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L' architettura di Leonbatista Alberti / tradotta in lingua Fiorentina da Cosmio Bartoli gentilhuomo & accademico Fiorentino; con la aggiunta de disegni
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LIBRO QYINTO. 125

ne trattammo nel primo libro de Diſegni; hora è neceſſario ſeguitare di di-re, quante elle debbino eſſere, come grandi, in che ſiti fi debbino porre, checiaſcuna fecondo il biſogno vi ſtia accõmodatamente. Il Portico& lo Anti-orto fi adornerà con la entrata. L'entrata ſi adorna, fi della ſtrada verſo laquale ella ſtà aperta; fi ancora della maieſtà dell opera, con la quale farà fini-ta. Le ſtanze poi da mangiare piu adentro,& quelle doue s hanno a riporrele robe,& ſimili, ſi debbono collocare in luoghi atti; accioche le coſe, che vifi hanno a riporre, vi fi mantenghino commodamente, hauendoui aria; Ven-ti,& Soli, conuenienti;& ſieno accommodate ſecondo i biſogni,& ſieno di-ſtinte di maniera, che nel conuerſare, o de foreſtieri, o de gli abitanti proprii,non diminuiſchino a coſtoro la dignitꝭ, la commodità,& il diletto;& ac-creſchino anco a coloro il deſiderio,& la ſete di coſa non conueniente. Et ſicome il Mercato& le piazze nella Città non debbono eſſere in luoghi ripo-ſti, o naſcoſi, o ſtretti; ma in luoghi aperti,& quaſi nel mezo; coſi nelle Cafeancora, la Sala,& il ricetto,& l'altre coſe ſimili, debbono eſſere di manierain luoghi commodi, che tutte le altre membra vi corriſpondino ſopra como.diſsimamente: Concioſia che in queſte fi debbono terminare, i vani delle ſcale& de Veroni, In queſte ancora i ricetti doue que di caſa ſalutano,& riſcontrano con allegrezza gli inuitati a Conuiti. Non debbe la Caſa ancora haue-re fe non vna vſcita; accioche ſenza ſaputa del Portinaro, non poſſa alcuno,entrare,& portar fuori coſa alcuna. Guarderenci ancora che i Vani delle fi-neſtre,& de gli vſci, fieno eſpoſti ne alle commoditꝭ de ladri, ne a Vicini;accio che non interrompino, vegghino, o conoſchino quel che fi faccia in ca-ſa, o quel che viſi porti. Edificauano gli Egittii le cafe priuate di maniera, chedal lato di fuori non appariuano alcune fineſtre. Deſidererebbe forſe alcu-no hauere vna porta di dietro per la quale ſi conduceſs ino dentro le ricolte,ortate, o dal carro, o dalle beſtie; accioche la Porta principale non ſi imbrattaſſe,& vi aggiugnerebbono vmaltro Vſciolino piu ſecreto per ilquale ſenzaſaputa della famiglia, il Padron ſolo poteſſe riceuere dentro i cauallari ſecre-ti,& que che gli portaſs ino auiſi,& vſcire fuori a ſua poſta, fecondo che ricer-cano i Tempi,& lo eſſere delle coſe. Io non biaſimo già queſto, ma io deſidero ben grandemente, che vi fuſsino naſcondegli& ripoſtigli naſcoſiſsimi,&ſecretiſsimi;& ſtanze da rifuggirui copertiſsime, che apena le ſapeſſe il Pa-drone; ne quali luoghi per i caſi ſiniſtri, ſi poteſsino riporre le Veſti, gli argẽti,& fe e biſognaſſe per mala diſauentura egli vi fi ſaluaſſe ancora ſe ſleſſo.Nel ſepolcro di Dauid erano ſtati fatti alcuni naſcondegli, per naſconderuidentro, i Teſori della Eredità Regia; con vno artifitio tanto marauiglioſo,che egli era impoſsibile accorgerſene in modo alcuno; Dell uno de quali di-ce loſefo, che Ircano Pontefice doppo mille trecento anni ne cauò tre miliaTalenti doro, cioè mille ottocento migliaia di ſcudi per liberare la Città dalelo aſſedio di Antioco. Oltra queſto dicono che aſſai tempo doppo, Herodeancora ne caud di vn altro vna gran quãtita di Oro. In queſte coſe adunqueconuengono le Cate de Principi, con quelle de priuati: Ma vi& principalmente queſta differentia, cioè che luna& laltra di queſte hãno innanzi tratto vncerto che, di lor natura propria; Concioſia che in quanto a quelle parti che fi8 iii