LEVITA
Levita , Lv-arl-ta.Add. e sm. Israelita della Tribù di Levi, destinata alservigio del Tempio.Fior. hai. cari. 18. Uno Barone del popolo d’ I-siael ec. , vedendo questi dui fratelli (A/oisr ed AronJ onorati l’unoa Sacerdoti , l’altro del Ducato, ebbe invidia, e si menò tanta sismanel campo , ch’ebbe seco ducentocinquanta de’migliori leviti, ai qualia " * d ° Va ■''he a loro si conveniva più lo sacerdozio, che ad Aron.(A)Per simil. dicesi anche oggi poetic. di Persone ecclesiastiche , eP> ‘'iemalmente di chi ha ufficio sacro di diacono. £orgh. Bip. 4'j4-a figura di mezzo è un san Giovanni , molto pronta e vivace , cheV la allato un levita zuccone grassotto. (Van) (N)
-vita , Le-vi-tà. [A/i] Leggerezza. — Dcvitade, Levitate, LievitàSvezza T:„.- • -
LEZZO
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1" . -- J «ur*i«ut. j JJCYTLUIC 5 XJICYTUI .
Jjicve/.za , Sin. Lai. levitas. Gv. ixceQpo'rgs.' Gal. Gall.238.
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_”1®. o totalmente la levità , e ponendo tutti li
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_, - »..»..» ,» corpi esser gravi.
1 i ' ^costanza, Vanità, Debolezza. Pass. 221. Il secondo gradoc levità di mente, la quale si dimostra nello parole sopcrchicvoli eane. Tes. 8. 23. Mette tutto ’l suo tempo in levità, in lussuria,0 giogo e in taverne. Coll. SS. Pad. E però non sia veruna levi-le , o poco senno. Alberi, cap. 5g. Conir’ alla levitadc o contr’allaLev CZZa l >on * ^ ^ clinc/// ' a arditamente.
l'rAjif.;, Le-vi-tà-re. [/V. ass. Lo stesso che Lievitare. B.] Lab.tjo.e che troppo abbia il forno la fornaia scaldato , c la fante lasciatoH.Pane icvitare. _ ’
Aaiv'°* d a Levitare. Lo stesso che Lievitato. P r *(0')
L^ ln ‘ Batrac ^9^ t] sca PP a,n * 8 ,a il pane Ben levitato dal panici'. (Pc)L Add. m. Di Levita , Attenente a Levita . Magai.
i> * * 1 erano tre elivisioni ec. 11 ordine lovit ‘
L P ,r ,uae Evitico. (A)
sur!™' ^ St -, E ccl.y Sm. Il ter
suo nome dalle leggi e cerimonie appartenenti a' sacerdoti, a’ leviti,e d a’ sacri/izìi. Cavale, Al ed. cuor. cap. 1. Comandò Iddio, secondos \ legge in alcun libro della Bibbia , il quale si chiama Levitico , edisse; Non cercare vendetta, e non ec. li cop. 7. Leggeri nel Levi-go , che essendosi azzujluli uno con mi altro per ira e iniquità ec.* Specoli. Cr. cap. 'òì. E questo fu figuralo nel Levitico, -nel qualeIddio comandò re. Fior. hai. 3. (Bologna i 49°-J Poncremo adunquefi»! tutti li suoi (di MosiJ memorabili fatti, secondo che la divinaScrittura li pone nell’ Esodo , nel Levitico , ec. (V)
Levitosco , Tùc-v'iAnn-ga.Sm. Abito che usavasì in antico. Calobio ; Sortadi vestimento monachile, quasi dicasi levis tunica. Bil. SS. Pad.1.223.» Lsiuo anche di notte vestimenti di lino, eh’essi chiamano levitonghi.(V)E ViTTA.*(Geog.)Ijc-vìt-ta,Levata. Lai Lebinihos. Isola de li'Arcipelago, (il)jEvqki. * (Grog ) Le-vó-ni. Antichi popoli delia Scandio. (G)
Devote , Le-vó-rc. Sm. V. L. Agilità , Lubricità, Scioltezza, _ Leg-gerezza. Marche!!. Luci-, lib. fi. v. 7 g6. Dall’asprezza de’semi è poicreata L’asprezza detta voce, c parimenti II levor dal lavor. (A)(B)Levre. (Zool.) Lè-vrc. UVosi. coi». F. A. F. e di Lepre.] Dant. Inf.
