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L' architettura di Leonbatista Alberti / tradotta in lingua Fiorentina da Cosmio Bartoli gentilhuomo & accademico Fiorentino; con la aggiunta de disegni
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ni, cõſideratiſsimamẽte vi poſero vn piano, accio che chi era ſtracco,o debo

le per la fatica del ſalire, haueſſe alquanto di inframmeſſo da ripoſarſe. Et feper ſorte aueniſſe gia mai che nel ſalire cadeſſe qualcuno, haueſſe ſpatio doue

fer mare la foga della caduta,& ſi poteſſe rattenere& rihauerſi. Et io lodo grã

demente che le ſcale ſieno ſpeſſo interrotte da loro pianerottoli,& che le ſie-no alluminate,& ſecondo la degnita del luogo ampie,& ſpatioſe: Ma i gradi

delle ſcale non vſarono ne piu groſsi dun quarto di braccio ne piu ſottili che

vno ſeſto,& le lor larghezze voleuano che fuſſero manco di vno piede&mezo, ne piu dun braccio. Quãto mãco{cale ſarãno in vno edifitio,& quanto manco ſpatio di eſſo occuperanno, tanto ſaranno piu commode. Gli eſitide fumi,& delle acque, biſogna che ſieno eſpediti& in modo condotti, che enon vi ſi multiplichino dentro, non macchino, non offendino,& non arrechi-no pericolo allo edifitio. Di qui biſogna collocare le gole de cammini lonta-ne da ogni ſorte di legnami, accio non s' accendeſſero, o per alcuna ſcintilla, oper infiammatione, le traui, o i correnti che gli fuſſero appreſſo. I condottidelle acque, che debbon correre, biſogna conducerli ancora talmente, che eſi mandino via le ſuperfſuità,& nello andarſene, ne rodendo, ne macchiandonon faccino leſione alcuna allo edifitio. Imperoche ſe alcuna di queſte coſenoceſſe, ancora che ella nuoca pochiſsimo, auiene che con lunghezza di tempo,& continouatione del far danno, fa poi nocumento grandiſsimo;& hoconſiderato che i buoni Architettori hanno oſſeruato nel cõdurre queſte ac-que, di farle cadere con doccie che{portino infuora, in lato che chi entra nello edifitio, non ſi bagni. O le raccolſono talmente ne cortili, o ne cõdotti, cheragunate nelle citerne, ſene ſeruiuano a loro biſogni: o verd le raccoglieuano,& mandauanle a verſarſi in alcun? luogo, doue le lauaſſero le immonditie z ac-cio che gli occhi& i naſi de gli huomini ne fuſsino offeſi. Et me parſo cheſopra tutto auertiſſero, di diſcoſtare& rimuouere dallo edifitio ogni acquapiouana, ſi per altri conti, fi ancora perche il piano dello edifitio non fi innu-midiſſe,& mi pare che egli auertiſſero di laſciare i vani in luoghi accommo-dat iſsimi, donde faceſſero allo edifitio commodità maggiori. Et a me piacegrandemente che i pozzi fi ponghino nella piu publica& larga parte della caſa, purche vi ſieno poſti a ragione, con degni ſpatii,& che non occupino il tutto. Et i naturali affermano che le acque allo ſcoperto ſono piu ſincere& piupurgate. Ma in qualunche parte dello edifitio fieno, o pozzi affondi, o fognelaſtricate, o donde habbino a gittarſi acque, o humiditati, quiui biſogna chefieno i vani fatti in tal modo, che vi paſsi grande abondanza dar ia, accio chele humide eſalationi, ſi cauino fuora del pauimento,& purghinſi per il paſſare

de Venti,& per il ripercotimento dellaria. Habbiamo a baſtanza inſin qui

raccolto inſieme i diſegni delli edifitii, che pare che ſi appartẽghino alleopere generalmente; notato dapersè ciaſcun genere delle coſe,che dire ſi debbono. Hora ci reſta a trattare dellopera,& del muramento delli edifitii, Ma tratteremoprima della Materia,& di quelle cofe,chebifogna apparecchiare perla Materia.

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