199DELLA AROGHTTEFTVRA
DI LEONBATTISTA ALBERTILIBRO SETTIMO.
DELLI ORNAMENTI DE TEMPII SACRI.
{he le Mura, i Tempi le Bafiliche fono confecrate alli Dq, della Regione della Citta,&del ſito, Er de ſuoi adornamenti principali.(ap. I.
OI HABBTAMO detto che il fabbricare fi fà di piuparti,& che de le parti alcune fon quelle, per le qualitutte le ſpecie di qual ſi voglia edifitio cõuengono in-
8ſieme, come è il ſito, le coperture,& ſimili,& alcune ne
ſono, mediante le quali gli edifitii ſono infra loro differenti; inſino a qui habbiamo trattato de gli ornamentiche a quelle prime ſi aſpettano, al preſente tratteremodelli adornamenti di queſte altre,& queſto diſcorſo liaso rà tanto grande vtilità in fe, che non che altro i dipintori accuratiſsimi inue-ſtigatori delle coſe belle, confeſſeranno che e non ſia bene mancarne in mo-do alcuno. Sarà ancora tanto piaceuole, non vò dir piu, baſta che non tipenti,rai d'auerlo letto, ma io nõ vorrei che tu biafimafli, fe eſſendoci propofti nuoui fini cominceremo a trattare la coſa da nuoui principii. I primi principii&as le vie adunque ci fi dimoſtrano aſſai bene, mediante la diuiſione, il diſegno,&la annotatione delle parti, delle quali la coſa in ſe cõſiſte, Percioche ſi come invna ſtatua fatta di brõzo, doro,& dargento coſi alla rinfuſa, il Maeſtro vi conſidera altre coſe circa il peſo,& lo ſtatuario altre circa il diſegno,& altri forſealtre coſe diuerſeʒcoſi noi ancora dicẽmo altroue, che queſte medeſime partise dellarchitettura biſogna che fieno talmente diuiſe, che habbino vn ordine af{ai comodo acciò fi poſsino raccõtare quelle coſe, che faccino a tal coſa apropoſito. Daremo dunque hora fine a quella diuiſione che principalmente conferiſce piu alla leggiadria& alla gratia delli edifitii, che alla vtllità, o alla ſtabilità loro. Ancor che tutte le coſi fatte lodi, talmente conuenghino infra di3 loro, che vna che ne manchi in qual’ fi voglia coſa, l'altre in la ſteſſa coſa nonfieno lodate. Gli edifitii adunque fono o publici o priuati. Et ĩ priuati& i pu-blici, ſono, o ſacri, o ſecolari. Tratterò prima de publici. Gli antichi colloca-uano con grandiſsima religione le mura delle citta dedicandole a vno Dio,che di loro haueſſe ad hauere la tutela. Ne penſauano che fi poteſſe mai ſecondo il diſcorſo humano da alcuno moderare tanto le coſe de mortali, che nelcommertio& conſortio delli huomini non ſi ritrouaſſe la cõtumelia& la peria;& credeuano che vna citta, o per negligentia de ſuoi, o per inuidia de visi ſempre vicina alli accidenti,& ſottopoſta a pericoli, non altrimentiö naue nel Mare. Et perd credo io che eglino vſaſsino fauoleggiandodi dire che Saturno per prouedere a biſogni delli huomini, haueua gia propo1 1111
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