23. 18. Più crudeli Che cane a quella levre ch'egli acceffa.
Lei riera , Le-vriè-i a. Adii, e sf. La femmina del levriere. Atam. Gir.
21. 26. Or mentre cosi fanno cc ., Una bianca levriera, che ravvoltaDella donna maggior era in le veste, ec. (A) (B);
Lei
mere , Lc-vriè-rc. C Add. e sm.] Cane da pigliare lepre, che al-trimenti diciamo Cane da giugnere. — , Levrieri, Levriero, sin. Lai.Cauis venaticus , leporarius , vertarg'us. Or. xvuv Sgpn’rizos. (In frane.terrier , detto da’ Tedeschi wind hutid ossia vento - cane.) Tes. Br.3- g. E dee avere lev rieri e bracchi e uccelli per uccellare e per cac-are , quando volesse a ciò intendere per suo sollazzo. Cr. g. j8-1.I* generazioni de' cani son due ; 1’ una è quella de’ levrieri da giu-
G n ere e da cacciar le fiere, e l’altra generazione è quella che si teu-goiio per
guardare. 'frati. equit. Tali genti sono altresì come i gio-'‘ if u levrieri , che sono ancora tutti novizii : -■ ..- .
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corrono appresso cia-Orl. 2. 3. fiy. Il Re a
-- , Elie sono ancora tutti 11
^nna bestia che egli veggono dinanzi. Beni. __ — --
’nti altamente ha donato ec. E gioje, e vasi d’oro, arme, e destrieri,Veste, e bracchi , e falconi, c levrieri.
~ 7 , (Geog.) Baja del Levriere. Baja formala dall'Atlantico sulla costaSahara. fGà
Idiotismo fiorentino.
Vr - ni ; Lc-vriè-ri. I Add. e sm, idiotismo fiorentino. B. e di Le-LevmJ 0 ''! M " r &• 21- 36. Ma prese un salto, che parve un levrieri.
^ e( R,sr) j Le-vrie-rì-no.A’m. ditti, di Levriere. Piccolo levri * 71 r
Ls 'WrV ■ Ec ''riermi, fiondili, ’
Lon u n _ El --vriè-ro. A del.
_ .MV riere. Magai.
i,... doghetti, danesini <; canini di Bologna.(A)^, 1( , - ,. ........ yiud. e sta. Lo stesso che Levriere. F. Cai'.
l’erta' &3. Dafni uscitogli degli artigli, si mise a gambe su per
apni-ò»? G'hsa d’ un levriero, e da quindi innanzi mai non vi si voile
L*v£^.CB) _
tuoi. C't Lcprosum , Lcprosium , e anticamente Gaba-
L E «I S| ' A » di t, alleili net dipartimento dell Indro. (G)
tnonòa' Le-wi-si-a. Sfi Genere di pianta deila dodecandria
sette ^ l,U(l ’ di famiglia indeterminata, che ha il calice colorato, diMinimi 'i l< r/' e /. se I >a t‘ » col 'olla di quattordici a dieciotto petali, treMila n J}di , e la capsola a tre cellette ciascuna con diu'. semi. Jetha s^n- ClC A 1 ' tf d S e,iere ,l <hìva delle montagne dell America è un' er-fim4’(4 Justo succvlenta con foglie radicali e collo scapo ad un
CN > . . . .
