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Vol. V.
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55 _

MCEVEVOLE

I^tenH N X ITo * * Lq stesso che Tener linvito. Uit.SS.Pad . 2. 3o^f,2ij cagione , ricevette V invito. (V)

2$ ^ RlT * ) * =: Esser guiderdonalo. E, Merito sm. y §. 12. (N)

26 0RTE * ^ Sostenere , Patirla morte, U. Morte, §. 'ào. (]N)Dant 2^ ^ U ° RE Al ' cu so * Invaghirsene. F. Cuore, § ^7.Bocc.FU,Cu oie* I P° n ^ an *' a affezione la bella immagine di lei ricevette net2 } ^ c le T^el giorno innanzi, mentre visse, non se ne diparti. (N)

tl, ^v EVOLp CO p TENT0 -/ V ' Contcnto "» S- G 7 - (N)

poj nc j ni-ce-ve-vo-le.^^. coni. Atto a ricevere, fìat. E rilucesse^ e Vi.m e Clc ^° . ne corpi ricevcvoli di luce , e diffusivi di quella.Su -°> Ri-ce-vi-mén-fo. [iJTh. L'atto del ricevere.] Lat. receptio,ten eu ? l0 \ . Teol. Misi. Per questo sapparecchia imman-

ce v , m e ^ ricevimento. Coll. SS. Pad. E ancora come, dopo il ri-, di qualunque doni , perseveri così la grazia diddio. Mac-

deli- ' * * 1 ' Allaccolito (è impresso il carattere') nel ricevimentor *ccvii ClU ° ° ? ^ randt^lib re » Albeit.5y. La fortezza c consideratol*rìc:or en A 0 pericoli. But. Fortezza è considerato ricevimento de'

2 . ' ,5, Fortitudine è un ricevimento di pericoli.(N)

3 ^ ^ Co ghenza , Maniera di ricevere. Cr. alfa io Ricevuta. (A)

l< j conservar checchessia. Bemb.Lelt. Per le carte che in

' f, 8PiisUq a ^ Un - 1 tnsca ) ri raccoglieranno e riserbcranno , nessuno^r,E V|1 |v ìl e R r ' CCVl,nt ' n, ° esser potrebbe convenevole abbastanza. (A)j^°*-cc-vi--vo.^^/. ni. Che ha virtù di ricevere.Coni . Purg.gtia m,v ,°^ a naturalmente è concava e cavernosa a modo di spu-^ ,Ck Vito^ 1 ^ C1 ° ^ riceviliva delle impressioni def '. -uni.ac cept ^ ^''CC'--re. [Ferb. m. di Ricevere.] Che riceve. Lat.

* ^r. \nifTyip.Oant.Conv.65. Non può dare altro che utilitàlo r - ane n<J datore per lo dare , e che viene nel ricevitore per*'tor e ^'fr e ' ^ r ' ^ aCm A 43- 5. Chegli è il dacnte, e tu il rjVe-li,i pj/ *l l cevitor se di Cristo verace , 11 qual discende a te coni apotè ( j IC i P ' ^ ncc nov. 53. 5. E P altro , siccome ricevitore nella ne-de c Jq^ *. Proprio fratello. Amai. A ut. 17. 1 . 1. Laffetto del datore^ l 'zio, l , C< i VÌl0rC a * trn ^ fTC n,lle cose date. fah. Astro!, Poni hi pi o-te. ca *npiczza ec. tanto quanto la proporzione della ìungura

* -- Mn gura del ricevitore.

p e.*j e if Zn . ^ 1 sm -ì Chi ha carico di ricevere [danari, grasce, limosinotì,f >ipnti R . tn °lo di dignità ; [specialmente fi a' cavalieri di Malta, al-^huio ^ lrp,lnr< --] G. U. Vanno al ricevitore della provincia doveROof p-* c ^ (| bito son pagati. Car. Ictt. i.85. La lettera di Y.S. e del si-hr<> gitone, con la citazione a Malta , mi trovarono con la feb-j |, Trntt. Pece. nwrt. Fecelo dispensatol e e ricevitore di

