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Vol. V.
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7 T |j. RICETTARIO

cominciarono, a ricettare sbanditi del Comune di Firenze . « 7 Ws.Ger. 1. 7 6. Lor con messi e con doni anco placate (te genti ) 'Ri-cettò volontario entro la terra. (N)

.2 N. pass . Ricoverarsi, Rifuggirsi. Lat. confugere, se se recipere.

^ Gr. KOLTocrtQtv'ytiv, Liv. M . Egli fu cacciato del campo alla prima per-cossa , e si ricetta dentro delle sue tende. E appresso : Gli Equi sidipartiron de* campì , e riccttaronsi nelle montagne. E altrove-. Anzisi ritornaro tutti bellamente , e ricettaro nelle montagne. Stor..Pist. 142. Nella quale tutta la gente a cavallo ec. e grande quantitàdi pedoni si ricettava.

3 [Att.da Ricetta . Determinare nella ricetta la convenevole quantitàdi alcuna droga,] Ordinar ricette, Corapor ricette. Fior. Met-tasi pertanto nelle composizioni , dove sarà ricettata alcuna delle so-praddette voci , la cannella fine. » Red. nel Diz. di A. Pasta. Que-stalessifarmaco dunque sia la sola salsapariglia ,.bollita ordinariamente.in acqua pura c comune in pentola, aggiustandola in modo e ricettan-dola che tocchi un* oncia di essa salsapariglia per siroppo, e di que-sti siroppi se ne pigli uno la matlina a buon ora , e laltro di cin-que oncie il giorno fra1 desinare o la cena.

4 . [ E n. ass. nello stesso signìf. ] Lib. cur . malatt . Degni son dilode que fisici che ricettano con diligenza.

.Ricettario, Ri-cet--ri-o. [.Vm,] Libi-o dove sono scritte le ricette ; [ gre-camente Farmacopea .] Lat. liber medicarum praescriptionum. Ricett.Eior. pref. I nostri magnifici signori Consoli ec. ordinarono che imedici allora presenti faeessono un sunto di tutte le ricette de me-.dicamcriti che eglino usavano , le quali poi stampate , e ridotte inun libro, Io chiamarono Ricettario Fiorentino. E altrove : Avendoci.imposta r onorevole si, ma faticosa correzione del nostro Ricettario.Red. Vip. 1. Avvertirono ben ciò quei dottissimi medici chenel 1097 furono deputati alla correzione del Ricettario Fiorentino.

Per simil. Libro dove si contengono descrizioni di cibi composti,o simile. Beni. rim. 1. 55 . Credo eliella sarebbe altra dottrina, Chequei tuo ricettario babbuasso, Dove hai imparato a far la gelatina.(B)^Ricettato j Ri-cet--to. Add. m. da Ricettare . [ Accolto ad albergo ,Ricoverato.'] Lat. hospitalitcr exceptus, hospitioexceptus. Gr.^zvitr'òsl?.M. V. 4 1 7 - Stesser Filippo di Taranto ec. venne in Abruzzi , e.ricettato nell' Aquila da messcr Lallo con grande onore ec. , ragio- cc. E 6. So. In questo medesimo tempo i Turchi co. valicaronoin Romania ec. , riceliali da un Barene di quelli che rimase nei paese.Ricettatore, Ricct-ta--re. [Uerb. m. di Ricettare .] Che Hcetta.Lat.reccptor. Gr. 0 Fiainm. 5 . 6g. Il cuore di queste cose

ritcnitorc , siccome ingannator principale c ricettatore de suoi ni-miei laceri. Coll. Ab. Isac. cap. 20. Lo loro ricettatore e aiutato-re mai non si partirà da loro.

Ricettatrice, Ri-cet-ta-tri-ce. Verh. f. [ Ricettare .] Che ricetta. Lat.rrceptatrix , rcceptrix. Gr. vTofo'xrpiK. Coll. Ab. Isac, cap. 11.La tua natura è fatta ricettatrice delli vizii.