deli’ir C °G') Ledus, Ledimi. Fiume di Francia nel dipartimento
Wd Ì Ie T ilt - ( G )
ed fi C^eog.) Lc-za-dé-se. Sm. Fr. Lczadois. Paese di Francia di
«ZARA * Z (C« ra , l % ca P àalc - ( G )
Ez.r x » Le-zà-ra. Riviera
*to Hl .* 7 p?£-) v Lò-zat. Città di
troppo vezzeggiati ; che oggi più comunemente si dice Lezfi. —, Le-zia, sin. Lai. di Jiciae, Plaut. Gr. rpa?z.(Dal Inti/licium adescamentoattrattiva, lusinga. Altri da deliciae vezzo.) Fir. Dia!, bell, d0un.f1 4-Mordesi talora il labbro di sotto , non allettatamente , ma quasi perinavvertenza, che non paressero ,attucci o lezii. Lor.Med.canz. 63. 3.Sempre mai questa sazievole, E’n su’lezii e smancerie Red. P'ip.i.61. Per levare una certa ubbia a quelle volgari donnicciuole ec., lequali, come troppo casose cc. , erano solite forse di fare grand’ attie gran lezii. Segr. Fior. Mandr. 4 • <?. Quanti lezii ha folto questamia pazza !
2 — JSel pi. per viziosa varietà ortografica trovasi usato Lezzi in cambiodi Lezii, nel sign. appunto di Bezzi, Cortesie, o Carezze eccedentied affettale. Min. Malm. f66. Far vezzi a uno. Par cortesie o ca-rezze a uno , che quando eccedono e sono affettate , si dicono lezzi ;quasi illicia , q inlectus , come nota il Ferrano. (A) Buon. J-ier. 2.1./3.E ride e giocola Con cento atti e cento lezzi.E Salvia.Annoi,ivi : Lezzi, dal lat. blanditia, deliciae , lusinghe fatte con gesti c conparole. (N)
Lezioncef.la , Lc-rion-cèl-la.iSyi dim. di Lezione. Breve lezione .—, Le-zioncina , sin. Faust, jEp. Cic. lib . 6. Berg. (Min)
Le/.ioiìcjna , Lc-ciou-ci-na. Sfi. dim. di Lezione. Lo stesso che Lcziou-celìa. F. Pros. Fior. (A)
Lezione, Lc-zió-ne. [ Sfi ast. di Leggere.] Il leggere’, idicesi anche Let-tura.] Lat. lcctio. Gr. àrd-yeteais. Dant. Inf. 20. 20. Se Dio ti lasci,lettor , prender frutto Di tua lezione. Lab. 2 83. E se ella forse acosi fatta lezione non intende, a guisa duna fanciuUctta lasciva, concerti aniinalelti , che in casa tiene , si traT:dla,A’eu/..V. Ag. Lezionenon è altro che un quotidiano sguardo delle sante Scritture, con grandeattenzione d’ aifezion di cuore. Cavale. Frutl. ling. Per la lezionesiamo ammaestrati, per l’orazione siamo mondati.» Fag. Com. Ave-temi impetrata De’ libri proibiti la lezione. (A)
2 — Quella parte ili cose insegnate dal maestro volta per volla.jSuon.Fier. 1. 3. 2. Non le sole lezion fan l’ uoin saggio. E appresso ; Eche lezioni in così adorno studio Si leggon? E 5. 1. lo.Soa scolari,Gli conosco ben io, forse che’nsieme Studiavan la lezione. Cas.leu.68. E che tu o legga o ti facci leggere ogui dì quelle lezioni che tipar di potere imparare.
» — Onde Dar lezione rn Insegnare ad altrui , Fare scuola. V.Dare lezione. (A)
3 _ iE per traslalo, Dar la lezione 0 Avere avuto la lezioneImbecherare o Essere imbecherato.] Malia. 2. 77 - Avendo avuto in-nanzi la lezione, Si stelle sempremai sodo al maccliioue.
— Ammaestramento, Istruzione. Prol. Bit. SS. Pad. Conciossiaco-saché hi vita de’ santi uomini sia una viva lezione. (V)
4 — Quello clic sta scritto in tale 0 tal modo o testo che altri leggee consulta. Dep. Decam. proem .Avendo noi a bello studio riscontratidi que’ tali luoghi, per molti testi ch’abbiamo ricercati, ci siamo radevolte abbattuti a raffrontare in quelle lezioni che egli allegano.^ 18.Noi volentieri Pabbiamo ( quel luogo ) tornato alla lezione primiera.
