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Sul richiamo della canna zuccherina in Sicilia e sulle ragioni che lo esiggono / di G. V. e P.
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genti del sale Indiano di Dioscoride , c di Pliniosi oppongono al moderno zucchero , che può ado-perarsi in mille modi senza timore alcuno di li-mitarsi alla grossezza di un’ avellana secondo la ri-gorosa espressione di Plinio. Possiamo dunque so-scriverci ad una opinione, clic distrugge tutti iprincipii costantemente ricevuti su questa mate-ria ? Ma quale con effetto si è lo zucchero di cuiparlano quei autori ?

Fra tanti, che diffusamente lian trattato que-sto punto come Salmasio, Daniele Clerk, Paw edaltri, io mi ristringo al naturalista Guglielmo Pi-sone , che fu per qualche tempo nelle Indie, eda lui abbiamo la dottissima opera stancata inAmsterdam nel 1618.

Parlando egli delle varie canne ivi esistenti sifissa particolarmente in quella della dagl’indianimarnili , e corrottamente bambù , che per la suagrossezza ed altezza con ragione va compresa fragli alberi di alto fusto e cima , vuota al di den-tro , e nel tempo istesso interrotta di tanto intanto da varii nodi, che ne chiudono la comu-nicazione , e la rendono ugualmente piu solida.Il taglio di due internodii forma una barchettasimile ad una piroga americana , di cui si servo-no quei abitanti per tragittare il Gange .

I suoi bassi e teneri virgulti contengono unasostanza mollo saporosa, da cui nc risulta la com-