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LIBRO PRIMO.
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De lo ſcompartimento,& onde fia nato il modo dello edificare. Cap. IX.
Onſumiſi tutta la forza dello ingegno,& ogni arte da edificare muraglie
& tutto il ſaper inſieme, nello ſcõpartimento: Percio che le parti di vnointero edifizio,& per dir coſi, tutte le intere habitudini di ciaſcuna delle par-tiʒ& tutta la vnioneʒ& il congiugnimento finalmente di tutte le lineeʒ& di tut-ti gli angoli, in vna opera(hauutoſi riſpetto alla vtilità, dignità,& piaceuolez-za) ſono miſurate da queſto ſolo ſcompartimento: Percioche fe la Città ſecondo la fentenza de Filofofi è vna certa caſa grande,& per lo oppofito eſſa Ca-
ſa è vna picccola Città; perche non diren noi, che i membri di eſſa, ſon quaſi
Caſipoleʒ come è il Cortile, le Loggie, la Sala, il Portico,& ſimili. Et qual faràcoſa, che fia inqual se l’uno di queſti, tralaſciata per negligentia, o per traſcuratagginez che non nuoca alla dignità,& alla lode della opera. Debbeſi haueremolta cura,& diligenzia, nel conſiderare queſte coſeʒ che fi aſpettano,& gio-uano a tutto lo edifizio: Et fi debbe proccurare, che ancora le minime parti,non ſiano,& dallo ingegno,& dalla arte disformi. Conuenghoſi molto a fa-re cid atta& comodamente, tutte quelle coſe, che noi habbiamo dette di ſo-pra, della Regione,& del Sito: Et& ragioneuole, che non altrimenti che lemembra, in vn corpo, corriſpondono buna al altre; coſi ancora, corriſpondi-no le parti, allaltre parti, dello ediſizio: Onde fi dice, che i Grandi edifizi; vo-gliono gran membri. Laqual coſa in vero, talmente oſſeruarono gli Antichi;che e’ fecero fi le altre coſeʒſi ancora i mattoni a Publici,& grandiſsimi edifi-zlizmolto maggiori che a Priuati. Et perciò a ciaſcun membro, fi debbe con-tribuire, luogo atto;& ſito accomodato: non minore che la dignità fi richieg-giaznon maggiore, che lo vſo fi ricerchiznõ in luogo impertinente,& che nonſtia bene; ma in ſuo luogo,& talmente propioʒche ei non fi poſſa porre altro-ue, piu comodamente. Ne fi deue porre, la parte che dello edifitio ha da eſ-fer’ la piu honorataʒin luogo abbandonato: ne quella che deue eſſere la piu publica; in luogo aſcoſo: ne quella che deue eſſere priuata; in luogo troppo ſco-
erto. Aggiugni ancora, che e’ fi debbe hauere riſpetto, alle ſtagioni de tèpiʒ
erche e'ſi debbe attribuire altre coſe, ne luoghi caldi;& altre ne freddi: Per.cioche altre, altri ſiti,& altre grandezze ricercano. Se i luoghi per la State, ſa-ranno ſpatioſi,& larghiʒ& quegli dello Inuerno raccoltiʒnon faranno biaſimati: Perche ne caldi fi ricercano le ombre,& i venti;& ne freddi i Soli. Et in
ueſto biſogna auertire, che non interuengha, a gli abitanti di hauere ad vſci-re di vn luogo freddo;& andarſene in l’altro caldo& affanno ſozſenza intra-mettere aria contemperata: O vero che di 3 caldo non ſene vadino inTaltro, per i freddi,& per i venti, nociuo:perche queſto nocerebbe, piu che al-tra coſa, alla ſalute de corpi loro. Et biſogna che e’ conuenga fun mem bro,con laltroʒ per ſtabilire inſieme& comporre, la bellezza,& la lode comune ditutta la opera: Accioche nel preoccupare uno tutto il bello; non reſti tutto ilbrutto addoſſo a quellaltro. Ma ſiano infra loro talmente proportionate;che paino vno intero,& ben finito corpoꝛpiu toſto che ſtacchate;& ſemina-te membra. Di poi nel dar forma a queſte membrazbiſogna immitare la mo-deſtia della natura: Percioche noi, ſi come nelle altre coſe; coſi ancora in que-
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