cominciarono, a ricettare sbanditi del Comune di Firenze . « 7 Ws.Ger. 1. 7 6. Lor con messi e con doni anco placate (te genti ) 'Ri-cettò volontario entro la terra. (N)
.2 — N. pass . Ricoverarsi, Rifuggirsi. Lat. confugere, se se recipere.
^ Gr. KOLTocrtQtv'ytiv, Liv. M . Egli fu cacciato del campo alla prima per-cossa , e si ricetta dentro delle sue tende. E appresso : Gli Equi sidipartiron de* campì , e riccttaronsi nelle montagne. E altrove-. Anzisi ritornaro tutti bellamente , e sì ricettaro nelle montagne. Stor..Pist. 142. Nella quale tutta la gente a cavallo ec. e grande quantitàdi pedoni si ricettava.
3 — [Att.da Ricetta . Determinare nella ricetta la convenevole quantitàdi alcuna droga,] Ordinar ricette, Corapor ricette. Fior. Met-tasi pertanto nelle composizioni , dove sarà ricettata alcuna delle so-praddette voci , la cannella fine. » Red. nel Diz. di A. Pasta. Que-st’alessifarmaco dunque sia la sola salsapariglia ,.bollita ordinariamente.in acqua pura c comune in pentola, aggiustandola in modo e ricettan-dola che tocchi un* oncia di essa salsapariglia per siroppo, e di que-sti siroppi se ne pigli uno la matlina a buon ora , e l’altro di cin-que oncie il giorno fra ’1 desinare o la cena.
4 .— [ E n. ass. nello stesso signìf. ] Lib. cur . malatt . Degni son dilode que’ fisici che ricettano con diligenza.
.Ricettario, Ri-cet-tà-ri-o. [.Vm,] Libi-o dove sono scritte le ricette ; [ gre-camente Farmacopea .] Lat. liber medicarum praescriptionum. Ricett.Eior. pref. I nostri magnifici signori Consoli ec. ordinarono che imedici allora presenti faeessono un sunto di tutte le ricette de’ me-.dicamcriti che eglino usavano , le quali poi stampate , e ridotte inun libro, Io chiamarono Ricettario Fiorentino. E altrove : Avendoci.imposta r onorevole si, ma faticosa correzione del nostro Ricettario.Red. Vip. 1. Avvertirono ben ciò quei dottissimi medici chenel 1097 furono deputati alla correzione del Ricettario Fiorentino.
— Per simil. Libro dove si contengono descrizioni di cibi composti,o simile. Beni. rim. 1. 55 . Credo eli’ella sarebbe altra dottrina, Chequei tuo ricettario babbuasso, Dove hai imparato a far la gelatina.(B)^Ricettato j Ri-cet-tà-to. Add. m. da Ricettare . [ Accolto ad albergo ,Ricoverato.'] Lat. hospitalitcr exceptus, hospitioexceptus. Gr.^zvitr'òsl?.M. V. 4 • 1 7 - Stesser Filippo di Taranto ec. venne in Abruzzi , e.ricettato nell' Aquila da messcr Lallo con grande onore ec. , ragio-nò cc. E 6. So. In questo medesimo tempo i Turchi co. valicaronoin Romania ec. , riceliali da un Barene di quelli che rimase nei paese.Ricettatore, Ricct-ta-tó-re. [Uerb. m. di Ricettare .] Che Hcetta.Lat.reccptor. Gr. 0 Fiainm. 5 . 6g. Il cuore di queste cose
ritcnitorc , siccome ingannator principale c ricettatore de’ suoi ni-miei laceri. Coll. Ab. Isac. cap. 20. Lo loro ricettatore e aiutato-re mai non si partirà da loro.
Ricettatrice, Ri-cet-ta-tri-ce. Verh. f. [dì Ricettare .] Che ricetta. Lat.rrceptatrix , rcceptrix. Gr. vTofo'xrpiK. Coll. Ab. Isac, cap. 11.La tua natura è fatta ricettatrice delli vizii.
