98 LEZZON ACCIO
« gran rovina Gettar lezio di becco. Malm. 3. 54. E, lasciati di giàgli stenti e il lezzo, Profumata si sta nella pasciona.» Buon. Fier.1. ». ». E se pel dosso Penetrato n’é '1 lezzo e ci ha appestati, Andiamdi grazia asvaporarlo al fiume. E Salvia . Annotivi-, Lezzo, da olezzo;ma questo si prende per buono odore, quello per orrendo. (N)a — [A per meiaf) Petr. son - 1o5 - 0r ''ivi sì, eh’a Dio ne venga illezzo. Frane. Sacch. rim. 36. E tu, che se’pel Ciel vicario in terra,Non pensi che a lui ne venga il lezzo.
3 — * Lordura , come sarebbe il Limaccio o il Sedimento immondo etenace de’ fossi e delle pozzanghere, che in alcune parli di Lombar-dia si chiama pur Lezza, onde i altre voci Slezzamento e Slezzare.( Dal celt. loìz fango , onde loizun , ovvero luz, luogo fangoso. )Segner. Mann. Pfovem. 12. 3. li però se tu per disgrazia ti troviimmerso ne 1 peccati di senso fino alla gola, falla pure fla limosinaj,che molto ti gioverà ad ottener da Dio grazia di uscir dal lezzo incui giaci Ma altro è far la limosina, affine di ottenere da Dio graziadi uscir dal lezzo ; altro è farla, affine di ottener grazia di giacerein tal lezzo sino alla fine, e poi salvarsi. (Qui meiaf.J (P)
Lezzon accio, * Lez-zo-nàc-cio. A ad. e sm.pegg.dHji.zzonc. y.deli’ uso.(Y ari)Lezzone, * Lez-zó-ne. Add. e sm. Fem. Lenona. Sudicio , Ributtante,Che puzza, Chi è fetente. F. dell’uso. (Van)
Lezioso, Lez-zó-so. Add. m. Che ha lezzo. Lat. male olens , graveolens. Or. Folg. Diosc. Il sori ha 1 ’ odore grave e lezioso
e nauseoso.
Lezzume , * Lez-zù-me. Sm. Mollo lezzo raccolto , e dicesi non deUC effetto , ma della causa , cioè del sudicio , che produce il fetore.F. dell' uso. (Van)
Li. Foce dì genere masculino dellarticolo Lo, nel numero del più , esi usa avanti rinomi non cominciatiti da lettera vocale, o dalla S cuialtra consonante accompagni, ed è lo stesso interamente che la par-ticella I in questo significalo [, la quale più volentieri oggi si adopera,siccome assai più comune è l uso di Gli pi. aneli esso dell' articolo Lo. j(Dal lat- idi quelli.) Bocc. g.5. p.i. E li surgenti raggi per tutto il nostroemisperio avevan fatto chiaro.Dani. Par. 2. fi Tornate a riveder li vo-stri liti.» Salv. Avveri. 2. 2, 22. Li ed I l’uno e 1 ’ altro di mascbil sesso ,e del maggior numero, s’usarono indifferentemente nel miglior secolo,nome venendo appresso di loro non cominciante da vocal lettera, nèdalla predetta s e g. Anzi nelle Giornate si legge forse più spessa-mente il primiero , cioè li buoni, li savii, li quali, e tutti altri diquesta fatta : come per lo contrario, t quali, i savii, i buoni diconocomunemente i moderni. Ma la differenza elle ha tra le Li, si èquesta : che I con altri nomi, che co’predetti, non potrebbe prenderricetto, nè i amori , o i scudi , sentirsi pronunziare : là dove il li,nè anche a questi non ha divieto, quando si compiaccia di lor con-sorzio ; e li scolari e li alberi , è tuttavia senza errore, comecchégli alberi , e gli scolari sia alla purità della nostra lingua più natu-rai suono c più saldo. Gli con esso li , articolo, sta comunemente inquesto divario, che a li più nomi convengono della comune conso-nante, e a gli allo ’ncontro i nomi della vocale, c delle dette s e g più sitengono appropriali: perche quantunque gli savii uomini , e simili,si legga molte fiate ne’libri del miglior tempo, pur tutto ciò più ab-bracciata da’ medesimi si vede quell’ altra guisa, cioè li savii, c sì fatti,come di suono più agevole , ed eziandio più soave. (Gin )a — [Scrtvesi dopo Per assai meglio che Gli.] Pelr. canz. 44- 5.11 a.-cque Per lo mare avean pace, c per li fiumi. » Bocc. Conci. ». No-bilissime giovani ec., io mi credo cc- per li vostri pietosi prieglii quellocompiutamente aver fornito , che io nel principio della presente operapromisi di dover fare. Petr. canz. 2». ». Chi è fermato di menar suavita Su per l’onde fallaci e per li scogli ec.; Non può mollo lontanesser dal fine, ec. (A) (B) . , .
