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104. DELLA ARCHITETTVRA
& maſſimo i Vecchi. Sarà quel’ ſito ſcommodo, doue la Città harà ſopraa ridoſſo alcuna Ripa, che rimanderà allo ingiuſo, i ſolleuatiui vapori dal Soleʒouello, nel quale alcune profondiſſime Valli, ſuaporeranno all intorno ariacrudeliſſima. Altri ne auertiſcono, che i fianchi delle città fi debbino termi-nare con luoghi precipitoſi. Ma che i precipitii quaſi tutti non fieno di lor' na;tura baſtanti à durare contro a i motiui,& a gli accidenti de Tempi, lo dimo-ſtrano in aſſai luoghi molte Caſtella,& in Toſcana Volterra. Rouinano cer-to i luoghi coſi fatti in proceſſo di Tẽpo,& ſi tirano dietro cio che tu vi ponfopra. Biſogna grandemente ancora auertire, che tal Sito non habbia attac-cato alcun monte aridoſſo, che preoccupato da gli Inimici, ti habbia àᷣ eſſere 10di continoua moleſtia;& che ſotto la Città non vi ſia tanto di pianura ſicura,che il nimico vi fi poſſa naſcondere, pigliandoui con leſercito Alloggiamẽti,& farui di poi Trincee, o ordinare gli ſquadroni per venirti ad affrõtare. Noihabbiamo letto, che Dedalo poſe la Città d Agrigenta, hoggi Gergento, ſo-pra vna difficiliſsima pietra, con vna entrata ſtrettiſsima; di maniera che ella ss,era guardata da tre huomini foli; fortezza certo commodiſsima, pur che&non ti poſſa eſſer riſerrata luſcitaalle armi, con altante perſone, con quante ſidifende la entrata. I pratichi nelle coſe da guerra, Lodano grandemẽte Cin-goli, fatto da Labieno ne la Marca; fi per molte altre coſe, fi ancora, perchequiui non interuiene quello che il piu delle volte ſuole interuenite alle Terre+0.di Montagna, che poi che tu vi ſia ſalito, vi fia il combattere pareggiato: Cõ-cloſia che i nimici vi fono ributtati da vna altiſsima,& precipitoſa ripa; Nevi pud lo Inimico cõ vna ſola ſcorreria dare a ſuo piacimento il guaſto al paefe,& predarlo; ne riturare tutte le vie inſieme ad vn tempo; ne ritrarſi ſicu-ro a gli alloggiamenti; ne mandare mai a fare cornaggio; o per legne o per 25.acque fenza pericolo. Il cõtrario interuiene a que di dentro; percioche me-diante i Monti che egli hanno fotto, collegati inſieme da piu bande;& me-diante le interpoſteui Valli, hanno da poter’ vſcire in vno ſubito a moleſtargli Inimici, da poterli allimprouiſo affrontare,& dar loro la carica; ſecondoche ſe gli porge qual fi voglia preſta occaſione,& ſperanza. Ne danno mi- se,nor lode a Biſſeio Caſtello de Marfii fortiſſimo mediante le tre fiumare chequiui da diuerſe bande concorrono;& difficiliſſimo ad andarui mediante gliſtrettiſſimi paſſi delle Valli; alzandouiſi all intorno aſpriſſimi& inacceſſibi-li Monti: Di maniera che gli Inimici, non hanno luogo doue poruiſi ad aſſe-
dio; ne poſſono guardare tutte le sboccature delle Valli; commodiſſime cer 35
tamẽte a que del Caſtello, da poterui metter dentro ſoccorſi,& vettovaglie,
& da nuocere a nimici; Ma fia de Monti detto a baſtanza. Hora fe tu collo-cherai vna Terra nella Pianura,& come il piu delle volte fi ſuol fare in ſu lafiumara, talmente che ella forſe paſſi per il mezo della Terra, auuertiſci chedetta fiumara non venga da Auſtro o corra verſo Auſtro: Percio che quindi 40la humidità,& quinci la frigidità, multiplicate per i vapori della fiumara, arriueranno piu moleſte& piu nociue. Ma(e la fiumara paſſerà fuori del circui-
to delle Mura, biſognerà conſiderare la Regione all intorno;& donde i Ven
ti haranno campo piu aperto, alzar da quella banda le mura, dietro a le qualihabbia a paſſare detta fiumara. Nell altre coſe farà apropoſito quel che ten-
gono,