* . llJl °sine che gli erano fatte giornalmente. (N)

C ^ ,<: n<^° comunità religiose accoglie i forestieri. f^it.SS.h^i)nv ( - Padella città era sacerdote c ricevitore e provveditore(A)

RICHIAMARE

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1 . ^ J Cctt^- A * * Pd-ce-vi-to--a.«yC L'. dell'uso. Uffìzio del ricevitore .,» sin. Bernardoni. (0)

rp PIfix CE /> ^*~ ce 'vi-t | 'i-c c - Verb. f. [ Ricevere.] Che riceve. Lat. ac-* l;iR 'Unl ,,()U - ^ 2 * 5. A A'megia d ogni bruttura ricevitrice si

ll^'ta ^ ant Uonv. 5d. E questo la la terza ricevitrice , e la^ v,j ta ì °p^ 0si ,u infinito si dilata.

S/f,f ° fan ' u ' CL ' v ò-ta. [ Sf. Breve scrittura per cui apparisce esseres< ff ° Iin P a SamentQ\ e La] confessione [stessa] che si fa per viacf l J ila .d aver ricevuto ; [altrimenti Quietanza, ] Quitanza [ seC( t 'ntr ) T* 14 es all<impnte , La Quitanza fossi da chi avendo tutto ri-^ Uiiff ,l<ìn ! ìa altro da pretendere ; la Ricevuta si pub fare anche^n, j)ì ìt>1z i°ne di ciò che si ha da avere ] Lat. apoclia.» f'asar.> ^ f °leva il mandato , che gli facesse la ricevuta. E ap-

\ ^ ' ri { ì n !, sava far quietanza ricevute per altri. (B)

Hicw e Ac " -

quietanza ne ricevute perccusare la ricevuta. V. Accusare , §. 5. (N)

l'Vv. "^ >"0, [Accoglienza.] Lai. rxceptio, susceptio. Gr. «wz?sSis.

u ?g. s g P-à'. j 4/>. 2gt. O lieto! o ricevuta festevole! Rat.aill ' c ljevolV 1 ' 1>ai touu laccoglienza antica, cioè la bella ricevuta e

'e 0 "* Fare ricevuta , le ricevu = Jccogliere. r. Fare ri-j- Ii,lt - Purg-7- 1 - Sordello, fatte le ricevute con Vi.--5 ^ lma ntlò Virgilio clii egli era.

"v, ltu a,e buona ricevuta = AccoiTe in bene. U. Fare buona ri-

4 ^ )

ltij a r ^ ccvn ^ a ^ Accogliere con letizia, V- Fare lic-

j S,Mo 1 Ri-ce-vn-tìs-si-mo. [ Add.m .] superi, di Ricevuto. Segner.

1 ^Plian P r n<'P^° ricevutissimo in tutti gli affari umani quello^muài 110 - 53 RMn.Disc.tom. 2. 160. Dal qual modo ricevutissimoC * VtJ To p- ni ° di parlare si deduce ec. (Min)

a 1 ' Aiì(l ' in. da Ricevere., Receputo, Reccfto ,

*car e jj acc cptus, rcccptus Gr. ù.va,\v)$§As. Dittam. i.22. Per ven- 1 -25 p Cevi| to oltraggio Corse in quel tempo sopra la lor terra.

- . cr v endicare il danno ricevuto. E 1.28. Ch ancor piangearf Dt, > 3 . e lasso II danno ricevuto, el suo tormento. Bocc.

>* rr'ijV* dacittadini con sommo onore ricevuti , fece la

'fi 10 dategli librare. G. U. g>617. 3 . Per li disagi ricc-e' Vv ' 8 ì r ic USSCi :° infermità. 71 /. V. 11- 3o. Li quali , per li nobili14% n VU ^'? * 0ro d° nar oao quelle colonne abbacinate. Sagg. nat.5 4u Ppaii le . c ;hndro era talmente confitto dentro la canna , per lin-rT /òr-° r t Ccvu to dallacqua , ec.