3 — * Unito ad alcune voci monosillabe, perde la sua prima lettera , o,se la ritiene , suol raddoppiarla. Così invece di Ne li si può scrivereNei e Nelli, invece di Con li, Coi e Colli, e invece di Per li, Peie Pelli ; od anche si perde tutto ed intero , restando assorbito dallavoce stessa , a cui si era attaccalo , la quale in tali casi si segnacoll’ apostrofo, Ne’, Co’, Pe ’} e cosi si dica di altre particelle, deliequali tulle ai toro lunghi si parla. (Gin )
Li. Pronome Ipersonale maschile pi. del pronome Lo, usuto per indicarel’ obbietto diretto, ossia] il quarto caso nel num. del più. Lat. illos,eos. Gr. txiivavi , avrovs. Pel', son. 214. O li condanni a sempiternopianto. » Bocc. g. 10, proem. Ancora erari vermigli certi nuvolettanell’ Occidente , essendo già quegli dell’ Oriente nelle loro estremitàsimili ad oro lucentissimi divenuti, per li solari raggi che li ferieno.(Cioè, ferieno quelli.) (Cin)
* — * In questo sign. trovasi talvolta usato I invece di Li. F. I,§. 7. Dani. Purg. 24. E degli Ebrei , eh’ al ber si mostrar molli,Perchè no i volle Gedeon compagni. (Cin)s — [ÒY adopera anche in vece di Gli per indicare l’oggetto indiretto,ossia per ] servire al terzo caso del numero del meno del genere ma-scolino; [ma i moderni in tal sign. usano meglio Gli.] Lat. illi, eiGr. EXElVw , aèrfi. Dant. Inf. 20. ifi- E indietro venir li convenne. G.V■ 4- 18. 7. Il'seguente dì apparve per visione Cristo a Ruberto ,dicendoli che in forma di lebbroso li s' era mostrato, volendo pro-vare la sua pietà.
’ —* E anticamente per Le, terzo caso femm.singolare.Fav.Esop.12. Si richiamò della pecora dinanzi alla scimia , dimandandoli pane;il quale dicea averle prestato in suoi bisogni. F 64. Intanto soprav-venne la cornacchia, uccello molto malvagio, e vedendo l’aquilatanto affannata , li disse tali parole. Bui. Purg. 25. ». Meleagro ,per onorare questa Vergine , li diè la testa del porco, e diedeli l’o-nore della caccia. Bocc. g. 4. 7 . Riguardando Emilia , sembianti
li fe’, che a grado li fosse ec. (V)
3 —* Anticamente ancora per Loro, terzo caso fem. pl.Fav.Esop.44 -Il serpente cc. di dì in dì andando per un lago si levava dinanzi
LIBAGIONE
tutte le più grasse ( rane ) e le più arroganti, trovando cagioni nonvere a darli morte. E 6y. Vedendosi le colombe in tanto pericolo >cominciarono a dolersi fortemente del re , dicendo che quello , ch°doveva difenderle, l’offendeva e facevali assai danno. (V)
4 —* Ed in vece di Loro terzo caso pi. ma di genere mascolino.Fav. Esop. i5i. Una mala femmina mondana traeva a se i giovanicon sue arti e dolci parole , e sembianti lusinghevoli , e mostrandoliamore , traeva e recava a se ciò che i giovani potevano fare. (V)
3 — Talora si antepone atte particelle Mi, Ti, Si , Gi, Ne , Vi, e sipospone alle Me, Te, Se, Ce , Ne , Ve , e anche talvolta a Si. E8è tal pronome lo stesso interamente che Gli, usandosi camunement eLi avanti alle voci o non comincienti da vocale , o non principiantida S seguita da altra consolante. {Benché la verità sia che gli autorihanno amalo in tal caso meglio di scrivere Gli che Li, e imeno an-tichi massimamente .]
^ —■ * Unito agl’ infiniti de* verbi fa loro perdere talvolta 1* ultima sil-laba , come pur fanno le altre voci dello stesso pronome. Lasc. Rial-p. 1. son. 4l- C’han forza in vive forme trasformare I inaimi e ibronzi; e noi possiam vedelli. (Cin)
Li. * (Geog.) Piarne di un fiume e di due distretti nell impero de IhChina. (G)
Li- Avv. di luogo , che vale , Quivi, In quel luogo, {ed importa Stato.)Lai. ibi, ilhc , eo loci. Gr. hrii, Petr. canz. 3o. 4- Pur lì medesmoassido Me freddo. » E p. 3. »». l’vidi ’l giaccio e lì presso la rosa-tiloc. I. 5 . Giovane , il caldo ci strigne di cercare i freschi luoghi iperò a quel prato , il quale lì davanti vedete , andiamo. (Gin )a — {Dimostra anche ] molo. Lat. illue. Gr. indire. Bocc. Amor. Pi>-20. Nè lì guari lontano fuor di via Un suo bel velo lasciava, fuggendo.Dant. Par. ». <2</.Ed ora li, come a sito decreto,Ccn porta la virtùdi quella corda. » E lnf. 8. E quel signor che lì m’avea menato ,Mi disse : non temer. Bocc. E’iloc. I. 7. Eilocolo, che con violate evelc e vestimenti era li co’suoi compagni venuto, comandò, che levaliquelli via , s’adornassero di bianco. (Cin)
3 —{Editi questo sign. mostra meglio il moto colle) particelle Di O ] la-{Onde Di li, Da lì valgono] lo stesso che Di quivi.Lizl.jillinc. Gr, tt-Bocc. Teseid. ss. 7 g. Da lì poscia ad Atene ritornato , U’ si vedràservir bene a Teseo .» ( Il Testo Camposampiero legge : Ed il grantempio d’Apollo lasciato , Vi si vedeva servire a Teseo .) (B)
^ — Truccasi anche per avverbio riferente tempo, cagione , o altra cosUdetta innanzi , usandosi in vece di pronome ; come di altre similiparticelle avverbiali si costuma. Dant Par. tfi 128. Infino a lì nonfu alcuna cosa Che mi legasse. Amet. ino. Subitamente il cor forilointese II ben di quelle , siccome provato, Arguendo di lì le sue offese.