Ricettazione , Ri-cet-ta-zió-ne. Sf. Ricevimento , Accoglimento ; al-trimenti picettamcnto.Ricezione. De Lue . Dott.volg. 5 .i 4 - 4 -B p rg (Win)Ricettività. * (Med.) Ri-cet ti-vi-tà. cS f. V . Frane . Altitudine di al-cuni organi a dar ricetto agli agenti morbi/ìci. (Dai frane, recepii-vite ebe vale il medesimo) (A. Ò.)
Ricettivo , Ri-ci t-ti-vo. Add. m . Che riceve , Atto a ricevere , [a ri-cettate .I Rat. recipieno, receptorius. Gr. ÒW-ncos. Segn. Anim. 2.tot. JJifiniendo diciamo che la potenza odorativa è una virtù nellostrumento corporeo ricettiva degli odori ec.
Ricetto, Ri-cèt-to. [Am. Ospizio, Albergo , Ricovero-, altrimenti] Ricet-tacolo. ( L. Raccolto.) Lat, receptaculum. Gr. cìt-aSo^. (V.
Ricettare .) B0cc.110v.1u. 7. ,E tremando, e battendo i denti, comin-ciò a riguardare, se dattorno alcuno ricetto si vedesse, dove la nottepotesse stare, che non si morisse di freddo. E nov. g 3 . 2. Avendoun suo ricetto vicino ad una strada , ec. G. 11. 2. 18. Che mai poinon ehbono i Giudei stato nè ricetto di loro signoria. S'allusi, Jug.R. Acciocché, se li Romani dessero piega, che ’l monte non fosse lororicetto. Petr. son. 240. Quante fiate ai mio dolce ricetto , Fuggendoaltrùi, e , s’esser può, me stesso, Vo con gli occhi bagnando l’erbae 'l petto ! E canz. 2^.7. Ed or siam giunte a tale , Che costei battel’ale, Per torpare all’antico suo ricetto. Dant. Lnf. 16. 102. Dovedovria per mille esser ricetto .E rim . 21. Tu togli a leggiadria il suoricetto. Cr. ». 9. 3. Ancora sarà uficio d’uomo diligente e discretodi far farc i ricetti dell’ acque, cioè luoghi ove si ricevano, acciocché-la povera vena abbondevolmente risponda. Rem.OrL 3 .g . 11. E Ycderaiqui pn .altro paradiso In questo realissimo ricetto.
2 — Stanza particolare nelle case, ed è per lo più Quella che s'inter-pone tra la scala e la sala . Varch. Stor . g. 261 . Hanno tutte lecomodità che possono aver le case , come terrazzi, logge , stalle ,coiti, aiutili , ricetti, ec.
3 ■— 1 Luogo dove si aduna , e si conserva checchessia per fivrnc traf-
fico, o per adoperarlo al bisogno. Salvia. Cical. I vestiboli o ri-cetti avanti al tempio sono volti a tramontana. Vasai'. Vit .li ricettodella .sagrestia dello Spirito Sardo è di belLissipia invenzione. (A)
4 —* Gol v. Dare : Dare ricetto z= Ricettare. V> Dare ricetto. (A)$ — 1 * Col v. Fare ; Far ricetto — Ricettare , Raccettare. V* Fare
ricetto. (A)
Ricettore , * Ri-cef-tó-re. Add. usalo inforza di sm. V. dell'uso .V.e di' Ricevitore. ( 0 )
Ricettqru.,* Ri-eet-to-n-a.A f. V.dell'uso.Lo stesso che Ricevitoria,/''".^)•Ricevente, Ki-ce-vèn te. [Pari, di Ricevere.] Che riceve.Lat.rccipìcns }excìpiens. Gr. inrohsxógtvQs. Liv. Dee. Siccome, da ghiaccio sdruc-ciolante , e non ricevente la ’mpression del piede. Stat.Merc. Vogliajar iagume a’ Fiorentini , secondo la forma della detta balìa, ovveroai k ^ ^^sciadore ricevente per loro* Seti. Ben. Varch. 7. 22.Al beneficante fu comandato che si scordasse del benefizio} al rice-vente fo detto che se ne dovesse ricordar sempre.