Ricettazione , Ri-cet-ta-zió-ne. Sf. Ricevimento , Accoglimento ; al-trimenti picettamcnto.Ricezione. De Lue . Dott.volg. 5 .i 4 - 4 -B p rg (Win)Ricettività. * (Med.) Ri-cet ti-vi-. cS f. V . Frane . Altitudine di al-cuni organi a dar ricetto agli agenti morbi/ìci. (Dai frane, recepii-vite ebe vale il medesimo) (A. Ò.)

Ricettivo , Ri-ci t-ti-vo. Add. m . Che riceve , Atto a ricevere , [a ri-cettate .I Rat. recipieno, receptorius. Gr. ÒW-ncos. Segn. Anim. 2.tot. JJifiniendo diciamo che la potenza odorativa è una virtù nellostrumento corporeo ricettiva degli odori ec.

Ricetto, Ri-cèt-to. [Am. Ospizio, Albergo , Ricovero-, altrimenti] Ricet-tacolo. ( L. Raccolto.) Lat, receptaculum. Gr. cìt-aSo^. (V.

Ricettare .) B0cc.110v.1u. 7. ,E tremando, e battendo i denti, comin-ciò a riguardare, se dattorno alcuno ricetto si vedesse, dove la nottepotesse stare, che non si morisse di freddo. E nov. g 3 . 2. Avendoun suo ricetto vicino ad una strada , ec. G. 11. 2. 18. Che mai poinon ehbono i Giudei stato ricetto di loro signoria. S'allusi, Jug.R. Acciocché, se li Romani dessero piega, chel monte non fosse lororicetto. Petr. son. 240. Quante fiate ai mio dolce ricetto , Fuggendoaltrùi, e , sesser può, me stesso, Vo con gli occhi bagnando lerbae 'l petto ! E canz. 2^.7. Ed or siam giunte a tale , Che costei battelale, Per torpare allantico suo ricetto. Dant. Lnf. 16. 102. Dovedovria per mille esser ricetto .E rim . 21. Tu togli a leggiadria il suoricetto. Cr. ». 9. 3. Ancora sarà uficio duomo diligente e discretodi far farc i ricetti dell acque, cioè luoghi ove si ricevano, acciocché-la povera vena abbondevolmente risponda. Rem.OrL 3 .g . 11. E Ycderaiqui pn .altro paradiso In questo realissimo ricetto.

2 Stanza particolare nelle case, ed è per lo più Quella che s'inter-pone tra la scala e la sala . Varch. Stor . g. 261 . Hanno tutte lecomodità che possono aver le case , come terrazzi, logge , stalle ,coiti, aiutili , ricetti, ec.

3 1 Luogo dove si aduna , e si conserva checchessia per fivrnc traf-

fico, o per adoperarlo al bisogno. Salvia. Cical. I vestiboli o ri-cetti avanti al tempio sono volti a tramontana. Vasai'. Vit .li ricettodella .sagrestia dello Spirito Sardo è di belLissipia invenzione. (A)

4* Gol v. Dare : Dare ricetto z= Ricettare. V> Dare ricetto. (A)$ 1 * Col v. Fare ; Far ricetto Ricettare , Raccettare. V* Fare

ricetto. (A)

Ricettore , * Ri-cef--re. Add. usalo inforza di sm. V. dell'uso .V.e di' Ricevitore. ( 0 )

Ricettqru.,* Ri-eet-to-n-a.A f. V.dell'uso.Lo stesso che Ricevitoria,/''".^)Ricevente, Ki-ce-vèn te. [Pari, di Ricevere.] Che riceve.Lat.rccipìcns }excìpiens. Gr. inrohsxógtvQs. Liv. Dee. Siccome, da ghiaccio sdruc-ciolante , e non ricevente lampression del piede. Stat.Merc. Vogliajar iagume a Fiorentini , secondo la forma della detta balìa, ovveroai k ^ ^^sciadore ricevente per loro* Seti. Ben. Varch. 7. 22.Al beneficante fu comandato che si scordasse del benefizio} al rice-vente fo detto che se ne dovesse ricordar sempre.

