P altissime menti. (N)

3 !) in capo : Dicesi propriamente del Vino , quando per lo bolliremanda su la vinaccia a galla ; o per similitudine daltri liquidi chesollevino e mandino alia loro supeijicie checchessia. [In questo signif.usasi anche in n. ass,] Lat. fervere, ebollire. Gr. Mac^iuv, eTtffQUw.

« Sold. Colt. Nel bollire ebe fan luye di lor natura netini, levanoin capo e spurgano ogni ribalderia, che sia alluva attaccata. E più sotto:

Il vino bollente ha forza di purgare e levar in capo ogni cosa. (Br)/ |0 IK letizia =3 Dar cagione di allegrezza. Mor. S. Greg. 4- a.Non sai a memoria la quale ci turbi di tristizia, ma che più altamenteci leverà in letizia. (V) ,

41 IN onore r= Esaltar», Innalzare a dignità. Cavale. Med.cuor.a'òS. Ad alcuno procura (il demonio) di torre gli beni e onori tem-porali, per fari# disperare per impazienza; ed alcuno procaccia dar-ricchire e levar in onore, per farlo insuperbire e uscire di modo. (Y)

42 in superbia altrui ~ Dargli occasione d'insuperbire, o di le-varsi in superbia. [ V. §. 107, ] Lat. ad superbiam estollere. Gr.vefipriladas zrpolfairiy zfxptxeie. Tac. Dav. ami, J, 87. In senato av-vertì clic unaltra volta non levassouo i lievi animi degiovanetti inqueste superbie di acerbi onori.

43 in terra alcuna cosa: i5'e parlasi bestie da soma, vale Scari-carla. Vit.SS. Pad. 3. 210. E il benedetto Giuseppo aveva V asinosuo: levane in terra le cose, e trova ec. (V)

1 * Se parlasi di rami vale Spiccarli, Toglierli e Gittarli a terra.Sen. Pisi. 86. Egialos prese un grande'ulivo, e levonne a terra tuttele ramora , poi il divclse ec. ( Il lai. ha : circumeisis ramis. ) (Pr)

44 l panni della sceka , * proverb. Scoprire alcun segreto , eFar apertamente vedere alcuna cosa. V. Scena. (A)

45 1 pezzi d alcuno , iftg.] Dirne il peggio che si pub e chesa. [V. 5. 108.] Lat. in àliquem vehementer invetii, famam alicnjuslacerare, proscindere. Gr. àirorsivteS-xi tis riva, Galeri. V arch.En.ol.55. Duuo che dica male d un altro cc. $ usano questi verbi ec.: le-varne i pezzi dai beccai e dai cani. Tac. Dav. ann. 1, 17, TuttaRoma, sentendo innanzi al pesamento dIlliria il movimento di Ger-mania, andò sozzopra , levando i pezzi di Tiberio . E ami, 11. i35.

Ai più piaceva ; alcuni ne levavano i pezzi.

46[la Raderla,] Amet.5o."Dìnatv/À in apparve un giovane di ma-

ravigliosa bellezza, dal cui viso con maestra mano la barba era stata levata.

4'/ la rotte, Jìg. t=z Essere al Jine di alcuna cosa. ^.Botte,J.3. (A)

48 la coda,Jìg. Pigliar baldanza, ovvero Rallegrarsi baldanzo-samente. V. Coda , §. 10. (A) (0)

4<J la gamba. * Leva la gallila è lo stesso che Guarda la gamba.

V. Gamba, §. 9 . (N)

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