BASILICA LATERANENSE
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nome. Tutte le indicate figure sono rivolte verso la croce, ed in atto di accennare la medesima.Inferiormente ad esse vedesi scorrere un fiume nel quale si volle esprimere il Giordano, comeattestasi nel mezzo dalla parola Jordanes ; e nelle sue acque miransi de’ putti, altri entrobarchette, altri nuotando, e degli uccelli acquatici; come intorno alla sua sponda ancora siosservano altri uccelli e fanciulli che scherzano, sotto due de’ quali, che trovansi più prossimialla sponda medesima a sinistra ed a destra, leggesi ripetuta la parola Jordan, per metàdivisa. Nella parte più alta del musaico stesso, circondata da una corona di Angeli apparisceunTmmagine del Salvatore, della quale narra una pia leggenda che siasi quivi miracolosamentemanifestata nell’atto della consacrazione di questa Basilica eseguita da S. Silvestro.
Volgiamoci ora ad esaminare la nave traversa, che, come fu narrato, venne rinnovata conarchitettura di Giacomo della Porta per ordine di Clemente Vili, il cui stemma riccamentelavorato si osserva sopra la porta maggiore di questa nave non che negli ornati del soffittovagamente intagliato e messo ad oro, come quello della nave maggiore. Le sue pareti sono tutteornate in alto di pitture a fresco; fra le quali faremo distinta menzione degli otto grandi quadrisoltanto, elio quattro da un lato e quattro dall’altro sono disposti, e rappresentano fatti relativia S. Silvestro, a Costantino , ed alla Basilica stessa. Nel destro lato adunque, o sia in quellaparte della nave ove trovasi la porta, sta dipinto il battesimo di Costantino , lavoro del Pomaranci ;e quindi S. Silvestro sul monte Soratte, opera di Paris Nogari , che eseguì pur l’altro quadronella parete dicontro in cui è rappresentata la fabbrica della Basilica; presso il quale Giovanni Battista Ricci da Novara colorì quello esprimente la sua consacrazione. Nell’altra parte dellanave i soggetti de’quattro quadri che rimangono sono questi: l’apparizione dell’Immagine delSalvatore ài Popolo nel giorno della consacrazione di questa Basilica; i donativi fatti alla medesimadalla pietà di Costantino ; l’apparizione de’ SS. Apostoli Pietro e Paolo al medesimo; ed in fineil suo trionfo. La prima di tali pitture fu condotta dal nominato Nogari ; la seconda dal cavaliereGiovanni Baglioni; la terza da Cesare Nebbia ; e l’ultima da Bernardino Cesari fratello delcavaliere di Arpino . Gli Apostoli, che pur veggonsi dipinti nelle pareti stesse, sono pressochétutti di mano degli autori sopracitati: gli Evangelisti però che veggonsi effigiati nelle lunettedell’arco della tribuna, e dell’altro che separa questa navata dalla maggiore, sono del Ciampelli,come di sua mano pur sono i SS. Giovanni Battista e Zaccaria, che si veggono dipinti dall’altraparte di quest’ultimo arco, verso la nave maggiore. Nè mancano in questa navata traversaornamenti ancora di scultura: giacché sotto alle pitture descritte si veggono altrettanti angioli,scolpiti dal Cordieri, dal Malvicino o Bonvicino, dal Maderno, e da altri; come ancora presso laporta sono poste due mezze figure rappresentanti i Re David ed Ezechia , che sono bel lavoro delMalvicino sopraddetto. Ma il più magnifico ornamento che a questa nave fece la munificenzadi Clemente Vili si è l’altare, o cappella che vogliam dire, la quale ammirasi in fondo dellanave medesima dirimpetto alla porta, ed ò dedicata al Sacramento. Ne fu architetto Pietro Paolo Olivieri , che con grandioso divisamento la disegnò in forma di edicola di ottimo stile e di eleganteeffetto, siccome scorgesi nella Tavola IX. Le quattro grandi colonne striate di ordine compositosono di metallo dorato, come della stessa materia è tutta la trabeazione ed il timpano cuisorreggono; ed hanno palmi tredici di circonferenza. Esse appartennero fin dai primi tempi allaBasilica, per dono di Costantino : e vuoisi che abbiansi a ripetere da tempi ancora più antichi.Le altre quattro piccole colonne che formano la decorazione interna dell’altare, sono di verdeantico: ed in mezzo a loro sorge il grandioso ciborio o tabernacolo ricchissimo di ornamenti,che fu disegnato dall’architetto Pompeo Targoni. Gli angioli che sostengono al disopra il granquadro, in cui è scritto, 0 Sacrimi Conoioium, eie. sono di bronzo, eseguiti da OrazioCensore sui modelli di Camillo Mariani secondo il riti, del Buonvicino secondo altri. Ouattrostatue di marmo inoltre collocate entro nicchie, due sulla linea di facciata, due ai lati, edaltrettanti bassorilievi sopra le medesime, accrescono la nobiltà della cappella. Sono in queste
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3 — Chiese di Roma — Voi. III.