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MCEVEVOLE
I^tenH N X ITo * *■ Lq stesso che Tener l’invito. Uit.SS.Pad . 2. 3o^f,2ij cagione , ricevette V invito. (V)
2$ ^ RlT * ) * =: Esser guiderdonalo. E, Merito sm. y §. 12. (N)
26 0RTE * ^ Sostenere , Patirla morte, U. Morte, §. 'ào. (]N)Dant 2^ ^ U ° RE Al ' cu so *“ Invaghirsene. F. Cuore, § ^7.Bocc.FU,Cu oi’e* I ’ P° n ^ an *' a affezione la bella immagine di lei ricevette net2 } ^ ’ c le T^el giorno innanzi, mentre visse, non se ne diparti. (N)
tl, ^v EVOLp CO p TENT0 -/ V ' Contcnto ’ "»• S- G 7 - (N) „
poj nc j ni-ce-ve-vo-le.^^. coni. Atto a ricevere, fìat. E rilucesse^ e Vi.m e • Clc ^° . ne ’ corpi ricevcvoli di luce , e diffusivi di quella.Su -°> Ri-ce-vi-mén-fo. [iJTh. L'atto del ricevere.] Lat. receptio,ten eu ? l0 \ . ’ Teol. Misi. Per questo s’apparecchia imman-
ce v , m e ^ ricevimento. Coll. SS. Pad. E ancora come, dopo il ri-, di qualunque doni , perseveri così la grazia d’iddio. Mac-
deli- ' *’ * 1 ' All’accolito (è impresso il carattere') nel ricevimentor *ccvii ClU ° ° ? ^ randt^lib re » Albeit.5y. La fortezza c consideratol*rìc:or en A 0 pericoli. But. Fortezza è considerato ricevimento de'
2 . '• ,5, Fortitudine è un ricevimento di pericoli.(N)
3 ^ ^ Co ghenza , Maniera di ricevere. Cr. alfa io Ricevuta. (A)
l< j conservar checchessia. Bemb.Lelt. Per le carte che in
' f, 8PiisUq a ^ Un - 1 tnsca ) ri raccoglieranno e riserbcranno , nessuno^r,E V|1 |v ìl e R r ' CCVl,nt ' n, ° esser potrebbe convenevole abbastanza. (A)j^° ’ “*-cc-vi-tì-vo.^^/. ni. Che ha virtù di ricevere.Coni . Purg.gtia m,v ,°^ a naturalmente è concava e cavernosa a modo di spu-^ ,Ck Vito^ 1 ^ C1 ° ■ ^ riceviliva delle impressioni de’f '. -uni.ac cept ^ ’ ^''CC'VÌ-Ió-re. [Ferb. m. di Ricevere.] Che riceve. Lat.
’* ^r. \‘nifTyip.Oant.Conv.65. Non può dare altro che utilitàlo r - ane n< ’J datore per lo dare , e che viene nel ricevitore per*'tor e ^'fr e ' ^ r ' ^ aCm A 43- 5. Ch’egli è il dacnte, e tu il rjVe-li,i pj/ *l l cevitor se’ di Cristo verace , 11 qual discende a te coni’ apotè ( j IC i P ' ^ ncc • nov. 53. 5. E P altro , siccome ricevitore nella ne-de c Jq^ *. Proprio fratello. Amai. A ut. 17. 1 . 1. L’affetto del datore^ l 'zio, l , ‘ C< i VÌl0rC a * trn ^ fTC n, ‘lle cose date. fah. Astro!, Poni hi pi o-te. ca *npiczza ec. tanto quanto la proporzione della ìungura
* -- Mn gura del ricevitore.