RICEVERE
f
Ricevè , Ri-cé-ve-re. [Alt. e n. anom0 Pigliare «
amore o per forza, quello che è dato o presentato■ T’ e G r -Ricepere , sin. { E. Accettare.) Lat. [ recipere ,1 ® 9 C " - er eXiv-icci. ( Recipere , da re particella iterativa., e , la 1111 Jdere.) Bocc. nov. 68 . 8 . In persona di sé nelpregandola che, senza farsi conoscere , quelle buss P cosa^ 1 ,,/,ricevesse, che Arriguccio le desse. E nov. 77-8- ^^entral*cevuta , ma indietro non venivan risposte , se nonPar. 2g. 65 . Ma sic certo Che ricever la grazia ? ^ nl j^8 V ìCClett. 15 . Io ho ricevuto la lettera di V. E. Illustrisi*
bre passato con molto
mio piacere è contento.
o ( r ’ C> -
7— * Uscite antiche. Liv . M. Che noi non r * c ^ vcr f^joiJ3i‘ ^
remo) senza grande guidardone. Cavale . Run. 44{riceve) 1 uom vitupero. E Alt. A post. ivi. Alolt'8^,donne nobili ricevettono {ricevettero) il battesimo. [ pi" ■'
Dio , riceve {ricevi) la mia orajione. Petr. Uom. uconosciuta ch’ella era sua figliuola, con grandissimaricevve ( ricevette o ricevè.) (V)
|J
ti
Raccettare, Accogliere [; e dicesi così di persone comeanche Ji ^. di passioni ed altre cose astratte .] Lat. exCi| u ' rc ’,- p ri*rLr. Bocc.nov.lf.s. Con si fatta forza ricevette. K r
(li lui li suo amore nella mente , che essa altresì cornine» 1 ' 0<riie. A, num.i 5 . Così levatosi , come con grandissima te s avolesse, gli si faceva incontro. E nov. 6 q. io. U <V taìe t L 0l & .clu allora non sa ricevere , poi trovandosi povero e r i c cf |U -.e non di lei s’ ha a rammaricare. G. V. 2.io. 3 . F ll ™''" ie ,,a I' 1 ",!
V- Ma eoo ? ldt; foglie. C aS :
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grande onore da’ Romani. Dant. Purg. 2 8.
1’ ore prime , Cantando , riceveano intra le foglie. deg lliringrazio V. Ecc. Illustriss. quanto posso che ella S1 S g.ii.ricevere il sig. Annibaie con tanta benignità, nper lo Marchese, che con lei doveva venire a gia ce » p|n>e 3 . t ^piscevole appetito avendo desto , nella mente ricevu ; fatta ,li testo Mannelli c i Depitt.) E g. 4 ' n - » * Ifavea f Lniera nel cuor ricevuta , che da ogni altra cosa qu asllei, avoa la mente rimossa. (V) , n to l°f. r r
— Traltare, Onorare di vivande ed altro, che è il
pere aliquem dapibus de' Latini. Bocc. g. 3 . proem■ . fieli’io siniscalco, e loro con preziosissimi confetti e otti 1111 ^
e riconfortò. (V) . c h e
— * Ammettere , parlando di Ordini, Compagnie ec- lC .
uno nel loro corpo ; e si usa col terzo caso, r d- . 'p'il.S-'LaflNon fosse ricevuto alla compagnia dentro de’monaci; ^al*lj 4 - Dmilmeutc pregò il Conte Francesco, che 1 ° rict „l
lct‘-
|,iv-
regola. (V) . . (jar
1 — Ammettere , Comportare , detto in senso in q 11 ’ Vp) .
