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3 DELLA ARCHITETTVRA
fempre piu alti che larghi;& di queſti, i piu alti, ſien quelli, che riceuino duoicerchi, lun ſopra laltro,& i piu baſsi habbino la altezza della ſchianciana diquel quadrato che fi farebbe della lunghezza della foglia. Et è conuenienteporre le porti in quei lati, che ne conduchino piu che ſia poſsibile commodadamente in tutte le parti delli edifitii. Et biſogna vſar ancora diligenza indar gratia a ſimili vani, con fare che da deſtra& da ſiniſtra fi correſpondinocon le medeſime grandezze. Vſarono di laſciare le fineſtre& le porte, in caf-fo, ma talmẽte che le parti dalle bande ſi correſpondeſſero par pari, Et quelledel mezo fuſſero alquanto maggiori. Et procurarono grandiſsimamente dihauer riſpetto alla gagliardia degli edifitii. La onde laſciauano i vani diſcoſtoda canti,& dalle colonne, ne luoghi delle mura piu deboli, Ma non però tan-to deboli, che non fuſſero baſtanti a reggere il peſo. Et auertiuano che quan-te piu parti delle mura fi poteſſe, andaſſero diritte a piombo,& quaſi d un' pe-zo ſenza alcuno interrompimento, da i fondamenti per inſino al tetto. Egliò vna certa forte quaſi di vani, che con la forma,& con il ſito imitano le porte& le fineſtre, ma non penetrano tutta la groſſeza del muro, ma come Zane la-ſciano belli& commodi ſpatii,& luoghi da ſtatue& da pitture. Ma in che luogo queſte,& quanto ſpeſſe,& quanto grandi fi debbino laſciare, lo diremopiu diſtintamente, allhora che noi tratteremo de gli ornamenti de gli edificii,& giouano non dimanco coſi allo ſpendere poco come alla gratia dell opera:Percioche nel murare ſi conſuma manco pietre,& manco calcina. Queſtafia la ſoſtantia, che nel laſciare queſte zane biſogna laſciarle di numero com-mode, non di troppa grandezza,& di forma ragioneuole. Accio che con bordine loro imitino le fineſtre. Et fieno queſti tai vani come fi vogliono. Io hoconſiderato nelle opere degli Antichi che e non vſarono mai laſciargli mag-giori, che eglino occupiſsino piu che la ſettima parte della facciata. Ma ne an-che minori, che ne occupaſſero meno che la nona. I vani tra le colonne, fonoda eſſere connumerati infra i primi vani,& debbonfi laſciare varii fecondo la
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varietà degli edifitii. Ma parleremo di quefti piu diftintamente a lor luogo,
& mafsimamente quando noi ragioneremo del fare gli edifitii ſacri. Sia inqueſto luogo abaſtanza hauerne auertito, che queſti vani ſi debbono laſciarein modo, che ſi habbia quanto piu diligentemente fi puo riſpetto alle colonneche ſi debbono porre a ſoſtenere le coperture:& primieramente che non ſie
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no dette colonne troppo piu ſottili,& troppo piu rare, che elle non poſsino
reggere& commodamente il peſo, Et ne piu groſſe, o piu ſpeſſe che non laſci-no talmente nello ſpazo del piano, aditi,& vie a lo vſo delle coſe, ſecondo itempi aperte,& accommodate. Finalmente altri faranno i vani, quando lecolonne ſaranno ſpeſſe,& altri quando le ſaranno rade, percioche ſopra le colonne rade ſi pongano gli archi. Ma in tutti quei vani, ſopra i quali fi ponga-no gli archi, fi debbe procurare, che quello arco non fia minore del mezzocerchio, aggiuntaui la ſettima parte del mezo diametro. Percio chei piu eſ-ſercitati hanno trouato che queſto arco ſolo, è piu di tutti gli altri commodiſſimo a durare quaſi eterno. Et penſano che tutti gli altri archi ſieno a ſoſtene-re il peſo, piu deboli,& pronti& eſpoſti al rouinare. Penſaſi oltra di queſtoche il mezo cerchio fia quello ſolo, che non habbi biſogno, ne di catena, ne di
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