E ig. Abbiamo ricevuta la lezione del miglior libro, ec.E 7/‘.Tantesono le lezioni, quanti i testi. (V)
o — (Eccl.) Breve capitolo tratto dalla Scrittura , o dai Santi Padri,che si recita a mattutino. B. Breviario, §. 1, e 2. Maeslruzz. 1. 2 5 .
Al lettore s’appartiene pronunziare le lezioni, e predicare a’popoliquelle cose , cc. (A) (B)
I* ~ fi er Elezione , [ ma in questo sign. è B~. A. e da noli imitarsi.
B. Tare elezione.] Lat. electio. Gr. ixXzy/i.G. B. f. 2.5. Lo’nipcriofosse alla lezione degli Alamanni , imperocché erano possenti c valo-rosi. ( Vediz. del Muratori legge elezione.) E 8. 5.2. E parca loro autile della Chiesa aver fatta mala lezione. Ricord. Malcsp. iy5. E,fermata la lezione, gli mandarono il dicrelo.
Leziosaggine, Le-zio-sàg-gi-nc.[A/i] ast. di Lezioso. {Mollezza affettala,dffeltazionc.] . „ ,
Leziosamente, Le-sio-sa-mén-te. Avv.Con lezii.Lat. delicate. Gt.xfip-os.Sen. Ben. Bardi. 2. 24. Non s’hanno a pigliar i benefici lcziosa-samente, [nè con troppa somniessione 0 umiltà.]
Lezioso , Le-zió-so. Add. m. Che procede con lezii 0 leziosamente ;{Di 'costumi affettati e molli; Smanzeroso, ovvero Efifemminato ,] At-toso.Allegffg. Dovev’ire alla busca Come una donna gravida, lezio-so. Lor. Med. canz. 68.8. Le saccenti c le leziose A vederle par eh’ i’niuoja. Iteti. Ditir. 3y. I sorbetti, ancorché ambrati, E nulle altreacque odorose, Son bevande da svogliati, E da femmine leziose. » Elelt. 1. 112. Egli è ben vero che sono alenili giovanotti leziosi, iquali dicono perrucca , per più avvicinarsi all’ origine francese . (V)
Lezios uccio, Lc-zio-sùc-cio.» 7 zw. m. dim. di Lezioso. Affeltaluzzo.Ac-cad. dell’ Anca. Berg. (Min)
Lezzare , Lez-zà-rc [iV. nssj Saper di lezzo, Puzzare. Lat. fodere. Gr.hvtrubiir. Patajf. 2. Grinappola perieoi sempre lezza. {In altri Testia penna si legge Grignaccola.)
Lezzino. (Mariti.) Lez-zi-no. Ani. Minuta cordicella fatta ai clae jili^torli, delia circonferenza di due linee e mezzo a tre, e di nuovo tortiinsieme. Servono per varie piccole- legature. Difesi anche Spago
sforzino. (Quasi lazzmo, dimmut. di teso.' c lazzo diccsi per laccioih Napoli ed in pii, altre contrade d’Italia . In isp. lazo, m irane . laeet,in ingl. tace che si pronunzia les vai pure laccio. In ar. lazza strinse,
(Grafìa \ t • 0llta <* 1 trancia nei ci
^ (G)
Ifif- B. A. B.
(G)
e di'] Lezio. Deciti,n. Quindi. C. Alla
E 2 l K
p ».iiu5l a ^j a 'Iella lezia de’ suo’ figliuoli.
*Ato, “SO Le-zì-ni, Lago della Grecia nella Livadia. (G)rione Costume e Alodo pieno di mollezza e diififclta-
’ 0 da donne per parer graziose , 0 da fanciulli usi a esser
Lezzo
sporco, onde loussau essere sporco , puzzolente. Nella stessa lingual’ous significa il lasso, animale puzzolentissimo : e lotte, oltre a que-sto senso, ha quello di porco.) Lab. 263. Nè altrimenti ti posso dmdel lezzo caprino , il quale , quando da caldo e quando da fatica ,tutta la corporea massa incitata geme e spira. Dant. Inf. 10. i36. Che'nGn lassù Iacea spiacer suo Icno.Frunc.Sacch. rim. Senza vederli con