Bisogna accomodarsi alla scoltura, la quale non |1, . e e ' pileit°' ^^n 11
Oli
alti
go , verhigrazia , che davanti alla Pace siano hooi— * E detto del vento o simile. Am.Ant. 4 ° ~ 1J ‘semjire ricevono venti. ( Il lat. hapinot.) (N)
. — E parlando di persona, Ricevere il ii.‘" ^ , v i a" , U [
dei ’ aria. Lat. captare auras. Bocc. g. i. n. 7- - 1 s ,1,. nin-’e 3 '
. ■ ’ un venticello che tWt
a 'ta j„g a vcutus feiuptf
vento talora vale > ■ (j .
K.
nestra volta alla marina, a ricevere
■ò ? li
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veniva. (V r )
7 —* Intendere , Capire, rr. istora. rrea. v- u r”‘ .pj-.possono cosi tosto ricevere la dottrina dal maestro. ( fcfescd v tifi
8 —* Detto de frutti della campagna vale Ricogl/^S^ 1 '^^ 0 ^°
cap. i 3 . E iu questo modo, con poche spese raoU c 1 pfo
ripe e siepi verdi. (V) . neti a ?
9
Dicasi Ricevere ad albergo
cuna cosa o a desisterne. Pallav. Et. Cono. 7 - 514 %'l' iiitero di buon patto l’uscir dall’inchiesta con quella risp<> sla j 0.- -. tto’to fi aiij')
come amtco ec Sen. Pisi. ^.Perocché colui che e ri«?' “ tlf£ . l r '
pei ti arre di lui utile, tanto sarà piacevole, quanto saia ■
14 — DANSO. » r. Danno , S. 8 . (NI ..a h ‘ lU
■ 3 - V - - c..„e. Tet“’ e ^
!’■ Aere, ). 5 . (N) ’ Cl0 r- <’ ^
1 ", „ r,< 2 - t< T. E — Mentire , Provare, o simile, dolore-' ; j.
lett. 26. Della qual cosa ricevo intollerabile dolore- { L pid }W
18 — FISE Di ALC13MA cosa * = Condurla a termine
fine 1 (IS ) lr0 CllC rC * V0 '’ SeUZa dubl »' 0 > riceverò ile» llfl r ^
1 9 ~, 1,J CACf ao tiei.la battaglia *=: Accettarne V idi ’ d ° > . j .
r. Gaggio , l ,, 2 . (N) „ n oer>ieto e Ù < 1
20 — iw bene • = Pipare in buona parte, Trovar
lav. Ist. Cune 2 . 2 , 5 . Quando in concilio aleni»» 1 p^tetì^ .contrarie, dovrebbe Sua Maestà ricevere in bene che l r jip;
maniere opportune vi provvedesse. (Pe) lnf- K
21 — INGANNO , od INGANNI * — Essere insanì™ 10 - V ' rice^ 0 >
ma chela mattia -■ meanrio .^uja^p ■
Pur. g. Mi narrò g.
*2 I.A baia* Taccolnre o piuttosto Essere 1uccellala, U. B aj* , §,
onorevoli , quantunque inefficaci. (Pe)i 3 — alcuno ad amico n simile * — Tenerlo .
i5 — im:l sact.o fonte * = Levare del sacro fontema. y. Fonte , $. 3 , 3 . (Pr)
DI BUON ABI! E alcuno * =
5
16
da Gasalodi Da Pinamonte: ing ^ ^Mi narrò gl’ inganni Che ricever^dove ^ olte ggito° ’
w
Ricevere
casa acciocché si riposi. V. Àd albergo , 2. ^ - e cf 1 '
10 — a discrezione * , cioè A volontà , A piacerei e ^dente a Rendersi a discrezione. U. A discrezione» V U
11 — A fede * zz: Riconoscere alcuno per suo devo* 0, e *f 17. E voi , illustre signore, ricevete noi a K’ a c
fello amore. (N) )(ja {i<x # j c ^
12 — alcun che di buon patto* ~ Adattarsi di ^ u0 ^/ t (jiitl® . 1 p^r*^