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Vol. IV.
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LO

LOBARE

mostra nepote per moglie, credendomi davere110 , e non più. (Cioè, ogni anno.) (Cip)

® "*** Tn/i/.i /« -

Lo

di lei un figliuolo lan-

i Ve-ioe, ogni anno.) (.Un)

Jaluni lo usano anche innanzi alla lettera Z, dicendo Lo zelo,zoppo ec .. ma l' orecchio moderno e la pratica, madre della lin~Sar'' ^' Ur °h e ,,n .S^ ano altrimenti Face. Ortngr. Bollar, Art. Dis.2. a stato A a:in ; tutto il rovescio di Giovan Viani pittor bolognese,9 Zan °tti scrive ec. (P)

,. taluni lo usano innanzi a Che invece di II , ma questo è daP":fermi. Face. Ortog. (P)

ioni,me di maschio , [ che vale Lui , Quello , owero Ciò , Qne-'!/«*»*« non meno a pers ile che a cosa, e] si usa nel quartod ur le ^ P ,lrn0 numero. [Lai. illum , illud.] lìnee, noe. 4 1 - 2 - SeR ,a eosa sola non lo avesse la fortuna fatto dolente.» Bocc. g. 4-fióte l * Rossiglione, udendo questo , pensò il tempo esser venuto didissi ° ucc ^ ere > ®d avendolo per buono spazio atteso, venir lo videnon i rri ' lla con due famigliari appresso. (Cin) Car. Leti. 1. 2 1. OraCo s ° avcil do fatto a bocca , la prego per questa si degni ec. Red.il j a j* 7- < 99 .E se anco lo puole tralasciare, può tralasciarlo. [Cioè,

3 7

Lo. p tsto

FAllora

imo . Sl pose per ornamento

*7- Il ' '

anziché per signficnnza. Bocc,Ticc * ,/ 11 ro ^ or pensò di doverlo senza troppo indugio farlo im-

CZ L ei ' J» .» Pass. <35. Il quale capitolosponendolo santo Ain-Utili ° CC " OO Red.Cons. 1. 233. Ed il lungo uso di essa lo crederci3 Sol ®° per questo signore. (N)

il sE per enfasi, ancorché segua il susiant. di cui egli sarebbe

non ho ancora trovalo, benché oggidì sia in uso , non so per cui au-torità.) (V) [Ma in un codice antichissimo della Rarberma , v hauna lezione che emenda questa luogo così : . . Pensando che tantolo amava , sella vi fosse su ! a? ) (P. Z.) Bilie. Rag. Voi pure [ac-cademici) con venerazione la riguardate e ne siete ambiziosi vagheg-giatori; ed è ben giusto che lo siate anche più. (P) Cncch.Disc. e.16. È veramente inutile ec. ma nou lo è già la mirabile facoltà cc.E log. E benché io sappia clic fosse costume anticamente e cheancor io sia cc. E 2. 219. Dovrebbe essere ec. come realmente lo ènei detti migliori manoscritti. Alligai, lelt. finn. 1. 82. Capace di for-mare uno stile, e in quello di riuscir maraviglioso al pari eli quelloche lo sono stati quegli altri neloro. Gozz. Osserv. ( Bibl. Enc. It.16. 6.) Quel Simone di jeri non è più oggi , e quel Giovanni d ogginon lo sarà domani. E pag. 36 . C. Di Divizio era montone ,coni egli c qui nell isola di Circe, M. E perchè se io lo era nonmel dicevi tu? Alf. Misog. Prosa 3 . Innocente e candido c retto ,quanto mai Io sia stato e possa essere alcun re della terra. E Prosa/j. Mi pregio infatti di esserlo e d inclinazione e di nascita. E Prosa5 . Quello che tu sci stato in Francia di nome , io lo sono stato difatti. E Virgin: 1.3. Ma servi a mille a mille, Purché noi sia Vir-

*>ull (

de. [Sii. SS. Pad. 2 . 254. Non mi pativa lo cuore di dare

.. anzi mi pareva trarlo di bocca amiei figliuoli ciò chio dessi.(V) Usa avanti le particelle Mi , Ti, Si , Ci , Vi. liocc. nov,6g.p (u , ra che io maccorgo che altri comincia ad avvedersene , non èJi d a celarloti. E nov. 7 8. 6. Lui fece ricoverare in quella cassa cheavea , e serrollovi entro. E nov.. 3. Se più mi

d' addosso minge-4. ij8. Dilloci , tu ne fai senza fine maravigliare.Stimossi che1 Papa seutisse , e per lo meno male lo

5

il cernitoti. E

sfitti? 1 * 0 detto P avea > e serrollovi entro.

"lasse ec., dolendomene loro , di lcvarlomi

ilS^é. 0 ; 27 -

to scrive dopo alle particelle Me , Te , Se , Ce, Ve. Rocc.nov.