RICEVERE

f

Ricevè , Ri--ve-re. [Alt. e n. anom0 Pigliare «

amore o per forza, quello che è dato o presentato T e G r -Ricepere , sin. { E. Accettare.) Lat. [ recipere ,1 ® 9 C " - er eXiv-icci. ( Recipere , da re particella iterativa., e , la 1111 Jdere.) Bocc. nov. 68 . 8 . In persona di nelpregandola che, senza farsi conoscere , quelle buss P cosa^ 1 ,,/,ricevesse, che Arriguccio le desse. E nov. 77-8- ^^entral*cevuta , ma indietro non venivan risposte , se nonPar. 2g. 65 . Ma sic certo Che ricever la grazia ? ^ nl j^8 V ìCClett. 15 . Io ho ricevuto la lettera di V. E. Illustrisi*

bre passato con molto

mio piacere è contento.

o ( r C> -

7 * Uscite antiche. Liv . M. Che noi non r * c ^ vcr f^joiJ3i ^

remo) senza grande guidardone. Cavale . Run. 44{riceve) 1 uom vitupero. E Alt. A post. ivi. Alolt'8^,donne nobili ricevettono {ricevettero) il battesimo. [ pi"'

Dio , riceve {ricevi) la mia orajione. Petr. Uom. uconosciuta chella era sua figliuola, con grandissimaricevve ( ricevette o ricevè.) (V)

|J

ti

Raccettare, Accogliere [; e dicesi così di persone comeanche Ji ^. di passioni ed altre cose astratte .] Lat. exCi| u ' rc,- p ri*rLr. Bocc.nov.lf.s. Con si fatta forza ricevette. K r

(li lui li suo amore nella mente , che essa altresì cornine» 1 ' 0<riie. A, num.i 5 . Così levatosi , come con grandissima te s avolesse, gli si faceva incontro. E nov. 6 q. io. U <V taìe t L 0l & .clu allora non sa ricevere , poi trovandosi povero e r i c cf |U -.e non di lei s ha a rammaricare. G. V. 2.io. 3 . F ll''" ie ,,a I' 1 ",!

V- Ma eoo ? ldt; foglie. C aS :

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sia 1; {i*

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4

grande onore da Romani. Dant. Purg. 2 8.

1 ore prime , Cantando , riceveano intra le foglie. deg lliringrazio V. Ecc. Illustriss. quanto posso che ella S1 S g.ii.ricevere il sig. Annibaie con tanta benignità, nper lo Marchese, che con lei doveva venire a gia ce » p|n>e 3 . t ^piscevole appetito avendo desto , nella mente ricevu ; fatta ,li testo Mannelli c i Depitt.) E g. 4 ' n - » * Ifavea f Lniera nel cuor ricevuta , che da ogni altra cosa qu asllei, avoa la mente rimossa. (V) , n to l°f. r r

Traltare, Onorare di vivande ed altro, che è il

pere aliquem dapibus de' Latini. Bocc. g. 3 . proem . fieliio siniscalco, e loro con preziosissimi confetti e otti 1111 ^

e riconfortò. (V) . c h e

* Ammettere , parlando di Ordini, Compagnie ec- lC .

uno nel loro corpo ; e si usa col terzo caso, r d- . 'p'il.S-'LaflNon fosse ricevuto alla compagnia dentro demonaci; ^al*lj 4 - Dmilmeutc pregò il Conte Francesco, che 1 ° rictl

lct-

|,iv-

regola. (V) . . (jar

1 Ammettere , Comportare , detto in senso in q 11 Vp) .

Bisogna accomodarsi alla scoltura, la quale non |1, . e e ' pileit°' ^^n 11

Oli

alti

go , verhigrazia , che davanti alla Pace siano hooi * E detto del vento o simile. Am.Ant. 4 ° ~ 1Jsemjire ricevono venti. ( Il lat. hapinot.) (N)

