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106 DELLA ARRCHITETTVRA
ue il ponte. Et cid feciono non con il ſerrare con vn ſolo Argine tutto il flu
me ad vii tratto, ma fattone prima vna parte, paſſarono a far l’altra,& a con-giugnerla poi, con la gia fatta: Concioſia che egli è impoſſibile rimuoue-re,& ritenere ad vn tratto, tutto l’impeto delle acque. Debbonfi adun-
ue mentre noi muriamo ne fiumi laſciarli foci aperte, per le quali paſſi vial'impeto delle gonfiate onde. Queſte foci fi lafceranno aperte, o in efloguado, o quando piu faccia a propoſito, faccinuifi doccie di legname,&Canali,che ſtieno ſolleuati in Aria, per li quali l’acqua che ſoprabbonda, ſcorrendoui ſopra, paſsi via. Ma fe la ſpeſa ti pareſſi troppa, farai a ciaſcuna Pilavna baſa ſemplice ſolamente, fatta& finita a guiſa di vna Naue, con vno An-golo in la Poppa,& vno nella Prua, dirizzandole a filo ſecondo il corſo delleacque; accioche l’impeto delle acque nel diuiderfi,fi ſcemi. Et biſogna ricor-darſi che le onde nuocono molto piu alle Poppe, che alle Prue delle Pile. Ilche da queſto ci fi manifeſta, che dalle Poppe delle Pile vi fi aggira molto piucopia di acque,che dalle Pruezoltra che in quel luogo fi veggono aggiramenti d'acque,che le ſcauano infino nel fondo,& le Prue ftanno faldifsime eflen-do rincalzate dal letto del fiume, ripieno di Rena. Il che eſſendo cofi,ò di ne-ceſsità, che queſte parti per tutto ledifitio fieno gagliardiſsime& fortiſsimea reggere contro gli impeti delle acque; farà dunque molto apropoſito, che
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eſſo ediſitio fia molto a fondo,& con gran fondamẽti da ogni banda;& maſ 20
ſimo verſo la Poppa, in ſino a tanto, che per qual ſi voglia accidente, andata-ſene vna parte del fondamento, vene reſtino tante, che fieno baſtanti a regge-re il peſo delle Pile. Et inanzi tratto giouerà grãdemente, ancor' che da principio tu habbi cominciato a ſituare le Baſe nella piu alta parte del letto del fiume, che le acque, che vi paſſano ſopra, non vi caſchino rottamẽte come in vnprecipitio; ma sdrucciolino facilmente, come per vn dolce pendio. Per-cioche Jacqua, che cade precipitoſamente, commoue il fondo,& di qui fattapiu torbida, porta via le coſe ſmoſſe,& continouamente caua ſotto tali luo-ghi. Faremo le Pile di Pietre lunghiſsime,& larghiſsime, che di loro na-tura reſiſtino a Diacci,& che non infracidino per l'’acque; ne per altro acci-dente facilmente fi riſoluinoʒne fotto il pelo fi fiacchino: Et fi mureranno còogni diligentia fecondo il Regolo, il Piombino,& larchipenzolo, non pre-termettendo per lo lungo alcuna collegatura,& per il trauerſo con commet-titure che ſcambieuolmente leghino Inna l’altra; laſciando da parte ogni ri-pieno di ſaſſi minuti. Aggiugnerannouiſi ancora molto ſpeſsi,& perni,&ſpranghe di Bronzo, appiattate& acconce, di maniera ne luoghi loro, che lePietre per eſſe buche non diuentino deboli; ma con ſi fatte ſprangature ſtie-no ferme. Et tiriſi tale opera in alto con amendue le teſte eleuate angularmẽte& da Prua,& da Poppa; di maniera che le fronti delle Pile, ſoprauanzinoſempre le piene maggiori. Sia la groſſezza delle Pile, per la quarta parte del-l’altezza del Ponte. Et fono ſtati alcuni, che non hanno terminate le poppe,& le Prue di coſi fatte Pile cò angoli; ma con vn mezo cerchio, credo io, perconto della venuſtà di tale lineamẽto. Et ancor' che io habbia detto che il cerchio habbia forza di angolo, Io appruouo piu toſto in queſto luogo gli angoli; pur che e non ſieno tanto appuntati, che ſpuntati da ogni piccola mole ſtiaſieno
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