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Sul richiamo della canna zuccherina in Sicilia e sulle ragioni che lo esiggono / di G. V. e P.
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scritto della legge tuttoché morisse l'ammalato, «veniva punito di morte , quando si allontanava ,« che l’infermo perisse.

Dall’esistenza della canna, e dal frequente uso,che del suo dolce sugo se ne faceva in Egitto parrebbe facile supporre, che si possedeva anco-ra l’arte di ridurlo in sale essenziale ; ma purela distanza è grande da un punto all’ altro nelprogresso delle umane cognizioni. Sovvenghiamoci,che fin dai primi anni del genere umano furonoconosciute le piante comuni, e soprattutto le ce-reali, che particolarmente sembrano destinate .dal-la Provvidenza per l’alimento degli uomini , edegli animali ; e frattanto scorsero molti secoli ,priacllè ne sapessero tirare il vero partito del pa-ne , della birra ec, ; ne masticarono per moltis-simi anni il grano , dimenandosi fra i denti laparte amilacea ; indi V abbrustolirono per ridurloin più grata forma al palato ; lo ridussero posciain grossolana farina per farne il più triviale im-pasto da cuocerlo tra le ceneri, o sopra ardentibraci. Parve finalmente che inventate le mole edun certo molino, alcuni setacci di vimini per ren-dere più fina la farina, avessero dovuto mischiar-vi il piu necessario ingrediente, il lievito per di-viderne , e frangerne la tenacità di quella gluti-nosa pasta. No ) sì continuò il metodo istesso ,ed il solo progredimento fu nella forra* piatta ,