a '* In questo sign. trovasi anche Di li, Di fi a non molto, U*fi a poco. F. a’ lor luoghi. (N)
5 •—* Parlandosi di tempo , dicesi Lì vicino e vale lo stesso che 1 °quel torno. Lai. circa , circiter. Bern. cap. a 31 • Er. da Milano -Poi a la fin d’ Agosto, o lì vicino , Se si potrà praticare il paese 1Verso il padron prenderemo il cammino. (Cin)
Lia.* (Mit.) Cosi chiamarono gli amichi siciliani la Luna . (Van)Lia.* N. pr. fi Lat. Lia . ( Dall’ebr. laah fatigare, lavorare : Labori 0 "sa.) — Figliuola di Labano , sorella maggiore di Rachele , e prati 1 *moglie di Giacobbe. (B) (Van)a —* Fariazionc di Lucia. F. (B)
Lia Fail.* (Mit. Cefi.) Piarne che davano gli antichi Irlandesi ad untifamosa pietra , che serviva di sedile ri loro re , mentre si faceva è 1cerimonia della loro incoronazione. Pretendevano essi che questa, Mquale nella loro lingua significava Pietra fatata mandasse gemiti "i"Inrquando i re, nell* istante dell* incoronazione , vi erari seduti sopri 1 ’(In celt, gali, li vale re : ed in celt. brett. Ha vai pietra.) (Van)Liageka , * Li-à-ge-ra. Pf. pr. f. (Dal celt li mare, e ger acqua : A'equa del mare.) — Una delie Nercìdi. (Mit)
Liagora. * (Bot.) Li-à-go-ra. Sf Lat. lìagora. Genere di piante crii"tegame, della famiglia delle alghe, che comprende delle pituite muri'.ne composte di una fronda filiforme, tubercolosa, viscida, coi frtri*contenuti in fibre fruticolose poste nell’ apice della fi-onda. (N jLi A le , * Li-à-le. Add. com. F. A. F. e di’ Leale . Rim. Am.Guid-gì. Non è ragion che lial servo pera. Ed appresso : Fermo e liai 01voi servo tri appello. (V)
Liamone.* (Geog.) Li-a-mò-ne. Lat. Ccrcidius , Limonius fluviu s.Fiu"‘ fdell’ isola dì Corsica. (G)
Lialta, Li-al-tà. [A/i] F. A. F. e rii’Lealtà. Zibald. Andr. yi-bAquale fu specchio ed csempro della balta de’Romani.
Lume.* (Geog.) Li-à-ne. Lai. Liaua. Fiume di Francia nel dipartimi-n 10del passo di Cutuis. (G)
Lianza , Li-àn-za. {Sf. F. A. F. e di ’] Leanza. Fr. Jac. T. 5- s “’11. Che rotta gli ho la fede e la lianza.
Liao.* (Geog.) Li-à-n. Città , provincia e fiume della China. (G)Liatico. (Agr.) Li-à-ti-co. Add. e sm. Fino che viene a noi dal t' f 'vante: nero, possente , dolce, e che ha dell’ aromatico. i,F. ali''’tico .) Fallisti. Leu . Berg. (Min)
Liatridk. * (Bot.) Li-à-tri-de. Sf. Lat. liatris. Genere di piante eso >che della singenesia eguale, famiglia delle eupatorine , distintel antodio embriciate (la squame scariose nel margine , pel ricettavofoveolato, e pel pappo che corona il sema piumosetto colorato- (•/„Lisa.* Pf. pr. m. (Dal gr. libo io sacrifico, io offro agl’idoli.)— 1 ‘de’ compagni d Ulisse . (O) t
2 —* (Geog.) Isola dell’ Asia sulla costa della Caramania , nel nnldell’ Indie , secondo Tolomeo. (G)
Libaiua. * (Geog.) Li-bà-di-a. La stesso che Labadea. F. (G) ,
Libagione , Li-ba-gió-ne.A /iLo stesso che Libazione. F. Salviti.Man-Er'fFar libagione c sacrificii, e offrire le primizie secondo il rito.-fi 1lib. ». Quegli ( indovini e sacerdoti ) , vegnendo , sacrificarono ' .jjjme , e varie libagioni feciono, « disservi sopra voci barbariche, eC " >