p e.*j e if Zn . ^ 1 sm -ì Chi ha carico di ricevere [danari, grasce, limosinotì,f >ipnti R . tn °lo di dignità ; [specialmente fi a' cavalieri di Malta, al-^‘huio ^ lrp,lnr< -‘-] G. U. Vanno al ricevitore della provincia doveROof p-* c ^ (| bito son pagati. Car. Ictt. i.85. La lettera di Y.S. e del si-hr<> gitone, con la citazione a Malta , mi trovarono con la feb-j |, •” Trntt. Pece. nwrt. Fecelo dispensatol e e ricevitore di
* . llJl °sine che gli erano fatte giornalmente. (N)
C ^ ,<: n< ‘^° comunità religiose accoglie i forestieri. f^it.SS.h^‘’i)nv ( - Padella città era sacerdote c ricevitore e provveditore(A)
RICHIAMARE
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1 . ^ J Cctt^- A * * Pd-ce-vi-to-rì-a.«yC L'. dell'uso. Uffìzio del ricevitore .—,» sin. Bernardoni. (0)
rp PIfix CE /> ^*~ ce 'vi-t | 'i-c c - Verb. f. [ dì Ricevere.] Che riceve. Lat. ac-* l;iR 'Unl’ ,,()U - ^ 2 * 5. A A'megia d’ ogni bruttura ricevitrice si
ll^'ta ^ ant ‘ Uonv. 5d. E questo la la terza ricevitrice , e la^ v,j ta ì °p^ 0si ,u infinito si dilata.
S/f,f ° fan ' u ' CL '“ v ò-ta. [ Sf. Breve scrittura per cui apparisce esseres< ‘iì ff ° Iin P a SamentQ\ e La] confessione [stessa] che si fa per viacf l J ila .d aver ricevuto ; [altrimenti Quietanza, ] Quitanza [ seC( ’ t 'ntr ) ’ T*’ 14 es all<impnte , La Quitanza fossi da chi avendo tutto ri-^ Uiiff ,l<ìn ! ìa altro da pretendere ; la Ricevuta si pub fare anche^n, j)ì ìt>1z i°ne di ciò che si ha da avere ] Lat. apoclia.» f'asar.> ^ f °leva il mandato , che gli facesse la ricevuta. E ap-
\ ^ ' ri { ì n !, sava far quietanza nè ricevute per altri. (B)
Hicw e Ac ■ • " ■ -
• quietanza ne ricevute perccusare la ricevuta. V. Accusare , §. 5. (N)
l'Vv. "^ >"0, [Accoglienza.] Lai. rxceptio, susceptio. Gr. «wz?sSis.
u ?g. s g P’-à'. j 4/>. 2gt. O lieto dì! o ricevuta festevole! Rat.aill ' c ljevolV 1 ' 1>ai ’ touu l’accoglienza antica, cioè la bella ricevuta e
'e 0 "* Fare ricevuta , le ricevu = Jccogliere. r. Fare ri-j- Ii,lt - Purg-7- 1 - Sordello, fatte le ricevute con Vi.--5 ^ lma ntlò Virgilio clii egli era.
"v, ltu a,e buona ricevuta = AccoiTe in bene. U. Fare buona ri-
4 ^ )
ltij a r ^ ccvn ^ a ^ Accogliere con letizia, V- Fare lic-
j S,Mo 1 Ri-ce-vn-tìs-si-mo. [ Add.m .] superi, di Ricevuto. Segner.
1 ^Pl’ian P r ‘ n< ’'P^° ricevutissimo in tutti gli affari umani quello^muài 110 -’ 53 RMn.Disc.tom. 2. 160. Dal qual modo ricevutissimoC * VtJ To p- ni ° di parlare si deduce ec. (Min)
a’ 1 ' Aiì(l ' in. da Ricevere.—, Receputo, Reccfto ,
*car e jj’ acc cptus, rcccptus Gr. ù.va,\v)$§‘As. Dittam. i.22. Per ven-■ 1 -25 p Cevi| to oltraggio Corse in quel tempo sopra la lor terra.
- . cr v endicare il danno ricevuto. E 1.28. Ch’ ancor piangearf Dt, ‘ > 3 . e lasso II danno ricevuto, e’l suo tormento. Bocc.
>* rr'ijV* da’cittadini con sommo onore ricevuti , fece la
'’fi 10 dategli librare. G. U. g> ‘617. 3 . Per li disagi ricc-e' Vv ' 8 ì r ic USSCi :° infermità. 71 /. V. 11- 3o. Li quali , per li nobili14% n VU ^'? * 0ro d° nar oao quelle colonne abbacinate. Sagg. nat.5 4u Ppaii le ‘ . c ;hndro era talmente confitto dentro la canna , per l’in-rT /òr-° r t Ccvu to dall’acqua , ec.