^j Ct:v tito ^ l . sm - Ricevimento, Ricezione. Onde i modi: Dire ilÀv VVlsare del ricevuto, Scrivere di ricevuto e simili , cioèbr? 1 ' 2 ' 7Scrivere ec. che alcuna cosa siasi ricevuta. Car.

V 11 ch* r - ? diedi a portarvi alcune medaglie, e non so perchè

V Scìr U r . ice . Vl ? {0 * C A ) (N)£ LeU. 3. 18. ( Comìn . 1 7 35 .)

n. Q da Vei .j. "^enti si è scritto vi paghi subito gli vostri sci ( scudi );* c . avvisate del ricevuto (M) E Leti. ined. 2. e^/. Lul-

1111 notizia che! Sigbictllo uvea ricevuti li ducati 5 o,

ch io ho ordinalo che se li paghino , e che vi ha fatta qedetanza escrittomi di ricevuto. (Pe) E LeU . 1. 78. Vi prego ec. ed a me diciateuna parola di ricevuto. E 3. 22. Li libri ve li mandai ec. a que-stora li doverrete aver avuti : avvisate di ricevuto. (N)

3 -7* E per Ricevuta , Quietanza . Car. Leti . ined. 2. 3 s 3 . Intanto laSignora Duchessa mi fa istanza , eh io facci questo pagamento nellesue mani , con pigliar questo assunto sopra di se di trarne la quie-tanza secondo la forma chio ne ho portata, e con farmene in nomesuo ricevuto , ed obbligo di voler satisfar del suo. (Pe)

Ricezione , Ri-ce-sid-ne. [Sf] Ricevimento ; [e per lo più si dice del-t alto per cui taluno viene ammesso ad un offizio, o ascritto ad unacompagnia,] Leu. receptio. Gr. ì'*$é£s. Eior. S. Frane . i56. Dopoia ricezione di frate Egidio, santo Francesco di subito con lui nandònella Marca.

Ricfredo , * Ric-fre'-do. 2 V. pr. m. Lo stesso che Federico , V. (B)Richedere , Ri-chò-de-re. [Att. anom. usato anche come n. pass.] iA. k . e di' Richiedere,

2- Domandare o Chieder pregando. Dant. Puri*. 1. g3 Bastiti benche per lei mi riebegge.» Esp. Pai. JSosl. 12. Questo pane noi ri-rileggiamo al nostro buon padre. (N)

3 Desiderare ^Cercare. G. . 12. g6. 1. Perocché mercatanti perguadagnare il ricogìieano, e portavaulo oltremare, overa molto ri-chesto.

f] Citare , Chiamare in giudicio. [U. Richiederei 5. £:]

5 Importare. G. U. 11. 3 . 2. Adunque gli nostri peccati richcg-giono che non solamente noi incorriamo in questi pcricoli (danni) fma eziandio in maggiori. (V)

(3 Clnamarc semplicemente. G.U. 10. i3o. 2. Fece richedere a par-lami nlo a Macheria tutti i Tiranni e grandi Lombardi.

7 Bisognare , Esser bisogno. Sali . Giug. 181. ISon posso io , percagione di far fede, dimostrare immagine.... demiei maggiori; mase il fallo richeggia a ciò , io vi posso mostrare aste . . . , anche lisegni delle fedile dinanzi dal mio corpo. (V)

8 Dicesi Richedere damore. [U. Richiedere, $.18.] Bocc-nov. 68.

1. Ciascuno affermava, dovere essere siala la paura dAnichino gran-dissima, quando, tenuto forte dalla donna, Tildi dire che egUffamorelaveva richrsta.

9 Dicesi Richedere battaglia o di battaglia e vale Sjìdave. ( V Ri'chiedere , J. 17 .] G. U. g. 3 o 5 * g. Trombando , e drappcllando, erich( ggendolq di battaglia.» Uit.SS. Pad. 1. 18. Come valentve ca-valiere di Dio , quasi richeggendo battaglia alle demonia , gridava ,e diceva : ceco qui ec. E appresso : Anzi pare che si faccia belledi noi , e richeggiaci di battaglia. (V)

Richerere , Ri-chè-re-re. Att. anom. U. difett. U'.A .V. e r/rRicbiederc.

