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Sul richiamo della canna zuccherina in Sicilia e sulle ragioni che lo esiggono / di G. V. e P.
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no seco delle ingenti spese, che appena potevanocomportarsi dai P& ricchi proprietarii, mentrecol metodo da proporsi potranno verificarsi piùsorta d ordegni siano grandi e speziosi, come pic-coli e circoscritti in anguste case , purché si pos-sa far compra d una sola caldaja, d una macchi-netta a soli due cilindri (i), e di pochissima spe-sa. Con ristretto numero d 1 2 utensili , e discretissi-ma provigione di legna pel solo primo anno (2),un possessore di pochi tumoli di terra potrà altermine di 14, 1 5 , 16 mesi promettersi d una

relativa quantità di zucchero , che potrà venderea suo bellagio.

La sola difficoltà che si oppone a generalizzar-ne in pochi anni la coltivazione si è la mancan-za della canna : ma q«es,ta svanisce , quando si

( 1 ) Nella China non si conosce altro molino, che a soli duecilindri sia di legno o di pietra , verticalmente situati ; ve nesono de portatili , che si affittano. Lord Macartney Voyaget.4 , P a g- "97 e seg.

( 2 ) Le canne medesime ben secche ed asciutte, dopo la spre-mitura servono per alimento del fuoco necessario ; ma ciò puòverificarsi dal secondo anno in poi , e non già nel primo,in cui trovansi ancor fresche dopo 1 estrazione del sugo. Que-sto vantaggio non potea aver luogo negli antichi trappeticheriducevano in pasta le canne , pria tagliate a corti pezzi ; eper altro dovendosi per lungo tempo cuocere un sugo estrema-mente acquoso , erano costretti i proprietarii consumare unaquantità straordinaria di legno, come in seguito si vedrà.