LIBRO Q yVINTO. 123
biſogna che affortichino la Città loro non meno contro a ſuoi; che contro aForeſtieriʒ& talmente debbe eſſere afforzificata, che e poſſa a vn biſogno valerſi dello aiuto& de ſuoi;& de Foreſtieri ancora contro a ſuoi. Nel paſſa-to libro dimoſtrammo come fi haueua a fortificare vna Città contro agli Inimici foreſtieri; conſidereremo al preſente quel che ella voglia hauere contro a nimici Terrazani. Euripide tiene per coſa certa, che la moltitudine naturalmente fia vno Inimico potentiſſimo,& che fe ella vorrà ridurre vitamente inſieme le fraudi,& gli inganni, diuenterà certamente ine ſpugnabile.Iſauiſsimi Re del Cairo in Egitto, città di maniera popolatiſsima, che e pen-ſauano che alhora ella ſteſſe ſana,& bene; quando e non vi moriuano piu chemille huomini il giorno: la diuiſono con foſſe d acqua tanto ſpeſſe, che ellanon pareua di già vna ſola Città, ma molte picciole Terricciuole congiunteinſieme: Et queſto credo io che e faceſsino, accio che la comodità delli Im-peti fuſſe diuiſa& ſparſa. Et per queſto ottẽnero facilmente, che innanzi tratto non hauieno a temere de gli importanti motiui della moltitudine;& ſecõdariamente di potere reprimere con facilità, i detti motiui fe pure ne naſceſ-ſero; non in altra maniera che auerrebbe, ſe di vno coloſſo grandiſsimo, ſenefaceſsino due, o piu ſtatue, piu trattabili,& piu portatili: I Romani non man-dauano in Egitto alcuno Senatore, con autorita Proconſolare, ma diſtribui-uano a ciaſcun luogo huomini dell'ordine de Caualieri. Il che dice Arrianoche eſsi faceuano, accioche vna Prouincia tanto dedita alla innouatione dinuoui tumulti, non fuſſe gouernata da vn ſolo. Et conſiderarono neſſuna Cietà eſſere ſtata ſenza diſcordie de Cittadini piu che quelle, che o diuiſe da lanatura, come che fe vi paſſaſſe vn fiume per il mezo, o doue fuſsino collinet-te ſeparate in piu parti; o che veramente poſte parte in piano,& parte in col-le, fuſsino diuiſe da alcuna muraglia commodiſsimamente;& tal’ diuiſionenon penſo io che ſi habbia a tirare come vn Diametro a trauerſo d una pianta; ma come rinchiudere vn circuito in vn altro: Concioſia che i piu Ric-chi come quegli che vorrieno il paeſe piu largo, ſopporteranno facilmen-te deſſere laſciati fuori del primo cerchio;& laſceranno volentieri alle Bec-cherie,& alle altre Botteghe,& a Trecconi, il mezzo della Citta peril Mer-cato;& la poltrona Turba del Terentiano Gnatone, cioè Pizzicagnoli;Beccai,& Cuochi& ſimili arrecherà piu ſicurtà,& manco ſoſpetto, che ſeella nõ fuſſe ſeparata da Cittadini piu nobili. Ne fia fuori di propoſito, quelche fi legge ne gli ſcritti di Feſto, che Seruio Tullio comandò a Patritii, cheandaſsino ad habitare nel Borgo; accio che ſe egli haueſſero cerco habitan-do in quel luogo di fare innouatione, ſtandoui egli ſopra a ridoſſo, egli poteſſe opprimere in vn ſubito. Queſto muro dentro alla Terra biſogna murarlodi maniera, che paſsi per tutte le regioni della città;& di groſſeaza& d'ognialtra forte di lauoro biſogna alzarlo gagliardiſsimo,& altiſsimo, fino a tantoche ſoprauanzi a tutti i Tetti de gli ediſitii priuati. Et biſognerà forſe ancoraafforzificarlo di Torri,& di merlature,& di foſſe ancora da ogni banda; ac-dioche i tuoi Soldati nel ſtarui dentro mediante quelle difeſi& ſicuri, da perutto lo poſsino difender; Biſogna che le ſue Torri non fieno aperte dallolato di dentro, ma chiuſe di muro per tutto;& biſogna che le ſieno eſpoſte aii