( Dal lat. requtrefe che vale il medesimo, c che viene dalla parlicrHaiteraliva re, e da quaerere cercare,dimandare ) Ilim.ant.Cecc.Angnil.La stminità mi richer per figliuolo , Ed ilappello ben per madremia. Gr. S. Gir. 5f. Egli muore , ed io ti richerrò la sua mortedalla tua mano. (V)

K/CHE/?weA'TO, Ri-che'ri'inen 4 o. Sm. U.A. U. e diRichieiìimento.Gr.iS\ Gir. 68. Più vale lo richeriinento della sapienza, che neuna mer-catnnzia doro, ovvero d ariento. ( V) (La Cr. legge in questo me-desimo luogo Riehiedimento, Ui) (N)

Riciierismo.* (St. Eccl.) Ri-che--smo. Sistema escogitato dal francese Edmondo Bicherio intorno alla ecclesiastica e politica podestà. (Ber)Richekisti.* (St. Eccl.) Ri-chc--sii. Partegiani del Bicherio , teologofrancese del secolo xrn., ed autore di un sistema sulla potestàpo-hli.ca ed ecclesiastica , il quale rende il popolo padrone legittimodell'una e dell'altra autorità: sistema condannato dalla Chiesa. ( Ber)Richrsta , Ri-chè-sta. [Sf ] F~. A. F. e di' Richiesta. Bocc. nov.57.7. Senza alcun dubbio la donna ad ogni sua richesta gli avea di seogni suo piacere conceduto. E nov. 80. 20. Senza alcuna richesta dilei aspettare, le portò cinquecento beGorin doro. Coll. SS. Pad.È mestieri chio sia stimolato dalle tue perpetuali richesfce. Er.Jac,Cess. Quando sopravviene pericolo di battaglia , allora si faccia ri-chesta di pecunia.G. V. i5. 3. Papa Alessandro, a richesta dAr-rigo imperadore , andò a Mantova .

Richesto , Ri-ché-sto. [ Add. m. da Richedere. V. 55 * 3 e $ ) F". A.U. e di' Richiesto.

Richiamaiento , Ri-chfa-ma-méu-lo. Sm. Richiamata, liichiantQ.Stigl.Art. Eers. 10. Berg. (Min)

Richiamante , Ri-chia-màn-te. [Part. di Richiamare ] Che richiama.Lat.revocans. Gr, Lib. Licer, \icne iunanzì ad inslauzia dei

richiamante.

Richiamare , Ri-chia--re. [Att. comp.] Chiamar di nuovo. Lat. revo-care. Gr. àvxKGckdv. petr . crina. 3g. 6. E questo ad alta voce ancherichiama La ragione sviata dietro ai sensi. E son. 6. Che , quantorichiamando più lenvio Per la seenra strada, men m ascolta.

2 Chiamare semplicemente; [e per lo più si dice del Chiamare chi

se ne va, quantunque non sia ancora stato chiamato.] Bocc. nov. 28.27. [Chiunque il vedeva fuggiva ma c §l> richiamandogli, afièr-mava se essere risuscitato. E nov. q6. E patiir volendosi, il ri-chiamò Gianni, e disscgli ' ec. . .

3 _ Rivocare, [Far ritornare da un luogo colui che vi si era mandato

per esercitarvi qualche uffìzio o per altra faccenda. V. Richiamato.],

4 ! * Far ritornare, Chiamare indietro ; come Richiamar le forze, iisudore , le orine cc* Scdvin . Pros . 7 b.se. f. 158 , La ricircolazionc,che richiama Y effluvio , c ristora ec. viene da Apollo ec. (N)

5 * Dicesi Richiamar alla vita , e vale Far toì'nare in vita , e per ,simil. Far rinvenire. (A) (N) .

6 _* Dicesi Richiamar dailesiHo, dal bando e sìmili e vaie Rivocare %

l'esìlio , Far tornare dall'esilio ec. (A)

^ __* Dicasi Richiamar alla memoria, e vale Rappresentarsi alla me-

moria , allo spinto . (A)