. E parlando di persona, Ricevere il ii." ^ , v i a" , U [

dei aria. Lat. captare auras. Bocc. g. i. n. 7- - 1 s ,1,. nin-e 3 '

. un venticello che tWt

a 'ta jg a vcutus feiuptf

vento talora vale > (j .

K.

nestra volta alla marina, a ricevere

ò ? li

isci

;0 lai

lO»

veniva. (V r )

7* Intendere , Capire, rr. istora. rrea. v- u r .pj-.possono cosi tosto ricevere la dottrina dal maestro. ( fcfescd v tifi

8* Detto de frutti della campagna vale Ricogl/^S^ 1 '^^ 0 ^°

cap. i 3 . E iu questo modo, con poche spese raoU c 1 pfo

ripe e siepi verdi. (V) . neti a ?

9

Dicasi Ricevere ad albergo

cuna cosa o a desisterne. Pallav. Et. Cono. 7 - 514 %'l' iiitero di buon patto luscir dallinchiesta con quella risp<> sla j 0.- -. ttoto fi aiij')

come amtco ec Sen. Pisi. ^.Perocché colui che e ri«?' tlf£ . l r '

pei ti arre di lui utile, tanto sarà piacevole, quanto saia

14 DANSO. » r. Danno , S. 8 . (NI ..a h lU

3 - V - - c..e. Tet e ^

! Aere, ). 5 . (N) Cl0 r- < ^

1 ", r,< 2 - t< T. E Mentire , Provare, o simile, dolore-' ; j.

lett. 26. Della qual cosa ricevo intollerabile dolore- { L pid }W

18 FISE Di ALC13MA cosa * = Condurla a termine

fine 1 (IS ) lr0 CllC rC * V0 ' SeUZa dubl »' 0 > riceverò ile» llfl r ^

1 9 ~, 1,J CACf ao tiei.la battaglia *=: Accettarne V idi d ° > . j .

r. Gaggio , l ,, 2 . (N) n oer>ieto e Ù < 1

20 iw bene = Pipare in buona parte, Trovar

lav. Ist. Cune 2 . 2 , 5 . Quando in concilio aleni»» 1 p^tetì^ .contrarie, dovrebbe Sua Maestà ricevere in bene che l r jip;

maniere opportune vi provvedesse. (Pe) lnf- K

21 INGANNO , od INGANNI * Essere insanì 10 - V ' rice^ 0 >

ma chela mattia - meanrio .^uja^p

Pur. g. Mi narrò g.

*2 I.A baia* Taccolnre o piuttosto Essere 1uccellala, U. B aj* , §,

onorevoli , quantunque inefficaci. (Pe)i 3 alcuno ad amico n simile * Tenerlo .

i5 im:l sact.o fonte * = Levare del sacro fontema. y. Fonte , $. 3 , 3 . (Pr)

DI BUON ABI! E alcuno * =

5

16

da Gasalodi Da Pinamonte: ing ^ ^Mi narrò gl inganni Che ricever^dove ^ olte ggito°

w

Ricevere

casa acciocché si riposi. V. Àd albergo , 2. ^ - e cf 1 '

10 a discrezione * , cioè A volontà , A piacerei e ^dente a Rendersi a discrezione. U. A discrezione» V U

11 A fede * zz: Riconoscere alcuno per suo devo* 0, e *f 17. E voi , illustre signore, ricevete noi a K a c

fello amore. (N) )(ja {i<x # j c ^

12 alcun che di buon patto* ~ Adattarsi di ^ u0 ^/ t (jiitl® . 1 p^r*^