^j Ct:v tito ^ l . sm - Ricevimento, Ricezione. Onde i modi: Dire ilÀv VVlsare del ricevuto, Scrivere di ricevuto e simili , cioèbr? 1 ' 2 ' 7 ’ •Scrivere ec. che alcuna cosa siasi ricevuta. Car.
V 11 ch* r - ? diedi a portarvi alcune medaglie, e non so perchè
V Scìr U r . ice . Vl ? {0 * C A ) (N)£ LeU. 3. 18. ( Comìn . 1 7 35 .)
n. Q d‘a Vei .j. "^enti si è scritto vi paghi subito gli vostri sci ( scudi );* c . avvisate del ricevuto (M) E Leti. ined. 2. e^/. L’ul-
1111 dà notizia che’! Sigbictllo uvea ricevuti li ducati 5 o,
ch io ho ordinalo che se li paghino , e che vi ha fatta qedetanza escrittomi di ricevuto. (Pe) E LeU . 1. 78. Vi prego ec. ed a me diciateuna parola di ricevuto. E 3. 22. Li libri ve li mandai ec. a que-st’ora li doverrete aver avuti : avvisate di ricevuto. (N)
3 -7* E per Ricevuta , Quietanza . Car. Leti . ined. 2. 3 s 3 . Intanto laSignora Duchessa mi fa istanza , eh’ io facci questo pagamento nellesue mani , con pigliar questo assunto sopra di se di trarne la quie-tanza secondo la forma ch’io ne ho portata, e con farmene in nomesuo ricevuto , ed obbligo di voler satisfar del suo. (Pe)
Ricezione , Ri-ce-sid-ne. [Sf] Ricevimento ; [e per lo più si dice del-t alto per cui taluno viene ammesso ad un offizio, o ascritto ad unacompagnia,] Leu. receptio. Gr. ì'*$飑s. Eior. S. Frane . i56. Dopoia ricezione di frate Egidio, santo Francesco di subito con lui n’andònella Marca.
Ricfredo , * Ric-fre'-do. 2 V. pr. m. Lo stesso che Federico , V. (B)Richedere , Ri-chò-de-re. [Att. anom. usato anche come n. pass.] iA. k . e di' Richiedere,
2 —- Domandare o Chieder pregando. Dant. Puri*. 1. g3 • Bastiti benche per lei mi riebegge.» Esp. Pai. JSosl. 12. Questo pane noi ri-rileggiamo al nostro buon padre. (N)
3 Desiderare ^Cercare. G. . 12. g6. 1. Perocché mercatanti perguadagnare il ricogìieano, e portavaulo oltremare, ov’era molto ri-chesto.
f] — Citare , Chiamare in giudicio. [U. Richiederei 5. £:]
5 — Importare. G. U. 11. 3 . 2. Adunque gli nostri peccati richcg-giono che non solamente noi incorriamo in questi pcricoli (danni) fma eziandio in maggiori. (V)
(3 — Clnamarc semplicemente. G.U. 10. i3o. 2. Fece richedere a par-lami nlo a Macheria tutti i Tiranni e grandi Lombardi.
7 — Bisognare , Esser bisogno. Sali . Giug. 181. ISon posso io , percagione di far fede, dimostrare immagine.... de’miei maggiori; mase il fallo richeggia a ciò , io vi posso mostrare aste . . . , anche lisegni delle fedile dinanzi dal mio corpo. (V)
8 — Dicesi Richedere d’amore. [U. Richiedere, $.18.] Bocc-nov. 68.
1. Ciascuno affermava, dovere essere siala la paura d’Anichino gran-dissima, quando, tenuto forte dalla donna, Tildi dire che egUffamorel’aveva richrsta.
9 — Dicesi Richedere battaglia o di battaglia e vale Sjìdave. ( V • Ri'chiedere , J. 17 .] G. U. g. 3 o 5 * g. Trombando , e drappcllando, erich( ggendolq di battaglia.» Uit.SS. Pad. 1. 18. Come valentve ca-valiere di Dio , quasi richeggendo battaglia alle demonia , gridava ,e diceva : ceco qui ec. E appresso : Anzi pare che si faccia belledi noi , e richeggiaci di battaglia. (V)
Richerere , Ri-chè-re-re. Att. anom. U. difett. U'.A .V. e r/r’Ricbiederc.