^Itoselo chiamare , gravici inamente e con mal viso il riprese,.co/*/-/ Acciocché quello, che a me par di fare, conosciate, ec.11°^ parole ve lo intendo di dimostrare. E nov. ig. s5.Sc egli

e disdicevolc, diccelo come tu le guadagnasti. E nov.28.5ihlc.s-mi s * Iddio m avesse dato marito , o non me lo avesse dato.forseche r fe . e agevole co vostri ammaestramenti d entrare nel camminoqu e ]j *fonato m* avete. E nov, 65- 20. Mi posi in cuore di dartirf/j e tu andavi cercando , e dieditelo.

a particella Ne talora si prepone e talora

no p

etcìJ a *3. Il quale affermava

8

0

si prepone e talora si pospone. Bocc.

, . .-/a , quella solersi usare per lo Veglio

Pararli 01da 7 lla , quando alcun voleva , dormendo , mandare nel suodi pi(, S0 °. trarlone. E nov. 3 i. 2. Il padre ec. poca cura si davaò\j' piantarla, a lei onesta cosa pareva il ricliiedcrnelo.» Vii., tiriti l 0 Oc *' *' i ~~' Risptwscro , die questo non poteva essere, c che * y, lle consigliavano. (V)

al pr n , alv °f ta si distaccò dal verbo da cui dipende e si congiunsedit)ai lz ;°" !e : Remi. Asci. I. 3 . etmz. Ed or mel par veder eli a voi*'* ji , V °E superbo e dica. ( Cioè, mi par vederlo.) (Cin)

^riderai ° disporlo da un verbo ad un altro. Soder. Coll. Loa * Wl, per appunto , dividendolo con un colti Ilo taglientissimo finodon g, 1,0 > ° al calcio , non lo Unendo di .fendere allatto. ( Cioè,0 d*. sfendei lo ) (Gin)

O , "° si deljbe uggitigliele a vnrii verbi accozzali in un perio-ior. } darlo al primo e poi sottintenderlo per gli altri. Segr.

AgÌ^" n " > n vers. 3. 5. Accarezzalo , stima , e riveiisci. (Cin)toc. f auto a /l e ucci de verbi gli scorciò talora di alcune lettere.n * pesce ** E quando ebbe fatto questo, arrostì laltro rimanentei ;i !C s e s aloggiarolo che bastasse foro tanto che giugnessero iua de Medi, e portando seco pt'llo cammino. ( Cosi i <rc.'W. a edlz - di Limino <799 ; la Cr. legge Suleggiuronlo.) In-> che rff'Anchc mhai detto che lo regno di cielo è la maggior>. at ° per n " 1 ° m ° c la femmina possa avere, e baimi mostrato e pro-0l 'felo 0 10 belle e aperte ragioni. Lasc. Rim. p. 1. stai. 102. Epiente a a "d 10 Aspetto questa cosa indiavolata. Dav.Colt. E tu il,, alo taglieralo rasente il ceppo , c con tutto il paniere por.

* G, Ssa ordinata. CC.m' 1

do

n

In

nto

ri

s Ufi

"fciiio

ordinata. (Cin)

d f'* ,t con ° l se S n * de' casi ed alle preposizioni suole raddoppiarer/*.,-. s r n ° nte ì pur qualche volta la ritenne semplice per comoda

lu , Par.1t.P0i clic ciascuno fu tornato nc lo lunto del/ U'u'to K ' a . v ? n ^ s'era, Fcrmossi, come a cantlcllicr emiciclo.(Cin)

!^<<are i ? uijìniu de verbi anche per comodo della rima fa di-*.3 ultima - * * ^

Ìdìo r .ì Gritì ò :

ij^reiitù

r hi,

sillaba , raddoppiando la sua consonante, /ir,scendi ladron del mio cavallo*, Che mi sia toltosoglio , Ma ben fo, a chilo vuol, carocostallo.fie/v/.a Vii ^kihnente in un tratto inghiotillo, Che per paura pur* /ii ( , °* Bi 10. 6. Già è lungi, che non può v<:dcllo.(Cin)iSon ^ rnsi rimane sottinteso. Geli. Caprico. Boit. Hat'. 5.1 ii -ii ^ j n volgale? j$. so.(C*«W,-silo so.) (Citi)

gnna , abbia pur Roma . E 2. 3 . Io più di tutti Presente io1 voglio;ci lo sarà. Metast. Altil. 3 . 0 . Io son padre, e noi sarei Se lasciassiai figli miei TJn esempio di vfltà. (N)i3 * Usato cd v. Sapere , Negare , Fare e simili , significa Ciò ,Questo. Car. lett. 1. 21. Ora, non lo avendo fatto a bocca, la pregoper questa si degni ordinare a questi suoi di qua ec. che in operinoin quello chio voglio per suo servigio. Red.Op.^Sg.CEdiz.Fir.

