38 DELLA ARCHITETTVRA
perche elleno contendeuano contro alla natura delle coſe, chi non ſi rideràdi colui che fatto vn ponte ſopra le Naui, nel Mare haueua diſegnato di ca-valcarloꝛo chi non harà piu toſto in odio la pazzia di queſto infolente? Il porto di Claudio fotto Hoſtia,& appreſſo a Terracina il Porto di Adriano, opere certo per ogni conto eterne. Niente di manco noi veggiamo, è gia gran;tempo, che per hauer ferrate le bocche dalla rena,& ripieni i ſeni, fono inte-ramente mancati, per lo aſsiduo combattimento del Mare, che ſenza ripoſopercontendoli, piu hun giorno che l’altro gli vince. Che penſi tu adunque,Wai che e ti habbia a interuenire in queſti luoghi, doue tu ti ſarai deliberato di„ ani contraſtare, o di rimuouere del tutto gli impeti delle acque, o il grandiſsimo 1%hi 1 55 I incarco delle ripe che rouinano? Ilche poi che è coſi, biſogna che noi non ciRa mettiamo a far coſe, che non ſi conuenghino apunto alla Natura delle coſe;i i" i 1 di poi ſi debbe auertire di non ſi mettere a fare coſa, che nel farla ſi habbia ahi Ti mancare a ſe ſteſſo, rimanendo ella imperfetta, Chi non harebbe biaſimatoNe Tarquino Re de Romani, ſe gli alti Dii non haueſſero porto fauore alla gran 15. ee diezza della Città,& fe nel creſcere dello Imperio, non ſi fuſſero aumentate. ricchezze baſtanti a tanta principiata Magnificentia, che egli haueſſe gittataN via tutta la ſpeſa della futura opera, nel gittare i fondamenti del tempio? OLe tre che egli è da conſiderare,& non infra lultime coſe, non ſolamẽte quel cheN tu poſſa, ma quello ancora che ti ſi conuenga. Io non lodo Rodope di Tracia 2quella celebrata Meretrice,& memoria de ſuoi tempi, che fi faceſſe fare vn fepolcro di{pela incredibile: Et fe bene ella con il ſuo meretricio guadagno fihaueua procacciate ricchezze regali, ella pero non fu degna di Sepolcro Re-gale. Ma per loppoſito, Io non biaſimo gia Artemiſia Regina di Caria, perhauer fatto al ſuo Cariſsimo& digniſsimo conſorte il ſuntuoſiſsimo ſepol- sscro. Ancora che io in queſte coſe, lodo certo la modeſtia. Oratio biaſimauaMecenate che egli impazzaſſe nello edificare: Io veramente lodo colul, il quale fecondo che dice Cornelio Tacito, fece il ſepolcro ad Otone, modeſto,ma da durare gran tempo. Et ſe bene nelle priuate memorie ſi ricerca la Mo-i deſtia,& nelle publice la Magnificentia. Le publiche anchora fono alcuna see volta lodate per eſſere modeſte come le priuate. Noi lodiamo& ci maraui-e gliamo del Teatro di Pompeio, per la egregia grãdezza& dignita della opera. Edifitio degno veramente di Pompeo,& di Roma Vittorioſa. Ma la paz-zia dello edificare di Nerone,& la furia di recare a fine le opere ſmiſurate,non è lodata da ognuno. Oltra queſto chi non harebbe voluto che colui, che 38con tante migliaia di huomini forò il Monte appreſſo a Pozzuolo, haueſſe durata tanta fatica,& conſumato tanta ſpeſa, in qualche altra opera piu vtile?Chi non biaſimerà la prodigioſa pazzia di Eliogabalo? egli haueua penſatodi piantare vna grandiſsima Colonna per entro della quale fi ſaliſſe ſopra la cima, accio viſi poneſſe ſopra lo Dio Eliogabalo, al quale ei fi era ordinato, di 40adorare. Ma non hauendo trouata Pietra fi grande, fattone cercare inſino inTebaide, ſi tolſe dalla impreſa. Debbeſi aggiugnere ancora a queſte coſe chee non fi debbe incominciare coſa alcuna,{e bene per altro ella è degna&vtile, ne però al tutto difficile al farſi, aiutandola le facultadi& le oportunitàde Tempi, che ella ſia tale che in breue debba mancare, o per negligentia di
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