( Dal lat. requtref’e che vale il medesimo, c che viene dalla parlicrHaiteraliva re, e da quaerere cercare,dimandare ) Ilim.ant.Cecc.Angnil.La stminità mi richer per figliuolo , Ed i’l’appello ben per madremia. Gr. S. Gir. 5f. Egli muore , ed io ti richerrò la sua mortedalla tua mano. (V)
K/CHE/?weA'TO, Ri-che'ri'inen 4 o. Sm. U.A. U. e di’Richieiìimento.Gr.iS\ Gir. 68. Più vale lo richeriinento della sapienza, che neuna mer-catnnzia d’oro, ovvero d’ ariento. ( V) (La Cr. legge in questo me-desimo luogo Riehiedimento, Ui) (N)
Riciierismo.* (St. Eccl.) Ri-che-rì-smo. Sistema escogitato dal francese Edmondo Bicherio intorno alla ecclesiastica e politica podestà. (Ber)Richekisti.* (St. Eccl.) Ri-chc-rì-sii. Partegiani del Bicherio , teologofrancese del secolo xrn., ed autore di un sistema sulla potestàpo-hli.ca ed ecclesiastica , il quale rende il popolo padrone legittimodell'una e dell'altra autorità: sistema condannato dalla Chiesa. ( Ber)Richrsta , Ri-chè-sta. [Sf ] F~. A. F. e di' Richiesta. Bocc. nov.57.7. Senza alcun dubbio la donna ad ogni sua richesta gli avea di seogni suo piacere conceduto. E nov. 80. 20. Senza alcuna richesta dilei aspettare, le portò cinquecento be’Gorin d’oro. Coll. SS. Pad.È mestieri ch’io sia stimolato dalle tue perpetuali richesfce. Er.Jac,Cess. Quando sopravviene pericolo di battaglia , allora si faccia ri-chesta di pecunia.G. V. i5. 3. Papa Alessandro, a richesta d’Ar-rigo imperadore , andò a Mantova .
Richesto , Ri-ché-sto. [ Add. m. da Richedere. V. 55 * 3 e $ ) F". A.U. e di' Richiesto.
Richiamaiento , Ri-chfa-ma-méu-lo. Sm. Richiamata, liichiantQ.Stigl.Art. Eers. 10. Berg. (Min)
Richiamante , Ri-chia-màn-te. [Part. di Richiamare ] Che richiama.Lat.revocans. Gr, Lib. Licer, \icne iunanzì ad inslauzia dei
richiamante.
Richiamare , Ri-chia-mà-re. [Att. comp.] Chiamar di nuovo. Lat. revo-care. Gr. àvxKGckdv. petr . crina. 3g. 6. E questo ad alta voce ancherichiama La ragione sviata dietro ai sensi. E son. 6. Che , quantorichiamando più le ’nvio Per la seenra strada, men m ascolta.
2 — Chiamare semplicemente; [e per lo più si dice del Chiamare chi
se ne va, quantunque non sia ancora stato chiamato.] Bocc. nov. 28.27. [Chiunque il vedeva fuggiva ma c §l‘> richiamandogli, afièr-mava se essere risuscitato. E nov. q6. E patiir volendosi, il ri-chiamò Gianni, e disscgli ' ec. . .
3 _ Rivocare, [Far ritornare da un luogo colui che vi si era mandato
per esercitarvi qualche uffìzio o per altra faccenda. V. Richiamato.],
4 !— * Far ritornare, Chiamare indietro ; come Richiamar le forze, iisudore , le orine cc* Scdvin . Pros . 7 b.se. f. 158 , La ricircolazionc,che richiama Y effluvio , c ristora ec. viene da Apollo ec. (N)
5 — * Dicesi Richiamar alla vita , e vale Far toì'nare in vita , e per ,simil. Far rinvenire. (A) (N) .
6 _* Dicesi Richiamar dail’esiHo, dal bando e sìmili e vaie Rivocare %
l'esìlio , Far tornare dall'esilio ec. (A)
^ __* Dicasi Richiamar alla memoria, e vale Rappresentarsi alla me-
moria , allo spinto . (A)