Sarà forse detto, che lenergia dellantimonio saprà mollo bene sca-ponire la natura. No» saprei negarlo ; ma con quali sforzi lo farà ?E appr. g 3 . Mi si potrebbe dire , che in Polonia ec. è frequentis-simo luso dellantimonio. Io non voglio ora negarlo. Econs.op.7 .209. {I\ap. ijyd.) Se è vero.come verissimo lo credo, che necada-veri aperti si è trovato oc. È appresso 233 . Ed il lungo uso di essa(Erba) lo crederti utilissimo per questo signore. Segnar. Crist,insti'. 1 . 2. 2. Pensate voi , che il demonio nou sappia fare altret-tanto ? Lo sa pur troppo. (N)

iq-. * Dopo la voce JJio , suole perdere in alcuni modi di dire lapropria vocale , e far tramutare la fine della voce antecedente attac-candosi ad essa. Amm. Ani. 10. 3 . 11. Dici volesse che così mollibene facessero , come molti bene parlano. Tae. Dav. Ann. 3 .

Dici voglia sicno favole, c che la morte di Germanico non rovini chic-c\ii'$si'A.P r elUit.Cronic.dg La cosa non potere aver luogo, onde l)iclsa,come ci cascò in muruncsc, c come ci dolevamo. (Cin)

2* [Ma qupsf ultima frase trovasi anche separata ed intera.^Davt,Par. 3 . 108. Ilio lo sa, qual poi mia vita fusi.

15 * Ed invece di E a. P r it.S.M.,Mad. G. 5. Messcr, dappoiché vipiace saper mia condizione , io lo vi dirò. Cavale . med . cuor. fo.Anche Pira nuoce allanima , in ciò chella toglie ogni bene, e ognivirtù. Chella tolgala misericordia, e faccialo crudele mostrasi tut*o per esperienza. {Cioè , V anima nominata di sopra, 0 V uomo sot-tinteso.) (V)

16Quando nel discorso ha due verbi che riferisconsi allo stesso sog-getto , e lo reggono in due diversi casi, esprimendosene uno , l'altrosi tace. G. È. f. 22. Col detto papa venne a Roma e il fece con-segrare . . . facendolo adorare e fare grande riverenza.(Cioè, fargli.)E to. 126. Messer Azzo Visconti noi voleano ubbidire, dare lasignoria libera di Milano . {Cioè, dargli.) Eh. S\ Gio.Bat. 2^9. Eora gli cominciò ad ammaestrare e dire più apertamente fatti diCristo. ( Cioè , dir loro Di cosiffatti costrutti gli antichi maestri ab *hondano in tutte le guise. E. Dilettare, Fidare, Entrare, Lui, Usci-re , ec.) (Pi )

Lo. * N. pr. m. Baldin. (N)

2 * (Geog.) San Lo. Lai. Fanum-Santi-Laurli Città di Francia neldipartimento della Manica. (G)

Lo. * Pronome cosi apostrofato in cambio di Loro, ma è ortografiaviziosa e da evitarsi. S. Caler.Op. I. f. p.1^9. fSiena lyoyi) Hannotolta via quella cosa, che lo scandalo. E oppresso -. E non lonuoce , perché stanno attaccati al tralcio dell albicato desiderio. (N)Loa. * (Geog.)-a. Città del Perù , nellIntendenza di Arequipa.(G)Loacàn. * (Geog.) Lo;a-càn Provincia della parte orientale nell'ImperoBirmano. (G)

Loanda. * (Geog.) Lo-àn da. Isola del mare Atlantico sulla costa dellaGuinea inferiore , nel Regno di Angola . S. Paolo di Loanda .Cittàde' Portoghesi nel Regno di Angola . (G)

I.0ANG0, * (Geog.) Lo-àn-go. Lai. Loangum. Città e regno d' Africa nella Guinea inferiore. (G) ^

Loano. * (Geog.)Lo-à*no.L««.Lodanus. Citta d'Italici nel Genovesylo.{ G)Loarra. * (Geog.) Lo-àr-ra. Castello di Spagna nell' Arngonatffi)Loasa. * (hot.) Lo-à-sa. Sf. Rat. loasa. Genere di piante qoìgficòne

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Uisto ì'rl 1 1 ^ 0 l 'elf* passione , jx-nsando die tanto lo è* accosta Jorsc al senso di Tale ,' che nel 3oo

psola uniloculare che apresi in tre vulve e che contiene molti semi.(JS)Loasee.* (Bof.) Lo-a--e. Sf. pi. Lat. itoaseac. famiglia df pituite a sta-mi periglili , tutte erbacee } ramose, con peli la cui puntura e scottan-te, e con foglie alterne o opposte. Hanno per caratteri : il calice diun pezzo tuboloso, divìso in cinque parli , la corolla di cinque petali,attaccàti all orificio del calice,ed alternanti colle divisioni di esso,ed il frutto capsolare uniloculare con tre trqfospenni longitudinali ,che. apre in cima in ti e valva-incomplete , e rinchiude molti semi.(fi)Lobare. * (Anat.) Lo--fe. Add. m. lobo.. Lobulare, - sin. Lat.lobarie. Chaussier chiama Appendice lohare il Lobulo del nervo vago. Arterie lobari diconsi quelle degli emisferi dei rii ycilo ; ditesiLobarc autcrioic, V Arteria del corpo calloso > Lòbare media, l'Ar-